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asso78

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  1. asso78

    mirtilla e la scuola

    Dopo una giornata di pioggia, Mirtilla, che adorava gli arcobaleni, era affacciata alla finestra del soggiorno sperando di vederne uno. La sua aspettativa andò delusa, ma rimase ugualmente stupita quando vide al suo posto una strana figura in lontananza che camminava sulla strada molto lentamente; aguzzando la vista capi che si trattava di un asinello! Come sempre desiderosa di fare nuove amicizie, aprì la finestra e in volo lo raggiunse. Quindi, con fare impertinente, si presentò: “Ciao! Io sono Mirtilla, una gatta volante e tu?” “Io sono Egisto, molto molto piacere!” “Ma dove stai andando? E che stai facendo?”, incalzò la curiosissima gatta… “Eh… Sto faticando da stamattina, non vedi?”, disse Egisto indicando il carico di legna che aveva sulla schiena, “Io preferirei andare a scuola, a leggere e studiare, ma mi tocca lavorare, altrimenti non mangio” “Che bella cosa, ma perché non vai a scuola?” “Eh… Mi piacerebbe, ma gli asini a scuola non li vogliono” “Oh bella! E perché mai?” “Perché ad Arrigo, il mio amico umano, l’hanno messo in castigo dicendogli: SEI UN ASINO!!!” Egisto si rattristò alquanto aggiungendo: “Eppure io sono bravissimo a fare di conto, uffi…” Così Mirtilla, come sempre desiderosa di aiutare, per consolarlo gli disse: “Tranquillo Egisto, io credo in te e vedrai che a scuola ti faranno entrare fidati di me!” “Ma come Mirtilla?”, così dicendo la gatta gli saltò in groppa e con un grosso PUUUUUUUF magico li teletrasportò entrambi in una classe elementare piena di bambini durante una lezione. “Aaaaaaaaaaaaahhh!”, urlò spaventata la maestra! “Aaaaaaaaaaaahhhhhhhhhh!”, urlarono con gran fracasso stupiti e spaventati i bambini, a causa di questa apparizione improvvisa si scatenò un fuggi fuggi generale! Tra banchi rovesciati e vetri rotti la classe si svuotò in un attimo, lasciando Egisto e Mirtilla soli in mezzo alla stanza. Egisto si sedette in un banco, con la testa fra le zampe, tristissimo e piagnucolò: “Lo sapevo Mirti, vedi? Gli asini a scuola non ce li vogliono!” “Ma no, non è vero!” Così dicendo, in quel momento entrò nell’aula il preside, che vedendo i due animali urlò: “Ma che ci fate qui?? Avete distrutto l’aula e spaventato tutti i bambini!! Fuori!!” Mirtilla, allora ribattè, indicando l’asinello piangente: “Scusi signor preside, ma il mio amico Egisto ci teneva tanto a venire a scuola come tutti gli altri, anche se è un asino.” “Ma gli asini non possono entrare in aula.”, rispose il preside. “Visto che ti dicevo?? Buuuuuuh…!”, iniziò a piangere Egisto sempre piu rumorosamente… “Lui dice che avete messo in castigo il suo padroncino umano Arrigo perchè asino”, continuò Mirtilla. “Ahhhhhhhhh! Ahahhahaha!”, rise il preside, capendo tutto al volo. “Ma un asino si dice di un bambino troppo pigro, che non vuole studiare, non si intende un asino vero!”. Così dicendo il preside andò a prendere per lo zoccolo Egisto e gli disse: “Se mi prometti che non farai più danni entrando in aula in questo modo, ti farò venire a scuola, a patto che anche Arrigo studi le tabelline seriamente. Ok?”, e lo portò con sé nel giardino, dove tutti i bambini durante l’intervallo gli si fecero intorno e lo abbracciarono eleggendolo mascotte della scuola. Egisto, felicissimo permise ad alcuni di loro di salirgli in groppa e ricambiò baci e carezze ricevuti uno per uno. Mirtilla lo lasciò solo a godersi la sua gioia e tornò verso casa, dove trovò Marcella alle prese con i conti di casa che non le tornavano. Era parecchio innervosita e a bruciapelo chiese: “Mirti quanto fa 3 per 2??” “Non lo so.”, rispose la gatta. “Sei proprio un asino!! Domani vai a scuola!” “Ecco, ci rimetto sempre io… Uffiiiiii!” FINE
  2. asso78

    Leblouh

    ciao ho fatto fatica a proseguire nella lettura di questa orribile pratica ma mi son fatto forza e pur con animo inorridito volevo lasciare il mio commento: -personaggi: mudiwa me la immagino come una ragazza minuta dai grandi occhioni espressivi e molti sogni nella testa come chiunque alla sua età,so che non è possibile ma la tua scrittura mi ha fatto venire voglia di abbracciarla virtualmente,(penso che di abbracci ne abbia avuti pochi nella sua vita ahimè),sei riuscita a caratterizzarla molto bene mi è piaciuto il racconto -stile di scrittura:mi è piaciuto il ritmo incalzante quasi mozzafiato ad ogni riga entrano un nuovo colpo di scena e una nuova sofferenza per questa ragazza già molto provata -non mi è piaciuto il finale un po' tagliato ma presumo sia voluto per(almeno io l ho visto cosi)sottolineare l'indifferenza del mondo civilizzato a queste pratiche barbare -refusi non ne ho trovati ma io leggo di botto e non ci faccio molto caso ciao
  3. asso78

    Bello come il sole

    - personaggi: chiunque di noi potrebbe essere il personaggio di questa filastrocca,perchè presumo che chiunque in qualche modo piu o meno grave abbia conosciuto un bullo a scuola o in giro(a me è parso di capire che sia questo il principale messaggio che si vuole trasmettere) - contenuti: un po' troppo breve ma lo vedo come abilità dello scrittore ad esprimere molto con poco,il classico dono della sintesi - stile :scorrevole e piacevole oltre che a suo modo divertente - grammatica e sintassi: alcune rime non mi son piaciute sono un po' troppo forzate - giudizio finale:a me è piaciuta perchè la trovo una filastrocca molto attuale,il bullismo è ancora troppo sottovalutato come problema secondo me io vorrei rileggere la stessa storia magari in prosa e piu dettagliata ciao
  4. asso78

    mirtilla e il giardinaggio

    ah poi dimenticavo di rispondere alla tua domanda: per quale fascia di età le ho pensate? diciamo che dai 2 ai 7 anni potrebbero andare bene,mi sono un po' immedesimato perchè fiabe inventate sui gatti me le raccontava mia nonna ai tempi per farmi dormire e la mia età era piu o meno quella,con qualche illustrazione magari chissà potrebbe uscire qualcosa di carino,almeno ci spero tanto, purtroppo non ho fatto nessun corso di scrittura,ho una semplice terza media e ahimè si nota
  5. asso78

    mirtilla e il giardinaggio

    ciao purtroppo non ho nessuna immagine,Mirtilla esiste solo nella mia testa, ho iniziato in un pomeriggio per hobby e ho continuato perchè mi stavo divertendo,siccome scrivo di botto non faccio molto caso alla forma sennò mi dimentico l'idea e non riesco piu a metterla giu; riguardo agli errori menzionati hai ragione purtroppo le ho fatte editare da una ragazza non professionista che me l'ha fatto gratuitamente e il risultato scadente si vede. le sto comunque inviando a vari editori confidando nel fatto che se l'idea piacerà ci si potrà lavorare meglio in seguito,se invece al contrario non piacerà amen per me è solo un divertimento;in ogni caso prendo appunti grazie p.s. se vuoi darci un'occhiata ne ho pubblicata un'altra un paio di giorni fa ciao
  6. asso78

    mirtilla e il giardinaggio

    “Che bel sole!” esclamò Mirtilla,la gatta volante, svegliandosi in una bella mattinata primaverile, quindi animata da buona volontà decise di sistemare un po’ il giardino e fare contenta Marcella che aveva poco tempo per occuparsene. Armata di attrezzi da giardinaggio e di una tutina adatta, volò subito a darsi da fare con rose e anemoni a un certo punto sentì dei rumori strani: FRUSH FRUSH FRUSH e dal terreno vide spuntare una testolina di talpa color del miele. La gattina si spaventò un poco, poi incuriosita chiese: “Ma tu chi sei che sbuchi fuori in quel modo dal terreno??” “No non ho lo stomaco pieno” rispose la talpa, “infatti ho fame”. “Ma no: ti ho chiesto perché sbuchi fuori cosi dal terreno” “No non somiglio affatto al capitano Nemo ma che dici??” Mirtilla capì che la talpa era un po’ dura d’orecchi e che farsi capire sarebbe stato molto difficile ma ciò nonostante le disse: “Mi chiamo Mirtilla e sono una gatta volante oggi sto facendo giardinaggio e tu chi sei?” “Sei fatta di argilla e stai partendo per un lungo viaggio?? e dove vai se posso sapere? Io sono Ettore la talpa piacere!”disse allungando una delle sue zampine verso la gatta. “Ma noooo MI CHIAMO MIRTILLA E FACCIO GIARDINAGGIO!!” “E perchè urli?? Ettore mica è sordo sai? Non ti hanno insegnato le buone maniere? Comunque dovresti fare un po’ di giardinaggio questo giardino è in pessimo stato, io faccio fatica a scavare le mie buche qui è pieno di sassi!!” Mirtilla lo guardò stranita e gli rispose: “Ettore ma è proprio quello che sto facendo.” “Si son qui e ti sto sentendo”, la interruppe la talpa “Nooooo, ma insomma!”, si spazienti Mirtilla che tese una zampina ad Ettore per aiutarlo ad uscire dalla buca. “Ettore io mi chiamo Mirtilla e sto facendo giardinaggio”, disse la gatta scandendo bene le parole. “Ahhhhhhh e non lo potevi dire prima??” rispose la talpa, “Piacere mio, sono Ettore ma come sapevi il mio nome?” “Niente… Lascia stare” rispose Mirtilla e subito dopo aggiunse: “Perché non mi aiuti a fare giardinaggio? E’ divertente stare un po’ all’aria aperta.” “Sì, bello… Andiamo a fare questo viaggio e prometto starò all’erta!” “NOOOO!” strillò Mirtilla, però poi pensò perché no? e prese per mano Ettore librandosi leggera in volo con lui fino a sorvolare la cittadina. “Che meraviglia!” esclamò la talpa stando sottoterra, “Mi perdo le bellezze del mondo!!”. Mirtilla lo prese in groppa e volò per molto tempo ancora fino a far vedere a Ettore ogni meraviglia del creato finché si senti un po’ stanca e ritornò nel suo giardino posandolo dolcemente a terra, poi chiese: “Ti è piaciuto il viaggio?” “Vuoi fare giardinaggio? Ma ti sembra il caso dopo una faticaccia del genere? Anzi, ora ho una fame che mi mangerei un chilo di pasta al sugo!”, rispose Ettore ritornando verso la sua buca. “Povera me”,pensò Mirtilla sfiduciata, “Che devo fare con questa sordissima talpa???”. Però alla fine coi suoi poteri magici PUFF creò un enorme piatto di spaghetti al sugo dicendo: “Ettore ecco tutti per te, perché ti voglio bene.” “Mi hai invitato a trenta cene? Oh ma grazie!!”, e così Ettore iniziò a mangiare assieme a Mirtilla. Dopo aver finito ed essersi ben rimpinzato fece per andarsene ma Mirtilla lo fermò dicendogli: “Mi sono divertita in tua compagnia!” “Si certo è ora che vada via!!”, così dicendo sparì sottoterra per andarsene a letto. In quel momento tornò a casa Marcella che trovò Mirtilla e il suo amatissimo giardino tutti sporchi di sugo, si arrabbiò molto e quasi urlò: “Mirtilla!!! Che disastro!! Ora dovrò ripulire tutto!!! Entra in casa!!!” Mirtilla però contenta di aver fatto una buona azione regalando un sorriso ad Ettore sorrise e poi fece una linguaccia alla sua padroncina volandosene a riposare sulla sua poltrona preferita macchiando anche questa di sugo. FINE
  7. asso78

    La piccola libreria in fondo al vicolo

    ciao premetto che l'ho letto tutti d'un fiato perchè mi ci sono immedesimato; dirai tu: come mai? bhe facile anche io quando avevo 18-19 anni andavo in cerca delle librerie in fondo al vicolo,ignorate dalla vita che ci scorre accanto frenetica,ma loro sono li ad aspettarci nonostante tutto; anche io avevo conosciuto un lbraio che ricordava tutto,compresi i gusti dei clienti e le"mancoliste"diciamo cosi. ha fatto felici generazioni di lettori ed è morto povero in canna ma penso che, dovunque si trovi ora, sarebbe felce di vedere che tanti grazie a lui hanno scoperto la passione per la lettura e non l'hanno piu abbandonata; dopo questo noioso incipit devo dirti che ai refusi non ho fatto caso e nemmeno alla sintassi perchè io mi ritengo un principiante voglioso di imparare e non mi sento all'altezza di giudicare scritti di altri,però posso dirti che mi è piaciuto molto e mi ha fatto tornare indietro nel tempo; racconto davvero carino e che mi ha strappato un sorriso venato di malinconia,incredibilmente il mio amato libraio aveva una campanella alla porta e somigliava molto al tuo; forse anche tu hai capito i gusti di noi lettori? buona serata
  8. asso78

    Mirtilla la gatta e l'influenza

    anche io possiedo un micio che adoro e mi ispiro a lui nello scrivere queste fiabe; le scrivo di botto senza fare troppo caso alla punteggiatura e alla sintassi,che mi riservo di controllare in seguito con piu calma, perchè se mi scordo l'idea, poi non riesco piu a scriverla(uso anche a volte il telefonino per la strada e non ho molto tempo per stare a guardare tutto ecco). detto ciò mi è stato fatto un piccolo edit da una ragazza che non è propriamente una professionista e cosi come la potete leggere l'ho inviata(assieme ad altre che ho scritto) via mail a varie case editrici ma finora,a parte le solite eap,nessuna risposta;ma pazienza per me è solo un passatempo non punto certo a guadagnarci sopra; se poi al contrario qualche editore vorrà puntare su di me,sarà una bella soddisfazione cmq e gli edit che mi avete suggerito sarà mia cura prenderli in considerazione(ho già scritto qualche appunto) cmq grazie per le vostre opinioni nei prossimi giorni ne posterò altre
  9. asso78

    Mirtilla la gatta e l'influenza

    Hai ragione ho sbagliato il titolo e non son piu riuscito a modificare Per il resto accetto tutto quello che hai detto ma esclamativo e maiuscolo liho messi apposta per dare idea vedrò di migliorare
  10. asso78

    Coro a bocca chiusa

    Prova se vuoi a leggere la mia chissà se ti piacerà allo stesso modo
  11. asso78

    ciao a tutti

    Ciao ho già pubblicato qlc in officina
  12. asso78

    Mirtilla la gatta e l'influenza

    il titolo corretto sarebbe MIRTILLA LA GATTA VOLANTE E L' INFLUENZA scusate l'errore mi sono iscritto un'ora fa e son ancora poco pratico
  13. asso78

    Mirtilla la gatta e l'influenza

    “ETCIUU, EEEETCIUUU!!!”, Mirtilla che stava dormendo sulle ginocchia di Marcella si svegliò di soprassalto spaventatissima e di nuovo udì: “EEEEEEEEETCIUUUUUUUU!!!” Si alzò subito in volo per capire cosa stesse succedendo e per tutta risposta ancora: “ETCIUUUUUUUUUUUU!”, uno starnuto potentissimo la investi in pieno facendola precipitare con un gran tonfo sul pavimento. “Ma che succede?”, chiese Mirtilla a Marcella che con una faccia stravolta nascosta nel fazzoletto continuava a starnutire. “Sono malatababbabiaaaaaaaaatciuuuuuu, influenza… Ho preso troppo freddo ierieeeeeeeeeetciuuuuu!”. Mirtilla veramente preoccupata per la sua amata padroncina decise di fare qualcosa (etciuuuuuuu) per aiutarla e quindi, spiegando le sue morbide ali uscì dal balcone (etciuuuuuuuuuuuu) e si diresse dal mago Tuffone un vero specialista nel curare i malanni. Arrivata davanti alla sua porta bussò lievemente “Toc toc toc”… Da dentro, un vocione simile a un basso tuba rispose: “Entra Fragolina, entra!”. “Veramente, mi chiamo Mirtilla.” “Eh vabbè, sempre frutti di bosco sono. Che ti serve?” Mirtilla lo guardò e vide un omone enorme, con una lunga barba bianca occhi azzurri e uno strano cappello, simile a una barca. “Dimmi allora, cosa ti porta da me Tersilla?”, le disse piu dolcemente. “MIRTILLA!!” “Sì, scusa Anguilla… Dimmi, dimmi su!” “Sempre Mirtilla mi chiamo, ma son qui perchè Marcella è malata: ha l’influenza!” “Oooooh, influenza! Posso aiutarti Camilla? Ecco, tieni! Portale queste foglioline di tachipindum e questo sciroppo di aspirinum e andrà a posto, tieni!”. Con una manata le rifilò alcune strane foglie e medicine. “AHI, faccia piano signor mago!” “Sì, scusa Pirilla.” “MIRTILLAAAAAAAAA!!!” “E io che ho detto? Antilla appunto, dalle una fogliolina di queste e un goccio di sciroppo una volta al giorno e starà meglio, ma mi raccomando affinché la cura funzioni dovrai stare sempre con lei e non abbandonarla mai, oltre a parlarle. Ok?” “Va bene, grazie!”, magicamente Mirtilla fece apparire un soldino nelle tasche del mago. “Grazie Girilla!” “MIR-TIL-LAAAAAAAAA!!!” “Ok, grazie Manilla!” Mirtilla volò via prima di altri pasticci sul suo nome e arrivò presto a casa, capì di esser arrivata quando… “EEEEETCIUUUUUUUUU!” e ancora “EEEEEETCIUUUUUUUUU!” “Marcella sono tornata e ho qualcosa per te!” “ETCIUUUUUUUU!” “Prendi una di queste subito!” “OKEEEEEEETCIUUUUU!” Mirtilla diede le medicine alla sua padroncina e prima di accoccolarsi sulle sue gambe le volò attorno cantandole una dolce canzoncina e le carezzò anche la testa per rasserenarla. Ebbe un sonoro “ETCIUUUUUUUU!” come risposta, ma non se ne preoccupò. Spense la luce e si mise a dormire. Il mattino dopo Mirtilla, svegliata ancora da rumorosi “ETCIUUUUUUU!”si prese cura di Marcella con amore e dedizione, cantandole canzoncine carine per farla ridere, e dandole tante coccole e carezze per tutta la giornata. Così, per qualche giorno, tra uno starnutone e l’altro, Mirtilla rimase sempre accanto a lei. All’alba del quarto giorno, Mirtilla si svegliò e vide dormire Marcella serenamente senza nessuno starnutone rumoroso, era guarita!! Ne fu talmente felice che volò come un razzo dal mago Tuffone: “Toc, toc, toc!” Col suo solito vocione, il mago disse: “Entra Drusilla!” “Sempre Mirtilla, ma sono contenta lo stesso: Marcella è guarita, grazie!!! Che medicina miracolosa mi ha dato!!!” “Ohohohohoho!”, rise sommessamente il pacioso mago; “Ma tu, Argilla” ,(Mirtilla lo corresse nuovamente la gatta volante), “Le sei stata vicino come ti avevo detto??” “Certo che sì, non l’ho lasciata un momento! Le ho fatto carezze e cantato canzoncine tutto il tempo, e ho dormito sempre accanto a lei!!” “Lo sapevo Mirtilla!”, che si stupì perché aveva indovinato finalmente il suo vero nome, “Le medicine che ti ho dato fanno bene, ma a curarla realmente son stati il tuo amore e la tua dedizione, lo sai? Ai malati fa sempre piacere avere qualcuno accanto che si occupi di loro, tanto che finiscono sempre per stare meglio!! Ohohohohoho!!!”, rise di nuovo il pacioso mago e finì per ridere anche Mirtilla, pensando che anche oggi aveva imparato una grande lezione. Volò quindi come un razzo a casa dalla sua amata Marcella, che la stava aspettando sorridente e che la abbracciò dicendo: “Camomilla mi sei tanto mancata, ti voglio bene!!” “NOOOOOOO! Anche tu??”, pensò la gatta, ma ricambiò con gioia l’abbraccio dicendo: “Ti voglio bene anch'io… ETCIUUUUUUUUUUU!” Fine
  14. asso78

    ciao a tutti

    grazie l'ho letto attentamente all'iscrizione,riguardo alla mia deliziosa attività,aspetta a dirlo è mia intenzione postarne alcune per avere vostre opinioni in merito,spero di non venire troppo stroncato
  15. asso78

    Coro a bocca chiusa

    ciao sono simone e sono nuovo del forum e per caso sono capitato su questo tuo racconto desidero nel mio piccolo commentarlo sperando di poterti essere utile: - personaggi: bhe essendo stato fidanzato per anni con una ragazza sorda, questo racconto mi ha colpito molto,principamente per questo: come riescono a comunicare queste persone e la maggior sensibilità che ci mettono,sei riuscito a renderla bene anche se brevemente - contenuti: un po' breve ma mi rendo conto che per rendere l'idea servirebbe un romanzo stile it di king - stile :mi è piaciuto molto perchè se chiudo gli occhi e provo a pensare a quello che ho letto mi immedesimo abbastanza bene in ciò che vuoi comunicare(secondo me due cose essenzialmente,ma magari mi sbaglio totalmente: che senza silenzio non può esistere la musica e che in fondo la suddetta musica piu che suoni comunica emozioni e non si ha bisogno di orecchie per sentirle) - grammatica e sintassi: non ne ho trovati ma sono alle prime armi - giudizio finale:mi è piaciuto specie la citazione finale sulle farfalle nello stomaco,quelle si sentono molto piu che un concerto heavy metal ciao
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