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Rocco Lassandro

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  1. Rocco Lassandro

    Eppure c'è un'isola

    Se scruto l'orizzonte, vedo soltanto il mare, eppure c'è un'isola, laggiù, nascosta chissà dove. Assediata dalla tempesta, un'isola di pace, una fortezza inespugnabile, per l'uomo, rifugio dalle ombre della vita, un amore dimenticato per una donna d'altri tempi, un romanticismo inatteso per poterlo ricordare. Onore e rispetto, sacrificio, dolore, braci che ardono nella carne, nel sangue, sotto un letto di pelle, un sorriso autentico, gioia che riempie l'anima: i suoi colori, gli odori. Immune al vento, la sua luce, del mare, vince la schiuma, la notte, il cinismo, la disillusione. C'è un'isola, laggiù, seppure nascosta chissà dove, una donna in mezzo al mare, il suo nome è amore.
  2. Rocco Lassandro

    Autunno

    @spaiato, l'immagine della foglia rende in modo geniale il significato di una stretta di mano che si consuma tra due persone che si dicono addio e le sensazioni che l'accompagnano, in particolare nell'istante in cui la stretta si scioglie e una parte, quella che non ha voluto la separazione, sente montare improvvisamente e dolorosamente dentro di sé la consapevolezza che quella è l'ultima volta in cui ha potuto sfiorare la mano della persona amata e che parallelamente a quello fisico, che non può compromettere l'unità dell'essere, anche un'altro legame, più profondo e spirituale, ha esaurito la propria parabola lasciando invece l'essere monco. Mi piace. Quanto al finale, sebbene ci sia qualcosa che non mi convince nel modo in cui l'ultimo verso è articolato e nella scelta delle parole, tra le due versioni preferisco la prima e l'immagine che mi suggerisce, di quell'essere monco, seduto a una finestra, che, con lo sguardo perso nell'orizzonte e nei ricordi, quasi inconsapevolmente, in un sospiro intriso di malinconia, sussurra un nome per il quale ormai ha orecchie, ma non memoria, soltanto il vento.
  3. Rocco Lassandro

    Un cuore di magma

    Ciao, @Nerio , la tua minuziose analisi è molto suggestiva. Seguendo altre discussioni, mi è già capitato di imbattermi nei tuoi interventi, ma non avrei mai immaginato che un giorno ne sarei stato oggetto: mi sento lusingato. Questa poesia risale ad alcuni anni fa, quindi per poter verificare che le tue osservazioni fossero esatte sono dovuto tornare un po' indietro con la memoria. Fonte d'ispirazione sono state le confidenze di una giovane amica, l'ingenuo virgulto è lei e il cuore di magma è la sua anima: un essere sospeso tra due fuochi e in balia di essi, uno esterno, quello del mondo, della natura, delle suggestioni e dei casi della vita, e uno interno, quello dei desideri, delle passioni, dei dubbi, degli scrupoli e dei più svariati complessi, di una razionalità contorta, iperattiva, ma per lo più irrazionale. Il risultato è una vita lontana anni luce dalle fantasie di una bambina e anche in stridente contrasto con le intenzioni e le aspirazioni di una donna ormai inserita nel mondo. La domanda che si poneva questa mia giovane amica era: "Perché sono così diversa dai miei genitori, dalle mie sorelle e dai miei fratelli?". Le gioie e i dolori che lei provava erano frutti di un animo tormentato e vitale. Quello che mi proponevo era di rappresentare questa condizione, quella di un essere che non ha la forza di determinare il corso della propria vita perché soccombe alla forza di elementi che lo trascendono. Devo dire che la tua interpretazione corrisponde in molti punti con questa rappresentazione, quello che era invece lontano dalle mie intenzioni era l'idea di trasmettere un qualsivoglia messaggio, ma, se ogni entità e ogni fenomeno trovano compimento nello sguardo di chi li osserva, arricchendosi dei significati e dei messaggi che questi gli attribuisce, perché lo stesso non dovrebbe valere per una poesia? Tanto più si presta in questo senso la mia poesia proprio perché, ambendo a un'imparziale rappresentazione di una realtà ed essendo quasi ineludibile nell'uomo, rispetto a quanto si offre alla sua esperienza, un approccio di tipo morale, si presenta in qualche modo incompiuta agli occhi dei suoi lettori. Quanto al suono delle parole e alla musica intima dei versi, sono, in effetti aspetti, che sto cercando di penetrare e di curare, ma non so se ci riuscirò mai. Comunque grazie, per l'attenzione e per i consigli. Alla prossima
  4. Rocco Lassandro

    Un cuore di magma

    Grazie, @Vittoria Ribolova , il tuo commento è molto gratificante e, forse, ne avevo bisogno. Immagino che tu abbia ragione nell'esprimere qualche perplessità su alcune scelte lessicali, devo riconoscere che ho ancora qualche problema a mantenere una certa coerenza linguistica e nello sfoltire i miei scritti da elementi superflui. Ancora grazie, per aver letto la mia poesia e per i suggerimenti, e alla prossima
  5. Rocco Lassandro

    Un cuore di magma

    La vita è un fuoco che incendia: tu, ingenuo e impotente virgulto, come potresti decidere ed essere responsabile del tuo destino? Galleggerà sulle placide acque di un oceano senza orizzonti, un pezzo di carbone, serbando un cuore di magma. Esploderà, consumando la propria cella di alberi. E tu, isolato e invisibile inferno, osservando le foglie della tua stessa selva piegarsi docilmente alla brezza dell'autunno, ti chiederai, pulsante di dolore e di gioia, vivo: «Dove sono le mie radici?».
  6. Rocco Lassandro

    Ai tempi di internet e dei cellulari

    Ciao, @Claudio Piras Moreno , non so ancora cosa debba essere esattamente una poesia né sei il tuo componimento possa essere considerato tale, molti riescono a sbilanciarsi su questo punto e non capisco come facciano visto che la poesia nel corso della storia ha assunto le forme più diverse e sembra non aver trovato ancora la propria strada. Personalmente ritengo che la tua opera non solo si lasci leggere facilmente, ma che contenga anche immagini molto suggestive espresse in termini altrettanto efficaci. Non intendo dire che sia di facile interpretazione, ma che l'ho letta volentieri e che l'ho trovata godibile, il testo scorre e prende il lettore. Quanto al titolo, lo trovo geniale, ti spinge a leggere e rileggere la poesia alla ricerca di una connessione, ricerca della quale andando avanti della lettura poi ci si dimentica. Tuttavia, il titolo e il testo della poesia in sé mi sembra che vogliano rappresentare nell'insieme il paradosso di dinamiche relazionali irrazionali, istintive e feroci nel contesto di una realtà dominata dalla razionalità della tecnologia. Ma forse c'è molto di più da cogliere e ad altri è riuscito meglio di me. Ad ogni modo, ci tengo a farti i miei complimenti e ti auguro anche una buona giornata e un buon futuro artistico
  7. Rocco Lassandro

    Un po' d'amore

    Grazie, @Mattia Alari , apprezzo molto il tuo commento. Sarà un caso, ma si concentra proprio su quegli aspetti della poesia sui quali sto riflettendo in questo periodo. Ancora grazie e buona giornata
  8. Rocco Lassandro

    Un po' d'amore

    @Floriana, sono felice che tu abbia apprezzato. Forse hai ragione, c'è qualche "di" di troppo, credo che seguirò il tuo consiglio. Grazie per il contributo e buona giornata anche a te
  9. Rocco Lassandro

    Medioevo

    @Poeta Zaza, perdonami, ho creduto che parlando di mentalità, tu ti riferissi proprio a una mancanza di senso civico, ma mi rendo conto che sei una persona sensibile e coscienziosa e, adesso, un po' mi pento del mio appunto e comincio a pensare che sia stato inopportuno, di aver dato inizio a una polemica senza fondamento. Non so se può valere come attenuante, ma, quando sento parlare di Meridione, divento un po' permaloso. Sono d'accordo con te sull'utilità dell'educazione civica nelle scuole, ma forse non è sufficiente per cambiare una realtà la cui sedimentazione è il risultato di oltre 150 anni di storia. Che si cerchi di trasporre i valori acquisiti dagli insegnati al di fuori del contesto scolastico o di immetterli nell'ambito lavorativo, si finisce immancabilmente per scontrarsi con la soverchiante inerzia di un sistema ormai consolidato e molti sono quelli che finiscono per adeguarsi, ma non per mentalità, è la natura umana a spingerli a questo, l'istinto di sopravvivenza, il bisogno di sottrarsi allo stress di una lotta continua e apparentemente senza speranze. E, poi, ci sono le teste di cazzo come l'insegnate del tuo frammento. Personalmente, ritengo che non ci si debba arrendere e andare avanti, seppure a piccoli passi. Non ho nessuna voglia di polemizzare con te, sei una brava persona e sei armata ti buone intenzioni, i tuoi dati sono corretti, ma le conclusioni che ne traggo sono un po' diverse. Ci sono tante considerazioni che vorrei condividere con te, ma mi sono dilungato abbastanza. Comunque, se ti dovesse venir voglia di approfondire la questione meridionale, ti suggerisco di leggere i libri scritti sull'argomento da Pino Aprile. Ciao
  10. Rocco Lassandro

    Medioevo

    @Poeta Zaza, io sono del sud e posso garantirti che anche noi meridionali siamo dotati di senso civico. Di problemi da noi ce ne sono, è vero, dico solo che bisogna parlare per esperienza diretta e soppesare quello che si dice quando potrebbe alimentare un clima di pregiudizi e di odio che già si va esacerbando. Non bisogna fermarsi ai dati statistici. Lo stato di una regione è una cosa, le cause che sono a monte di questo stato e le persone, un'altra. Lo so che le cose da voi vanno meglio e, non è casuale, che a molti di noi piacerebbe vivere al nord e molti finiscono per farlo, ma credo anche che se per assurdo la popolazione del nord si spostasse al sud e viceversa, lo stato delle diverse regioni italiane resterebbe invariato. Ma forse hai ragione, almeno in questo caso, sono io ad aver peccato di pregiudizio nei tuoi confronti e di questo ti chiedo scusa
  11. Rocco Lassandro

    Un po' d'amore

    Voglio comprare un po' d'amore. Ho faticato come un mulo, senza un grammo di cervello e tonnellate di dolore. Ho un cuore grande come un pozzo d'acqua stagnante e di larve di zanzare, di zanzare e del mio sangue che nessuno ha mai bevuto. Non da chi tende una mano con già l'impronta dei denari: trenta e, dietro, labbra strette e uno sguardo ostile. Cerco in un cespuglio di capelli o nelle fossette agli angoli di un sorriso di smarrirmi o se ce n'è un po' da barattare.
  12. Rocco Lassandro

    Medioevo

    ... non solo colpevole ignoranza, ma anche idiozia, ma imbattersi in cervelli scombinati come quello dell'insegnante, purtroppo, diventa sempre più frequente al giorno d'oggi. Buongiorno, @Poeta Zaza, un buon lavoro, il tuo. Comunque, a mio parere, oltre che a mettere l'accento sulla crucialità del buon esempio nell'indirizzare le nuove generazioni, il tuo frammento evidenzia anche la tendenza, che affligge la società contemporanea, a perdere di vista il senso del dovere, obnubilati da quello del diritto, perdita alla cui base, forse, c'è proprio un'incapacità di pensare in modo razionale. Non mi convince l'attribuzione di un sentimento di esasperazione all'insegnate: al posto di "esasperata", io avrei usato "indignata" perché il sentimento di esasperazione fa pensare a una pazienza spinta al limite da una lunga e ininterrotta sequela di eventi indisponenti, che in questo caso non c'è. Ho anche qualche dubbio sull'ambientazione: la Sicilia. Niente da obiettare, se la storia dovesse essere vera, ma, in caso contrario, perché non ambientarla in Liguria? Non ci sarà dietro qualche pregiudizio verso i meridionali?
  13. Rocco Lassandro

    Di nuova vita

    Ciao, @Esterella, il tuo commento non mi sembra affatto eccessivo, ti ringrazio per i suggerimenti, forse migliorano la poesia, ma se dovessi adottarli, mi sembrerebbe di tradire dei dettagli della visione che invece si sono imposti con forza alla mia fantasia, ne farò, però, tesoro per futuri componimenti e, mi raccomando, non togliere il commento
  14. Rocco Lassandro

    Di nuova vita

    Ciao, @millika, il fatto che tu abbia letto il mio componimento, anche se non ti ha convinto, è di per sé sufficiente a rendermi felice. In effetti, la prosa è nelle mie corde più di quanto non lo sia la poesia, ma devo confessare che, indipendentemente da quello che scrivo, la capacità di sintesi è qualcosa di cui difetto in modo catastrofico. Non mi sento un poeta, ma l'idea di cimentarmi in questo genere mi attrae irresistibilmente. Nel corso dei millenni, la poesia ha assunto un'infinità di forme e ogni civiltà ha una storia del tutto personale in questo senso, si può dire che l'ispirazione poetica accompagni da sempre l'animo umano al pari di un rapporto religioso con la realtà e al senso di una sua misteriosa e invisibile dimensione o forza spirituale. Tra le tante concezioni che se ne possono avere, però, forse la tua è quella da cui sono nate le opere più belle. Personalmente sto ancora cercando di entrare in sintonia con questo genere letterario, sia nella creazione sia nella semplice lettura. Ci metto l'anima, in ogni cosa che scrivo, ma, io per primo, non ne sono soddisfatto, mi sento uno scultore teso nella ricerca di una forma, racchiusa non nella roccia, ma nell'aria, e ancora non sono riuscito a metterla a fuoco. Spero, in futuro, di riuscire a partorire qualcosa che si accordi meglio coi tuoi gusti
  15. Rocco Lassandro

    La mia battaglia

    @unius, tu devi essere una persona molto attiva e, in quanto tale, ti ammiro e ti invidio, il problema di chi è pigro, però, è che non si annoia, forse questo non sarebbe un freno sufficiente all'organizzazione del tempo, se solo, nel contempo, alle buone intenzione, non si opponesse anche la sensazione che ogni sforzo sia inutile. Magari sarebbe stato un bene anche per me un'esperienza nell'esercito: l'unica alternativa all'organizzazione (fondamentalmente frutto dell'obbedienza) sarebbe stata il ritorno alla vita civile. Quello che tu stai sperimentando adesso, credo, non è la pigrizia, ma la noia. Ad ogni modo, ti ringrazio per il consigli e ti prometto che farò del mio meglio
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