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dyskolos

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    Il miglior narratore del mondo, modestamente

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    Italia, Sicilia

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  1. dyskolos

    La bolla dell'aspirante scrittore e i suoi risvolti.

    Faccio un po' l'indovino, ché quello ci vuole per rispondere. Secondo me, pubblicare in modo tradizionale diventerà sempre più caro; sempre più una cosa da ricchi. E, per esperienza, quando le cose diventano roba da ricchi, è quello l'inizio della fine. I risvolti sul mercato editoriale saranno segnati dalla concentrazione del lavoro in CE grandi, ricche e potenti. I lettori tradizionali (cartacei) diminuiranno perché i libri saranno sempre più cari e sempre meno persone potranno permetterseli. Ci salveranno gli ebook digitali: quelli saranno il futuro, anche per quanto riguarda i libri scolastici (via per sempre zainetti ricolmi di libri). Il libro (digitale per lo più) diverrà sempre più multimediale. De facto, il libro tradizionale è destinato a morire. Gli aspiranti si sposteranno verso il digitale e avranno a che fare con una forma di libro totalmente diversa da quella attuale, un'evoluzione del libro (più multimediale, come dicevo prima): il libro 4.0!
  2. dyskolos

    Biografia e case editrici

    Questo non lo sapevo. Ottima cosa, buono a sapersi
  3. dyskolos

    Show don't tell & Co

    Mai sottovalutarlo: ben detto! Io lo rispetto sempre. È un obbligo morale per me! Esatto! E ci possono essere anche altre spiegazioni. Uno dei modi con cui io rispetto il lettore è non dare mai nulla per scontato. Questo concetto posso spiegarlo meglio, ma per adesso va bene così. Non ho messo la spiegazione perché, chiaramente, quello era solo un esempio decontestualizzato e per di più improvvisato D'altronde, tornando al dialogo inutile, per me è del tutto inverosimile che Giovanni, avendo visto (era lì accanto) quel gesto, non muova un ciglio, rimanga in silenzio, impietrito come un sasso. Mi sarebbe parso incredibile non farlo parlare e del tutto incoerente col carattere del personaggio. Infatti poi ho rettificato io stesso. Anche a me era parsa un'affermazione troppo perentoria, quella sui film Comunque, sì, ho molte cose da imparare.
  4. dyskolos

    Show don't tell & Co

    Hai ragione, @Black L'esempio è sbagliato: devo stare più attento ed essere più preciso la prossima volta! A mia parziale discolpa (provo a sanare in parte la brutta figura ), volevo rimarcare il fatto che il telling è freddo perché mantiene una certa distanza tra lettore e storia; di contro, lo showing fa entrare il lettore nella storia. È vero che — erroneamente — ho alterato la scena, ma l'ho alterata mostrando qualcosa. Questo, francamente, e ti chiedo scusa, non l'ho capito. Avresti piuttosto dovuto dire che tu, che sei una persona colta, attenta e preparata, capisci, ma non tutti capiscono: uno scritto non si rivolge solo a persone come te, ma anche a quelli che non capiscono subito. Ora, la reazione dell'ispettore è un riflesso che può essere dovuto anche ad altre cause, dunque è giusto essere più specifici, e io l'ho fatto mediante quel dialogo. D'altronde, non potevo tenere il personaggio Giovanni muto. Lui ha il suo carattere che lo fa parlare: io gli dico sempre che potrebbe starsene zitto ogni tanto, ma Giovanni, che ha vita propria (io l'ho solo creato), non ne vuole sapere. Spero che ora che gliel'hai detto anche tu lo capisca Il tuo esempio è molto migliore del mio Perfettamente d'accordo. A me piace dire che le regole in realtà vanno intese come "linee-guida" e non come leggi restrittive. Insomma, non si va mica dietro le sbarre se uno con consapevolezza, come dici tu, le viola.
  5. dyskolos

    Show don't tell & Co

    Sapete? La lobby dei baristi è molto potente: sono loro che hanno voluto le regole di scrittura
  6. dyskolos

    Show don't tell & Co

    […] Sono d'accordo. Un romanzo/racconto non è un film. Aggiungo: se anche nei film, che sono tutti mostrati, in alcuni casi ci infilano un po' di tell, figuriamoci se non possiamo metterlo in un romanzo! Comunque lo show, don't tell ha un senso e qui mi riecheggia nella testa il mitico Vasco: Faccio un esempio pratico. Tell (come Guglielmo ): L'ispettore Flanagan entrò nella stanza e non toccò la barra di ferro perché era troppo calda. Qualcuno mi bussa sulla spalla e mi dice: «Dysk, scusa, ma se l'ispettore non tocca la barra, come diamine fa a sapere che è calda?» «M******!» gli rispondo io. «Sai che ci hai ragione? Mo vado a cambiarlo.» Torno a casa e passo allo... Show: L'ispettore Flanagan entrò nella stanza, toccò la barra di ferro e ritirò subito la mano, muovendola convulsamente su e giù e soffiandoci sopra. Giovanni, che era accanto a lui, si accese la sigaretta con calma. «Eh, ispettore, è calda, vero?» «"Calda" è dire poco: è quasi incandescente; mi stavo ustionando una mano, per gli Dei dell'Olimpo.» A questo punto quel "qualcuno" non può più bussarmi sulla spalla e io posso andare al bar a prendere un caffè. Ecco, lo show don't tell serve almeno ai baristi per vendere più caffè!
  7. dyskolos

    Show don't tell & Co

    D'accordo al 100000% Non sopporto le persone che hanno sempre e solo certezze, mai un minimo dubbio su nessuna cosa. Io sono pieno di dubbi e ne vado fiero.
  8. dyskolos

    Show don't tell & Co

    […] per adesso ogni volta che rileggo un mio paragrafo mi chiedo: che roba è? Tell? Show? Nessuno dei due? E alla fine, generalmente, è tutto da rifare. Con quella sublime citazione cinematografica ho un po' semplificato. In maniera più estesa, il concetto è: quando lo 'show don' tell' viene scambiato per una regola imprescindibile, diventa un errore, ma va bene, per esempio, in fase di formazione. È che io sono convinto che, quando un lettore vuole solo show e legge un romanzo, sta sbagliando forma espressiva. Vada al cinema, là sì che è tutto 100% show! Ma il romanzo non è una forma espressiva "100% show" .
  9. dyskolos

    Biografia e case editrici

    Per le mie limitazioni, sì. Tipo dico all'editore: «Ho la quinta elementare e non ho soldi per venire alle iniziative promozionali, quali presentazioni, firma-copie et cetera», quello mi dice «Ok, grazie lo stesso: là c'è la porta, se non ci metti del tuo…» Comunque due CE "giuste" le ho trovate e a loro manderò manoscritto eccetera, nell'estate del 2020.» Crepi il lupo, grazie @butch Farò proprio come dici tu, non farò cenno a studi, né a titoli nobiliari, quali duca conte Barambani, ing. arch. gran prestanom. figl. d. putt. visconte Semenzara: mi viene in mente il mitico Fantozzi Carriera di Fantozzi, primo scatto: "direttor. lup. mann. figl. di putt.", aveva diritto a: segretaria in minigonna, cartella per la firma in pelle di vitello e macchina con autista a disposizione. Secondo scatto: "direttor. dott. ing. gran. ladr. di gran croc. pezz. di merd.": due segretarie in body, quattro telefoni cellulari, cartelle per la firma in pelle di cobra... e fastosa limousine con autista omosessuale. Terzo scatto di Fantozzi: "gran farabutt. ladr. matricolat. paracul.": quattro segretarie in topless, cartelle per le firme in pelle umana di extracomunitario... elicottero personale e tre portaborse. Ma quando ottenne un cocchio a due pariglie bianche con lacchè e il diritto al potere temporale, Fantozzi si trovò di fronte ad una nuova inquietante qualifica: "natural. prestanom. omm. di pagl. gran test. di cazz.".
  10. dyskolos

    Show don't tell & Co

    Grande!
  11. dyskolos

    Show don't tell & Co

    Come dicevo sopra, ci sono cose che non si possono mostrare e le devi per forza raccontare Lo dico? Ma no, non lo dico... ok, lo dico: lo show don't tell è una cagata pazzesca! Straquoto al 395703%
  12. dyskolos

    Biografia e case editrici

    Oh mamma mamma mamma, Oh mamma mamma mamma, sai perché mi batte il corazon? Ho visto Maradona, ho visto Maradona e mammà innamorato son!
  13. dyskolos

    Biografia e case editrici

    Ciao @Fraudolente, non è in sé il titolo che mi preoccupa. Per dire, Eugenio Montale, premio Nobel per la letteratura nel 1975, aveva il diploma di ragioniere. Dante Alighieri (vabbè, erano altri tempi) non eccelleva certo in titoli di studio. In più, diremmo oggi, si è self-published e non ha fatto una goccia di editing. Apriti cielo! Se oggi, tra quelli che «qui si affannano e scalpitano», ci fosse un Dante o un Montale (sono solo due esempi, ma potrei elencarne tanti altri), le CE "discriminatorie" (nel senso che si diceva sopra) ci priverebbero della Somma Divina Commedia e di un Nobel italiano raffinatissimo ed elegante. Per questa e per altre ragioni dico, e sopra sono d'accordo con me, che è assurdo basarsi sui titoli degli autori. Ci sono anche CE che discriminano in base all'età, cioè, per esempio, non prendono autori che abbiano più di sessant'anni: altra cosa grandemente assurda, ma tant'è. A me, per carattere e per formazione, non vanno giù le discriminazioni insensate. Quindi non parlo solo per me, ma per tutti i discriminati della Terra (acc... è un po' impegnativo, a dire il vero ). Cioè, come ho riassunto sopra, valutano prima l'autore e dopo il suo lavoro. È la parte "valutano prima l'autore" che non mi piace. Esempio. Se io sapessi di un libro, scritto da un serial-killer in carcere a scontare trenta ergastoli, che parla della vita carceraria e degli innocenti messi in gattabuia per errore dei giudici, io farei i salti mortali per andarlo a comprare. L'ha scritto un serial-killer, ok, ma chissene?! La vita dell'autore è una cosa, la sua opera un'altra. Pensavo a Caravaggio... ok, come non detto Ah ah Non mi ci fare pensare, che già ho i conati di vomito
  14. dyskolos

    Biografia e case editrici

    Auguri e ti prometto che lo comprerò. Di che genere è (sempre che sia di genere)? Mi spiego meglio. Supponi che io abbia due manoscritti nel cassetto. Il primo lo mando a una CE, che impiegherà, per esempio, otto mesi per valutarlo. In quegli otto mesi, se voglio far valutare, ed eventualmente pubblicare, il secondo manoscritto, posso mandarlo alla stessa CE che già sta valutando il primo? Penso di no. E allora dovrei mandarlo a un'altra CE, al limite, oppure mi potrei rivolgere al self, o che altro? Ora, trovare l'altra CE sarebbe proibitivo (già ho faticato parecchio a trovare la prima, date le mie limitazioni), quindi non mi rimane altro che il self, immagino. Questo intendevo.
  15. dyskolos

    Biografia e case editrici

    Complimenti @butch Non devi scusarti @butch Hai fatto bene a dirmi quelle cose: l'ho apprezzato. Ho 41 anni. Comunque, come dicevo sopra, ho deciso che manderò il mio manoscritto nell'estate del prossimo anno. Ho trovato due CE che non mi fanno problemi. Mi dispiace però che la maggior parte di esse faccia quei discorsi discriminatori, che per carattere non tollero facilmente. Quei discorsi sono basati su parametri che nulla hanno a che vedere con la scrittura. Per esempio, se una CE rifiuta il mio lavoro perché scrivo da schifo, io posso impegnarmi, studiare, raffinare il mio stile ecc... ecc... per migliorare e migliorarMI (ed eventualmente riprovare). Però se mi dicono che il motivo della mia esclusione è la quinta elementare, io non posso farci nulla: questo non mi aiuta affatto a migliorare. Quello dei disabili non è uno stereotipo. Io assisto una persona con disabilità e so che significa. Questo non posso farlo per vari motivi che sarebbe troppo lungo spiegare qui. Poi mi piacerebbe togliermi alcune curiosità sulla pubblicazione con CE. Tuo malgrado, oggi sei un esperto quindi magari sai rispondermi. Credo di non andare OT. Immagina questa situazione. Mando un manoscritto a una CE, che ci mette (supponiamo) otto mesi per valutare la mia proposta. In quegli otto mesi, se io voglio scrivere qualcos'altro e pubblicarlo, devo per forza andare di self, o mi sbaglio? Chiedo per sapere, caro @butch.
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