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Gualduccig

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  1. Gualduccig

    Otago

    Lascio il mio feedback rispetto alla scheda di lettura appena ricevuta: la ritengo di qualità molto elevata, 14 pagine ricche di commenti, note puntuali, riferimenti e citazioni. Nonostante nel mio caso si sia trattata di una stroncatura senza appello, sono soddisfatto del servizio ottenuto.
  2. Gualduccig

    Scovare una sorella misteriosa

    Off topic: tu non hai idea di quanti database abbiano registrato la tua "impronta" (informatica, di cittadini, di consumatore, di scrittore, di utente di WD, ...). È che (1) non sono connessi fra loro è (2) hanno una prospettiva del tuo profilo ottenuta da angolazioni differenti per cui ricondurre tutto alla medesima entità anagrafica é complesso (ma sempre più facile anno dopo anno).
  3. Gualduccig

    Scovare una sorella misteriosa

    Aggiungo solo una domanda: in che tempo é ambientato il tutto? Perché oggi verificare uno stato di famiglia é relativamente facile (sempre che non si tratti di una sorellastra).
  4. Gualduccig

    Scovare una sorella misteriosa

    La tizia deve fare una telefonata (magari dietro richiesta dell'ispettore) e ha il cellulare connesso via bluetooth con l'auto. Mentre cerca il nominativo da chiamare i nomi della rubrica scorrono sul display dell'auto e l'ispettore nota un nome o soprannome che fa da indizio (da "sorellona" a "Anna cognomediMaria").
  5. Gualduccig

    Soggetti che fumano in un romanzo/racconto

    L'unico caso per cui potrebbero storcere il naso sarebbe se si trattasse del "buono" di un romanzo YA.
  6. Gualduccig

    Come far leggere gli indizi al lettore

    Bisognerebbe inserire un seme di dubbio fin da subito: in maniera esplicita, ad esempio con un "manifestino" in cui un gruppo che ha capito il gioco sporco della Dea (un gruppo di eretici, quindi) prova a farlo capire a tutti (paradigna: "il re è nudo") in maniera mediata, ad esempio facendo ragionare il protagonista (magari con un terzo, più disilluso e forse addirittura corrotto) su come l'apparenza dell'accademia sia solo un paravento e su come questo doppio standard sia allargabile all'intera società/mondo (paradigma: "non è tutto oro quello che luccica") in maniera indiretta, facendo ragionare il protagonista sui demoni e facendogli pensare che "non possono essere davvero così forti --> avranno un sistema di PR che usano per metterci paura (aggiungere aneddoto, tipo lasciare sempre un ferito che possa riportare i massacri e far crescere la paura) --> avranno anche loro un sistema per modificare la percezione della realtà --> anche loro significa che lo facciamo anche noi, magari" (paradigma: "chi non evade lo fa solo perchè gli è impossibile") My 2 cents
  7. Al di là delle battute, devo dire che sono molto allineato con la posizione del recensore: sfrondando la critica dallo stile un po' roboante tipico del sito in questione resta comunque molto materiale che rappresenta la zavorra di quel testo. Sarà che mi ci sono avvicinato con buone aspettative, figlie di commenti entusiasti, ma devo ammettere di esser rimasto abbastanza deluso. E come checklist di errori da evitare mi pare un bello strumento di autovalutazione.
  8. Qui un (a mio parere centratissimo) esempio di critica alla produzione di Andrzej Sapkowski: https://leganerd.com/2013/06/17/il-guardiano-degli-innocenti/ Al di là del contenuto (che personalmente condivido al 100%) mi pare molto utile la struttura con cui la recensione è costruita.
  9. Gualduccig

    Iniziare un libro: errori tipici

    "Lucio Lucertola festeggiò il suo settantesimo compleanno svegliandosi. Riteneva questo un fondamentale segreto della vita: svegliarsi e addormentarsi un numero di volte esattamente uguale. Se ci si sveglia anche solo una volta in meno non si recupera più, si sputa la pallina, consummatum est, diceva Lucio che era stato professore di latino e italiano, ed era inoltre Curioso in altre scienze, le naturali, le filosofiche le zoologiche (in particolare i batteri), la botanica urbana, i cinesi, il concetto di inizio finale. Lucio Lucertola sorge dal letto faticosamente, con una protesta rumorosa di tutte le ossa. Un canto melodioso e trionfale lo accompagna. Le stesse cellule senza scrupoli che riempiono di ghiaia arterie e articolazioni del vecchio Lucio, animano il risveglio entusiasta del suo giovane canarino. In un bicchiere sul comodino Lucio ritrova il sorriso da cui si è separato per una notte." La tua descrizione illustra perfettamente l'incipit di uno dei romanzi che ho più amato, Comici spaventati guerrieri di Benni. Come sempre, "se lo fai bene, bene; se lo fai male, male". :-)
  10. Gualduccig

    Assenza totale di autovalutazione

    Vabbè ma adesso volete farmi passare per il cattivone di turno, eh! :-D Non metto in dubbio la dignità delle diverse forme di pubblicazione, ne evidenzio solo una differenza organizzativa (un livello in meno di filtro rispetto all'editoria delle CE non a pagamento). Poi se come ha scritto l'Ospite la differenza qualitativa tra le due produzioni è esclusivamente merito degli editor delle CE vien da chiedere quali siano i criteri che guidano questa attività di scrematura; a me personalmente vien da pensare che (come in tutte le altre attività, amatoriali o professionali) esistano livelli diversi di qualità nei risultati prodotti e che (a parità di commerciabilità, che nel caso degli esordienti è spesso limitata solo al tema e al genere dell'opera) sia il valore del semilavorato a spingere una CE ad investirci sopra.
  11. Gualduccig

    Assenza totale di autovalutazione

    No no, non intendevo questo. Ma la percentuale di self che (per colpa della totale assenza di autovalutazione, per recuperare l'oggetto del thread) pubblicano testi di qualità limitata crea un rumore di fondo che va a detrimento degli altri, che invece si autopubblicano opere dal decente all'ottimo. E' vero che l'esperienza personale non fa statistica ma io conosco un bel po' di lettori forti che non considerano minimamente l'offerta in self publishing proprio perchè manca un sigillo di qualità (percepita come tale, quantomeno).
  12. Gualduccig

    Assenza totale di autovalutazione

    E su questo non ci piove. Però entriamo un attimo nel merito. Possiamo distinguere le pubblicazioni delle CE in 3 grandi famiglie: 1) autori che sono pubblicati perchè hanno prodotto un testo che è considerato meritevole per qualità e commerciabilità 2) autori che sono pubblicati perchè possiedono già una readership che garantisce alta commerciabilità alla loro produzione (i blogger del caso) 3) autori che sono pubblicati perchè già molto affermati, a prescindere dalla reale qualità del testo prodotto Le categorie 2 e 3 sono inaccessibili agli utenti di questo forum (credo). Possiamo ambire* ad entrare nella categoria 1, da cui sono esclusi (a) chi ha un testo di qualità allineata gli altri ma considerato meno commerciabile e (b) chi ha prodotto un testo considerato di qualità inferiore agli altri, almeno dal punto di vista di chi lo ha giudicato. A me pare si possa dire che la qualità di un'opera è valutata (in ordine cronologico) dall'autore, dai suoi beta reader di fiducia, dai suoi lettori esterni (i primi tra questi potrebbero essere gli addetti alla valutazione manoscritti di CE e agenzie letterarie, che sono anche i gatekeeper che bloccano o sbloccano l'accesso alla pubblicazione via CE). Tutti noi lettori abbiamo - per fortuna - criteri di valutazione diversi e non allineati tra loro, così come immagino li abbiano gli addetti alla scrematura delle CE, ma faccio fatica a dire che in generale il risultato di questa attività di filtro non porti anche un sigillo di qualità. Nel self-publishing il terzo livello non esiste e quindi, semplicemente, è intrinseco il rischio di diffondere testi di qualità bassa (che saranno poi valutati dai lettori finali, certo, ma costringendo questi lettori ad assumersi il peso di un'attività di screening che rallenta molto lo sviluppo del settore, come dicevamo qualche post sopra). Se un autopubblicato viene poi pubblicato da una CE o è già piaciuto molto (categoria 2) o era sfuggito alle maglie dello scouting (categoria 1). Ora la smetto di fare il pignolo ;-) * sempre se interessa essere diffusi e letti ad ampio raggio; chi scrive per il puro piacere di farlo non rientra in questa casistica.
  13. Gualduccig

    Assenza totale di autovalutazione

    "Relativa", appunto: pubblicano anche testi non eccezionali, sicuramente, ma ne scartano 50 volte tanti, no? Non tutti gli scartati sono peggiori di tutti i pubblicati, certo, ma tendenzialmente il filtro qualitativo delle CE non a pagamento esiste e funziona un minimo.
  14. Gualduccig

    Assenza totale di autovalutazione

    Questo però non contraddice (o forse spiega) l'oggetto di questa discussione? Dove mettiamo l'asticella tra il "non puoi piacere a tutti, mi accontento di piacere a N su mille" e "questo testo é una schifezza / è inutile"?
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