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Marco X.

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Marco X. ha vinto il 25 settembre 2012

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Su Marco X.

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  • Compleanno 25/04/1994

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    Maschio
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    Vicenza

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  1. Marco X.

    Quando un giorno cammini sotto

    Ciao, il verso di cui parli tu è una doppia citazione: da Eliot che a sua volta citava Dante. Mi dispiace tu abbia trovato pomposo il linguaggio perché non è il retorico ciò che cerco, e in particolare questa poesia doveva essere molto intimista, intima e genuina. Non concordo molto con il tuo trovare "positivo" che ci sia un significato... In poesia ognuno può vedere il significato che vuole, e non è detto che il poeta abbia voluto comunque dare un significato a ciò che scrive. Il verso tra parentesi è stata una scelta tormentata: non è strettamente necessario, forse, ma nella rilettura e riscrittura mi continuava a risuonare prepotentemente in testa. Consideralo come una sorta di epifania poetica cui ho infine voluto dar voce.
  2. Marco X.

    Quando un giorno cammini sotto

    Propongo, per la strofa problematica, di togliere gli ultimi tre versi e sostituire con il verso seguente: "sfilando di anime dissotterrate". Mi pare generi una bella musica e "dissotterrato" rende forse meglio e meno banalmente l'idea di qualcosa di fiacco, debole, spossato, piuttosto che "inanimate", che era un ossimoro fin troppo prevedibile. Così è molto più sottile. P.S.: grazie Hatter!
  3. Marco X.

    La "cultura critica" ha fallito?

    Non vorrei dire un'idiozia, però a me pare che la "cultura di massa" ci sia da un po' di secoli, almeno nel senso di "letteratura che parla allo stomaco", come si diceva con questa immagine pochi post sopra. Si pensi ai feuilleton, ai romanzi d'appendice ecc... Credo che sia naturale esista un tipo di letteratura di consumo e un tipo di letteratura, come dire, più "alto", senza voler sminuire a tutti i costi la letteratura di consumo. So che in questo sarò poco assecondato e forse nessuno concorderà con me, ma non credo ci si possa aspettare certo che le masse si indirizzino verso un tipo di cultura "alta": della maggioranza è molto più probabile sia appannaggio il non-interessarsi in questo senso. Nemmeno qui voglio fare un discorso elitaristico o classistico, però che gliene può fregare a un uomo qualunque che magari non ha neanche avuto insegnamenti adeguati di leggersi cose del genere? La colpa potrà essere in parte degli autori stessi - indispensabili per la civiltà contemporanea libri come L'uomo a una dimensione, ma non esattamente un testo facile -, però non penso che questo sia dovuto a una volontà precisa di non parlare alle masse. Non in scrittori come Camus (che di quelli citati è secondo me il più limpido e facile), di sicuro, perlomeno. Diciamo piuttosto che serpeggia da tantissimo tempo una certa diffidenza per la divulgazione e, a mio parere, a ragione; questo almeno presupposto che il 90% delle volte che esce un lavoro di divulgazione, è spesso volgarizzante e semplicistico... E non è quello il modo di trasmettere conoscenza o far sviluppare il senso critico eccetera. Penso di aver un po' divagato, però più o meno in tema credo di esserci, e queste tue parole mi hanno fatto venire in mente questa riflessione.
  4. Marco X.

    Quando un giorno cammini sotto

    Mi rendo conto che ci siano alcuni versi di troppo, è che quel "che sfili" è abbastanza importante ai fini della citazione: il coperchio da solo ancora non fa pensare al quarto "Spleen", ma se poi gli associo l'immagine dello sfilare allora il tutto è più chiaro... E mi piace l'immagine di un coperchio che insieme pesa e sfila: non riuscirei, del resto, a citare senza un po' cambiare. È così debole la sassaiola dei tre versi dopo? Hai ragione anche per quanto riguarda i congiuntivi: mi sono lasciato un po' trascinare dal gusto che avevo preso scrivendo con quell'ambiguità tra congiuntivo presente e indicativo presente... E del resto quel "non comunicasse" è superfluo e sovraccarica la poesia di contenuto. EDIT: per l'inciso... La tua soluzione mi sembra un po' troppo simile a quella di De André in "Inverno" - a cui del resto ho pensato, però non mi convince. C'è quella fraintendibilità se "tu rimani" sia un imperativo o un indicativo, e non mi piace proprio stilisticamente e musicalmente - aspetti per i quali mi piacciono invece quei "quando un giorno cammini sotto" e "quando schiacci". Casomai farò lo scrittore di chiuse di poesie!
  5. Marco X.

    Quando un giorno cammini sotto

    Commento: --- Quando un giorno cammini sotto un cupo azzurro che non lasci in sé riflessi di una vita, svanita o svanente; quando schiacci il coperchio spesso del mondo come un’emozione disfatta – che sfili, simile a una sassaiola di anime inanimate sì da non credere che morte n’avesse tanti disfatti; Ricordati di te (tu che vieni tu che rimani), le ritirate mute cercando dove parlasse non comunicasse un pezzo di roccia, dell’acqua; come sei annegato in un deserto fertile di caldo.
  6. Marco X.

    R.I.P.

    La forma mi ha fatto un po' storcere il naso, all'inizio, ma comprendo meglio come sia profondamente antitetica del contenuto... E questa soluzione, tuttavia, non mi lascia pienamente convinto. C'è qualcosa che non va in questo filastroccheggiare della tua poesia, forse troppo musicale e curato nel senso fonico di ripetizioni di suoni simili eccetera. Personalmente, per ottenere un risultato simile nel senso di antitetico del contenuto, avrei optato per il solito ottonario accentato nelle sedi dispari, però o tralasciando figure retoriche del suono, per generare una certa irregolarità nella poesia, o utilizzandole con suoni decisamente sgradevoli. Così l'antitesi ci sarebbe stata, ma (credo) senza stonature. Il pezzo è cortissimo, e generalmente lunghezza di questo tipo esigono una buona capacità di concisione e un'altra, non meno importante, di condensazione delle immagini. In quest'ottica trovo poco efficaci gli ultimi tre versi, che dicono fin troppo. Il primo verso per lo stesso motivo è invece molto buono, perché lascia già intendere che cosa si leggerà poi ed entra prepotentemente in testa. Cambierei "viscere della notte", che mi suona un po' trito come sintagma. Mi lascia un po' perplesso, infine, la punteggiatura. Mi sembrano un po' troppe le virgole, avrei usato qualche trattino o punto e virgola, o addirittura punto, per esempio: "Mio amore assassinato/rinchiuso nella tomba./Nel cimitero della mente/mi inginocchio tremante" eccetera. Non è che le virgole non vadano bene di per sé, è solo che non si capisce se il ritmo debba essere fluido o spezzato o cos'altro, perché le virgole non sono segni forti. Anche tutta la parte che va dal verso 2 al verso 4 non si segue bene sintatticamente proprio per questo uso bizzarro della punteggiatura.
  7. Marco X.

    Kindle WiFi

    Io lo trovo piuttosto comodo! Avevo una domanda, però: ho scaricato dei dizionari bilingue per i libri in lingua straniera, e ho un piccolo problema... Ho due libri in spagnolo e, quando li leggo, con uno il dizionario funziona, ossia prendo le parole e me le traduce, nell'altro non mi spunta fuori nessuna traduzione! Le uniche parole che rileva sono quelle uguali all'italiano, delle quali però mostra la definizione in italiano (insomma, attiva lo Zanichelli e non il VOX)... Qualcuno sa perché?
  8. Marco X.

    Test corto xD

    1. Sei stato chiamato così perché qualcun altro si chiamava con questo nome? No, anche se mio padre avrebbe voluto, in un primo momento, farmi portare il suo stesso nome. 2. Quando è stata l'ultima volta che hai pianto? Non ricordo. Di sicuro molto tempo fa. 3. Ti piace la tua calligrafia? Mi piace nel senso che è comprensibile, ma graficamente non è proprio bellissima... Soprattutto, è disordinatissima. Non so stare sulla stessa riga e occupare la stessa dimensione con le lettere. 4.Qual è il tuo pasto preferito a base di carne? Mi piace molto il pollo. 5. Hai figli? No. 6. Se tu fossi un'altra persona, saresti amico di te stesso? Non ne sono sicuro... 7. Sei una persona ironica? Credo di sì, ma spesso incompreso. La mia professoressa di tedesco dell'anno scorso mi diceva che ho uno humour "austriaco", che parrebbe essere uno humour simile a quello che noi chiamiamo umorismo inglese, fatto perlopiù di freddure ma anche di un sarcasmo piuttosto caustico. 8. Hai ancora le tue tonsille? Sì. 9. Faresti Bungee Jumping? No, ne avrei troppa paura. 10. Qual è il tuo cereale preferito? Mi piace molto il riso, specie soffiato, ma anche l'avena ha il suo perché. 11. Ti sleghi le scarpe prima di togliertele? No, porto spesso scarpe da skate tipo Etnies per non doverle allacciare e slacciare ogni volta. 13. Il tuo gelato preferito? Cioccolato bianco. 14. Cosa noti come prima cosa nelle altre persone? I capelli e la voce. 15. Rosso o rosa? Rosso. 16. Cos'è che ti piace meno di te? È difficile stabilirlo... Non mi piaccio molto in generale. Penso la bocca, comunque. 17. Cosa ti manca di più? Un senso di autocritica più oggettivo e meno tendente all'autocommiserazione. 18. Vorresti che tutti completassero questa lista? Non capisco la domanda... 19. Di che colore hai i pantaloni e le scarpe in questo momento? Jeans blu scuro e pantofole bianche. 21. Che musica stai ascoltando? Nulla. 22. Se fossi un pastello che colore saresti? Verde smeraldo. 23. Profumi preferiti? Light blue da uomo. La petite robe noire e Narciso rodriguez sulle donne. 24. Qual è stata l'ultima persona con cui hai parlato al telefono? Con mia madre. 25. Ti piace la persona che ti ha spedito questa cosa? Non ho capito... 26. Sport preferito da vedere? Nessuno, non amo lo sport. 27. Colore dei capelli? Castano chiaro. 28. Colore degli occhi? Verde-grigio. 29. Indossi lenti a contatto? No, porto gli occhiali di tanto in tanto. 30. Cibi preferiti? I dolci in generale. Di solito cose piene di panna, latte e cioccolato. 31. Film horror o a lieto fine? Non mi piace molto guardare film, guardo un po' quel che mi capita e mi cambia molto poco. 32. Ultimo film visto? Non me lo ricordo, forse "Il cappotto" di Lattuada. 33. Colore della maglia che indossi? Grigio. 34. Estate o inverno? Nessuna delle due, sono entrambe stagioni troppo "estreme". Di estate non respiro e soffro parecchio il caldo, di inverno sto meglio ma ho sempre il naso pieno di croste ed è perennemente tappato. 35. Abbracci o baci? Abbracci. 37. Chi risponderà più probabilmente? Non ho capito. 38. Chi risponderà meno probabilmente? Non ho capito... 39. Che libro stai leggendo? Come al solito, un mucchio di libri contemporaneamente... Diciamo che quello su cui mi sto concentrando è "Anatra all'arancia meccanica" di Wu Ming. 40. Cosa c'è sul tuo tappetino del mouse? È a forma di pinguino cartoonizato. 41.Cosa hai visto in TV ieri sera? Niente, non guardo la TV. 42. I tuoi suoni preferiti? Quello del sassofono, dell'ocarina, della chitarra classica, dell'organo e del glockenspiel. 43. ROLLING STONES O BEATLES? Non mi piacciono entrambi... Però preferirei i Beatles. 44. Qual è il posto più lontano da casa che hai visitato? Tokyo. 45. Hai un talento speciale? Non ne ho idea. Di solito imparo abbastanza velocemente perché sono piuttosto intuitivo, e immagazzino informazioni con una certa facilità. 46 Dove sei nato? A Thiene, in provincia di Vicenza. 47. Chi speri assolutamente che risponda? Boh? 48. Come hai incontrato la tua dolce metà? Al liceo, presentatami da una compagna di classe che la conosceva.
  9. Marco X.

    Kundera, Milan

    Ho letto solo "L'insostenibile leggerezza dell'essere" e mi è piaciuto molto. Ho avuto la stessa impressione (positiva) di un lettore di Anobii riguardo a Kundera: che fosse quel professore che ti prende per mano e ti spiega ogni cosa, una per una, con infinita pazienza e senza pedanteria. Mi ero convinto a comprare il libro dopo aver letto il primo capitolo, nel quale esordisce con una lettura dell'eterno ritorno nietzschiano piuttosto accattivante e che suggeriva riflessioni attente. La trama mi è sembrata un po' deboluccia, ma comprendo che in quel romanzo non doveva essere il centro dell'opera, la cui storia è solo una cornice alle analisi di Kundera. Avrei difficoltà a raccontarlo a qualcuno, ma proprio perché l'ho letto come un romanzo focalizzato sull'analisi psicologica dei personaggi questo non mi dà fastidio alcuno. E poi ho una pessima memoria per i nomi e le trame... Me li ricordo solo nel caso dei libri della Nothomb. Vorrei leggere altro dell'autore di questo anomalissimo bestseller, ma non so davvero su cosa buttarmi.
  10. Marco X.

    Leggere i testi ad alta voce

    Ho letto oggi un articolo sul The Guardian che parlava dell'aumento (presumo nel Regno Unito) di attività relative alla lettura ad alta voce di libri - poesie, romanzi, racconti... qualsiasi cosa - e, trovando l'argomento interessante, avendo riscoperto io solo di recente il piacere di sentir recitare una poesia o anche di provare a recitarla, ho pensato di proporlo al forum. Non ho una domanda particolare, volevo solo sentire delle riflessioni sul tema, pensieri sparsi, la prima cosa che vi passa per la testa al riguardo. Volendo proprio cercare un qualche quesito specifico, mi piacerebbe sapere quanto ritenete importante la lettura ad alta voce per un testo, questo indipendentemente dal tipo di testo - anche se sono ben consapevole che aspetti come i suoni saranno sempre di sicuro più evidenti in una poesia che in un romanzo (mi piacerebbe però una smentita!). E poi, ancora, sapere se apprezzate la cosa. Vi dà qualcosa in più, rispetto al solo leggerla, sentire una poesia letta da altri?
  11. Marco X.

    Leggere in lingua originale

    <p>Non mi sono mai interessati... L'unica cosa che penso mi piacerebbe provare a leggere è Valle-Inclàn, di cui ho letto qualche frammento decisamente geniale. Ma i suoi lavori più interessanti non sono stati ancora tradotti in Italia, e non mi sento pronto ad approcciare qualcosa come
  12. Marco X.

    Leggere in lingua originale

    Oh, una precisazione: è chiaro che dei paletti me li metto pure nella narrativa, comunque: non andrò mai a leggermi in inglese qualcosa come Il vecchio e il mare, che so da altri che l'hanno letto essere pieno di parole tecniche che non conosco e che mi sarebbe inutile imparare perché le dimenticherei due giorni dopo... Insomma, imparare "darsena" in inglese non mi serve a una mazza, per dirne una.
  13. Marco X.

    Leggere in lingua originale

    Leggo soltanto in inglese e in italiano, ho fatto qualche tentativo catastrofico in tedesco, anche se la scelta del testo, Der Sandmann di Hoffmann (!), non era certo felice... In spagnolo non mi sento sicuro, sebbene lo studi dal primo anno di liceo. Ma nemmeno mi interessa molto la letteratura ispanica... Non trovo particolarmente difficile leggere in inglese e il mio livello non è altissimo (ho un C1, ma si tratta comunque di un TOEFL che quindi prevede la conoscenza generale della lingua, senza incursioni in campi tecnici - insomma, niente saggi o chissà che per me di sicuro), basta non volersi impuntare su ogni singola minuzia. Trovo utile sottolineare le parole che proprio non riesco a capire nemmeno nel contesto e quelle fondamentali per la comprensione del testo. Le parole che danno le sfumature di significato eccetera le lascio dopo. Cercare ogni singola parola, ogni espressione eccetera penso possa solo frustrare e quindi rallentare decisamente troppo la lettura, che comunque dovrebbe essere un piacere... E per questo mi concedo di non guardare ogni cosa nel dizionario. In poesia, il problema è meno marcato: non conosco molte lingue, ma ne so leggere abbastanza, per cui posso magari leggere Laforgue in traduzione e poi leggermelo in originale, senza capire il significato ma cogliendone gli aspetti musicali, che sono comunque importantissimi in una poesia. Cerco di imparare sempre la fonetica di ogni lingua in cui mi imbatto in poesia, perché non sapere come una poesia suoni come era stata concepita mi turba abbastanza.
  14. Marco X.

    Capodanno!

    La penso come te e non per motivi diversi: non capisco nemmeno io tutto l'entusiasmo per una convenzione, non capisco il sentirsi obbligati a festeggiare, ubriacarsi, sparare botti (a capodanno solo questo) ecc. per capodanno (piccola parentesi: per me si può sostituire a "capodanno" pure "ogni sabato sera"). Credo di vedere in modo forse un po' troppo ampio le cose, ma mi sembra che ci sia una certa tendenza (aggiungerei "nella società" ma dopo suonerebbe come la polemica di un adolescente "angsty") all'obbligo del divertimento, al far festa in qualunque occasione, anche senza un pretesto come una convenzione quale può essere l'inizio di un anno nuovo. Poi per carità, questo capodanno l'ho festeggiato anche io, ricambio gli auguri se me li fanno - ma non tendo a farli io per primo, visto che non li capisco -, non sto a fare il misantropo cinico guastafeste, solo mi piacerebbe vedere più coscienza nelle masse che accorrono in discoteca o, dovunque siano, alle bottiglie di alcol e alle scatole di botti che inevitabilmente fanno la loro ventina di vittime ogni anno (sparo un numero a caso non altissimo nella speranza che quest'anno non ce ne siano state tante) per fare i loro "festoni buèi", come li chiamano qua a Vicenza.
  15. Marco X.

    Newton Compton: le traduzioni

    Vorrei porre una domanda al forum e più in particolare a chi avesse avuto a che fare con un paio di libri che mi interessano, pubblicati entrambi nella collana dei Mammut della Newton. Spero di non aver sbagliato sezione e che sia lecito fare questo... I due volumi in questione sono "Le grandi opere" di Nietzsche, raccolta dell'opera omnia del filosofo in questione, e la raccolta pure di tutte le opere di Hesse, "Romanzi e racconti". Ora, il prezzo (come sempre) concorrenziale di, rispettivamente, 20 e 15 euro mi attira parecchio. In particolar modo perché le opere singole di Nietzsche sono pubblicate dalla Adelphi e, avendone una (La gaia scienza), so già che la cura (introduzione, note ecc.) non mi soddisfa granché, come sempre nei libri della Adelphi, secondo me troppo costosi rispetto al lavoro che c'è dietro, cioè la semplice stampa del testo tradotto, per cui potrei senza problemi ripiegare su un Mammut. Lo stesso dicasi per le opere di Hesse, pubblicate nella collana degli Oscar Mondadori, che di solito non hanno un grandissimo apparato critico, ma tutt'al più delle modeste introduzioni e nient'altro. Qui la tentazione del Mammut è ancora più forte, dato che le opere di Hesse sono tantissime e ogni volume della Mondadori costa all'incirca 8-9 euro. Il problema maggiore, sapendo io già che un Newton non è certo al livello di un BUR, è la traduzione. Ho spesso avuto a che fare con volumi della Newton tradotti in modo orrendo, ma ce ne sono alcuni che non sono per niente male, in rapporto al prezzo. Volevo quindi sapere se la traduzione di quei due volumi è decente e se posso comprare quelli piuttosto che ogni opera singola e spendere un sacco di soldi... Grazie in anticipo!
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