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liagiu

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  1. liagiu

    Umido d'inverno

    Ciao @Luca Ferrarini, grazie per il tuo commento. Si, forse il verso è troppo lungo e mi piacciono i versi che mi hai suggerito, ma non qui. Ho provato a contestualizzarli ma li ho sentiti troncare nettamente quel lento momento contemplativo che era in origine. Cosciente del difetto, non posso che appellarmi, in questo caso, al tuo ognuno scrive ciò che sente. Lui è il sole. Il soggetto si sposta dal sasso verso il sole. Ho cercato di rendere questo passaggio introducendo il cambio del soggetto con un "e lui", come lo si farebbe in maniera discorsiva. Comunque terrò conto del fatto che hai trovato delle difficoltà per capire su cosa devo lavorare. Oltre questo, se ci pensi anche nella vita reale non si ha una forte percezione delle mezze stagioni. L'autunno sembra che passi veloce tra la pioggia e l'umidità di un primo inverno… Ti ringrazio ancora per il commento, spero di aver chiarito alcune questioni poco chiare. A presto!
  2. liagiu

    Sguardi

    Ciao @Sira, grazie mille per il tuo commento. Mi ha fatto piacere leggere che ti sia piaciuta la mia poesia e che l'hai sentita un po' tua. Ho apprezzato molto i suggerimenti che mi hai dato, in particolare: qui condivido. Effettivamente, eliminando la ripetizione ed alleggerendo il verso, sembra tutto più armonico. Parallelamente, condivido quando dici: Qui inizierei la terza strofa, andrei a capo dopo loro e, come sopra, eliminerei il secondo" loro" anche se, a questo punto, si potrebbe optare per una inversione delle parti, del tipo: Per quanto riguarda la punteggiatura mi sono già espressa prima in linea generale. Sicuramente un punto interrogativo andrebbe a racchiudere l'immagine chiave, lo sguardo da cui parte tutto. Detto ciò, grazie ancora! I tuoi suggerimenti mi hanno portato a riflettere e a rivalutare alcune parti della poesia in modo positivo, per cui altro che ignorare! Spero di leggerne degli altri A presto!
  3. liagiu

    Sguardi

    Ciao @Kalim Crumben, ti ringrazio molto per il tuo commento. Sono qui per confrontarmi con altri ed imparare qualcosa di nuovo, quindi che ben vengano le critiche! Rispondo in ordine alle questioni che hai sollevato. Riguardo l'omissione della punteggiatura, neanche a me piaceva molto così. Direi che è stata una scelta "imposta" dallo stesso componimento. Rileggendo la poesia dopo tempo, mi sono sentita quasi obbligata a lasciarla spoglia perché anche una sola virgola ne avrebbe vincolato la lettura e, in qualche modo, avrebbe negato la fluidità e la libertà con cui è stata scritta. Mi ha sorpreso leggere l'interpretazione che ne hai dato, il senso di nudità, perché è proprio questa l'immagine che nella mia mente fa da sfondo ai versi e non credevo riuscisse a trasparire. In ogni caso proverò a lavorarci su per trovare un giusto equilibrio. In realtà si tratta di un refuso. Senza ombra di dubbio, vada per appeso ai muri. Sinceramente non avevo notato la ripetizione (assurdo ma vero). L'idea era quella di continuare la metafora del verso precedente (chiodi sul viso) "appendendo" le stelle come fossero quadri. Temo che i verbi che mi hai suggerito rischino di interrompere questa continuità metaforica (o perlomeno a me trasmettono sfumature di significato "altre"). L'unica alternativa che mi viene in mente è quella di estendere il significato di "appendere" a "stendere", per cui il verso diverrebbe: o come stelle stese al cielo. E personalmente preferisco di gran lunga quest'ultimo! "Urlare" è un verbo che ho ritenuto ideale in questo passaggio perché sintetizzava una serie di azioni/emozioni, non solo l'atto del chiedere. L'urlo è disperazione, protesta, paura, dolore, rabbia, rimprovero, ecc. Penso che ognuno di noi abbia migliaia di altre cose da "urlare" al proprio destino. In ogni caso, qualsiasi motivazione ci sia dietro, l'urlo di per sé è una richiesta, in primis di attenzione. Per queste ragioni credo che i verbi che mi hai suggerito (supplicano/domandano )non siano un'alternativa del tutto valida, anzi sotto certi aspetti li vedo in antitesi con quanto detto prima. Grazie mille per i tuoi suggerimenti. Spero di essere stata esauriente nella risposta. A presto!
  4. liagiu

    Io sola

    Nella solitudine ci si perde e ci si ritrova. Abbandonato sull'orlo di un precipizio, il tuo Io sola sprigiona una grandissima forza interiore. Sembra quasi voler tramutare la solitudine in libertà, urlare di poter fare tutto nonostante la sua anima sia ferita e fragile. Mi piace la forza che emana il tuo componimento @Exairesi. Ti consiglio solo di sistemare un po' la punteggiatura o riorganizzare qualche verso per dare maggiore risalto a questo "io sola" che in certi punti sembra un po' mortificato (es. "precipito io sola senza sosta" , lo vedrei meglio tra due virgole). Infine, secondo me suona meglio senza congiunzione. A presto!
  5. liagiu

    Sguardi

    Ciao @Glesion, ti ringrazio molto per il tuo commento. Questa è la seconda poesia che pubblico sul forum, per cui mi rende felice sapere che sia arrivato qualcosa dall'altra parte dello schermo. Ho apprezzato molto la tua interpretazione e l'ho trovata in linea con quanto era mia intenzione comunicare. Dico "in linea" perché vivo la scrittura come una sorta di impulso quasi irrazionale, pertanto è difficile anche per me definire una "giusta" chiave interpretativa (oltre il fatto che, in generale, credo che ognuno possa trarre la propria interpretazione in base alle sensazioni che ha provato). Fatta questa premessa, l'unica cosa che vorrei suggerire è una variante alla lettura di nuovi silenzi: il silenzio può essere monotono come hai suggerito tu, quasi cupo e fatale; ma potrebbe essere anche un silenzio pieno di emozioni e sensazioni inesprimibili, come quello che accompagna uno sguardo intenso, fulmineo scambio di imprevedibili intese. Infine, sicuramente la seconda. Sono gli occhi che lacrimano per cui sarebbe un po' forzato leggere questo passo nell'altra variante. Ti ringrazio per questo appunto perché non avevo riflettuto più di tanto su questa parte. Il mio dubbio principale era se mettere un punto tra "appeso sui muri del tempo. /Mentre i nostri corpi si muovono" oppure " e danzano sul palco della vita. I nostri occhi fissi come chiodi sul viso".
  6. liagiu

    Umido d'inverno

    Grazie per i vostri commenti @dirk @MyConc
  7. liagiu

    Sguardi

    Commento Cosa resta se non uno sguardo fulmineo scambio di imprevedibili intese appeso sui muri del tempo mentre i nostri corpi si muovono e danzano sul palco della vita i nostri occhi fissi come chiodi sul viso o come stelle appese al cielo lacrimano la loro irremovibile fermezza e urlano al loro destino di incrociare nuovi silenzi
  8. liagiu

    [MI 124] Bashir

    Credo che vada bene anche così come lo hai pubblicato. Anzi, ho pensato che fosse una scelta linguistica funzionale nel passaggio da Baba a madre. Per il resto complimenti @Adelaide J. Pellitteri. Mi piace il tuo stile e ho apprezzato particolarmente il modo in cui hai trattato una materia così delicata senza deturparla o cadere nel banale. Unico suggerimento, riguardo la data: è una piccolezza, però avrei visto bene l'uso del calendario islamico per restare in linea con la tematica affrontata. Magari proprio il mese di Ramadan, dato che si parla di fame concreta e metaforica.
  9. liagiu

    [MI 124] La criminale

    Spesso dimentichiamo, o ignoriamo, la fortuna che abbiamo nel vivere in uno stato di pace e democrazia (governi, politica e problematiche varie a parte) e di avere DIRITTO ad un passaporto che ci consenta di entrare e uscire dai confini italiani come, dove e quando vogliamo (nei limiti consentiti, chiaramente, e con le dovute eccezioni). Per quanto a volte possa sentirmi privata di alcune libertà, nulla è paragonabile a quello che hai raccontato @Emy. La cosa più triste è pensare che la parentesi di vita che ci hai regalato purtroppo è comune a moltissime persone in tante altre parti del mondo. Credo che servano più racconti come il tuo per scuotere le coscienze ed entrare nel vivo di questioni che sembrano lontane nel tempo e nello spazio ma che in realtà sono molto vicine. Nella lettura del tuo racconto ho avuto modo di percepire questa vicinanza in particolare nell'elemento della pasta, che è spesso stereotipato quando si guarda all'uso oltre i confini italiani, ma che è seguito da commenti che mi hanno fatta sentire nella tavola calda dietro l'angolo Detto ciò, ti segnalo qualche altro piccolo refuso e suggerimento: eco forse meglio "facendo segno di seguirla"? non avevo chiuso occhio che fossi chi dicevo di essere
  10. liagiu

    Doccia

    Forse una parola come "getto" o "fiotto"? Per il resto condivido il commento di @Ali_spiegate. Un momento intimo, racchiuso dentro la doccia dove, a sua volta, è possibile richiudere tutti i pensieri.
  11. liagiu

    Gin

    Per quanto riguarda gli ultimi versi, mi permetto di suggerirti queste modifiche: Credo che quel "già" sia di troppo, mi suona meglio senza. E infine, dato che passiamo dall'alcool al sogno, spezzerei l'ultimo verso (anzi, credo che potresti lasciare uno spazio visivo per meglio rendere quello metaforico!)
  12. liagiu

    Gin

    Ciao @Ali_spiegate, mi aspettavo che il tuo bicchiere di gin portasse ad una insanabile malinconia, invece mi ha sorpreso vedere il sogno prendere il suo posto, lasciando così alla fine una nota positiva. Detto ciò, a livello formale credo che potresti lavorare ancora un po' su questa parte: Mi sembra che il verso "troppe case, troppe cose" risulti una costruzione un po' scontata, quasi un semplice sostegno alla parola "overdose". Mi piace la sequenza fonica ma credo che così mortifichi un po' il verso seguente che, al contrario, ho apprezzato molto.
  13. liagiu

    Questione di colore

    Grazie a te che mi hai regalato un tuffo nell'arte tout court, dal colore alla parola in un attimo
  14. liagiu

    Umido d'inverno

    https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/42501-questione-di-colore/?do=findComment&comment=751027 Muoiono le musiche d'agosto e scivola la goccia sul sasso un tempo verso il sole assorto in immobile contemplazione e lui che seccava il mare vela adesso il suo sguardo in un pianto che irrora il deserto: d'umido respira qui l'inverno
  15. liagiu

    Questione di colore

    @Poeta Zazai colori e il ritmo della tua poesia mi hanno rimandato subito all'impressionismo francese. Nella tua precisazione: mi sembra di rivedere quella voglia del pittore di utilizzare il linguaggio pittorico per rappresentare non il reale in sé ma la propria configurazione della realtà, celebrandone i momenti felici (penso al Bal au Moulin de la Galette di Renoir, ad esempio). Nel ritmo frammentato del componimento si sentono quasi i picchiettii brevi e intensi del pennello sulla tela nel continuo confronto tra mondo reale e mondo interiore. I versi centrali ricordano il calarsi nella pittura en plein air ("immersa nel contesto") e la "maggiore scioltezza" (per l'appunto) con cui gli impressionisti si approcciavano all'arte pittorica in maniera innovativa, lasciando nell'atelier le questioni più arzigogolate. Continuando con il parallelismo impressionista: Le tue sfumature, più che da intendersi come passaggio graduale tra i toni di uno stesso colore, sembrano venire fuori dall'alternarsi di pennellate chiare e scure. Non casuale ma tecnica, una conoscenza ben precisa ("so sfumare") della teoria dei colori per cui per "sfumare" si comincia proprio dall'assenza stessa del colore ("decoloro"). Una soggiacente e continua contrapposizione in chiave bianco/nero ( es. decoloro vs cupe, coloro vs sbiadito) che matura lungo il componimento sino a diventare un'opposizione sporco/pulito (La poesia che purifica e illumina il mondo, avvolta dal richiamo mistico dell'acqua...Che splendida immagine!)
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