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Fortuna

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  1. Fortuna

    Cosa state scrivendo?

    Ho cominciato ieri un racconto per l'infanzia su un topolino. Però non mi sta venendo propriamente per l'infanzia… Speriamo che lo leggano alcuni bambini più grandi...
  2. Fortuna

    Purismo letterario...si o no?

    Qualche volta mi dispiace a tal punto criticare un racconto che non mi è piaciuto che evito direttamente, perché a volte mi domando se sia nel mio diritto farlo, proprio per rispetto delle persone che lo hanno pubblicato. però mi sovviene una considerazione, riguardo al purismo. nel film "io speriamo che me la cavo" Paolo Villaggio cita un autore napoletano che scrive un'ode a una cacca. eccola (spero di poterla pubblicare; non sono sicura) ELOGIO O' STRUNZ Strunz ca n' copp all'erb staj, nu muscon t gir attuorn e t cant a ninna nanna e tu ruorm strunz, ruorm. che ha una sua musicalità, seppur ironica. Mi viene in mente al pari quando lessi (e gettai via) "Le centoventi giornate di Sodoma" del marchese De Sade che, ok ammetto che nei contenuti non mi ha entusiasmato per niente, perché mi ha provocato un certo disgusto ma a molti piace o, quanto meno, gli riconoscono un valore pionieristico come genere letterario ma che aveva talmente tante ripetizioni (che in traduzione erano state limate rispetto all'originale) quindi a volte una buona scrittura è molto bella a prescindere dal contenuto, rende piacevole la lettura… per me l'ideale è l'equilibrio tra le due cose.
  3. Fortuna

    Purismo letterario...si o no?

    @mercy non è che volessi spiegarti dove sbagliavi, è solo che sono molto familiare all'incubo di dire una cosa e sentire che ad altri arriva qualcos'altro e prima mi accadeva anche con la scrittura… Però mi piace questa discussione, molto stimolante!
  4. Fortuna

    Purismo letterario...si o no?

    Su questo, Mercy, non so se sono d'accordo del tutto. Mi sono ritrovata a non riuscire a spiegare verbalmente un concetto che avevo in mente ma di riuscire a buttarlo sulla carta in modo molto organico e comprensibile. Forse è anche una questione di strumenti. Se devo-voglio andare dal punto A al punto B, so che avrò un certo percorso da fare o una serie di percorsi diversi però se non ho un fuori strada magari non sceglierò il percorso sterrato e pieno di buche, se ho un bel rettilineo diritto e asfaltato magari userò una berlina, se voglio ostentare ricchezza userò la mia Ferrari. Questo per dire che secondo me a volte non si scrive bene perché non si ha consapevolezza del proprio potenziale e dei propri strumenti più che perché non si ha chiaro quello che si vuole dire...
  5. Fortuna

    Il profumo di cedro

    Il racconto nasce da una buona idea, attuale e affronta dei temi non indifferenti, quello che mi è mancato in sostanza è una scelta da parte tua. Marco che carattere ha? è solare? introverso? ironico? acido? Anche la nonna, una dolce massaia che ha un nipote disabile è più… più ansiosa, più protettiva, più attenta, più dura perché vuole incitarlo. Naturalmente non tutto insieme, scegline una perché dialoghi, azioni cambiano profondamente. Angelica, ad esempio, come personaggio, ha una naturalezza, un'allegria che si percepisce persino nelle poche frasi che la descrivono. Normodotati secondo me è un termine fuorviante. E non insinua nessun contrasto vissuto dal protagonista. Suona come un "so di essere diverso, pazienza." ma a dodici anni nessuno è così maturo. Mi piace il fatto che il ragazzo si metta in discussione ma il risultato è un po' piatto, a parte le ripetizioni non mi arrivano la curiosità, l'ansia e il desiderio di capire… Questo punto te lo sottolineavo anche nella discussione sulla purezza. Una buona scrittura fa percepire l'ansia senza scrivere "era in ansia". Esempio: "Peppino aspettava alla fermata dell'autobus ed era in ansia per l'appuntamento che lo aspettava." oppure "Peppino aspettava l'autobus sulla panchina con l'impressione che i piedi, sudati, volessero uscirgli dalle scarpe. Le punte delle dita gli dolevano perché aveva rosicchiato troppo le unghie. Alzò la testa di scatto. E se al colloquio se ne fossero accorti?" Non voglio fare la maestrina, volevo solo spiegarmi con più chiarezza. Mi piace moltissimo come descrivi questo scorcio. Si capisce bene la visione di Angelica, dall'esterno lei si rende conto che lui è diverso eppure si meraviglia delle sue abilità, si capisce che lei è affascinata… Cosa intendi con "stellato"? Mi piace l'espressione "Piramide disastrosa. Questo è un appunto tecnico. Se 20 minuti sono l'ideale non può essere "sufficiente" tenerlo per soli dieci. E l'impasto è più difficoltoso da lavorare, non "va bene". Se poi sei davvero bravo ci riesci comunque, potresti sfruttarlo come occasione per mostrare le sue capacità culinarie... L'esame della sua vita e tac tac tac, in quattro e quattr'otto è tutto infornato? Questa espressione anche mi dà un senso di romanticismo e soddisfazione. Concludo anche io concordando con quello che dice Fabio, l'idea è buona, ma manca davvero quello che il protagonista ha dentro, i suoi stati d'animo, la sua difficoltà motoria che nei gesti traspaiono. In realtà anche senza descriverli nel dettaglio, se li hai presenti nella mente, quello che scrivi lo conterrà. Credo di capire anche il tema del post sulla purezza che mi ha fatto arrivare a questo racconto e capisco che non è riferito al tuo racconto.
  6. Fortuna

    Purismo letterario...si o no?

    La quoto in pieno questa, secondo me non si deve prescindere dalla "tecnica", utilizzandola poi in una maniera idonea a quello che vogliamo dire. Non credo che il mero rispetto delle regole grammaticali generi una bella descrizione. Credo che la forma che utilizziamo completi già di per se la comunicazione. Immaginiamo un ambiente, uno stato d'animo, un'azione svolta in modo particolarmente attento. La descrizione di per sé racchiude queste sottili "atmosfere", queste micro emozioni impercettibili diversamente. Una buona forma completa il lavoro come una pennellata ben data. Come quando il pittore lascia traccia del gesto delle sue mani sulla tela. La metafora della trattoria, secondo me non calza. Mi sovviene il film "Come un gatto in Tangenziale" in cui il ricco e acculturato Antonio Albanese incontra una coattissima Paola Cortellesi. Mi colpì la loquacità (passatemi il termine) propria del linguaggio di strada che la Cortellesi utilizza, mi diverte e la adoro! Va benissimo in un linguaggio appunto di strada, la letteratura, a mio parere ha una propria "verità espressiva", che non può prescindere dall'estetica. Che sia un'estetica barocca, alla Tolstoj, oppure più squadrata alla Kafka, oppure colorata alla Baricco la letteratura, per me è un'arte estetica. La cosa che non ho colto bene è se tu chieda se troppa struttura "blocchi" la spontaneità dello scrittore. E' questo il tuo dubbio? @Roger75 ho letto i tuoi commenti sui commenti ricevuti, però leggendo al metafora della trattoria mi sono un pochino confusa. Comunque andrò a leggere il tuo racconto. Magari capirò di più.
  7. Fortuna

    Psocoidea

    io ci provo, vediamo un po' come va…
  8. Fortuna

    Citazioni sulla scrittura

    @Alexander91 Capisco benissimo, a me fece cadere in crisi un discorso sull'esistenzialismo, per cui ti capisco. Ora invece credo che se la vita umana non ha un senso più "elevato", va bene lo stesso… Di una cosa bella, in fin dei conti, una bella opera d'arte non ci si chiede che senso ha.
  9. Fortuna

    Citazioni sulla scrittura

    @Alexander91 anche io sono curiosa di sapere perché. Questa poesia è molto bella, la dice lunga.
  10. Fortuna

    breve, ma non indolore

    Questo testo mi è piaciuto perché mi ha fatto ridere scoprire che erano due mantidi. Ho proprio riso, non l'ho trovato ovviamente "comico" ma ho trovato divertente scoprire il finale. Questo modo di descrivere non mi piace. "Tutto il suo resto" non mi convince. "saziata di lui" da solo renderebbe più ambiguo ancora il viaggio di questo mini racconto. Questa frase è spettacolare! Brava! Io quello che vedrei bene per perfezionarlo è renderlo meno "umano". Il loro accoppiamento è un fatto non "ragionato", non "desiderato" ma un fatto spontaneo e naturale. Vanno bene i riferimenti, però lui, il maschio non sa che la femmina gli staccherà la testa quindi o se ne rende conto quando sta accadendo e allora puoi descrivere la paura offuscata dall'accoppiamento, come se questo causasse per forza una decapitazione, come se non fosse che un fatto naturale. Capisco che per rendere ambigua la cosa e umanizzarla tu abbia fatto una scelta precisa però la "mantide" è una donna (in ambito umano) che tesse trame, che intrappola e usa gli uomini. E in natura credo sia addirittura più cinica. Spero di essermi spiegata bene. Comunque la mia non è una critica, il tuo stile mi piace molto.
  11. Fortuna

    Vincere la timidezza

    Ciao @Ivana Librici benvenuta!
  12. Fortuna

    Dialoghi e coerenza: incubi atroci

    Io l'ho messo in scena con la scuola, parlo di Ionesco, mi è piaciuto così tanto! Così comunicativo, così intenso e così bravo a trasmettere che nel dialogo, nella parola non c'è l'essenza dell'azione e che, per dirlo in poche parole, noi parliamo troppo. Per questo lo trovo utile nello scrivere i dialoghi. Fa capire la differenza tra "dire" e "comunicare".
  13. Fortuna

    Dialoghi e coerenza: incubi atroci

    @Marcello Grazie per la segnalazione di questo testo. Andrò a leggerlo…
  14. Fortuna

    Dialoghi e coerenza: incubi atroci

    @AceOfSpades per quello che riguarda la coerenza, secondo me puoi partire dal presupposto che l'importante è che ci sia una logica. Ci sono parti non vitali. "Bevve dell'acqua, composta da idrogeno e ossigeno in proporzione due a uno…" ha senso solo se vieni da un mondo in cui l'acqua non esiste o se lo scopo, il filo conduttore del tuo lavoro è far riflettere, dare una spiegazione su cose considerate banali. Però può dare una buona pennellata alla tua trama. Si può ironizzare sull'ovvio, si può confabulare sull'ovvio. Ci sono dei testi teatrali che con parole e frasi insensate trasmettono ugualmente un messaggio, però il Fantasy è un genere che di per sé ti concede il beneficio del dubbio quando scrivi che un drago di ghiaccio teme di sciogliersi al sorgere del sole se non rientrerà nella sua caverna. Puoi creare però qualche capitolo con tutte le spiegazioni, oppure un'appendice, se proprio ci tieni. Per quel che riguarda i dialoghi, trovo anche io che siano una delle parti più fastidiose da trattare durante la narrazione. Quello che mi aiuta è ricordare che non sono solo "parole", che il dialogo mostra intenzione, comunica emozioni, costruisce reazioni. Modula la velocità, fermati. Le azioni che accadono durante il dialogo non devono essere il sale sulla bistecca, semmai l'opposto. Questa cosa me l'ha spiegata un'insegnante di teatro, dove, nei testi, hai a disposizione più che altro i dialoghi e l'azione la deve mettere l'attore. Se immagini di essere il regista dei tuoi personaggi, figurandoteli come nella realtà, è un bel po' più facile mettere giù dei dialoghi buoni.
  15. Fortuna

    Vicki Satlow

    Io l'ho inviato da pochissimo tempo, forse una settimana. Rimango in speranzosa attesa.
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