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Andrea Varano

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  1. Andrea Varano

    Possiamo diventare tutti dei bravi narratori?

    Certo, come è vero che alcune cose di cui si scrive non si sono vissute prima e magari nemmeno si potrebbe viverle. Posso inscenare un assassinio senza aver mai assassinato alcuno o essere mai stato assassinato a mia volta, così come posso immaginare come sia vivere un'odissea nello spazio, anche se non sono fra quel pugno di astronauti che ha lasciato l'orbita terrestre. Rimane però il fatto, secondo me, che non metterò mai pensieri credibili nella testa di una vittima se mai nella vita mi è capitato di provare la benché minima paura per la mia incolumità. Allo stesso modo posso imbarcarmi su una nave, oppure raccogliere i racconti di un marinaio e poi, con l'ingegno, posso adattare quelle emozioni fra le stelle per il mio astronauta. Insomma: certo che si immagina, certo che si specula nello scrivere; ma proprio partire da zero non si può. Qualcosa, in qualche misura, deve essere genuino. E se con ciò ho contraddetto Pirandello, allora me ne vergogno e corro subito a raccogliere un po' di quella vergogna in un vaso, per servirmene alla prima occasione.
  2. Andrea Varano

    Possiamo diventare tutti dei bravi narratori?

    Molto bella e vera. Prima si vive, poi se ne scrive.
  3. Andrea Varano

    Possiamo diventare tutti dei bravi narratori?

    Trovo molto appropriato descrivere la qualità della scrittura in modo additivo come ha fatto Marcello. Per quella che è la mia esperienza personale, applicandosi, studiando e leggendo molti autori è del tutto possibile arrivare fino alla terza definizione, esattamente come è possibile diplomarsi o laurearsi. Dalla quarta in poi entrano in gioco dei fattori innati, che non si possono acquisire con la pratica ma attraverso essa si può dar loro modo di esprimersi. Insomma: senza studio non si arriva dalla maiuscola al punto fermo, ma solo praticando la scrittura di può sapere se si è dotati di inventiva e sensibilità. Fra l'altro, il terzo livello è anche l'ultimo dove possiamo giudicarci obiettivamente da soli (e già circa lo stile non sempre è semplice). Dal quarto in poi dipendiamo inesorabilmente dal parere di chi ci leggerà.
  4. Andrea Varano

    Timore di non riuscire a dare vita ai personaggi

    @Dhana Hai ragione. Te lo chiedevo proprio perché i personaggi non li anima il master, che per questo si trova in un buon punto di osservazione per rilevare tratti e contraddizioni di ciascuno di essi. Dalle mie esperienze di gioco, ricordo che le avventure migliori sono quelle dove le caratteristiche di un personaggio fanno la differenza e sostituirne uno cambia la storia. Legare i personaggi alla narrazione è il primo modo di caratterizzarli. Un codardo non è tale perché china spesso la testa, mormora, si scusa a ogni respiro e si tormenta le mani, ma perché vedendo un amico in pericolo corre a nascondersi, o perché vende un fuggitivo per non finire nei guai. Basta un'azione per definire un personaggio secondario, a patto che quell'azione abbia un peso nella storia. Quindi la storia fa i personaggi perché i personaggi fanno la storia. La paura di cui parli è legata all'aspettativa: ci poniamo un obiettivo nonostante temiamo di mancarlo. Ma il primo obiettivo di chi scrive narrativa non dovrebbe essere l'appagarsi dell'atto stesso di scrivere? Anche chi lo fa per mestiere, quindi iniettandoci una robusta dose di disciplina volta a traguardare una consegna, se non gode di ciò che scrive, sta probabilmente scrivendo una schifezza che non funzionerà. A me è capitato di provare ansia quando scrivevo per dimostrare non so bene cosa a non saprei dirti chi. All'epoca componevo purissima spazzatura. Poi ho capito il mio errore e ho cominciato a scrivere per il piacere di farlo. Non posso ancora dirmi soddisfatto fino in fondo e la strada da fare rimane molta; la differenza è che adesso questo suona come una buona notizia. Posso stare dentro la storia e godermela in anteprima come un regista sul suo set, senza paura, per tutto il tempo necessario. E senza preoccuparmene, la qualità di ciò che scrivo è migliorata rispetto a quando vivevo nell'ansia di mancare l'obiettivo. Perciò la domanda che mi pongo prima di iniziare è: abitare la storia che ho in testa è ciò che voglio fare per tutto il tempo necessario a scriverla? Se la risposta è no, aspetto serenamente la prossima idea.
  5. Andrea Varano

    Timore di non riuscire a dare vita ai personaggi

    Non credo esistano rimedi universali ai problemi dello scrivere, perché ciascuno è fatto a modo suo. Credo infatti che non esistano nemmeno problemi universali. Io per esempio non ho mai temuto di rendere male un personaggio per disaffezione, perché per me sono tutti importanti. Quando ne colloco uno su di un apparente secondo piano, solo per consentirgli di compiere il proprio scopo senza che la mondanità della storia lo intralci troppo, non lo farei mai senza prima avergli disegnato un volto, una voce e un'intenzione, fosse anche la più meschina. È una questione di rispetto, glielo devo! Temo invece di non riuscirci per incapacità o incompetenza, questo sì; ma per disaffezione, mai. Perciò non avanzerò suggerimenti; mi limiterò a porre qualche domanda che, nella mia esperienza, è come mettere polvere magica sui problemi. La prima domanda, visto che citi i giochi di ruolo, è quasi ovvia: hai mai fatto il master o narratore che dir si voglia durante un'avventura? Magari è di questo che si tratta, quando dici "costruire una storia"?
  6. Andrea Varano

    È permesso?

    Ciao Mercy e grazie per il benvenuto. Mi farebbe molto piacere condividere qualche racconto, giusto il tempo di lucidare un po' la forma. Prima però ne leggerò qualcuno già pubblicato, per ambientarmi.
  7. Andrea Varano

    È permesso?

    Mi chiamo Andrea e picchietto sulla tastiera da quel di Milano. Scrivo da parecchi anni, in particolare fantascienza. Scrivere è al tempo stesso un modo per scoprire me stesso, mettermi alla prova, raccontare ciò che vedo attorno a me e quel che ne penso. Mi piace a tal punto che scrivo persino sui mezzi pubblici, spostandomi fra casa e ufficio. Posso vantare un solo romanzo pubblicato per ora, ma altri sono pronti o vanno formandosi sulla pagina. Ogni tanto scrivo anche racconti. Mi piace leggere di tutto un po': non solo fantascienza, ma narrativa di ogni genere. Amo i romanzi che includono risvolti sociali (la migliore fantascienza lo fa, ma non solo quella). Mi interesso anche a saggi storici e politici. Sono approdato qui cercando informazioni sulle case editrici, ma gironzolando per il sito capisco che WD offre molto di più. Lietissimo dunque di avervi scoperti.
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