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Stevesteve

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Tutti i contenuti di Stevesteve

  1. Stevesteve

    Edizioni Ensemble

    Grazie. Stefano
  2. Stevesteve

    Meucci Agency

    Alla fiera della piccola e media editoria, a Roma primi novembre, una mia amica ha chiesto alla titolare se accettasero nuovi autori. La risposta è stata positiva, con l'invito a portare il romanzo direttamente in fiera. Ciò che la mia amica mi ha confermato di aver fatto il giorrno dopo. Sugki esiti non ho notizie, ma forse é presto. Stefano
  3. Stevesteve

    Edizioni Ensemble

    in prima pagina c'è un post che dice "sposto in free"... com'è che sta ancora qui? Grazie Stefano
  4. Stevesteve

    Bertoni Editore

    grazie del consiglio. Ho visto che, quando sono molte, gran parte delle "regole editoriali" sono regole di grammatica, e trovo quasi insultante specificare che si scrive "un po'" e non "un pò" etc. Ho messo in evidenza il dialogo perchè, mentre è un attimo cambiare il tipo o la grandezza del carattere, inserire o non la numerazione delle pagine, è invece un lavorone sostituire, nei dialoghi, il trattino solo all'inizio che mi paice usare con apici sia all'inizio che alla fine. Francamente non sono disposto a farlo "a priori", e se "solo per questo" perdessi un editore beh allora non la considerei una perdita. Stefano
  5. Stevesteve

    Bertoni Editore

    Ovviamente le regole esposte da quella casa editrice.
  6. Stevesteve

    Bertoni Editore

    ho scritto così (anche ad alte case editrici): _________________________________ salve, vorrei mandarvi un romanzo, che rispetta tutte le regole editoriali eccetto il carattere che segnala i dialoghi. Poichè ho usato "-" ad inizio dialogo, sarebbe un lavoro impegnativo non tanto modificarlo quanto aggiungere le virgolette di chiusura. Ferma restando la mia disponibilità a fare questo lavoro se il romanzo vi interessasse, lo prendereste in considerazione, in prima istanza, con il simbolo di inizio dialogo che ho usato? _________________________________
  7. Stevesteve

    Premio Dea Planeta [29/02/2020]

    https://imgur.com/6r61oDd
  8. Stevesteve

    Un elenco ragionato dei concorsi?

    Per decidere se partecipare a un concorso bisogna 1.sapere che esiste, e a questo si arriva scorrendo i thread, 2. come funziona e qui bisogna leggersi i regolamenti 3.se è gratuito o a pagamento e vale 2., 4. se è serio. Mi pare l'essenziale. Penso sarebbe molto utile se ci fosse un elenco, almeno dei concorsi con più di n anni di vita, che, come per le case editrici, fornisca alcuni dati essenziali: - gratuito o a pagamento (quanto) - premi oppure no - tipo di premio (denaro, oggetti, pubblicazione, ) - durata (potrebbe essere un indice di serietà?) - altro (da chi ne ha maggiore esperienza)? Stefano
  9. Stevesteve

    Un elenco ragionato dei concorsi?

    L'idea mi è nata al Salone della piccola editoria di Roma, dove una ragazza consegnava a chi le passava vicino un depliant che presenta il Premio inedito "Colline di Torino". È alla XIX edizione e già avrebbe un senso. Mi sono però chiesto: un concorso alla XIX edizione che va a cercare i partecipanti? Possibile? Il dubbio mi è rimasto. Allora sono venuto a cercare qui e semplicemente mi sono perso. Si potrebbe almeno fare una sezione con "un thread / un concorso" in modo da evitare dispersioni e su ciascun thread ognuno potrebbe raccontare la propria esperienza. Per esempio chi ha scritto in questo thread della propria esperienza potrebbe metterla sotto al/ai concorso/i e diventerebbe patrimonio di tutti. Stefano
  10. Stevesteve

    Un elenco ragionato dei concorsi?

    mi riferivo infatti a concorsi con un minimo di storia, ad esempio almeno 5 (?) anni di durata. Già questo escluderebbe i tanti pizza e fichi che nascono e muoiono con la festa del patrono.
  11. Stevesteve

    Concorsi a pagamento: ne vale la pena?

    @jacopa Del Gado , @Ida59 , ed eventuali altri, potreste indicare i concorsi ai quali avete partecipato e che vi sembrano validi? Grazie, Stefano
  12. Stevesteve

    Giuditta e Oloferne

    ____________________________________________________ Giuditta lucida il piatto d’argento. Affila la lama. Si è ben esercitata. È pronta. Un colpo solo: deciso, preciso, netto. Si china a poggiare la spada. Dal basso coglie l’ultimo sguardo di Oloferne. Si rialza. Oloferne non capisce perché non riesce più a muoversi. Giuditta afferra i capelli di Oloferne con la mano sinistra, con la destra il piatto d’argento. Poggia la testa di Oloferne sul piatto. Va verso lo specchio. È un finto specchio. Dietro, per questo turno, ci sono Artemisia, Botticelli, Klimt, Caravaggio. Giuditta dice spero che sia venuta bene, stavolta. ____________________________________________________ commento
  13. Stevesteve

    Giuditta e Oloferne

    Grazie, le tue osservazioni colgono punti sui quali sono stato molto incerto. Sui tre aggettivi sono d'accordo: va bene, forse meglio, anche senza nessuno dei tre. Sulla variazione di punto di vista hai "tecicamente" ragione; peraltro, mi piaceva troppo l'immagine di O. che non sa che cosa stia succedendo mentre niente (gli) può più succedere. È una piccola licenza che tenderei a mantenere. Circa lo specchio, potrebbe bastare "dietro" per far capire di che tipo di specchio si tratti, ma ho pensato che a non pochi sarebbe potuto essere poco chiaro. Grazie per l'analisi approfondita, non escludo una versione aggiornata.
  14. Stevesteve

    In ascensore [revisionato]

    #lauram grazie, ci rifletterò. Al volo qualche risposta: Gli stacchi di paragrafo separano i due. Esiste una figura retorica che adesso non ti so citare che permette di scambiare il gelo dalla schiena alla camicetta. (O forse no?). Si dovrebbe intuire che abbia una gonna strettina, se avesse i pantaloni o una gonna larga non le servirebbe fare tanta attenzioni.nel piegarsi. Poi: scarpe camoscio tortora? Lei non è "indecisa", le passano pensieri contraddittori, come a lui, non sta valutando azioni da compiere, ma wuesto, anche per lui, lo hai chiaramente notato già tu. Grazie ancora.
  15. Stevesteve

    In ascensore [revisionato]

    ______________________________________________________________________ Salgono insieme sull’ascensore. Lui va al venticinquesimo piano. Anche lei. Lui è di media statura, media corporatura, media età. Appena stempiato. Sudato. Ha parcheggiato con difficoltà lasciando l’auto un po’ di traverso. Ha percorso sotto il sole il tratto di marciapiede lungo l’edificio dentro al quale è poi entrato. È un po’ teso perché deve avere un colloquio per un posto di lavoro importante. Non ne sa molto ma ha deciso di tentare. In verità non gliene frega niente: ha già un lavoro soddisfacente. Ci va per mettersi alla prova, per vedere se vale. Lei è giovane, spigliata. L’aria condizionata dell’ingresso le ha gelato la camicetta di seta sulla schiena. Viene direttamente dal parrucchiere all’angolo. Torna a casa, dove finirà di prepararsi per la serata. Si osserva uno sbaffo scuro sulla scarpa sinistra di camoscio tortora. Resta indecisa se provare a pulirlo: sarebbe un movimento poco elegante. Lo fa, poi sorride di sghimbescio al compagno di ascensore, per scusarsi. Lui lo prende per un vero sorriso. Si è accorto della manovra con la scarpa, ma magari era un pretesto, pensa. Sorride a sua volta ma lei ha già voltato lo sguardo. Ora guardano entrambi la bottoniera. Poi l’indicatore dei piani. Il pavimento. Lui pensa che potrebbe mettersi alla prova anche conquistando questa donna. Lei si sente osservata: le capita spesso. Venticinque piani sono tanti e questo ascensore è lento. Le fa piacere essere guardata. Fingendo di aggiustare un ciuffo di capelli si gira fuggevolmente: lui la sta fissando. Ora è infastidita. Lui si aggiusta la camicia, si schiarisce la voce, si dondola da un piede all’altro. E se la violentasse? Perché no? Poco tempo. Ma no, mica è necessario proprio venirle dentro. Potrebbe violentarla pizzicandole un capezzolo. Oppure, strappandole i vestiti. Urlerebbe. Potrebbe minacciarla per farla stare zitta. Non lo farò, ma potrei farlo. Sembra carino, pensa lei. È così impacciato che le viene voglia di parlare per prima. Intanto giocherella con la collana. Lo sbaffo sulla scarpa è rimasto tale e quale. Sorride a sé stessa e pensa che potrebbe farne qualsiasi cosa, di quel tipo. Potrebbe farlo innamorare. Oppure solo eccitarlo, provocarlo. Farsi invitare a cena e non andarci. O andarci: potrebbe anche essere piacevole. Lo sente plasmabile. Potrebbe gratificarsi uccidendola, pensa lui. Se la strozza lei si divincola e restano tracce. Un colpo alla carotide con taglio della mano: lei resta senza fiato a occhi sbarrati e lui la uccide con calma. Lei sta sbirciando il giornale che l’uomo tiene in mano. Lui se ne accorge e coglie l’occasione per attaccare discorso chiedendole se vuole leggerlo. Glielo porge. Lei lo guarda un attimo, ringrazia e glielo restituisce con un commento su uno dei titoli della prima pagina. Lui risponde con un’osservazione sul caldo di quei giorni. Lei sta per replicare ma le porte automatiche dell’ascensore si aprono. È il venticinquesimo piano. Lei si avvia verso la porta di fronte con la chiave in mano. Lui apre la bocca senza emettere suono. Fa un passo verso di lei. Dieci minuti dopo lo cancellano dalla lista degli appuntamenti: assente. ______________________________________________________________________ La prima versione sta qui. Le modifiche sono poche: qualche parola, qualche espressione, punteggiatura, variazione di alcuni "a capo". L'ultima frase. Grazie a tutti coloro che hanno fatto critiche e dato suggerimenti. Stefano
  16. Stevesteve

    Giuditta e Oloferne

    Oloferne, poverino, non può più, ma Giuditta è molto triste di non aver ricevuto da quasi una settimana, nonostante decine di visite, nemmeno un vero commento. Eppure, si era preparata con tanto impegno!
  17. Stevesteve

    Droghe e veleni

    Quindi la discriminante è la capacità del paziente di esprimere una chiara volontà, insomma di "firmare" per essere dimesso? In tal caso penso nessuno possa impedirglielo... o sì?
  18. Stevesteve

    Droghe e veleni

    Il Quindi non posso andare a casa se il primario si oppone? Forse il primario può ostacolare, minacciare conseguenze, ma se io voglio uscire chi mi ferma?
  19. Stevesteve

    Il bivio

    Il cielo che "minaccia pioggia" no, please , e pure le "bianche nuvolette che si disfacevano rapide" sembra uscito da Snoopy! Qui sotto una libera interpretazione, vedi se qualche spunto ti può interessare: Lo sforzo le bruciava le gambe e una fitta al fianco le tagliò il respiro. Fu costretta a fermarsi. L'affanno si condensava in nuvolette di fiato. Qui mi pare che gambe e piedi siano rimaste senza seguito, la frase che va da "che ora..." alla fine è un inciso. Oppure c'è un "che" in più? libera interpretazione: le gambe e i piedi doloranti, più che dalla spossatezza, ora sembravano vincolati al terreno da un inconscio più potente della razionalità. secondo me il corsivo dovrebbe bastare, anche senza le virgolette, a far capire che si tratta di un pensiero, "si domandò" mi pare superfluo. Infatti i pensieri successivi li hai lasciati "liberi". non ho capito lo spiazzamento "nell'immediatezza" proverei a togliere qualche "mentre" e a sostituirlo, a seconda dei casi, con un punto, due punti, un punto e virgola. Per il mio gusto qui ci metterei i due punti: così forse è troppo drammatico, ma "spiacevole" e "teneri" li eviterei: un'ombra le oltrepassò i confini del cuore un tuono per definizione fa un suono, che di solito è pure fragoroso: non basta "un tuono la scosse"? Se ci vuoi mettere altro credo che andrebbe collegato con lo stato d'animo della protagonista. qui "dettata più dall'abitudine che dalla necessità" che cosa aggiunge? Come ti sembra così: Sbuffó; si riaffacció la solita vocina, quella che giustificava sempre le azioni di tutti. La storia è piena di tanti spunti che destano curiosità in chi legge, però all'inizio era inseguita da un'ombra e qui, quando torna indietro da dove sta scappando, l'abbraccio del bosco è "confortante"? Il lettore rischia di perdersi... Spero qualcosa ti possa essere utile, ciao! E: ! Stefano
  20. Stevesteve

    Scuole di scrittura

    Spero sia la sezione giusta. Non l'ho trovata io o non c'è una sezione "Scuole di scrittura"? Grazie, Stefano
  21. Stevesteve

    Droghe e veleni

    La madre, portata in ospedale contro la propria volontà (era in stato di incoscienza), ha un tumore incurabile. Soffre molto, nonostante la morfina. Dice al figlio che vuole morire in casa. Fin qui romanzo. ___________ Nella realtà ho chiesto a un'infermiera come funzionerebbe, mi ha detto che basta firmare per uscire e l'ospedale fornisce l'attrezzatura per l'assistenza in casa, ad esempio la NIV, una maschera per l'iperventilazione visto che ha difficoltà respiratorie e la flebo per la morfina. ____________ Nel romanzo il figlio decide di aiutare la madre, che glielo chiede, a morire. Domande: 1. Come farà a procurarsi la morfina sufficiente? 2. Basta un'overdose di morfina per morire? 3 se no? Stefano
  22. Stevesteve

    La dottoressa C.

    A voler ancora migliorare, uno dei due "la faceva" andrebbe cambiato. Magari il primo? Non guidare la soffocava / le dava un senso di soffocazione / le faceva mancare il respiro / etc...
  23. Stevesteve

    La dottoressa C.

    Capito. Così? Guidare, mangiare in pubblico, prendere l'ascensore, baciare suo marito. La mancanza di guida era al primo posto: non guidare la faceva sentire soffocata, senz'aria, più che stare rinchiusa in ascensore, più di un boccone di traverso; più addirittura della lingua del marito in fondo alla gola, la cui sola idea la faceva letteralmente vomitare.
  24. Stevesteve

    Meucci Agency

    Ottenuto risposta a domanda 1, grazie di nuovo. Qualcuno può rispondere alle altre?
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