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Piovasco

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Tutti i contenuti di Piovasco

  1. sono d'accordo con @Lizina è questo il senso del mio messaggio, io una volta ho fatto l'errore di inviare un testo ad una rivista onLine (un raccontino) della quale non ero convinto dopo 3 giorni ho ritirato la mia candidatura e mi hanno preso a male parole, ma non mi sognerei mai di inviare contemporaneamente lo stesso testo a due riviste diverse o lo stesso romanzo a due CE diverse. Ad esempio ora sto aspettando l'esito di un concorso (locale, della mia città) e la pubblicazione di un racconto su una rivista letteraria (e sono passati 3 mesi)... durante l'attesa scrivo altro, una raccolta di racconti 8-12 e una filastrocca epica fantasy medioevale.
  2. ecco, secondo me hai usato un metodo che ti può portare nel pantano in cui ti ha portato. Prova a temporeggiare, è l'unica via che mi sento di consigliarti per uscirne bene.
  3. iniziano dall'inizio: come ti è venuto in mente di fare una serie di invii? quando hai inviato perché non hsi pensato che potessero dirti si? secondo me hai sbagliato nella serie di invii, ordunque uno che ha sbagliato più di te ora fa così: scrive e mentre scrive individua un target, quando finisce di scrivere stila una lista di 4 CE per cui potrebbe funzionare, trasforma la lista in una lista ordinata sulla preferenza/ simpatia/ affinità, dopo di che invia ad una CE alla volta, partendo dalla prima, mentre aspetta i vari NO, scrive altro. Questo, se ti piace, puoi farlo valere per la prossima volta, ma ora che sei in questa situazione simil pantano potresti: temporeggiare, abbassare gli anni di contratto, usare la negoziazione per abbassare gli anni di contratto per temporeggiare. Ragiono così da quando ho un agente, ah, trovati un agente! io ne ho trovato uno pazzo.
  4. Piovasco

    Prima della neve

    commento a "il capitano Ucci Ali" Quello fu il giorno in cui nella città di Sorgona nevicò per la prima volta. La piazza era fredda e i tubi innocenti erano ghiacciati e scivolosi; un tempo erano state ottime seggiole per culi sbarazzini e culi di barboni. La città era stranita, il mare era cristallo e il cielo bianco come non lo era mai stato, e forse niente sarebbe più stato come prima. Quello fu il giorno in cui nella città di Sorgona nevicò per la prima volta. "Stai sempre sul marciapiede, quando sei al semaforo fermati, anche se c'è il via libera tu guarda lo stesso la strada" - le ultime raccomandazioni della mamma di Pietro in quella mattina dal sole pallido, nessuna rondine in cielo, solo qualche soffio di vento di tramontana mostrava un po' di vita in una giornata che pareva immobile. Cappello, sciarpa e zaino in spalla, Pietro si avvia per la prima volta verso la scuola della sua piccola cittadina senza esser tenuto per mano da nessuno, senza un occhio che guardi per lui, senza una voce che gli dica cosa fare. Un gradino alla volta freme di guadagnar la libertà, un primo passo verso la paura che a quell'età non si prova per la curiosità di fare ciò che fanno i grandi. Pietro esce dal palazzo di quattro piani, il grande portone di legno si chiude alle sue spalle; come un uccellino che esce per la prima volta dal suo nido, fa un saltello per scendere dall'ultimo gradone che porta al marciapiede. Sotto i piedi di Pietro mattonelle grigio scuro che squadrano la città frammentata a lingue d'asfalto, sopra la testa di Pietro il cielo bianco, davanti a Pietro il suo giorno da pioniere. Le labbra di Pietro disegnano un sorriso, le sopracciglia un'espressione di curiosità sul suo faccino ancora da bambino. Il passo è sicuro, le gambe dentro dei pantaloni verdi come un grillo avanzano a buon ritmo. Alla sua destra il negozio di fiori della signora Maria gli da un buongiorno pieno di colori, più avanti il profumo di ciambelle e di cornetti caldi dal forno di Don Mimmo riempie il suo naso da fragranza. Il poco timore iniziale si trasforma in una valanga di emozioni interminabili, Pietro è all'ultima volata, come un ciclista che si stacca dal gruppo e va via da solo a tagliare il traguardo della vittoria, eccolo! è lì! sta arrivando! Pietro si ferma, sotto i suoi piedi le scale della rampa, davanti a lui la scuola, sopra la sua testa il cielo bianco. Il mondo si ferma, arriva la magia: dei fiocchi di neve iniziano a coprire il tetto della scuola,dolcemente ricoprono le strade di quella città di mare. La neve lentamente ricopre ogni cosa. Quello fu il giorno in cui nella città di Sorgona nevicò per la prima volta. La piazza era fredda e i tubi innocenti erano ghiacciati e scivolosi; un tempo erano state ottime seggiole per culi sbarazzini e culi di barboni. La città era stranita, il mare era cristallo e il cielo bianco come non lo era mai stato, e forse niente sarebbe più stato come prima. Quello fu il giorno in cui nella città di Sorgona nevicò per la prima volta. -Possiamo cambiare! ci possiamo riprovare!-mmhhh.. lascia perdere, siamo troppo diversi.-ma Elisa, io ti amo... ti prego diamoci un'altra possibilità!-ti ho detto di lasciare perdere, basta, lasciami in pace!!!-per favore, ti prego... non mi lasciare!L'amaro in bocca e il vuoto attorno, Filippo dagli occhi gonfi di lacrime riattacca desolato la cornetta del telefono. E' la prima volta che si sente solo, da solo senza Elisa, la sua ormai storica fidanzata. Storica perché già dalle scuole elementari si tenevano per mano, già alle gite dell'oratorio nel pullman si sedevano insieme, poi il loro primo bacio, la prima cotta. Quella notte fu la più solitaria per Filippo. Vagò per le strade di Sorgona, piangendo, guardando il mare. Un grande senso d'angoscia, anche una grande paura, nella prima volta in cui si ritrovò da solo a guardare le stelle, da solo a scrutare l'orizzonte e a pensare di doverlo raggiungere senza Elisa. Filippo continua a vagare per le vie di Sorgona, dalla spiaggia al porto, risale verso la piazza vicino alla chiesa, dietro le nuvole risale anche il sole, in una mattinata fredda, senza vento e con il cielo bianco. Il sole ormai è sorto da un pezzo, Filippo ha camminato tutta la notte, prosegue oltre la piazza, incrocia l'insegna del negozio “Maria Floreale”. . E' lì che aveva comprato il mazzo di fiori la prima volta che uscì insieme a Elisa, viso immobile, mani in tasca, una lacrima scende sul viso di Filippo, forse sarà l'ultima. Dal cielo, iniziano a scendere fiocchi di neve. C'è la neve che scende, c'è Filippo che guarda immobile il negozio di fiori, c'è una lacrima che scorre su una guancia, mentre la neve ricopre ogni cosa. Quello fu il giorno in cui nella città di Sorgona nevicò per la prima volta. La piazza era fredda e i tubi innocenti erano ghiacciati e scivolosi; un tempo erano state ottime seggiole per culi sbarazzini e culi di barboni. La città era stranita, il mare era cristallo e il cielo bianco come non lo era mai stato, e forse niente sarebbe più stato come prima. Quello fu il giorno in cui nella città di Sorgona nevicò per la prima volta. Chhqqq... un gorgoglio di bolle. Risalendo l'acqua attraversa i granelli di caffè. Il profumo invade la casa della signora Maria. Come ogni mattina: una zolletta di zucchero, una mescolata colcucchiaino e poi tanti piccoli sorsi per assaporarne bene l'aroma. Un freddo gelido passa per glispifferi della finestra. La signora Maria indossa il suo solito cappottone viola e poi giù per le scale.Qualche folata di vento le provoca un pizzicorio alla gola, con garbo ed eleganza la simpaticavecchietta percorre la strada che da casa la porta al suo negozio di fiori. Il negozio in cui ha iniziatoa lavorare fin da ragazza, è stato il suo primo ed unico lavoro, da domani sarà anche l'ultimo, si dadomani, perché da domani chiuderà il negozio. Ancora ricorda quando ci entrò per la prima volta.Quando prese in affitto il locale guardando le pareti già immaginava come avrebbe posizionato gliespositori: lì avrebbe messo la cassa col bancone, finalmente avrebbe anche utilizzato quellampadario che le piaceva tanto, la videro ballare la prima volta che entrò nel suo negozio, ballaresulle note della musica della sua fantasia. Quella mattina però, sarebbe stata l'ultima volta, l'ultimavolta che avrebbe girato la chiave nella serratura, l'ultima volta che avrebbe posato il suocappottone viola sull'appendi abiti arancione dietro la porta, l'ultima volta che avrebbe annaffiato isuoi fiori. La signora Maria si sistema dietro al bancone e questa sarà la sua prima ultima volta, ilsuo primo addio a un pezzo della sua vita. A fine giornata sarà la prima volta che quel bancone siricoprirà di polvere, perché la polvere non si sa da dove viene, la polvere forse cade dal cielo, comela neve che in strada, fuori dal negozio sta coprendo ogni cosa. Quello fu il giorno in cui nella città di Sorgona nevicò per la prima volta. La piazza era fredda e i tubi innocenti erano ghiacciati e scivolosi; un tempo erano state ottime seggiole per culi sbarazzini e culi di barboni. La città era stranita, il mare era cristallo e il cielo bianco come non lo era mai stato, e forse niente sarebbe più stato come prima... c'è un bimbo che esce dal nido, un ragazzo che vaga, una signora che balla e c'è la neve che ricopre ogni cosa.
  5. Piovasco

    Prima della neve

    @queffe ok! felice di essere stato stimolante "a mia insaputa" (cit. Claudio Scajola)
  6. Piovasco

    Il Corsaro Ucci Ali

    ma sei persona graditissima a me, le 18 nazioni possono marcire
  7. Piovasco

    Prima della neve

    grazie per la dettagliata analisi. Effettivamente non mi ero accorto dei refusi in questa versione, c'è una versione editata (che non trovo) che ha vinto il primo premio a un concorso letterario. qui la versione recitata *contenuto rimosso dallo staff*
  8. Piovasco

    Ciao a tutti

    benvenuta tra noi, ti aspettiamo in chatbox per confonderti le idee
  9. Piovasco

    Il Corsaro Ucci Ali

    incapace a far critiche da un punto di vista di formattazione del testo (sto imparando proprio in questo periodo a curare tale forma) apprendo da critiche altrui nozioni sui caporali, sull'andare a capo nei dialoghi, sul dare aria al testo dal punto di vista grafico: mi astengo dunque. Mi concentro quindi sul testo sostanziale: il racconto mi piace, questo testo è ciò che io definisco un racconto ben fatto poichè con poche parole riesce a farmi intravedere un mondo (offrendo non pochi spunti per altre 6-7 storie), intravedo le sue regole, intuisco la sua forma, sbircio tra le relazioni. Mozzo, cane fedele, capitano, piazza, mal viventi, porto, mare, caserma, forze dell'ordine, uniforme, in questo racconto c'è una società e la si riesce a vedere tutta. Noto però una certa stonatura: questa ultima frase la sento stonata con tutto il resto, non c'è abbastanza spazio per il salto temporale, sarà che nave-vino-piazza collide con "girare un video pubblicitario" nella mia testa collide, non li sento armonici... forse andando a capo, usando qualche espediente grafico (che è ciò che sto imparando) si riesce ad armonizzare il tutto.
  10. Piovasco

    Presentazione

    chi è cagione del suo mal pianga se stesso
  11. Piovasco

    Cosa state leggendo?

    dopo aver finito un troppo lungo "Perdido street station" (non lo consiglio), ho divorato "il deserto dei tartari" (magistrale), fatto un sol boccone di "bar sotto il mare" (divertente e interessante), ho iniziato qualche minuto fa "notre dame de paris"
  12. Piovasco

    Riviste che pubblicano inediti di esordienti

    1-le domande non sono mai futili, possono esserlo le risposte 2- probabilmente io non so niente, a quanto pare tu sembri uno che sa tutto 3- "non credo sia il massimo per me" intende che non vi è affinità di stile e dictematiche. ho già chiesto scusa se vi ho fatto perdere tempo (non ne avete perso perché non lo avete letto, meglio così) forum scusate l'off topic mio e didi ale pedretta, ma prendetelo come una testimonianza diretta.
  13. Piovasco

    Riviste che pubblicano inediti di esordienti

    *anche se credo non sia
  14. Piovasco

    Riviste che pubblicano inediti di esordienti

    grazie a tutti per le risposte, attendo responso da lanuovacarne anche se non sia proprio il massimo per me
  15. Piovasco

    Riviste che pubblicano inediti di esordienti

    sapresti indicarmi quali sono le "altre no"?
  16. Piovasco

    Riviste che pubblicano inediti di esordienti

    per vostra esperienza, se lo pubblico su fb e sul mio sito, mi autoescludo per qualsiasi rivista?
  17. Piovasco

    Riviste che pubblicano inediti di esordienti

    quello dell'8 marzo è un testo diverso dal racconto per rivista
  18. Piovasco

    Riviste che pubblicano inediti di esordienti

    questo è un racconto che non può aspettare troppo, è contestualizzato. L'ultimo testo che ho pubblicato l'8 marzo oggi ha 1400 visualizzazioni, mi piacerebbe però pubblicarlo su una rivista per questioni di "prestigio"
  19. Piovasco

    Riviste che pubblicano inediti di esordienti

    mi sapreste indicare le riviste più veloci nel pubblicare/rispondere? altrimenti vado di social
  20. Piovasco

    Giallo festival [31/07/20]

    sembra molto interessante, ma non capisco tre cose: chi è l'editore? premi peri romanzi? premi per i racconti?
  21. Piovasco

    Poesia contemporanea

    come ho già antipaticamente detto, la poesia non deve essere prosa che ogni tanto va a capo, ma deve avere ritmo, musicalità, metrica.
  22. Piovasco

    Cosa state leggendo?

    l'Orlando innamorato
  23. Piovasco

    su Amazon gratis

    buongiorno, andrò dritto al punto. voglio pubblicare un testo sull'amazon store e "venderlo" gratuitamente, cioè a 0(zero)centesimi perché non me lo fa fare? sono io incapace?
  24. Piovasco

    su Amazon gratis

    grazie, proverò
  25. Piovasco

    Cosa cercate in una poesia?

    rispettando le opinioni di tutti, resto della mia idea, cioè la poesia è tale perché ha una metrica, se non ha una metrica quale è il senso dell'andare a capo? fatemi capire
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