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Gabriele Valenza

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  1. Gabriele Valenza

    Le quattro perle di Boston Hook

    Devo aver sbagliato qualcosa, perché mi è stato fatto notare che la promozione non era partita. Adesso ho risolto il problema. Chiedo scusa per l'inconveniente.
  2. Gabriele Valenza

    Le quattro perle di Boston Hook

    Ciao a tutti, aggiorno solo per comunicare che il libro è in offerta gratuita fino al 12/07/2019.
  3. Gabriele Valenza

    Cosa state leggendo?

    Ho da poco terminato La morte a Venezia, Tristano e Tonio Kröger di Thomas Mann, e devo dire che era un vero maestro della parola. Dunque ho deciso che leggerò I Buddenbrook. Attualmente sto leggendo La nostra gang di Philip Roth.
  4. Gabriele Valenza

    Neri Pozza [15/05/19]

    Che poi io il Neri Pozza non lo ritengo un concorso gratuito, considerando che vogliono spedite due copie cartacee. Io quest'anno ho speso poco meno di 50,00€ tra stampa e pacco. Tra l'altro ho spedito all'ultimo di proposito, per essere certo che tutto fosse a posto. Preferisco pensare che non gli sia piaciuto.
  5. Gabriele Valenza

    Neri Pozza [15/05/19]

    Idem, ho spedito il mio testo il 2 maggio, a loro è arrivato verso il 9 o 10, un testo di 688.147 caratteri (spazi inclusi) e hanno addirittura anticipato di quasi un mese la long list. Boh, sono perplesso e deluso. Più deluso
  6. Gabriele Valenza

    Cosa state leggendo?

    A proposito di strade, Io sto leggendo Sulla strada di Jack Kerouac e mi sta piacendo.
  7. Gabriele Valenza

    Cosa state leggendo?

    Sto leggendo in serie i romanzi di Guy de Maupassant. Ho letto Una vita, Bel-Ami e adesso sto leggendo Mont-Oriol. Che dire, ho iniziato con un po' di scetticismo, ma adesso sono innamorato di questo autore e della sua eleganza.
  8. Ahahahah. Che poi era ciò che credevo sarebbe successo . Pensavo fossero stufi delle solite storie. In realtà quel libro l'ho scritto per un'esigenza personale, poi mi sono detto "Partecipo al Dea? Ma sì, perché no!". Se qualcuno me lo dovesse pubblicare, ve lo farò sapere!
  9. Per certi versi mi ricorda il libro con cui ho partecipato al DeA Planeta e che adesso prende polvere immaginaria tra i miei file.
  10. @Mattia Alari Concordo. Il mio approccio è semplicissimo. Mi piace o non mi piace. Non sto lì col fucile puntato pronto a premere il grilletto per ogni assenza di tecnicismo o cose così, anche perché non credo di essere così ferrato in materia. Molto semplicemente, in questo caso dopo un po' di "Gerda era coraggiosa. Gerda era tenace. Gerda era onesta" ho pensato, Gerda ha rotto il cazzo. Non si crea la minima empatia con Gerda, anzi...
  11. Non è proprio trattato. Il libro è La ragazza con la Leica di Helena Janeczeck, che parla di Gerda Taro, una reporter di guerra. Molte volte ci viene detto com'era Gerda, ma non viene mai mostrato. Prova a leggerlo e fammi sapere. Io non sono un amante delle regole; nel senso, non credo che la scrittura debba avere troppi paletti o canoni da seguire, l'importante è che il testo funzioni. In questo caso, per me, non funziona. Se non stessimo parlando del libro vincitore del Premio Strega, non me la sarei presa, ma teoricamente dovrebbe essere un capolavoro, e non lo è! Alla fin fine è sempre una questione di gusto, e a me non è piaciuto per niente.
  12. A proposito del Premio Strega, il libro vincitore della scorsa edizione a me non è piaciuto per niente. Mi sono sentito preso in giro, soprattutto come lettore. Ho una mia idea sul perché quel testo abbia vinto, ma la tengo per me. Dico solo che ho notato la quasi totale assenza del famoso "Show don't tell" e mi chiedo come sia possibile che la giuria non se ne sia resa conto. Di contro, mi era piaciuto moltissimo il libro di Carlo D'Amicis Il gioco, che a mio parere meritava sicuramente di più. Per cui, davvero, probabilmente esistono dinamiche a noi sconosciute, che forse esulano dal testo in sé.
  13. Gabriele Valenza

    Le quattro perle di Boston Hook

    Titolo: Le quattro perle di Boston Hook: una raccolta di racconti straordinari Autore: Gabriele Valenza Casa editrice: Autopubblicato con Kindle Direct Publishing ASIN: B07MFLF9S1 Data di pubblicazione: 7/01/2019 Prezzo: 2,00€ (disponibile solo in versione e-book) Genere: Narrativa letteraria Pagine: 91 (Estratto del primo racconto) PASSEGGIATA NOTTURNA Ciao, tesorino. No, non voltarti o ti ammazzo. Continua a camminare, così, da brava. Ho detto non voltarti, cazzo. Quella che senti contro la tua schiena è la canna della mia pistola. Sì, esatto, ho una pistola. Non fermarti e non voltarti indietro. Hai delle bellissime gambe, devo dirtelo; proprio bellissime. Se non fosse stato per le tue gambe, giuro, non ti avrei seguita. Non potevo farmi sfuggire questa occasione. Insomma, è l'una di notte e in giro non c'è anima viva: la serata perfetta. Ho detto non voltarti, porca puttana. Non voglio ammazzarti. Fa' come ti dico e vivrai. Non piangere, merda... Sta' calma, prendi un fazzoletto e asciugati gli occhi o ti colerà il mascara lungo le guance, e io non voglio che il tuo viso appaia come quello di un pagliaccio poco divertente. Ecco, così, da brava, fai due bei respiri e asciugati quelle cazzo di lacrime. Sono stati i tuoi tacchi ad attirare la mia attenzione. I tuoi tacchi si sentono a distanza, soprattutto stasera, che fa freddo e non c'è nessuno in giro, a parte me, ovviamente. Tu non mi hai nemmeno degnato di uno sguardo, sai? È una cosa troppo buffa, troppo. Se solo mi avessi visto, penso che avresti capito e ti saresti nascosta in qualche pub o magari dentro un Burger King, quelli chiudono tardi. Invece mi sei passata davanti, tu e le tue bellissime gambe e i tuoi tacchi rumorosi, e, Cristo, non ho resistito. Tutto un incredibile caso, non avrei dovuto avere il ferro con me, non stasera, comprendi? Invece ce l'ho e adesso lo tengo premuto contro la tua schiena e se fai cazzate ti sparo. Continua a camminare, ora vai a destra, sì, perfetto, verso il parco che si trova subito dopo la chiesa. Ho detto non piangere, cazzo. Se qualcuno, ascoltami, se qualcuno dovesse incrociarci e vederti piangere... Ho dodici proiettili, a quante persone vuoi far pagare il prezzo della tua leggerezza? Ho detto non voltarti! Hai un buon profumo, questo non potevo saperlo, è una piacevole sorpresa, e i tuoi capelli non mi erano parsi così lucenti, non da lontano. Anche le tue orecchie mi piacciono, piccoline ma ben formate, le leccherò più tardi. Non affrettare il passo, non provarci nemmeno a fare la furba. Credi che mi faccia problemi a bucarti la schiena? Tu credi davvero... Continua a camminare, e rallenta, cazzo, non ci insegue nessuno. Abbiamo tutta la notte, tutta per noi due. Certo che hai fegato, devo concedertelo. Camminare tutta sola, a quest'ora della notte, in questo quartiere così brutto. A cosa pensavi? Credevi che nessuno ti avrebbe notata? Che nessuno avrebbe udito i tuoi tacchi sull'asfalto? Ma non li senti i telegiornali? Questa cosa è troppo buffa, davvero, troppo. Fermati un attimo, lasciamo passare quella coppia. Non fare un fiato o mi costringerai a... Ho dodici proiettili, ricordalo. Bene, ora riprendi a camminare. Link all'acquisto: https://www.amazon.it/dp/B07MFLF9S1
  14. Ecco, questo è esattamente ciò che ho provato e che mi ha fatto scattare. Anche io ho notato che un paio di nomi sono sempre gli stessi, e circolano su varie riviste.
  15. I motivi che stanno dietro a un rifiuto non li sapremo mai, per cui l'importante è quello che ognuno dice a sé stesso quando riceve un rifiuto. Personalmente, io adesso li prendo come un "Non sei abbastanza bravo", magari in futuro li prenderò in modo diverso. In realtà passo attraverso tre fasi: delusione. Ira profonda, corredata da maledizioni all'editore di turno. Accettazione dell'idea che il testo vada profondamente rivisto. Una volta ho quasi perso la testa, si trattava di un racconto con cui avevo partecipato a un concorso per una rivista. Ero convinto di essere fra i 3 o 5 vincitori, adesso non ricordo il numero, e quando uscirono i risultati e non lessi il mio nome mi infuriai. Scrissi a una persona che sapevo far parte della redazione e gli chiesi i criteri con cui avevano scelto i racconti. Be', non riuscii a trattenere il mio rancore e dissi qualcosa di cui mi pentii. Poi chiesi scusa, ovviamente, e la cosa finì lì. Quello è stato l'unico caso in cui non ho incolpato me , in cui non sono cresciuto . Un po' immaturo, lo so, ma l'importante è rendersene conto.
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