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Gualduccig

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Tutti i contenuti di Gualduccig

  1. Gualduccig

    Ultra Edizioni

    Editing limitato (più focalizzato sulla coerenza lessicale interna al testo che a modifiche di struttura o sintassi) Contatti con stampa specializzata si, organizzazione eventi no. Quanto alle copie, in 6 mesi mi piacerebbe arrivare a 200. Ma occorre fare una grande tara: si tratta di un testo di auto formazione professionale con un taglio molto di nicchia, non mi aspetto numeri comparabili ad un'opera di narrativa.
  2. Gualduccig

    R. Vivian Literary Agency

    Tutto identico (anche nel feedback, purtroppo) nel mio caso. Tre giorni tra invio e risposta.
  3. Gualduccig

    Lorem Ipsum

    Nì: se ci si è registrati ad un sito che "effettua la profilazione secondo le modalità e i limiti normativi, con invio di informazioni promozionali relative ai servizi, informazioni di marketing, remarketing, pubblicità e altre informazioni che possono essere di tuo interesse in base alle preferenze espresse in sede di conferimento dei dati personali", magari aggiungendo anche la possibilità di invii da parte terzi, è legale ricevere invii che sono stati attivati dall'aver visitato determinate sezioni del sito a cui si è fatta iscrizione (ad esempio un articolo che contiene le keyword "manoscritti" e "esordienti"). Fine OT
  4. Gualduccig

    Ultra Edizioni

    Confermo quanto sopra: no anticipo, royalties dalla copia n.500, ottima distribuzione (tra i retailer: Amazon, Feltrinelli, Mondadori, Librerie COOP), formato kindle disponibile da 10gg dopo il lancio. Ho pubblicato con loro a fine agosto 2019; attraverso i loro contatti sono riuscito ad avere una recensione su Il Tempo (va detto che il mio testo, un saggio professionale, è davvero molto di nicchia).
  5. Gualduccig

    Consigli su come sviluppare un personaggio negativo

    Ultimamente (soprattutto nelle serie tv) ci sono un sacco di protagonisti "negativi" che però sono apprezzati dal pubblico: i camorristi di Gomorra, l'Escobar di Narcos, Heisenberg di Braeking Bad e via così. Perchè? Perchè hanno grandi passioni e grandi volontà: desiderano e per rispondere a quel desiderio sono dispsoti a tutto (letteralmente). E quella capacità di avere un obiettivo e perseguirlo è affascinante, anche quando l'obiettivo è orribile e i modi ancora peggiori.
  6. Gualduccig

    Pessime Idee Edizioni

    Buonasera, una curiosità: prevedete anche la distribuzione in formato ebook, oltre al cartaceo? Grazie e in bocca al lupo per la vostra (non poi così) pessima idea.
  7. Gualduccig

    Si può scrivere in un altro modo?

    Senza voler offendere nessuno, questo decalogo qui mi pare (almeno per le mie necessità di aspirante) più efficace nel suggerire una direzione ideale. https://www.youtube.com/embed/tiDj68FN8zM
  8. Gualduccig

    Comico e humour

    Ciao a tutti, recupero questa discussione un po' datata perchè ho intenzione di lanciarmi nella stesura di un romanzo ibrido tra il giallo e l'umoristico/satirico. I miei riferimenti sono il ciclo di Malaussene di Pennac e (soprattutto) Comici Spaventati Guerrieri (e in seconda battuta Elianto e Spiriti) di Benni: opere in cui, con la scusa di un'investigazione/recherche, si mettono sotto accusa diverse storture del nostro tempo demolendole con l'arma dell'umorismo. Vi sarei garto se voleste indicarmi altre opere/autori che a vostro parere entrano in questo solco.
  9. Gualduccig

    Si può scrivere in un altro modo?

    e Fabio Volo ti potrà querelare: http://www.cultora.it/libroide-fabio-volo-la-polemica-tv-12-euro-un-libro-scrivere/
  10. Gualduccig

    Si può scrivere in un altro modo?

    Il vero è l'intero (Hegel) Boutade a parte, credo che conti soprattutto l'omogeneità e la coerenza di qualunque focalizzazione e uso del narratore: se il passaggio da un luogo all'altro (da una scena all'altra) è costante e parte integrante della narrazione, questa alternanza funziona. Se è usata solo una volta, da deus ex machina per risolvere un impasse, allora no. I miei 2 cents...
  11. Gualduccig

    Si può scrivere in un altro modo?

    E' onniscente nella misura in cui conosce (e racconta) i pensieri di tutti i personaggi. Ripartendo dal tuo esempio: onniscente: Angela, vincendo il ribrezzo che le faceva quell'uomo, si costrinse a rimanere immobile. immerso (nella testa di Giovanni): Angela rimase impalata, immobile, non fosse per un leggero ritrarsi del capo che, almeno ai suoi occhi attenti, svelava senza timor di errore cosa le passasse per la testa.
  12. Gualduccig

    Si può scrivere in un altro modo?

    C'è anche un mistero per me. Che significano le espressioni che ho messo in grassetto? Suppongo significhi evitare questo - Ciao, ha telefonato Stefania?- - No, tua sorella non ha chiamato. Meglio per te, tanto non la sopporti.- e preferirgli qualcosa di più simile a questo -Ciao, si è fatta viva la Serpe?- -Per fortuna che è tua sorella, chissà come la chiameresti altrimenti.- -Non la chiamerei, infatti. Ma lei, invece, l'ha fatto?- Sto banalizzando, ovviamente, ma quanto quotato direi che significa scrivere dialoghi simili al parlato reale (non nella terminologia ma nell'intenzione, che non è quasi mai didascalica, bensì manipolatoria).
  13. Gualduccig

    Assenza totale di autovalutazione

    allora, intanto grazie per i dettagli. Poi, finalmente credo di aver capito cosa intendessi tu per "unico modo corretto di scrivere prosa": è la capacità di creare un testo pienamente connesso tra le sue parti (tramite anticipazioni e rimandi, sia logici che verbali), che lavori per accumulazione accompagnando il lettore lungo lo svolgersi dalla trama. Ora, in generale concordo che questo sia il modo più giusto per narrare (dove narrare = scrivere), a patto che la trama non richieda un punto di rottura anche nel suo svolgersi (deve essere una scelta consapevole, comunque). Temo però che, almeno per me, l'incapacità di valutare il proprio lavoro risieda ad un livello più profondo. Qualche esempio: - i miei personaggi sono interessanti agli occhi di un lettore terzo (come io li ho progettati) o risultano piatti? - gli elementi che creano i punti di svolta sono credibili o risultano troppo banali per creare simili svolte? - le scelte/reazioni dei personaggi sembrano coerenti coi loro profili e con quanto succede loro? - in ultima istanza, al lettore vien da chiedere "è poi cosa succede?" oppure no? Direi che si tratta di dubbi sulla progettazione e sulla coerenza di esecuzione più che di realizzazione testuale. Più inventio e dispositio che elocutio, diciamo.
  14. Gualduccig

    Assenza totale di autovalutazione

    Sono davvero curioso di capire cosa sia per te questo "modo" che individui come paradigma comune.
  15. Gualduccig

    Assenza totale di autovalutazione

    Parto dalla fine della tua risposta: potersi confrontare su esempi concreti (ritenuti corretti o sbagliati) sarebbe ottimo e interessante e (a me) insegnerebbe tanto. Ad esempio, hai citato l'incipit di Hunter Games: efficace nel far capire in due pagine la situazione (tell) e nel trasferire il carattere e lo spirito della protagonista (show). Resta una scelta dell'autore definire se sia necessario/opportuno trasferire subito al lettore le coordinate dell'ambientazione o se sia preferibile lasciarla sgocciolare facendo muovere i protagonisti in una sorta di nebbia via via più rada. Sono approcci diversi, ma davvero solo uno è "corretto"? Per dire, l'incipit di Io Sono Leggenda di Matheson non spiega, quantomeno non in modo così diretto, ma accompagna il lettore mostrando le azioni e le riflessioni del protagonista finché il primo non unisce i puntini e inizia a tenere per la vita del secondo. Quanto al fatto che il conoscere le regole porti alla piattezza, non lo credo, né nella scrittura né (men che meno) nella pallacanestro. Quello che intendo io é che molti giocatori che fanno la differenza certe regole le conoscono sulla carta ma poi decidono scientemente di ignorarle (o sovvertirle). E, restando nel paragone, ti assicuro che gli allenatori riconoscono pregi e difetti tecnici dei giocatori ma preferiscono avere dalla propria parte quello che "fanno succedere la cose" a prescindere della pulizia di esecuzione.
  16. Gualduccig

    Assenza totale di autovalutazione

    Perdonami ma da questa affermazione mi pare che tu stia rischiando di incorrere nella "miopia del professionista". Ti faccio un paragone con un ambito che mi appassiona quanto la lettura/scrittura: il basket. Ci sono giocatori che si distinguono per la pulizia dei loro gesti tecnici, per la nettezza dei movimenti, per l'ordine in campo. Possono diventare i beniamini degli appassionati più hardcore, quelli che hanno giocato (anche a bassi livelli) e conoscono i dettagli del gioco. Poi ci sono giocatori meno "puliti" ma, per molti motivi diversi, più efficaci. Sono quelli che ti emozionano e che in alcuni casi fanno la differenza. Ecco, giudicare "da scrittori" senza considerare se l'opera sia o no piaciuta alla lettura mi pare limitante, considerando che il fine della scrittura resta quello di emozionare e (spesso) trasferire un messaggio sotteso alltrama. E se un romanzo raggiunge quegli obiettivi (almeno su alcuni lettori) ha davvero senso fare le punte sulle tecniche?
  17. Gualduccig

    Assenza totale di autovalutazione

    Approfitto però per un appunto/provocazione: temo (magari sbagliando) che se passasse oggi, pre pubblicazione, davanti agli occhi di molti lettori critici (di una CE, di un'agenzia, qui sopra) l'intro di Hunger Games verrebbe tacciata di essere un mega-spiegone di world-setting (chi sono i familiari, cosa è il Distretto, come i suoi abitanti chiamano le sue varie zone...).
  18. Gualduccig

    Assenza totale di autovalutazione

    Grazie
  19. Gualduccig

    Assenza totale di autovalutazione

    Adesso però resta la curiosità di avere una lista di titoli degni di essere così definiti...
  20. Gualduccig

    Assenza totale di autovalutazione

    E allora il flop è colpa dell'esecuzione e non della scelta di svolgimento della trama. Ovvero, come (quasi) sempre, il problema non è il cosa si è scelto di scrivere ma il come lo si è scritto. Capiamoci: non sto difendendo nè quell'opera (che non ho letto) nè quell'autrice (che non conosco). Ma a leggere molti qui sembra che esista una congiura delle CE che snobbano i grandi scritti e preferiscono le sbobbe, che poi faranno passare attraverso le mani di grandi editor, i quali - appiattendo una personalità narrativa che è già debole, trattandosi di sbobbe - caveranno il sangue dalla rapa e produrranno un testo quantomeno decente che sarà poi promozionato a dovere per poi fare magari flop quando il bluff viene scoperto Ora, vabbè che abbiamo appena detto che non tutti sono strettamente razionali, però alle condizioni sopra menzionate 'ste CE spenderebbero meno tempo e soldi a irrobustire la schiera dei loro lettori professionali e vagliare un filino meglio le offerte di inediti: guadagnerebbero in velocità e attenuerebbero i rischi. Non lo fanno? Con le opere dei famosi (aggiungete virgolette a piacimento) non ne hanno bisogno ma con gli altri dovrebbero. Ecco, che non siano accurate al 100% nella scelta è certo ma anche che siano così garibaldine mi pare improbabile...
  21. Gualduccig

    Assenza totale di autovalutazione

    Perdonami ma non è necessariamente "assurdo": lo è nel caso in cui i due si dicano "non abbiamo altra scelta"; non lo è se i due, sopraffatti dalla vergogna o dall'angoscia, sprofondano in un tunnel da cui non vedono uscita se non nell'annullamento di sè.
  22. Gualduccig

    Otago

    Lascio il mio feedback rispetto alla scheda di lettura appena ricevuta: la ritengo di qualità molto elevata, 14 pagine ricche di commenti, note puntuali, riferimenti e citazioni. Nonostante nel mio caso si sia trattata di una stroncatura senza appello, sono soddisfatto del servizio ottenuto.
  23. Gualduccig

    Scovare una sorella misteriosa

    Off topic: tu non hai idea di quanti database abbiano registrato la tua "impronta" (informatica, di cittadini, di consumatore, di scrittore, di utente di WD, ...). È che (1) non sono connessi fra loro è (2) hanno una prospettiva del tuo profilo ottenuta da angolazioni differenti per cui ricondurre tutto alla medesima entità anagrafica é complesso (ma sempre più facile anno dopo anno).
  24. Gualduccig

    Scovare una sorella misteriosa

    Aggiungo solo una domanda: in che tempo é ambientato il tutto? Perché oggi verificare uno stato di famiglia é relativamente facile (sempre che non si tratti di una sorellastra).
  25. Gualduccig

    Scovare una sorella misteriosa

    La tizia deve fare una telefonata (magari dietro richiesta dell'ispettore) e ha il cellulare connesso via bluetooth con l'auto. Mentre cerca il nominativo da chiamare i nomi della rubrica scorrono sul display dell'auto e l'ispettore nota un nome o soprannome che fa da indizio (da "sorellona" a "Anna cognomediMaria").
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