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D. S. Lasalandra

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Informazioni Profilo

  • Genere
    Maschio
  • Provenienza
    Genova
  • Interessi
    Pittura, Musica, Letteratura, Cinema e Teatro
  1. D. S. Lasalandra

    Drawer's Dream

    Grande Anja! Veramente ben pensato! Fatto poi a mente, funziona molto. Sempre detto che la notte porta consiglio, specie se uno sta sveglio =). E non credo che Jack possa storcere il naso per l'ombretto: funziona davvero bene. Guarda come si differenzia rispetto alla matita, perchè essendo in polvere riempie tutti i pori della carta... Davvero ben fatto. E poi il naso... Quel naso! Grande!
  2. D. S. Lasalandra

    Drawer's Dream

    Se hai voglia di postare un lavoro o darmi un link a tuoi lavori, sarò felice di dargli un'occhiata. A volte ci sono persone che smettono di dipingere perchè non conoscono il loro talento. Poi è chiaro, tutto nella vita non si può fare =). per Jack Shark, lo stesso giorno del tuo messaggio avevo appena comprato una confezione di gesso acrilico per provarlo. E' in effetti una bomba, e fa risparmiare del tempo, ma avendo confidenza con la preparazione della colla si risparmiano parecchi soldini =). E da buon genovese... =) La foto del dipinto era senza flash e in buona luce, cercando di eliminare i riflessi (perchè in realtà qua e la il dipinto è molto lucido e ancora da verniciare - verniciate l'olio solo dopo 6 mesi un anno dal termine del lavoro!-) Baci a tutti
  3. D. S. Lasalandra

    Brutti e cattivi: gli aggettivi e gli avverbi

    In generale trovo che alternare i due metodi aiuti a comunicare già chiaramente stati narrativi diversi. Personalmente uno stato di quiete si presta a più aggettivi che non uno stato di frenesia. Ma credo anche questo divenga soggettivo, a seconda dei gusti e del focus di chi scrive e oggi si è molto ribaltato. Penso al cinema, a 300 o al Signore degli Anelli, dove le uniche parti davvero aggettivate, minuziose su cui si perderebbero litri di inchiostro per restituirle sono le scene in teoria frenetiche. Con il rallenty ed il bullet time si vuole fare esattamente quello che uno scrittore pulp farebbe descrivendo la traiettoria del pugnale in volo, il perfetto impatto nella giugulare, i danni medici nei dettagli, gli schizzetti e le budella. E tutta questa morbosità aggettivata e poi asetticità del resto oggi fa best seller. Tolkien invece 2 ore di film le ha descritte in due pagine, sbizzarrendosi invece sulle fantasie culinarie di un ometto paffuto lontano dalla propria dispensa. In breve, secondo me sta anche su cosa ci si dilunga con aggettivi e avverbi a far capire al lettore chi siamo, di cosa parliamo e cosa amiamo. Banale uh?
  4. D. S. Lasalandra

    L'atteggamento verso la lingua: normativi contro descrittivi

    La casa rossa, era ora che la vendesse. Ma il soggetto in questo caso non è semplicemente sottinteso? Egli? Quel "era ora" invece continua a rimanermi oscuro. Qualcuno fa l'intera analisi logica please?
  5. D. S. Lasalandra

    Uscire fuori, perplimere e altre forme scorrette

    Grandissimo thread! Mi fate morire! Anche il liguria, dalle parti di savona si usa molto dire "vado a spiaggia". Che è una forma che a noi genovesi suona inaccettabile. In effetti vorrei capire meglio il perchè di questo uso. Diciamo vado a spasso, vado a scuola. Al sud (puglia e basilicata per certo) dicono però "vad' alla shcoo' " ovvero "vado alla scuola", e l'estivissimo "vad' a u mer' (traducibile come vado a il mare). Quindi mi pare che la faccenda si complichi e in questi modi di dire così comuni è probbaile si siano conservate le forme dialettali più antiche. Ma qui voglio rilanciare il theard di partenza: avevo un amico che si rifiutava di dire mi perplime, e sosteneva che la forma corretta di "questa cosa mi rende perplesso" è "mi PERPLENDE".
  6. D. S. Lasalandra

    Drawer's Dream

    Troppo gentili, davvero! Per rispondere a J. Shark, è olio su tela, preparata da me con il metodo tradizionale (colla di coniglio e gesso di bologna). L'immagine è un autoritratto se vogliamo, perchè mi sono fatto un autoscatto, e poi tramite griglia proporzionale l'ho riprodotta in grande. Il dipinto è cm 150 x 100, ma con le griglie non si sente il trasporto dal piccolo al grande. Comunque ora mi sono comprato un proiettore digitale per sveltire il procedimento di copia... Prossimamente su questi schermi =). Grazie ancora a tutti per gli apprezzamenti che danno carica lavorativa!
  7. D. S. Lasalandra

    Narrazione: prima o terza persona?

    Grandioso l'utilizzo della seconda persona (vado a cercarmi il romanzo che avete indicato) e scrivere alternando tutte e tre era un tentativo che curavo in questi giorni (e vado a vedermi pure quello...). In effetti dopo aver scritto tanto fantasy inizio ad aver voglia di scrivere mescolando tempi verbali e persone a mio piacimento. Non vi dico poi la voglia di staccarmid a una trama. Aaaah! Che liberazione sarebbe (e la trilogia è solo a metà... Urk!).
  8. D. S. Lasalandra

    Come vi regolate con gli "spiegoni"?

    Provo a far rientrare il discorso. Ma nella categoria "spiegoni" voi includete anche tutto l'infodump? Forse si tratta sempre di distinguere i piani descrittivi e la loro profondità, come diceva sweety mi pare sul Tondo Doni, armonicamente con capacità compositiva. Personalmente nella trivialità dei romanzi fantasy e affini elevo a grande regina la Rowling, che in quanto a efficacia popular resta imbattuta. Grandissimo show don't tell, spiegazioni suddive nei dialoghi e pillole di spiegazioni attraverso le reazioni dei personaggi. Per me, oggi si scrive così. Mi consigliate altri autori contemporanei che se la cavano bene con il genere e gli spiegoni? Esclusi Martin e Troisi succitati
  9. slearsh... slarsh... se il pantano fa proprio schifo =).
  10. D. S. Lasalandra

    Funerali militari e "la suonata". Come si chiama?

    Amo dire "te l'avevo detto". (primo e ultimo spam).
  11. D. S. Lasalandra

    Funerali militari e "la suonata". Come si chiama?

    Veramente è lo stesso. Almeno dal video di wiki che hai postato =)
  12. D. S. Lasalandra

    Scheletri per uso didattico

    Bellissimo thread. A Genova, nel liceo artistico di mia moglie avevano uno scheletro vero, di donna. In accademia ne avevamo sia veri che finti. la differenza è evidente per la colorazione. Quelle di osso naturale sono terra di siena e ocra, in generale brunastri e vivaci (LOL). Quelli in plastica sono invece giallino chiari, quasi verdastri. Il suono delle ossa vere poi è diversissimo (suonano tipo legno). Non ricordo come fossero risolte le parti cartilaginee. Essendo i nostri a scopo disegnativo mi pare che non fossero state sostituite, confermo invece la cucitura tra le ossa con fil di ferro passante per buchini (forse buchi già presenti in natura visto che vi passano i nervi, e il midollo? Qui lo sanno i medici). Una differenza notevole fra scheletri veri e di plastica è poi il cranio. In quelli veri è di un solo pezzo, mentre in quelli di plastica è sezionato orizzontalmente a livello delle tempie e con le placche craniche separabili. La scatola cranica è forata e si infila sul supporto metallico cui è appeso tutto il resto. Di solito la testa è quindi indipendente (lo dico perchè i ragazzetti potrebbero staccare la testa senza ledere l'integrita dello scheletro). Sulla loro derivazione, non statevi a fare troppi scrupoli. Sino a 50 anni fa la percezione di certe cose era mooooolto diversa. Non dico che non si seppellissero i morti, ma essendo da poco usciti dalla guerra, la morte era molto più presente e vicina. Non credo che fosse necessario dare il permesso per finire in una scuola. Anche oggi se il morto non ha parenti che prolungino pagando la sepoltura, dopo un certo tempo finisce nelle fosse comuni. All'epoca magari ci finivi subito o magari veniva pulito e messo in una scuola =D. Sono illazioni ma non credo di esserci andato tanto lontano. Buon lavoro Spritz!
  13. D. S. Lasalandra

    Ricerca di un termine esatto

    Da quel che ho capito Karma in effetti suona bene, anche se subito avevo pensato ad espiazione. Però non è corretto perchè tu vuoi un termine religioso o affine che si riferisca all'espiazione stessa. Da Wikipedia: Il termine espiazione deriva dal latino expiatio, purificare, purgare, stornare l'ira degli dèi con cerimonie religiose, tener lontano, rendere innocuo, rendere propizio, placare, calmare, soddisfare, scontare, pagare, punire, compensare, riparare, rimediare a. http://it.wikipedia.org/wiki/Espiazione questo è il link. ti consiglio vivamente di leggerlo perchè è di una profondità grandiosa. buon lavoro!
  14. D. S. Lasalandra

    Funerali militari e "la suonata". Come si chiama?

    Ma in realtà credo che il termine adatto sia in effetti "il silenzio" e basta. Può darsi che il termine tecnico sia "il silenzio fuori ordinanza", in quanto non è il silenzio volto alla conclusione della giornata militare, ma ai funerali di un militare nessuno direbbe "suoniamo il silenzio f.o." si direbbe il silenzio e basta. cito dai discorsi sentiti fare da mia nonna per i funerali di un caro amico anziano militare.
  15. D. S. Lasalandra

    Premio Letterario Nazionale Città di Arona

    Troppo vecchio anche io... E' la prima volta che mi capita. Wow, fa un certo effetto. 1982. Quest'anno sono 30. Let's check other contest!
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