Vai al contenuto

monica:io

Utente
  • Numero contenuti

    137
  • Iscritto

  • Ultima visita

Su monica:io

  • Rank
    Sognatore
  • Compleanno 03/05/1998

Informazioni Profilo

  • Genere
    Donna
  • Provenienza
    Roma
  • Interessi
    sognare, scrivere e leggere. (nell'ordine u.u)

Visite recenti

4.022 visite nel profilo
  1. monica:io

    Libri (scritti bene) con protagonisti adolescenti ?

    Non so se te l'hanno già consigliato.... comunque un libro che mi è piaciuto moltissimo è Margherita Dolcevita di Stefano Benni... Tutta la saga di Peggy Sue e gli Invisibili, che io personalmente amo *-* E poi che altro...
  2. monica:io

    Un nick un perché

    Il mio nick non è molto originale... Diciamo che mi da molto fastidio quella cosa dei fortun o blog che non ti puoi chiamare con il tuo nome perchè è già stato usato.. anche se ha un senso a me da' fastidio lo stesso Quindi ho messo ":io" per potermi chiamare lo stesso Monica... Vabbè... La foto mi piaceva perchè è quella che più rappresentava una scrittrice che ho trovato su google immagini! Ok non sono molto originale lo so.. T_T
  3. monica:io

    Memorie dal mondo dei sogni.

    Io i sogni me li scordo quasi subito. Invece, gli incubi restano più a lungo nella mia memoria. Un incubo che mi ha lasciata proprio terrorizzata si svolge più o meno così: sono seduta nella mensa della mia scuola elementare, una grande stanza con le pareti bianche e grandi vetrate trasparenti che danno sul cortile. Mangio tranquilla, poi, ad un certo punto del sogno, è come se mi rendessi conto solo ora che attorno a me ci sono io. Tantissime io, uguali identiche a me, vestite come me che però parlano fra di loro e mangiano cose diverse dalle mie, quindi non sono riflessi. Poi guardo verso le finestre e vedo i miei amici e i miei genitori che mi guardano attraverso il vetro. Ma non guardano me, guardano tutte noi insieme, il loro sguardo non si ferma su di me ma sulla folla. Poi il mio migliore amico entra nella stanza e cammina a fianco a tutte le Moniche sedute sui tavoli, si guarda attorno ma non mi vede anche se io sono vicina a lui. Infine, va a parlare con una me poco lontana e anche i miei genitori e mia sorella e i miei amici trovano una Monica con cui parlare che però nn sono mai io. Mi ha lasciata, non terrorizzata, sconcertata... Era bruttissimo vederli che ci osservavano senza fissarsi su una di noi, ma guardando la folla uniforme... e poi quelle Moniche uguali a me ma con personalità e modi di fare e parlare unici. Non posso controllarle, loro non fanno quello che faccio io eppure i miei amici e genitori preferiscono loro.
  4. monica:io

    Suonate qualcosa?

    Io suono il violino da 3 anni con la scuola... (faccio la media musicale) E francamente non riesco ad immaginarmi di suonarlo da sola! è difficilissimo già con una prof che ti sta dietro due volte a settimana per tre ore (senza contare tutte le prove extra e i concerti)... Comunque, vorrei dire che, a parte la difficoltà e le quantità di prove e lezioni che ho dovuto fare, quando alla fine riesco a suonarlo è bellissimo... Soprattutto sono innamorata del mio pezzo del saggio, Humoresque di Dvorak.
  5. monica:io

    giochino, quanto veloce scrivete?

    Parole al minuto: 52 parole corrette: 43 sbagliate: 2
  6. monica:io

    Ricerca sui Film Mentali

    A me piacerebbe ma terrai conto della mia età nella tua tesi? C'ho 14 anni... non so se influisce questo... Comunque, la mia e-mail è: mokamonica2010@libero.it
  7. monica:io

    Una vita in tre minuti

    Bellissimo... *-* Mi son commossa quando lui cerca di fermare il tempo ma non può...
  8. monica:io

    CERCO SCRITTORI!

    Benvenuta e per l'esperimento... Mi piacerebbe moltissimo! Influisce nella tua tesi se c'ho 14 anni? (che ne so, magari adolescenza e cose da psicologi... u.u)
  9. monica:io

    Quando si diventa e qual è la definizione di "scrittore"?

    Non sono d'accordo con Sherlock. Secondo me l'artista (quindi scrittore, pittore...) è chi produce arte, anche se non riconosciuto dal pubblico. Chi è che ci rende artisti, la nostra arte o l'apprezzamento da parte degli altri? Io credo la nostra arte, è lei il centro della nostra vita, quindi qualsiasi altro lavoro faremo se l'arte resta presenza costante nella nostra vita allora siamo Artisti. Può pure darsi che qualcuno del futuro troverà una nostra opera e la metterà nei libri di scuola...
  10. monica:io

    Juke Box

    Io AMO le colonne sonore dei film. Diciamo che la più bella, quella che la starei a sentire anche senza sapere di che parla il film (stupendo fra l'altro) è quella di Schindler's list.
  11. monica:io

    Trama o prosa?

    Un equilibrio fra le due cose non si può avere? XD Non so davvero come reagirei davanti a un libro scritto da cani con una trama comunque originale... D'altra parte se non c'è trama interessante la tua bravura non serve a molto...
  12. monica:io

    davvero sognate di diventare scrittori?

    Diciamo che sì, vorrei farlo a livello professionale. (dopotutto, se non sognano i quattordicenni chi sogna più? ) Però, ho anche un piano B, che cambia tipo ogni mese e che attualmente è fare giornalismo d'inchiesta (ma anche psichiatria mi affascina, se non fossero tutti quegli anni di laurea...) In ogni caso, io scriverò sempre e comunque, anche se non avessi successo...
  13. monica:io

    Buongiorno!

    Benvenuto!
  14. monica:io

    [Sfida 21] Miraggi nel deserto

    Sì lo so che questo racconto ha molto a desiderare... Scusatemi davvero, ho cercato di far del mio meglio con quella boa e il poco tempo. L'unica risposta che vi so dare è sulla pistola: in pratica mi aveva fatto pensare la boa che chiedeva l'Alhambra nonostante non ci fosse ancora a quel tempo, poi mi è venuta l'idea di un miraggio che catapultasse il personaggio in una specie di futuro (con l'Alhambra appunto) e la pistola sarebbe con la morale del tipo: "ecco dove siamo finiti". Ok, è arzigogolata come spiegazione, me ne rendo conto, prometto che nei prossimi racconti sarò più leggibile!
  15. monica:io

    [Sfida 21] Miraggi nel deserto

    http://www.writersdream.org/forum/topic/11937-il-cimitero-di-guerra/#entry181009 <--- commento Stavamo camminando in cerca di quella città da troppo tempo. Il deserto si stendeva ovunque attorno a noi, come una spessa coltre di calore che sotto i nostri piedi aspettava solo che inciampassimo. Dentro di me, invocavo l’aiuto di qualsiasi dio fosse sopra le nostre teste, ma fuori cercavo di darmi un contegno ed apparire calmo ai miei compagni. Ad un tratto, sull’orizzonte, spuntò qualcosa. Un piccolo punto bianco, più lucente della sabbia attorno a noi e più chiaro del cielo azzurro. La gente attorno a me alzò la testa, i bambini smisero un momento di piangere e gli animali di rumoreggiare. Anche io ero curioso, e, come gli altri, scrutai con gli occhi l’orizzonte. Le morbide curve delle dune abbracciavano tutto l’orizzonte, e l’unico ostacolo in cui incappava lo sguardo era proprio quello strano puntino che man mano iniziava ad ingrandirsi e prender forma. Era un palazzo, circondato da un giardino. I vecchi attorno a noi iniziarono ad urlare parole spaventate, le madri coprirono gli occhi ai bambini. Mi guardai attorno sconcertato. Com’era possibile che davanti ai miei occhi si iniziava a delineare la figura di un palazzo avvolto da rami di rose? La macchia verde ora occupava quasi tutta la linea dell’orizzonte, e la carovana si fermò. C’era qualcuno che nominava l’opera del demonio, di qualche entità oscura che voleva bloccarci il cammino. Essendo il capo della carovana, avrei dovuto far qualcosa per calmare quella gente. Ma non sapevo che fare, quel sortilegio che appariva davanti ai miei occhi mi inquietava. Com’era possibile che le stesse piante che avevo incontrato in Europa potessero crescere nel mezzo del deserto? E quel palazzo… incuteva una strana sensazione. Bianco, di marmo levigato, riluceva al sole come una perla, ma le finestre erano tutte chiuse da stoffe pesanti. Il portone, di legno, era socchiuso. Capii che se volevamo andare avanti avrei dovuto entrare a chiedere agli abitanti dell’acqua e del cibo. Fino a quel momento non ci avevo pensato, le piante erano bastate a distrarmi, ma ora sapevo che quel bisogno veniva prima di ogni superstizione. Dissi ai miei compagni che sarei andato e loro mi guardarono sconsolati, ritirandosi un poco. Alcune vecchie mi toccarono il braccio, come per cercare di trattenermi, ma poi restarono tutti quanti a guardarmi entrare nel palazzo. Dentro, un cortile ampio lastricato di ciottoli. Notai che al suo interno il caldo era sparito, iniziavo anche a sentire un po’ di freddo… Le stanze erano separate da colonne, non c’erano porte e camminai lungo tutto il perimetro alla ricerca di qualcuno. Infine, alzai lo sguardo e la vidi. Una ragazza, vestita con un mantello pesante che le copriva perfino il viso. Mi guardava, con occhi penetranti blu che arrivavano fino a me, da dove si trovava, al piano di sopra affacciata alla balaustra. - Ciao… Sono il capo di una carovana… - ero diffidente, nonostante ciò mi avvicinai al balcone dove era affacciata e alzai la mano per coprirmi la faccia dal sole. Lei non disse una parola, però alzò la mano e vidi che aveva una pistola. Un sparo, poi più nulla, e seppi che la mia gente era in pericolo.
×