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Elisa Audino

Scrittore
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    798
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Reputazione Forum

260 Strepitoso

Su Elisa Audino

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    Sognatore
  • Compleanno 02/09/1977

Informazioni Profilo

  • Genere
    Donna
  • Provenienza
    Monviso
  • Interessi
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5.903 visite nel profilo
  1. Elisa Audino

    Cosa state leggendo?

    Ho finito da poco l'autobiografia di Miles Davis, Miles. Letta d'un fiato. La consiglio non solo agli appassionati di jazz, è uno scorcio sulla società americana dagli anni quaranta agli anni settanta e oltre, sul razzismo, sulla cultura di una società e, non ultimo, sulla creatività.
  2. Elisa Audino

    Ti ho cercato

    Nell'Atlantico scivolato a casa nelle porte aperte dalla galanteria nelle i n te r m i t t e n z e delle scale e nel calice raccolto prima del fondo. In ogni impercettibile momento di stallo nel tabacco esterno ai locali nelle sedie di metallo borchiato nel bancone del bar il giorno di mercato nei chiacchiericci degli insonni e nei rimbalzi della mia voce. Ho conservato ogni pausa disattesa ogni non-te. Oggi no. Oggi ogni corridoio luce volto gesto galante traballa. Oggi sono lo sgabello la ghiaia sul marciapiede la vitrea indifferenza alla morbosità dei passanti il gioco perverso del tuo rilancio.
  3. Elisa Audino

    Reset

    C'è qualcosa di profondamente ingiusto nel camminare su una palla sospesa che rotola su se stessa in uno spazio vuoto.
  4. Elisa Audino

    Lista, Giuria stagionale e Annunci

    Che bella sorpresa ! Grazie @Ippolita2018 , @ivalibri , @mercy, @novemai, per le ore di lavoro e per tutto.
  5. Elisa Audino

    Cosa state leggendo?

    Il titolo la dice lunga. Grazie mille, Elisa. Se hai occasione di leggerlo fammi sapere cosa ne pensi.
  6. Elisa Audino

    Cosa state leggendo?

    Sabato ho finito di leggere 'Edipo a Berlino', di Francesca Veltri, edito da Divergenze. Questa è la recensione che ho scritto il giorno dopo averlo finito, a caldo, e che mi sento di condividere. La mia intuizione sulla letteratura russa si è poi rivelata fondata. Si può usare la parola capolavoro? Rischia di essere scontata e di svuotarne il contenuto? Il fatto è che mi ha tenuta incollata alle pagine da venerdì pomeriggio a ieri notte all'una inoltrata e questo non è il primo libro che leggo sulla Shoah. Tutt'altro. Sono un'appassionata di letteratura ebraica ed è stata la Shoah a portarmici. Ma questo non è 'solo' un libro sulla Shoah. Intanto, è un libro che si interroga sulla natura umana, dalla seconda pagina all'ultima. Che ha un ritmo serrato, serratissimo. Una struttura narrativa che, scusate, a me ha ricordato la letteratura russa, ma che è assolutamente contemporaneo nel modo in cui affronta i nodi principali, soprattutto le questioni morali e sociologiche. Un libro in cui oltre al protagonista, un giovane nazista che scopre di essere ebreo poco prima dello scoppio della guerra e che finisce nel ghetto di Varsavia insieme a chi aveva odiato fino al giorno prima, c'è un coro di personaggi, molti dei quali forti, centrali almeno quanto Karl/Stefan. Più di vent'anni dalla prima bozza alla versione finale, posso solo immaginare il lavoro che c'è stato dietro un testo di tale portata. E capisco perché l'editore abbia sforato di gran lunga il consueto formato. Valeva la pena crederci. Sentiremo ancora parlare di Francesca Veltri. Un caldo invito alla lettura
  7. Elisa Audino

    [Gioco] Catena musicale

    Bob Marley, Three little birds
  8. Elisa Audino

    [Gioco] Catena musicale

    Betty Davis, Anti Love Song
  9. Elisa Audino

    [Gioco] Catena musicale

    Miles Davis, Love for Sale
  10. Elisa Audino

    Comprereste un libro che vi aiuti a non cadere negli errori più frequenti?

    Lo comprerei più per curiosità verso tutto quel che riguarda l'editoria che per utilità. Credo, come altri, che sia soprattutto questione di imparare a scrivere e ci sono ottimi manuali in giro: insomma, le case editrici dovrebbero essere interessate a un buon libro, a prescindere, ma scrivere un buon libro è tutt'altro che facile. Io ho trovato del tutto chiare le lezioni americane di Carver. Ma mettere in pratica i consigli già reperibili nei corsi, nei manuali e nei forum a partire dallo Show don't tell, è altra cosa. Bisogna prima passare sul proprio cadavere.
  11. Elisa Audino

    [LP10] Spleen ad Amsterdam

    Io non la vedo beat, eccezion fatta per il tema. Allo stesso tempo ha qualcosa che richiama la poesia americana, nell'asciuttezza, nel narrato. Di certo è ottima poesia, di certo c'è un senso di attesa, una camera in cui qualcosa ristagna e in cui, nonostante la cornice di una 'storia' si ha più la percezione di un momento preciso. Quel 'va bene, cambiamo' è in netto contrasto con il restare fermi. È un fermo-immagine di uno stato destinato a non durare, in cui si legge una sorta di apertura alla vita, il preludio di un successivo cambiamento che non si vede. E poi c'è quello 'spleen' che può indicare rabbia, ma anche malinconia e io una certa nostalgia la leggo. Nostalgia di quel che sta per finire, in quel momento, o di quel che è finito, rivedendo oggi le cose. Strano come le varie lingue esprimano in modo diverso concetti come nostalgia e malinconia senza riuscire a renderlo nello stesso modo: spleen non si riesce a rendere bene in italiano, credo. Allo stesso modo l'inglese non riesce a rendere bene il termina nostalgia. E il portoghese ha quel meraviglioso 'saudade' che batte tutti. Qui lo spleen è forse in quella mollezza e quell'abbandono del non fare, del non sapersi decidere, nel pentotal. In un certo senso un'Amsterdam molto italiana. Sto leggendo in questi giorni Pavese, Lavorare stanca, e Pavese di poesia americana ne sapeva qualcosa. Nella prefazione viene riportata una sua frase: 'Il mio gusto voleva confusamente un'espressione essenziale di fatti essenziali, ma non la solita astrazione introspettiva, espressa in quel linguaggio, perché libresco, allusivo, che troppo gratuitamente posa a essenziale'. Ci ho trovato il mio stesso gusto per un certo modo di fare poesia, lo stesso che mi ha fa pensare che Spleen ad Amsterdam sia una delle più belle poesie lette negli ultimi mesi. E poi c'è quella prima poesia 'I mari del Sud' che ha qualcosa, nella costruzione, in un certo andare o forse in una certa malinconia che in qualche modo mi fa pensare che Spleen non sia beat, ma sia italiana come lo era Pavese, che era lontanissimo dalla poesia italiana e allo stesso tempo era forse più italiano di molti altri, nella scrittura. Forse per via di quella mancanza di artificiosità o quella sorta di ampolla introspettiva che allontana con la sua finta perfezione. Me la rileggerò ancora.
  12. Elisa Audino

    [LP10] Spleen ad Amsterdam

    Ci tornerò con più calma e mi scuso per il breve commento, ma per me questa è una delle poesie più belle lette sul writer's dream.
  13. Elisa Audino

    Non sono capace di piangere

    Il commento sulla mia poesia non è un problema, tranquillo. Però mi ha riportato a certi modi di fare poesia che probabilmente si discostano dal tuo sentire e se invece non fosse così allora significherebbe che non ho capito nulla. Per i beat sì, intendo loro, indubbiamente stile di vita che ha finito con il distruggerli, ma rappresentano comunque un'epoca e ci sono parecchie perle.
  14. Elisa Audino

    Pubblicare mantenendo assoluto anonimato

    Il problema è che, soprattutto nella piccola editoria, il nome della persona significa organizzare reading e presentazioni, che sono del tutto utili alla causa.
  15. Elisa Audino

    Non sono capace di piangere

    Potrei dire che amo molto la poesia impegnata o che comunque aiuta a riflettere su un qualche aspetto della vita. Ma mi piacciono anche i momenti del tutto soggettivi, che, se compresi, assumono valore solo perché sono umani, sono fragilità. Qui il punto fragile avrebbe dovuto essere la fine. Il navigatore (della macchina) che segnala casa, in contrasto con un dialogo che vuole continuare, nonostante la distanza. Una sorta di addio non addio, che arriva nonostante le intenzioni, e che è del tutto accettato.
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