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Lo scrittore incolore

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Tutti i contenuti di Lo scrittore incolore

  1. Lo scrittore incolore

    Premio WTF - i racconti più ommmiddiochecosahoappenaletto del WD

    Ciao! Letto solo ora :) comunque accetto di buon grado!
  2. Lo scrittore incolore

    Ciao Nanni

    Ero stato lontano dal forum per molto tempo. Mi ero perso la sua dipartita. Spesso ci eravamo confrontati. Sono oltemodo addolorato. Davvero. L'online spesso ci fa dimenticare che dietro la tastiera ci sono carne e sangue. Dio mio.
  3. Lo scrittore incolore

    Mezzogiorno d'Inchiostro 132 - Topic Ufficiale

    Complimenti a entrambi i vincitori! Alla prossima buone feste a tutti
  4. Lo scrittore incolore

    [MI 132] MEMEnto mori

    il mio commento prompt di mezzanotte Freddo. Troppo freddo. Apro l’occhio sinistro, poi il destro. Una fitta di dolore mi attraversa la testa da parte a parte. Cerco di alzarmi, ma il mio corpo non è d’accordo. Allora ruoto leggermente il collo e tento di capire dove sono. Questo tavolato grezzo di legno mi disorienta. Non sono di certo a casa mia, dove c’è solo parquet consumato dagli anni e dalle tarme. Riesco a girarmi su un fianco e a puntare il pugno destro nel pavimento. Forse così posso farcela. Ok, sono in piedi. Mi piego immediatamente in avanti e vomito di getto. Non ho avuto nemmeno il tempo di andare in bagno, ammesso che ce ne sia uno in questo posto. Ho la vista annebbiata, ma comincio a guardarmi intorno, per capire in che razza di luogo sono finito. Mentre osservo il mobilio scarno, anch’esso di legno, e dei drappi rossi che scendono ai lati dell’unica finestra della stanza, un ricordo si fa finalmente strada nel groviglio intricato della mia testa. Alcol a fiumi. Ieri c’è stato il mio addio al celibato e il mio testimone e amico di una vita Giacomo ha organizzato una festa che, stando alle sue previsioni, doveva “finire su SkyTg24”. Ha cominciato a farmi bere dalle dieci del mattino, sostenendo che io avessi bisogno di una maggiore carburazione rispetto agli altri invitati. I miei ricordi si fermano a quei momenti. «C’è nessuno?» Non ricevo alcuna risposta. Sto cominciando a innervosirmi, perché non riesco davvero a capire. Vado verso la finestra, per guardare fuori e avere qualche elemento in più, ma ciò che vedo mi fa tremare le gambe. Sono in mezzo al mare. L’acqua lambisce il bordo della finestra e rischia di entrare nella stanza da un momento all’altro. Se si esclude qualche picco montuoso ricoperto di neve e ghiaccio sparso qua e là, motivo della temperatura proibitiva, tutto il resto è una distesa immota d’acqua. Non c’è neppure una piccola onda che osi alterare la calma assoluta della superficie. Poi lo vedo e passo i dorsi delle mani sugli occhi, per mettere meglio a fuoco. C’è un monaco tibetano su uno dei picchi che vengono fuori dall’acqua. Se ne sta seduto con le gambe piegate e le braccia poggiate sulle ginocchia. Le mani hanno la stessa posizione, con pollici e indici uniti. Il mento è leggermente piegato sul petto. Sta meditando. «Ehi, amico! Dove siamo? Che diavolo è tutta questa acqua?» L’uomo apre gli occhi e mi guarda con estremo disprezzo. Devo aver interrotto il suo flusso zen. Poi però mi indica e comincia a ridere come un ossesso. Vedo la sua testa pelata e lucida farsi rossa per lo sforzo, mentre con le mani si tiene la kesa sulla pancia. Sono fuori di me. L’unica persona che ho visto finora si fa beffe di me, invece di aiutarmi. Batto le ante della finestra. Vorrei piangere per l’assurdità della situazione in cui mi trovo, ma non ne ho il tempo materiale. La porta della stanza si spalanca ed entra Giacomo. Ha gli occhi spiritati e si muove a scatti, come un animale ferito. Tiene la testa bassa ed evita il mio sguardo. «Ti sei svegliato, Ettore. Credevo fossi morto.» Mi abbraccia, ma non c’è calore né nelle sue parole, né nei suoi gesti. «Che cazzo è successo? Fuori c’è tutta acqua e c’è pure uno stronzo di monaco buddista che mi ha visto ed è scoppiato in una risata assurda. Mai visto uno ridere così. Dove cazzo siamo, Giacomo?» L’ho perso a “monaco buddista”. È letteralmente scattato verso la finestra, con il terrore negli occhi. Poi torna indietro e mi prende per il collo. «Ti ha visto?» «Sì! Ma che fai, sei scemo?» «Falle fare a me le domande, ti prego. Ha riso?» «Sì, come un matto.» «Ha riso fino alle lacrime?» «Sì, sarà ancora là fuori che se la ride.» «Sul serio?» «Ma sì, è successo un minuto fa!» Mi lascia andare e corre di nuovo verso la finestra. Apre le ante e tira fuori una pistola da dentro i pantaloni. Quindi spara. Pluff. «Aveva già contribuito significativamente, ma almeno l’ho bloccato.» Guardo fisso Giacomo e ci metto qualche istante a riprendermi da ciò che è appena successo. «Tu gli hai sparato? L’hai ucciso?» «Sì. Perché sennò lui avrebbe ucciso noi.» «Ma stava solo ridendo!» «Appunto.» «Giacomo, ho davvero bisogno di una spiegazione. Ora. In questo istante. Altrimenti sento che impazzirò.» Lui mi guarda. Capisce di essere ormai alle strette. Infila di nuovo la pistola nel pantalone e tira un sospiro. «Siamo in Tibet, Ettore.» «In Tibet?! Ma io tra due giorni mi sposo. In Italia, a Frosinone! Cosa dirò a Manila?» Porto la mano alla tasca dei pantaloni. Realizzo solo ora di avere il cellulare con me. Chissà quante volte mi avrà chiamato la mia futura moglie. Chissà quanto sarà in pensiero. Faccio per tirarlo fuori e chiamarla, ma Giacomo mi blocca. «È tutto inutile, Ettore.» Il tono del mio amico non mi piace affatto. È il tono di chi dà delle sentite condoglianze. «Che cosa è successo a Manila?» «Non solo a lei, purtroppo» inizia a dire, per poi continuare con «È stata una strage. Una gigantesca e assurda strage.» Le lacrime mi sgorgano dagli occhi incontrollabili. La donna della mia vita non c’è più. E con lei è morta anche altra gente, mentre io smaltivo beatamente i postumi di una sbornia. Giacomo ha di nuovo lo sguardo spiritato e urla di terrore, tirandomi delle ditate negli occhi. «Ma che cazzo fai? Sei impazzito?» grido. «Fai di tutto per elaborare il lutto. Spacca qualcosa. Strilla. Ma ti prego non piangere. Per carità divina.» Di tutta risposta gli assesto uno schiaffo in pieno volto e l’ho faccio cadere a terra. «Come siamo finiti qua? Parla, ho detto!» Il mio amico si fa rosso in volto. Vorrebbe piangere, ma si limita per un motivo che ancora non conosco. «Voleva essere uno scherzo! Te lo giuro! Ieri mattina ti eri inciuccato malamente e io ho pensato bene di fare una cosa divertente. Ti ho disegnato un cazzo sulla fronte e ho fatto una storia su Instagram, taggando Manila. Ora io non so per quale assurdo motivo, ma il disegno del cazzo mi è venuto perfetto. Una perfezione anatomica invidiabile. E quella vena gonfia che hai tu in mezzo alla fronte, sembra proprio una vena del cazzo disegnato. La gente è impazzita, Ettore. La foto è diventata virale in pochi istanti. Tutta Frosinone a ridere con le lacrime. Quindi il Lazio e l’Italia. Dopo qualche ora Venezia era stata sommersa, perché non c’era una persona in laguna che non avesse pianto dalle risate. Poi il meme è diventato trend topic su Twitter e da lì non si è capito più nulla. Io ti ho caricato in macchina e ho avuto la freddezza di andare a Fiumicino e prendere il primo volo per il Tibet. Ho pensato che l’Everest fosse troppo alto per morire affogati. Invece tutto il mondo ha riso per la foto e l’acqua è arrivata fin qua. Quando il pilota dell’aereo ti ha visto ho pensato che avrebbe fatto affondare il velivolo per la troppa acqua a bordo. Ho dovuto leccargli le guance, mentre rideva a crepapelle, e sputare ogni volta nella tazza del cesso dell’aereo. Altrimenti sarebbe stata la fine.» Cammino lentamente all’indietro, allontanandomi disgustato e disorientato dalle parole senza senso di Giacomo. L’umanità è finita, ridendo di me? È davvero possibile una cosa del genere? Nella stanza non c’è uno specchio, ma ho bisogno di vedere questo cazzo sulla mia fronte. Mi affaccio dalla finestra e osservo la mia immagine riflessa nel mare di lacrime. La perfezione anatomica è allucinante. E la vena poi… AH AH AH! Un proiettile mi penetra nel petto. Muoio prima che una singola lacrima possa uscire dai miei occhi.
  5. Lo scrittore incolore

    [MI 132] MEMEnto mori

    Grazie mille, carissimo Tutte quelle forzature erano volutamente esagerate e volevano aumentare il senso dell'assurdo, ma capisco la tua visione! Sperimenta pure in tal senso! Sarei il tuo primo lettore Ciao, cara Grazie mille davvero! Dopo mille peripezie dovrei essere tornato bello ritrovarti Ma in senso buono o in senso cattivo? L'inizio è stato volutamente esagerato in senso thriller per dare poi una sterzata che stupisse ancor di più, ma capisco perfettamente la tua osservazione Grazie per le belle parole, caro (Spero ci sia una realtà alternativa dove le tarme e i tarli fanno gli scambisti, per giustificare questa corbelleria che ho scritto )
  6. Lo scrittore incolore

    Mezzogiorno d'Inchiostro 132 - Topic Ufficiale

    Oh per la miseria! Non me l'aspettavo! Grazie a chi mi ha votato, in attesa del giudizio
  7. Lo scrittore incolore

    [MI 132] Il mare non piange

    Un racconto climax, che parte delicato e finisce con le lacrime ruggite dal protagonista. C'è un crescendo di sentimenti davvero intenso. I "due" racconti in uno fanno uno da trampolino all'altro a mio avviso. Ho apprezzato molto i colori della prima parte. Vere immagini vivide. Complimenti!
  8. Lo scrittore incolore

    [MI 132] Al di là del mare

    Tanto delicato da far commuovere. Un racconto intriso di nostalgia di tempi accaduti o solamente immaginati. Complimenti piaciuto molto!
  9. Lo scrittore incolore

    [MI 132] La baia

    Un racconto pieno di delicati lirismi, che rischiano di far perdere il filo in alcuni punti. Con frasi più snelle si può mantenere la magia delle parole e migliorare la comprensione. Ci sono immagini di una dolcezza non stucchevole. Cosa molto complicata da rendere. Bravo!
  10. Lo scrittore incolore

    [MI 132] Venezia, 2089

    No, ma infatti va benissimo così! A me i racconti con poca azione non piacciono e tu sei riuscita a farmene piacere uno. Quindi complimenti, perché la cosa più difficile è convincere qualcuno con gusti diversi da ciò che proponiamo
  11. Lo scrittore incolore

    [MI 132] Straordinaria amministrazione

    Stile e dialoghi super, storia un po' confusa. Hai presente quando i Power Rangers si uniscono tutti in un robottone gigante? Ecco questo racconto ha le braccia che arrivano forti e robuste, ma le gambone non arrivano, perché si sono fermate a prendere un caffè. Mi piace molto e ha dei punti davvero interessanti, ma forse una trama più solida avrebbe dato una mano in generale
  12. Lo scrittore incolore

    [MI 132] Novembre 2003

    Un testo breve, eppure intenso. C'è una parte drammatica per la vita pratica della ragazza e una parte drammatica per i sentimenti della stessa, divisa dal suo ragazzo. Il testo è molto realistico e come ho letto dai commenti, pieno di vita vissuta. Forse con un po' più di respiro potrebbe avere un po' più di approfondimento la parte finale sull'amore con Ruben, che così sembra tirata via, ma è puramente gusto. Hai voluto rendere il tutto più rapido e hai chiuso giustamente. A rileggerti!
  13. Lo scrittore incolore

    [MI 132] Homo sapiens

    Un testo carichissimo, eppure ben gestito, senza mai far perdere il filo al lettore. L'idea del ribaltamento viene resa in modo molto dettagliato: siamo nella gabbia con il protagonista e viviamo il suo senso di oppressione sulla pelle. Non è mai facile descrivere molto senza cadere in immagini banali e in questo testo non ne ho trovata una. Complimenti.
  14. Lo scrittore incolore

    [MI 132] Venezia, 2089

    Ho avuto l'impressione di guardare un bellissimo quadro a olio e che i personaggi si muovessero piano in questa cornice, in questa laguna chiusa. Le descrizioni sono così vivide che sembra di stare lì con i personaggi, a sentire i suoni e i profumi che sentono loro. D'istinto ti direi che manca un guizzo narrativo che faccia impennare la narrazione, eppure so di aver letto un testo che nel suo genere è completo e soddisfacente. Mica facile descrivere così come fai te. Complimenti davvero!
  15. Lo scrittore incolore

    [MI 132] Übermensch

    Ora che ho letto la tua integrazione filosofica, ho colto qualche sfumatura in più. Come ti ha detto qualcun altro penso che il tuo limite maggiore sia stato lo spazio. Perché ci sono molte cose che potresti e dovresti approfondire e potrebbero trovare giustizia in un testo di più ampio respiro. Perché la lettura "positiva" e disincantata in un distopico è molto interessante! A rileggerti
  16. Lo scrittore incolore

    [MI 132] MEMEnto mori

    Ciao caro! Quanto tempo? Grazie per i complimenti e per aver colto il significato un po' critico che volevo dare al testo!
  17. Lo scrittore incolore

    [MI 132] Il Paccochilofano

    ciao! Racconto molto bello! Ti posso dire che per atmosfere in alcuni punti mi è venuto in mente il Pirandello dei romanzi? Questo Sandro è un po' un Vitangelo Moscarda per disincanto e placida discesa verso la follia. Funziona tutto ed è strutturato molto bene, creando un climax di attesa per la rivelazione dell'aspetto dell'animale, che fa correre il lettore verso il finale. Complimenti
  18. Lo scrittore incolore

    [MI 132] Allerta rossa

    Un testo che nella sua accezione di quotidianità "semplice" funziona. Resta forse un po' basilare nella trama, senza un vero guizzo, ma la rappresentazione della donna e del suo ex marito è forse fin troppo realistica. Trovo infatti che il punto forte sia la caratterizzazione precisa al minimo dettaglio dei due. La chiusura è brusca, ma ci sta. Un altro match fra i due è finito. Appuntamento alla prossima battaglia. Piaciuto molto, nella sua semplicità.
  19. Lo scrittore incolore

    [MI 132] È morto lo zoo, viva lo zoo!

    Uno il talento per la scrittura comica o ce l'ha o non ce l'ha, perché si possono costruire delle gag, ma senza condirle con l'ironia rimangono vuote. Te hai ironia da vendere e hai costruito un racconto che funziona e che fa, per l'appunto, ridere un botto! Complimenti
  20. Lo scrittore incolore

    [MI 132] Il Pappagallo Toledo

    Tu mi hai detto "Ma sai che sei proprio bravo?" e io non posso che dirti "Ma lo sai che anche tu?". I racconti brevi sono complicati, perché se non sono scritti alla grande, fanno dire al lettore "Pigro questo scrittore, avrei voluto di più". Tu invece qui con due parole hai pennellato e ci hai fatto vedere una vastissima gamma di emozioni. Di un pappagallo poi. La noia, la voglia di scoprire, la triste presa di coscienza. Questo racconto è la rappresentazione migliore del vecchio adagio "Sai quello che lasci, ma non sai quello che trovi". E ho trovato anche il finale molto efficace. Non c'è niente di peggio del vedere quella che si ritiene una propria qualità e un proprio talento, irrimediabilmente banalizzati. Complimenti davvero!
  21. Lo scrittore incolore

    [MI 132] Il mare d'inverno

    Villa Rosa? Paperinik anyone? Il racconto culmina tutto nel finale. Un "La grande bellezza" sulle spiagge dell'Adriatico. Ci sono delle persone stanche della vita che si confrontano e forse nella parte centrale del racconto rallentano un po' troppo la narrazione. Ma poi arriva il finale e risolve tutto. Grezzo e diretto come la diagnosi di uno specialista. Snellendo un pochettino la parte centrale a mio avviso diventa una perfetta narrazione dell'over 50 moderno. Dalla foto mi sembri molto al di sotto di quell'età e solo i bravi scrittori sanno immedesimarsi così. Complimenti!
  22. Lo scrittore incolore

    [MI 132] MEMEnto mori

    Sì, era mio! Grande memoria Ho voluto indirizzarlo verso una roba più soft qui
  23. Lo scrittore incolore

    [MI 132] MEMEnto mori

    Hai colto perfettamente il tipo di risata che avevo in mente di trasporre! Grazie
  24. Lo scrittore incolore

    [MI 132] Schizo di mare

    Le pulci le hanno fatte gli altri. Un racconto davvero interessante, gestito con estrema maturità. Tranne i punti in cui calchi troppo, che ti hanno fatto notare già altri, trovo che il testo sia un ottimo modo di rappresentare la follia, spesso resa in modo troppo plastico. Qui è vivida e terribile. Ottimo lavoro!
  25. Lo scrittore incolore

    [MI 132] MEMEnto mori

    @M.T. @Ghigo @Befana Profana @Alessandroperbellini @Kikki @Adelaide J. Pellitteri @Rhomer @Garrula @ivalibri ragazzi, ma grazie infinitamente a tutti! Sono felice che abbiate capito l'intento grottesco/umoristico e chi vi sia piaciuto Fra stasera e domani passo da tutti voi e ricambio con le mie impressioni! Grazie ancora
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