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James Noone

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  1. James Noone

    La Ruota Edizioni

    @Luca Morandi - Aratak grazie, quindi ho ancora speranze
  2. James Noone

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Ricominciai nell'etereo paradiso letterario hongkonghese, antesignano mortorio idealista vietnamita, bersagliando uno zoppo ossimoro. Giunsi ubriaco sull'estremo di quell'abisso, tuffandomici intimamente. Fuori osservai componimenti ritmici: notai endecasillabi pirotecnici, letteralmente hegeliani, anticipatori madrigali. Innovatori veraci boicottavano umili zibaldoni, oscurando genialoidi ubiqui. Sentii echi distanti quantificarsi altisonanti tra inni furiosi, oranti cherubini, ritmici nitriti estemporanei. Provai, leggendo Hume, a mimetizzarmi integralmente, vedendo baluginare uno zombie. Occultai guanti unti RNEPLHAMIVBUZOGUSEDQATIFO
  3. James Noone

    Una nuova alba

    @Adelaide J. Pellitteri grazie per avermi letto Tra queste due frasi manca un passaggio, dovresti riempirlo con la decisione che darà la svolta. Qualcosa che mostri lo scatto per prenderle il braccio (pensiero e realtà, decidi e fai). In realtà è una cosa che ho voluto fare appositamente, ma non ha reso come speravo Grazie per i tuoi apprezzamenti. A presto
  4. James Noone

    Caliddu 'u Baruni va in paradiso (ovvero: ognuno muore come meglio crede)

    @Adelaide J. Pellitteri figurati Per i fiori, sarà per un'altra volta. Possibilmente zagare A presto
  5. James Noone

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Ricominciai nell'etereo paradiso letterario hongkonghese, antesignano mortorio idealista vietnamita, bersagliando uno zoppo ossimoro. Giunsi ubriaco sull'estremo di quell'abisso, tuffandomici intimamente. Fuori osservai componimenti ritmici: notai endecasillabi pirotecnici, letteralmente hegeliani, anticipatori madrigali. Innovatori veraci boicottavano umili zibaldoni, oscurando genialoidi ubiqui. Sentii echi distanti quantificarsi altisonanti tra inni furiosi, oranti cherubini, ritmici nitriti estemporanei. Provai, leggendo Hume, a mimetizzarmi integralmente, vedendo RNEPLHAMIVBUZOGUSEDQATIFOC
  6. James Noone

    Caliddu 'u Baruni va in paradiso (ovvero: ognuno muore come meglio crede)

    @Adelaide J. Pellitteri devo farti i miei complimenti Intanto mi fa piacere leggere qualcosa che mischi l'italiano con il nostro dialetto , inoltre il racconto scorre in maniera molto fluida, non ho notato particolari imperfezioni nella scrittura. E' un racconto molto gradevole, e speriamo che Caliddu attruvo' anticchia 'i paci A rileggerti
  7. James Noone

    Una nuova alba

    @Chiara1981 grazie per essere passata a leggere e commentare. Ti ringrazio per le tue indicazioni, questa cosa del bagaglio è stata davvero un errore imperdonabile Sono contento che il racconto ti sia piaciuto. Grazie ancora @_Mari_ Mariiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii! In effetti sono stato poco attento in alcuni passaggi, che come mi hai fatto notare tu e le altre utenti che hanno commentato, potevo scrivere meglio. Però sono contento che ti sia piaciuto, che sia riuscito a trasmettere delle emozioni, anche se nono sono molto soddisfatto, potevo fare di più...Comunque, si, lui le telefonerà A presto e grazie ancora. @Poeta Zaza Ciao, ti ringrazio per aver letto e commentato il mio pezzo. Seguirò le tue preziose indicazioni. A presto.
  8. James Noone

    Jukebox

    No woman no cry - Bob Marley
  9. James Noone

    Una nuova alba

    Il rumore del treno che scorre veloce sui binari mi riportò alla realtà. E ne fui contento. C’era ancora lei nei miei sogni, lei e il suo addio. Il suo profumo che si intreccia con le mie lacrime in un ultimo triste abbraccio. Ti scriverò, voglio che restiamo buoni amici. Mi alzai, avevo bisogno di gettarmi un po’ d’acqua sul viso, un po’ per mascherare i rivoli che sgorgavano dai miei occhi, un po’ per riuscire ad affrontare l’ennesima giornata grigia. Uscii dal bagno e fuori era tutto nero. Anche dentro di me. Non appena il treno uscì dalla galleria, rallentò bruscamente facendomi quasi cadere in avanti e a fatica raggiunsi il mio posto in carrozza. Ci fermammo alla stazione di Roma Termini. C’era chi correva nella frenesia di scendere e incrociandosi con chi invece saliva per cercare il proprio posto. Chiusi gli occhi cercando di isolarmi da quell’insopportabile via vai di gente. «E’ libero?» Una voce gentile e soave si rivolse a me, ne rimasi turbato. Feci un gesto per comunicarle che non c’era nessuno di fianco a me. Si sedette e i suoi lunghi capelli castani sfiorarono appena il mio viso. Il treno ripartì e la ragazza al mio fianco chiese dove ero diretto. Lo fece sorridendo, e fu in quel momento che avvertii qualcosa dentro di me. Quelle due fossette ai lati delle labbra, quegli occhi piccoli dietro a occhiali grandi, il tutto avvolto in una folta chioma un po’ sbarazzina. Risposi farfugliando parole che a me apparvero incomprensibili, ma lei annui. Iniziò a parlare e scoprii che eravamo entrambi diretti a Milano. Avrebbe trascorso lì il weekend, per andare a trovare una amica. Era la prima volta che partiva senza i figli da quando il marito l’aveva lasciata appena vent’enne, con due bambini da crescere e senza un lavoro. Per sua fortuna aveva trovato lavoro in una panetteria, ma anche se gli orari erano pesanti, non poteva farne a meno. Mentre raccontava della sua vita, talvolta mi guardava con un sorriso forzato. Io la ascoltavo senza riuscire a dire nulla, ma non riuscivo a distogliere gli occhi dai suoi. Rimanemmo per il resto del viaggio in totale silenzio. Non sapevo nemmeno il suo nome. Non sapevo cosa fare, cosa dire. Ero sinceramente dispiaciuto per come la sua vita stava procedendo. Ma ripiombò nuovamente lei nella mia mente, lei che mi aveva lasciato per un altro, perché non provava nulla per me. Una profonda tristezza improvvisamente mi avvolse, ma nel contempo qualcosa in me stava cambiando. Qualcosa dentro di me, una voce mi diceva che dovevo reagire. Non potevo continuare a piangermi addosso. Il treno stava entrando alla stazione di Milano Centrale. Presto ci saremmo salutati. Io la guardai e lei fece lo stesso, regalandomi un sorriso. Forse aspettava un mio gesto, dovevo dirle qualcosa. Non volevo lasciarla andare via così, ma allo stesso tempo pensavo alla mia ex. La amavo ancora, forse no. La aiutai a scendere il bagaglio dal treno, e mentre glielo porgevo la mia mano sfiorò la sua. Il cuore ebbe un sussulto. Ci avviammo verso l’uscita, attraverso scale affollate. Stavamo quindi per salutarci, le strinsi la mano e mi presentai. Lei fece lo stesso. Quindi si voltò e si incamminò. La vidi allontanarsi mentre il mio animo si stava incupendo. Volevo rincorrerla ma qualcosa mi bloccava. La presi per un braccio, lei si voltò impaurita, ma dopo un istante mi sorrise. Mi lasciò il suo numero e un bacio sulla guancia. Era forse una nuova alba.
  10. James Noone

    La favorita

    @Chiara1981 purtroppo toccherà a te "subire" il mio primo commento sul WD. Dico subire perchè non so se sarò in grado di commentare in maniera esaustiva per come richiesto, e ovviamente non dargli troppo peso Queste due frasi le avrei unite senza punteggiatura: "...di un braciere acceso nel tempio..." In questa frase dopo "Pensavo" non avrei messo il punto, ma una virgola, per indicare una pausa più breve. Questa frase mi piace molto. Qui mi pare di riscontrare un passaggio dalla prima alla terza persona che mi ha un pò confuso. A parte le piccole indicazioni che ho fornito questo frammento è di piacevole lettura, con molte frasi ricercate e che riescono a immergere il lettore in questo prato ove danzano le gonne. Il finale poi, chiairsce, anche se a mio avviso parzialmente, lo scopo di quella reunion. Un ottimo esercizio letterario. Complimenti
  11. James Noone

    La Ruota Edizioni

    Anche io ho inviato il manoscritto a ottobre ma non ho ricevuto ancora nessuna risposta. Attendiamo...
  12. ... E poi accade che nel mondo virtuale trovi persone  più vere di quelle che incontri nel mondo reale...

    1. _Mari_

      _Mari_

      È il bello del mondo virtuale, se sei fortunato.

      Io ho la fortuna di aver trovato alcune persone che sono diventate insostituibili alle quali racconto più cose che agli amici del mondo reale.

    2. James Noone

      James Noone

      Forse potrei essere anche io così fortunato :)

  13. James Noone

    Chi legge gli esordienti?

    Mah, questa cosa mi lascia perplesso. Spesso maggiore quantità è sinonimo di minore qualità. Quindi coloro che riescono a sfornare 2,3 o 4 libri in un anno fino a che punto stanno attenti a cosa scrivono? Se già è difficile per un esordiente farsi conoscere con un unico libro, magari qualitativamente buono, non oso immaginare sfornandone 4 all'anno di dubbia qualità. e qui allora entra in campo il self, pubblichi a getto continuo a prezzo irrisorio, cosicchè speri che nella massa ti leggano. Ma se scrivi qualcosa di mediocre, alla lunga quanto può pagare questa condotta? Anche se pubblichi un libri al mese alla fine nessuno ti leggerà più. Ovviamente @JPK Dike non è una considerazione fatta nei tuoi confronti, ma un discorso generale.
  14. James Noone

    Chi legge gli esordienti?

    @Artemisia Winter anche io, in base alla breve esperienza che ho avuto mi guardo intorno e vedo le differenze tra editori, non per niente ho rifiutato quattro proposte da altrettanti CE. Ma mi viene difficile credere che il self possa darti più opportunità. Di Amazon non me ne può fregare di meno, non tutti leggono e acquistano su Amazon, anzi credo che in Italia non sia il principale canale per farsi conoscere. E non mi interessa essere ai primi posti delle classifiche sia perchè non ho la pretesa di poter competere con scrittori "veri", sia perchè non devo campare con la scrittura. E qui mi riallaccio a @JPK Dike . Pensare di poter campare con i libri mi pare una pretesa eccessiva. A meno che non arrivi a certi livelli. Io non so cosa scrivi, ma per me sarebbe impossibile ultimare più di un romanzo all'anno. Pubblicare un romanzo ogni due- tre anni lo reputo un grande risultato.
  15. James Noone

    Chi legge gli esordienti?

    beh se parliamo di editori disonesti non se ne viene a capo. Anche io ho avuto esperienze con editori che non consiglierei nemmeno al mio peggior nemico, ma non per questo ho deciso di fare tutto da me. E per un motivo molto semplice. Trovare un editore non a pagamento che ti offre un contratto per il tuo manoscritto vuol dire che lo apprezza, che vuole investire su ciò che hai scritto e lo reputa valido. Per me basta questo per cancellare dalla mente l'ipotesi self publishing.
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