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Elisa Audino

Scrittore
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Reputazione Forum

185 Strepitoso

Su Elisa Audino

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  • Compleanno 02/09/1977

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    Donna
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  1. Elisa Audino

    La fede smarrita

    Non ti preoccupare, @Roberto Ballardini, ho la pellaccia dura e, anzi, sono convinta che il dolore e la malattia non debbano essere nascosti. Per quanto si sia diventati così bravi a non chiamare le cose con il loro nome (il tumore diventa il grande male o la malattia, le demenze al limite vengono nominate sotto l'etichetta Alzheimer, riducendone le varietà e quasi pulendoli dalle loro manifestazioni), credo che il più grosso interrogativo umano sia il motivo del dolore e della sofferenza e non ci si può girare attorno senza scontrarcisi prima o poi. Nelle mie poesie spesso lo affronto, forse perché nominarlo è il mio modo per sistemarlo davanti a me, non lo so, ma avrei apprezzato anche una critica. Anzi, mi chiedo se realmente avrei dovuto modificare qualcosa per comunicare meglio le immagini che avevo di fronte a me. Buonanotte, da noi si dice ten dur co ti, ma io col piemontese sono sempre stata una frana.
  2. Elisa Audino

    La fede smarrita

    ciao @Roberto Ballardini, sono contenta che questa poesia sia stata commentata e in particolare da te, che sei sempre molto attento. Sono contenta perché racconta di un momento in cui ho visto mio padre accorgersi che sta morendo e, accorgendosi di una fede (nuziale) rubatagli tempo prima, è come se avesse detto 'però mi piaceva vivere'. Lo sono ancora di più perché ci stiamo avvicinando alla fine proprio in questi giorni e ho bisogno di condividere questo smarrimento totale di fronte alla sofferenza umana. Che, forse, è il nostro interrogativo più grande. In questa poesia mi rendo conto di avere tutto molto chiaro, ma di aver chiarito molto poco. La parola fede evoca la fede religiosa e ho pensato a chiarire, ma poi mi sono detta no, io ho visto solo quei focus, una fede che gli era stata rubata, noi che non glielo abbiamo detto, la mano che trema e che spezza minuscoli pezzi di qualsiasi cosa che trova, perché è la mano di un uomo in cui la testa ormai non funziona più a dovere, e uno sguardo che si ferma su qualcosa che ha significato molto per lui e che non ha più. Come tutto il resto. Grazie di cuore, Roberto.
  3. Elisa Audino

    Cosa state leggendo?

    L'autore è David Manzoni.
  4. Elisa Audino

    Cosa state leggendo?

    Ho appena finito di leggere 'La guerra dell'acqua', un testo teatrale edito da Divergenze. È un dramma in due atti ambientato in un futuro prossimo, con l'acqua contaminata ormai ovunque, un'ultima fonte pura tenuta nascosta per motivi economici, un faccendiere politico, un giornalista, movimenti ambientali. Si legge in due ore scarse, l'ho trovato assolutamente brillante.
  5. Elisa Audino

    Hamelin

    Ciao @Roberto Ballardini, in effetti mi sono beccata un gran bel pippone ahahah. Scherzo, sono tutte obiezioni che condivido. Ma lasciami spiegare cosa intendevo quando ho scritto 'da prendere con le pinze'. Non era un modo per alleviare la sofferenza, ma in generale considero molti dei commenti sulle poesie relativi. In questi giorni, un caro amico mi ha lasciato l'arduo compito di leggere una delle sue raccolte di versi e segnare tutto quello che mi veniva in mente. Arduo, perché abbiamo due modalità completamente diverse di scrittura (e lui è bravissimo) e ogni mio suggerimento ovviamente rispecchia il mio approccio alla poesia, non il suo. Arduo, perché ognuno di noi ha sensibilità differenti e, ad esempio, mi sono illuminata di fronte a poesie che per lui valevano meno di zero e ne ho viste apprezzate altre da una cara amica che io avrei corretto in più punti. Questo significa che tutto è relativo? Sì, ma anche no. Perché le mie osservazioni a lui sono state molto utili, a maggior ragione perché non erano imposizioni, ma erano idee che arrivavano da una totale differenza di scrittura. Le considererà? Alcune sì, altre no, altre le fagociterà e le userà in modi diversi. Mi viene anche in mente che un giorno ho consigliato le poesie di Carver a una cara amica, lei è andata in libreria e il proprietario, molto capace peraltro, le ha detto 'no, ma Carver no, è sopravvalutato, devi leggere Sylvia Plath'. Ha preso Sylvia Plath, non l'ha toccata un granché (fa lo stesso effetto con me, eppure tutti continuano a ripetermi il suo nome), sono tornata in quella libreria, ho fatto un pippone su Carver al proprietario, l'ho regalato alla mia amica e l'ha amato profondamente. Morale? Nessuna, siamo diversi. Ma questo non toglie che c'è un'etichetta chiamata Poesia di cui si possono legittimamente appropriare sia Carver sia la Plath. L'altra cosa che assolutamente condivido è che arriva un certo punto in cui ci si sente più consapevoli (più forti?) e spesso a ragione e quello è anche il momento in cui si sa scegliere: questo è valido, questo non lo è. Sono sicura che tu sai perfettamente farlo. Altrimenti non scriveresti quello che scrivi. E come lo scrivi. Quanto alla distinzione tra poesia e prosa, qualche giorno fa nel laboratorio di Ars poetica, c'era un contributo interessante, un'intervista a Ungaretti (o era in quella a Montale?) in cui diceva che la poesia non è prosa, ma sicuramente sta diventando sempre più prosastica. Non posso che esserne contenta, per quel che mi riguarda se dovessi usare la metrica non scriverei neanche, al limite potrei tentare con le filastrocche, allo stesso tempo ho pensato che c'è più di una cosa che distingue la poesia (o la prosa lirica) dalla prosa: lo slancio, l'azzardo dell'io, il sentire chiaramente una voce. E anche.. ti succede di ascoltare i tuoi pensieri durante la giornata? Hanno voci, controvoci, dialoghi, quasi si è a teatro a volte. La poesia in qualche modo interviene quando stoppa quel brusìo incessante, gli dà una forma, non identica, ma lo silenzia. Sono andata fuori tema anch'io, ma è sabato, c'è nebbia, porta così. Buona giornata, @Roberto Ballardini
  6. Elisa Audino

    La fede smarrita

    Ci stavamo affaccendando perché non ti accorgessi del furto. Mantenevamo il silenzio contando sul tuo rapido declino. E ha funzionato. Per più di un anno hai ridotto in pezzi minuscoli pezzi senza vedere la tua mano. Ma questa sera a letto eri il solito bruco disperso solo più stanco solo più spossato. E mentre ti parlavamo attorno hai fermato le dita dal tremore costante e hai detto: però mi piaceva, averla.
  7. Elisa Audino

    Hamelin

    Ciao @Roberto Ballardini, ci sono delle perle nella tua poesia, sai? Che reggono anche da sole, tanto solo belle. Ti faccio alcune proposte, da prendere come al solito con le pinze. Nella prima parte ci sono moltissime immagini. Nonostante siano semplici, l'attenzione è un po' difficile da tenere e inizialmente ho pensato: forse andrebbe eliminata? Poi mi sono detta no, forse bisognerebbe solo dare alle immagini un po' di respiro, togliere compattezza. Aggiungere degli accapo e modulare la punteggiatura, che in genere non ritengo necessaria in poesia, ma qui ci sta. Dopo 'un aquilone' un punto potrebbe aiutare chi legge a recuperare il soggetto di 'troppo lontana'. Toglierei anche 'in volo' perché è ridondante, le lanterne cinesi richiamano subito l'immagine del volo, dirlo appesantisce un po'. Ho pensato a un'alternativa, ma sarebbe la mia modalità espressiva e non ha senso, credo che la tua vada rispettata, anche perché contiene delle idee assolutamente interessanti. Qui inizia la seconda parte, con quel 'e noi aspettiamo' che mi piace molto, mentre la parte successiva l'ho trovata un po' ostica alla lettura, da ricostruire: E qui torna l'immagine dei bambini che ti ho visto usare molte volte e credo, ormai, sia parte della tua voce poetica: Ed eccomi alla parte migliore, quella che sarei stata tentata di lasciare da sola, senza capo né coda, perché ha un suo peso e ha bisogno, forse di un suo spazio: Bella l'immagine dei pifferai, dei suonatori di 'storie' beffarde (quelli della vita reale) e della forza dell'infanzia. Nell'inverno ho visto la vita stessa, che da un certo punto in poi diventa per forza di cose difficoltà e sofferenza, fa parte della quotidianità di un adulto e della non brevità che, invece, è propria dell'infanzia. Ma se vogliamo possiamo trovare luce ancora, bellezza, rarità e avere di nuovo quella sensazione di non finito, di desiderio e di motore. E qui mi hai sorpreso. Rinunciare alla nostalgia, alle partenze e agli arrivi (alla saudade) è duro per me, ma mi chiedo se sia chiaro il nesso con il resto o se, appunto, nel dare spazio al tutto, la tua poesia possa acquisire quella potenza che merita. Buona giornata, Roberto.
  8. Elisa Audino

    Ars poetica - laboratorio compositivo

    Ammetto di avere delle serie difficoltà emotive con la metrica. Vorrei tenerla lontana da me, per il momento.
  9. Elisa Audino

    [LP 5] Il Jazz Club

    @Totem, quando scrivo cose buone, di solito è per via un bisogno impellente, che mormora per giorni, si ferma in un'immagine, due parole e a un tratto esce. Poi, magari la sistemo, riscrivendola un paio di volte, subito dopo, togliendo per lo più. Qui l'affare era diverso. C'era un contest e io, certo, nella traccia ho rivisto un jazz club e una figura e l'ho scritta in poco tempo, ma era affare passato, un'immagine vecchia di qualche anno, un paio forse, ormai aveva perso necessità. Non credo la sistemerò, tutt'al più ne riscriverò un'altra.
  10. Elisa Audino

    Ars poetica - laboratorio compositivo

    grazie per avermi taggato @Ippolita2018, stavo aspettando di avere un attimo di tempo per partecipare in modo consono alla discussione. Sono stati giorni, questi, occupati proprio per via della poesia, del farla, condividerla e rifletterci e quell'intervista a Ungaretti, postata da @Anglares l'ho ascoltata molte volte, anni fa, prima ancora di iniziare a pensare di scrivere poesia. Riascoltarla oggi ha un senso maggiorato. Ieri sera ho tentato un'ennesima definizione di poesia ed era qualcosa di molto simile. Spesso parlo di fragilità, dissonanza, ieri pensavo che ognuno di noi ha un brusìo incessante che percorre la mente, il mio brusìo dialogo, ha voci e controvoci e va avanti, impellente. Succede a volte che si riesca a fermarlo, non per volontà, ma per la stessa necessità di cui parla Ungaretti. Lo fermi e in qualche maniera sta in silenzio e scrivi qualcosa che tenta di avvicinarsi. Ecco, forse per me la poesia è diventata questo e non l'ho cercata, è arrivata. Quanto al definire se è buona o meno, questo è un altro paio di maniche. Ungaretti, certo, lui è uno dei primi poeti contemporanei, per mio conto, e non credo sia un caso che sia uno dei pochi ricordato con facilità. La sua brevità può aver contribuito, ma non è solo questo.
  11. Elisa Audino

    [LP 5] Il Jazz Club

    Ciao @Totem, non piace neanche a me
  12. Elisa Audino

    [LP 5] Il Jazz Club

    Grazie @Talia, alcune parti sono ancora da migliorare, in realtà, ma l'immagine che avevo in mente era ben precisa, perché l'ho vista. E ricordo che questa signora vecchissima che sembrava reggesse in piedi a malapena era vestita in modo alquanto eccentrico, ma di quell'eccentricità inglese propria solo dei nobili (e lo era) e l'ho osservata molto perché il suo viso e il suo polso, aveva un orologio di gomma enorme e verde, si muovevano in modo corretto, sapeva percepire perfettamente quando il jazz facevi quei cambi di tono e di ritmo che ti allargano completamente il cuore, lo toccano dal vivo. Nel jazz, io lo ascolto pur intendendomene poco, ci sono dei punti che valgono tutto il resto e riconosci chi li coglie, perché allarga le mani o fa un cenno di assenso, non si può evitare di farlo. Dici 'sì, ecco'. Allora, ricordo anche all'uscita che dopo aver saputo a che famiglia apparteneva ho pensato che capiva il jazz. E ho sempre pensato al jazz come a una musica che richiede profondità e quindi umanità. Allora o il jazz non richiede particolare umanità o profondità oppure ci sono persone che riescono a capire qualcosa che ritengo umano e in altre mantengono un atteggiamento disumano. L'intenzione, se c'era nello scrivere la poesia, era questa. Ma forse, involontariamente, è uscita di più l'immagine di questa vecchia sola. Ed era effettivamente sola e vecchia.
  13. Elisa Audino

    Lampi di Poesia 5 - Topic ufficiale

    @AndC, magari puoi darci l'indirizzo del locale della traccia 3, quello dove c'è tutta quella gente che parla degli affari propri e a un certo punto i musicisti iniziano a scaldarsi in maniera del tutto dissonante. La prossima volta possiamo andare lì a fare il contest, ognuno di noi recita le proprie poesie, nessuno ascolta e, beh, mancava il piano, ma magari ce lo puoi aggiungere . (bravo!)
  14. Elisa Audino

    Lampi di Poesia 5 - Topic ufficiale

    Uh! Veramente? E pensare che io l'avrei buttata via, c'è ancora molto da migliorare. Posso fare però i miei complimenti a @Ippolita2018? Il suo frigo e i peperoni mi hanno folgorata. Grazie a tutti, grazie ad @Anglares per il bellissimo contest. La musica per me vuol dire moltissimo e quella terza traccia era fantastica.
  15. Elisa Audino

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    @Lauram, se nelle poesie non si potessero usare gli amanti, dovremmo eliminarne una buona metà
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