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kalufunsui

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  1. kalufunsui

    Cosa cercate in una poesia?

    Che bella discussione, grazie @Poeta Zaza per avermela segnalata Anch'io mi sono accorto consciamente della poesia da poco, ma sono sempre stato molto sensibile alla musicalità e alla cura nella scelta delle parole. Non avendo una preparazione classica alle spalle ho cominciato dalle antologie moderne e contemporanee di autori italiani per farmi un'idea. Ho trovato poco di buono, qualcosa di Osti, ma soprattutto la Candiani di cui istintivamente condivido l'approccio. Leggo abitualmente narrativa in inglese, ma ho difficoltà ha relazionarmi con il ritmo delle parole in un'altra lingua, comunque sono stato fulminato da Carver (grazie@Elisa Audino ) di cui sto ancora digerendo l'opera omnia. Al di là del privato, che ho citato solo per presentarmi meglio, il punto più importante è la sintonia. Scrivere poesia, per me, è denudare se stessi e il mondo che percepiamo, ed esporre questa sostanza a chiunque è disposto a leggerci. La musicalità è un ausilio fondamentale del verso, altrimenti è narrativa brevissima e fulminante, come ad esempio sono molte opere di Carver sospese tra i due mondi. Ho già parlato della scelta delle parole? Sì vero? La poesia è parola che si fa musica, nient'altro. Le parole devono essere scelte con cura, con amore, io ammiro chi riesce a scrivere poesie con trenta o quaranta versi, se dovessi provarci credo ci metterei una settimana solo a uscire dalla foresta di dubbi sui termini da usare La poesia è potenza espressiva. Ci sono dei versi della Valduga che mi fanno letteralmente paura tanto sono evocativi, e sono evocativi perché sinceri, quindi torniamo al denudarsi dell'autore. Musicalità, potenza espressiva, sincerità, se aggiungiamo una sintonia con la sensibilità dell'autore sono già svenuto!
  2. kalufunsui

    Vivere insieme

    Ciao @Floriana grazie di avermi letto come è stato scritto anche sopra la parte centrale è un dialogo a distanza, che mi è rimasto nel cuore e ora non saprei riportare altro che così. Sul resto ho lavorato cercando di ascoltare i suggerimenti di tutti. Per completezza vi riporto l'ultima versione dopo le correzioni. -------------- La metropolitana procede lenta nel gelo mattutino seduto, sbircio intorpidito il cellulare cullato dallo sbuffare delle porte Vivere insieme è un'arte mi scrive mia madre che l'ha dimostrato è l'esercizio di una vita penso io scendo, oggi mi concedo una colazione al tavolo indifferente all'agitazione del barista al diavolo l'orario, fuori il sole di Gennaio affronta l'inverno --- ancora grazie a tutti coloro che mi hanno aiutato
  3. kalufunsui

    Lorenzo

    Ciao @Elisa Audino ti credo quando dici che sei in un periodo di revisione, in questo caso si percepisce qualche piccolissima perplessità forse qui l'immagine dello spostamento è fortissima, ma l'ultimo verso forse è troppo prolisso rispetto ai precedenti. Lo dico giusto per cercare un possibile miglioramento. il testo è talmente forte e intenso che non lascia respirare, un colpo al cuore senza scampo. Bravissima. Visto quello che dici sull'intensità della situazione capisco quando dici ma la tua abilità e sincerità nel riportarla sono superlative. Per favore, continua a scrivere...
  4. kalufunsui

    Vivere insieme

    Ciao @Elisa Audino grazie davvero dei tuoi suggerimenti limato anche "là" e "timido", "oggi" invece serve a marcare una differenza con il solito comportamento, sottolinea di una pausa per assimilare il pensiero della madre per me sono i primi esperimenti di integrazione di dialoghi in una poesia, mi servono molto a presto
  5. kalufunsui

    Vivere insieme

    Buongiorno, grazie a tutti per i preziosi commenti. @Ippolita2018 ho accolto volentieri le tue osservazioni sulle parole superflue, brava hai colto in pieno il senso della sfida, che pare da quel tavolino grazie @Corvét una volta vivevo vicino "agli alberi sopra un colle", solo in quel caso ne parlerei, altrimenti la vita è qui e ora, gli infingimenti hanno fatto il loro tempo un grazie davvero sentito anche a @Nerio sia per l'accostamento, che mi onora anche solo per esser stato citato che per il commento, ti rispondo sul coinvolgimento emotivo del poeta. In questo caso più che di un distacco apatico si tratta di una delicatezza estrema, come pattinare su ghiaccio sottile, certe emozioni sono così forti e centrali che vanno accostate al giusto tempo e luogo, e con supremo rispetto grazie ancora a tutti a presto
  6. kalufunsui

    Declamazioni e liquidi

    Ciao @Elisa Audino , appena riaffacciato al forum trovo questa tue bella e provocatoria Dalla lettura percepisco due sezioni ben distinte questa è una riflessione molto sfidante sul come e perché scrivere poesia, ti assicuro che sono domande che mi faccio anch'io ogni volta che prendo la penna in mano e comincio a ripulire il testo. La sfida è riuscire ad identificare nel "particulare" un sentimento "universale", per complicarmi ancor di più la vita mi impongo anche che quella percezione che descrivo contribuisca almeno un po' a risvegliare le coscienze sopite. La seconda parte mi ha colpito invece a un livello più intimo e corporeo a parte consigliarti di alleggerire il testo da alcune parole ridondanti, ad es, io pensavo la considero una strofa geniale un materiale davvero stimolante, brava
  7. kalufunsui

    Vivere insieme

    La metropolitana procede lenta nel gelo mattutino seduto, sbircio intorpidito il cellulare cullato dal sospiro delle porte Vivere insieme è un'arte mi scrive mia madre che l'ha dimostrato è l'esercizio di una vita penso io scendo, oggi mi concedo una colazione al tavolo tranquillo, indifferente all'agitazione del barista al diavolo l'orario, là fuori il timido sole di Gennaio sfida l'inverno
  8. kalufunsui

    Urban strangers

    Ciao @millika ecco i miei due centesimi bella poesia, che stempera il disagio delle nostre vite perennemente vincolate con una bella immagine e soprattutto un tono leggero Il mio dubbio è su questa parte in particolare sul verso centrale, che in qualche modo è troppo diretto, rompe con la lirica che gli sta intorno provare a sostituirlo con "in cui soffochiamo" ? a rileggerti
  9. kalufunsui

    Fai la riverenza

    Ciao @Elisa Audino il tuo pezzo è fresco e spiazzante, dunque positivo Il ritratto di una sudditanza, comunque presente, verso certe figure, come per esempio i medici in certi contesti è perfetto. Credo che chiunque ha avuto la sventura di frequentare gli ospedali l'ha vissuto o perlomeno osservato. Due osservazioni: Questo incipit, che apre la mente all'ascolto, richiama inevitabilmente ad un dialogo già in corso, e mi viene spontaneo cercare di immaginarmelo Queste dovrebbero essere le parole del medico, ma qui qualcosa stride, il tono troppo colloquiale, rafforzato dalle espressioni in inglese fa venire in mente più la classica figura del parente italo-americano (scusa se semplifico troppo) che il dottore per cui, tradizionalmente, si ha la deferenza che descrivi. Dove mi sono perso? Il giudizio complessivo è buono, schietto e immediato
  10. kalufunsui

    Lascerò i miei capelli sciolti al vento

    Ciao @Esterella molto bello e delicato il tuo componimento. Emerge benissimo il sentimento di attrazione/repulsione di chi è costretto a lasciare la propria terra, in questo caso nel contesto della difficile condizione femminile nei paesi arabi più integralisti. Funziona l'immagine ripetuta nell'ultimo verso, con cui la ragazza si affida al futuro, per quanto incerto e rischioso.
  11. kalufunsui

    Contrasti 2.0

    ciao @EA_ molto sentita e parlante la tua composizione. Forse non si può parlare di poesia, del resto io non ho proprio i titoli per definire cosa sia poesia e cosa no, ma parla e arriva al cuore, soprattutto se letta con passo leggero, delicato. Nel tuo lavoro emerge anche un altro interrogativo, relativo all'uso dei dialoghi, che di solito affossano il testo poetico. Difficile usarli bene, ma mi sembra che ci sei riuscita molto ben riuscita l'ultima parte a presto
  12. kalufunsui

    Biglietto gratis

    Grazie mille @EA_ sto cercando il registro giusto e devo assolutamente mettere Carver nella lista degli autori da studiare a presto
  13. kalufunsui

    Biglietto gratis

    Buongiorno @millika grazie di essere passata In gran parte hai ragione, di sicuro si tratta di un esperimento. Sto provando a misurarmi con un nuovo registro, più leggero, e ad usare un tono molto semplice. L'intento era di comporre un pezzetto satirico (la critica era contro l'ossessione del controllo su ogni piccola cosa) senza essere pesante. Tra l'altro non ho mai usato il dialogo esplicito in una poesia e mi sembrava che in questo caso potesse starci bene. In ogni caso hai confermato il mio timore principale, ovvero che alleggerendo e semplificando troppo si è persa quasi del tutto la poesia, ed è rimasta soprattutto una specie di filastrocca Mi piacerebbe riprovarci... Evviva l'officina
  14. kalufunsui

    Biglietto gratis

    Sabato al cinema, attraversiamo il foyer assonnato per un fumettone tre stelle su cinque dopo pizza e birra a pranzo pubblicità e pop-corn, due ore divertenti fuori dalla sala un anonimo foglietto offre biglietti in cambio della mia soddisfazione "Gentile cliente, è stato salutato al suo ingresso? la sala era pulita? il bar accogliente? ogni sua richiesta esaudita?" Invento crocette sorridendo al pensiero del cinema perfetto "Le è rimasto impresso un nome dello staff? Qualcuno che vuole segnalare?" Questa la lascio in bianco dal vostro film io sono già uscito posso anche fare a meno di vincere un biglietto
  15. kalufunsui

    Ode all'angelo della notte

    Ciao @Romina La Peeh un bel testo il tuo, che ci trasmette una felicità intensa e fragile. Bella l'immagine dell'angelo della notte, di cui non sappiamo nulla, ma che ora è in pace e da' tranquillità. Bello anche il tuo conflitto, voler essere più vicina, ma non voler turbare l'equilibrio. Unico consiglio: potresti arricchire l'incisività del testo asciugando qualcosa, ad esempio senza pensarci Ho un dubbio su questo passaggio. Come si accordano l'intenzione dolorosa e il sentimento spensierato? Non riesco a coglierlo. Grazie, a presto
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