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Per aspera ad astra

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  1. Per aspera ad astra

    Circolo di letame

    Ciao @ivalibri, grazie mille per esserti fermata qui e di aver lasciato un commento. Sono d'accordo, bisogna conoscere bene i luoghi per poterne scrivere (o almeno documentarsi a sufficienza, anche se viverci o averci vissuto è un "bagaglio" più spontaneo e affidabile). La città tornerà in seguito, pur non avendo l'intenzione di renderla "protagonista", ma di lasciarla sullo sfondo, seppur con il potere evocativo che merita. In effetti ho cercato di rendere il mio protagonista piuttosto complesso in questo senso: pieno di contrasti, intollerante, maniaco dell'igiene, misantropo. Grazie A presto!
  2. Per aspera ad astra

    Circolo di letame

    Ciao @Lauram, grazie mille di aver letto il mio frammento e dei tuoi preziosi commenti. Ti ringrazio di queste ottime osservazioni, ne faccio tesoro! Molto d'aiuto. È sempre complicato per me dosare le immagini in effetti. Grazie ancora e a presto!
  3. Per aspera ad astra

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Restai nottetempo estasiato per l'hangar: appariva meraviglioso, illuminato. Volevo ballare una zingarata oltremodo grintosa. Urlai: "sciabidabida'!" Ergo, disteso a tirare i fiori oltraggiando Camus, rivisitato negli elenchi palpabili, leggendo Hemingway. Affascinato mi innamorai vantandomene. Bello, umano zampognaro occitano, gradiresti uno schiaffo? Esordì D'annunzio quando albeggiava. "TIE', impudico!" Filosofando, ostinato, così risposi. Nessuno espettorò platealmente. Languido hacker accese malamente interruttori verbali bestemmiando. Utilizzava zloty orientali grigi uguali, semplicemente estinguendo debiti. Quanto ancora trangugiai indefesso, fregandomene, ormai capacitato riottosamente. Nell'estasi preso, lasciai Hemingway, accantonandolo. Mi incamminai veloce, boccheggiando, uscendo zoppicante oltremodo gaudente. Udii serpenti emettere deboli quesiti algebrici, trattenendo RNEPLHAMIVBUZOGUSEDQATIFOC
  4. Per aspera ad astra

    Circolo di letame

    @paolati e @Elisa Audino Grazie mille per essere passate e per i vostri commenti!
  5. Per aspera ad astra

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Restai nottetempo estasiato per l'hangar: appariva meraviglioso, illuminato. Volevo ballare una zingarata oltremodo grintosa. Urlai: "sciabidabida'!" Ergo, disteso a tirare i fiori oltraggiando Camus, rivisitato negli elenchi palpabili, leggendo Hemingway. Affascinato mi innamorai vantandomene. Bello, umano zampognaro occitano, gradiresti uno schiaffo? Esordì D'annunzio quando albeggiava. "TIE', impudico!" Filosofando, ostinato, così risposi. Nessuno espettorò platealmente. Languido hacker accese malamente interruttori verbali bestemmiando. Utilizzava zloty orientali grigi uguali, semplicemente estinguendo debiti. Quanto ancora trangugiai indefesso, fregandomene, ormai capacitato riottosamente. Nell'estasi preso, lasciai Hemingway, accantonandolo. Mi incamminai veloce, boccheggiando, uscendo zoppicante oltremodo gaudente RNEPLHAMIVBUZOGUSEDQATIFOC
  6. Per aspera ad astra

    Il tempo sfugge come brodo da una forchetta

    @Fabio1143 Grazie per il tuo commento. Capisco pienamente, spero che, in caso per me in futuro diventi una professione, l'ansia non superi il divertimento. @la.ac.bambini Grazie per la tua nota. Ti capisco perfettamente, anch'io ho provato, durante l'università, a scrivere con costanza. Molto dura. Utilizzo a volte la scrittura vocale per lavoro, e credo di preferire vedere le parole che scrivo, quando mi dedico alla scrittura, non so se riuscirei a dettare un mio testo. Magari proverò! @Alexander91 Grazie per i consigli. Forse non ho spiegato bene. Le "poche ore al giorno" sarebbero l'ideale, ciò a cui aspiro avere, il minimo sindacale da dedicare alla scrittura. Infatti dico "Tempo a sufficienza quindi non ne vedo (il mio "a sufficienza" è almeno poche ore al giorno)". Vorrei quindi trovare almeno poche ore al giorno, ma è sempre difficile. Concordo, sicuramente devo partire dal ricalibrare la mia mente.
  7. Per aspera ad astra

    Il tempo sfugge come brodo da una forchetta

    Essendo anch'io aspirante scrittore, come molti altri devo anche dedicarmi ad attività molto meno interessanti della scrittura e della lettura. Ad esempio, se desidero nutrirmi, ho bisogno di andare al supermercato, a meno che non decida di sottopormi ad una dieta a base d'erba di aiuola e foglie secche. Inoltre, se non prediligo dormire in un cassonetto della spazzatura, sono costretto a pagare un affitto. Se poi pretendo il lusso di tenermi in contatto con il mondo esterno e fare ricerche online per i miei scritti, devo acquistare un abbonamento internet. Cosa hanno in comune tutte queste attività? Esatto, si possono svolgere solo con uno stipendio, e quindi con un lavoro! Ora, da aspirante scrittore spero un giorno di poter vivere di scrittura poiché è quello che mi piace fare maggiormente, ma prima di allora ho dovuto trovare un impiego con orari di ufficio che non fa altro che togliere tempo prezioso alla scrittura. La mia domanda è quindi la seguente: come fate voi? Cioè, anche voi siete o siete stati aspiranti con un lavoro, quindi dove trovate tempo a sufficienza per fare ricerca, pianificare strutture, stendere bozze etc? Personalmente riesco solo a fare qualcosina nei giorni lavoritivi (tra pause e al ritorno a casa se il mio cervello non è troppo bollito), e nei week end. Ma anche lì, se desidero una bava di vita sociale per non rischiare di trasformarmi in un essere del sottosuolo, capita a volte di dover incontrare gente. Tempo a sufficienza quindi non ne vedo (il mio "a sufficienza" è almeno poche ore al giorno), considerando anche che malauguratamente sono di cronotipo notturno, cioè "funziono" (se mai il mio cervello possa funzionare davvero) meglio di sera e/o notte, ma guarda un po', di notte devo dormire altrimenti con la fava che il giorno dopo sono abbastanza lucido per lavorare. Se esiste un segreto noto solo agli aspiranti scrittori io non ero nella fila giusta il giorno in cui lo hanno rivelato, illuminatemi (di immenso) con i vostri consigli e/o esperienze, perché qui ne esco pazzo. Grazie!
  8. Per aspera ad astra

    Circolo di letame

    Grazie @Mister Frank di essere passato e di aver lasciato un tuo commento. Lo è, ho deciso di ambientare il racconto a Budapest perché la conosco Grazie @Morrigan.Connor delle note positive lasciate, lusingato che ti abbia ricordato per un attimo addirittura Welsh! Grazie @Floriana e ben ritrovata, i tuoi commenti e annotazioni sono sempre molto utili per migliorare la mia scrittura. Ci hai azzeccato.
  9. Per aspera ad astra

    Morte in diverse sfaccettature

    Ciao @MeStesso70 Estremamente Hai ragione. Lo sto pianificando come un marito ossessionato dalla cura del giardino, al punto da conoscere ogni utensile del suo negozio di giardinaggio preferito. Uccide moglie e figlia e le utilizza come concime di prima scelta. Vorrei fare un parallelo tra la sua mania per il giardino e il disordine mentale che l'ha portato a compiere il gesto. Come sfondo, anni di poco riguardo verso moglie e figlia, dando la precedenza al lavoro e alla carriera, il protagonista si chiede se non sia la prima volta che le uccide, dato che è stato indifferente nei loro confronti. Questa idea mi piace moltissimo! Potrei soffermarmi su ogni tomba e mostrare una Morte "riflessiva", mentre racconta di come ha incontrato ciascun protagonista di ogni racconto, lasciando appunto capire che si tratta della Morte solo alla fine, e senza dirlo apertamente. Ottimo spunto! Grazie mille per essere passato e aver lasciato questi preziosi consigli!
  10. Per aspera ad astra

    Cosa state leggendo?

    Ho iniziato "La fattoria dei malfattori" di Arto Paasilinna (sigh e sob, sono ancora dispiaciuto per la sua scomparsa). Ho ordinato anche un paio di Welsh, Camus, Sabato, Kafka, Stahl... Insomma, sono pronto per affrontare le feste a dovere!
  11. Per aspera ad astra

    Neruda, Pablo

    A mio avviso, non è possibile non rimanere estasiati in particolare da un sonetto del calibro di: "Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio o freccia di garofani che propagano il fuoco: t’amo come si amano certe cose oscure, segretamente, tra l’ombra e l’anima. T’amo come la pianta che non fiorisce e reca dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori; grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo il concentrato aroma che ascese dalla terra. T’amo senza sapere come, né quando, né da dove, t’amo direttamente senza problemi né orgoglio: così ti amo perché non so amare altrimenti che così, in questo modo in cui non sono e non sei, così vicino che la tua mano sul mio petto è mia, così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno." Di cui propongo la versione inglese, che se possibile mi piace ancor più della versione italiana (mentre la versione originale in spagnolo non posso apprezzarla perché non lo parlo quasi per nulla) "I don’t love you as if you were the salt-rose, topaz or arrow of carnations that propagate fire: I love you as certain dark things are loved, Secretly, between the shadow and the soul. I love you as the plant that doesn’t bloom and carries hidden within itself the light of those flowers, and thanks to your love, darkly in my body lives the dense fragrance that rises from the earth. I love you without knowing how, or when, or from where, I love you simply, without problems or pride: I love you in this way because I don’t know any other way of loving but this, in which there is no I or you, so intimate that your hand upon my chest is my hand, so intimate that when I fall asleep it is your eyes that close."
  12. Per aspera ad astra

    Beckett, Samuel

    Beckett! Tra i miei scrittori preferiti, ho adorato Endgame e Waiting for Godot in particolare, sempre attuali e sempre "destabilizzanti".
  13. Per aspera ad astra

    Morte in diverse sfaccettature

    Buongiorno a tutti! Al momento sono impegnato con una raccolta di racconti il cui filo conduttore è la morte. In questo periodo sto pianificando la struttura e la "tipologia" di morte per ogni racconto. Ho in mente un racconto con morte violenta il cui protagonista è un marito e padre che seppellisce la moglie e la figlia in giardino (lui è un precisino del giardinaggio); un racconto ambientato in un'agenzia per il lavoro i cui impiegati (un po' sadici e un po' perché si tratta di una particolare "policy" dell'agenzia) spendono energie per trovare il peggior lavoro possibile per i candidati, spingendoli al suicidio o comunque a destabilizzarli, ucciderli interiormente (morte interiore); un altro racconto con tema principale il cimitero, il/la protagonista adora passeggiare in questi luoghi (luogo della morte). Attualmente ho queste idee, vorrei capire se sono valide, ampliarle se necessario, e trovarne altre affini in modo da essere coerenti con la raccolta. Grazie mille per essere passati e per i consigli!
  14. Per aspera ad astra

    Circolo di letame

    Commento: La gladiatrice Premessa: frammento (incipit e "introduzione") di un racconto lungo. Budapest boccheggiava sotto il sole di luglio, caldo merdoso, e io mi affannavo come tutte le mattine per raggiungere il nulla, insieme a migliaia di volti indistinti che mi sudavano addosso, spruzzando germi ovunque per la metropolitana. Non riuscivo ad afferrare il senso di quella distesa di letame che è il cosiddetto “posto fisso e sicuro”. Correre e guidare tutti i giorni verso il vuoto pneumatico per poi prendere la strada inversa a fine giornata. Sempre. Interagire con le stesse facce la maggior parte della settimana. Pura insensatezza servita come prestigio sociale. Il disgusto mi assediava ogni minuto lo stomaco. Le otto/nove ore di lavoro dal lunedì al venerdì rappresentano un sogno straordinario per alcuni, una catena ai genitali per altri. E tuttavia eccomi lì, in mezzo all’afa a condividere una carrozza lurida con una mandria di altri fortunati maleodoranti. Ero bravo ad indossare la maschera di normalità, di quella che viene definita “sanità mentale”. Dovevo per forza essere capace di sembrare normale, visto che mi avevano assunto in una compagnia internazionale dove lo spirito da “team” aleggiava su tutto, come un fantasma pronto a terrorizzarti. Un team di oltre ottanta persone nel mio ufficio. E io detestavo contatti duraturi con più di due o tre esseri umani. La folla mi spaventava almeno quanto i batteri di un bagno condiviso. Ero finito lì per provare una nuova esperienza, ma soprattutto per il bisogno prosaico di uno stipendio sicuro, vista la capacità economica da senzatetto di cui disponevo fino a poco prima. Per fare accettare a me stesso l’idea di affrontare decentemente i colloqui di selezione, continuavo a ripetermi che avrei cercato una situazione più adatta alla mia indole da misantropo, in seguito. Ma per adesso sono qui. Da pochi mesi, che tuttavia sembrano millenni. Ogni ora è un pezzo di carta vetrata sulle palle. Scaglio pietre contro le onde dell’oceano illudendomi di poterne cambiare il corso. «Buongiorno a tutti» ripetei come ogni mattina verso un mucchio di facce arrancando in ufficio. «Ciao Will, come va la vitaccia?» mi salutò Sergej, uno dei pochi esseri umani che non odiavo. «Andrebbe meglio con una vodka ghiacciata» gli risposi sedendomi vicino a lui. Sergej era russo e corroborava spesso, con me o per i fatti suoi, lo stereotipo dello slavo ubriaco. Compensava il peso dei giorni di lavoro con massicce dosi di birra e liquore. Nelle giornate più faticose, poteva tracannare come se non gli importasse di vivere. A volte arrivava anche a dirlo, che non gli importava granché di vivere. Almeno oltre una certa età. «Spero di morire a 48 anni» mi confidò una sera davanti a un amaro. Non voleva sentire gli acciacchi della vecchiaia. Le persone più interessanti sono quelle meno convenzionali.
  15. Per aspera ad astra

    La gladiatrice

    Ciao @TexWiller90 Ho letto con curiosità il tuo "La gladiatrice", e la prima cosa che ho pensato è stata "romanzo storico? Non è facile stenderne uno in modo credibile", questo per le numerose variabili e per l'estrema precisione che il genere (e il periodo storico) esigono dallo scrittore che si accinge nell'impresa. Da questo frammento si intravede un conflitto, quello tra il nobile e l'imperatore, che presto verrà esacerbato e sviluppato nel corso del romanzo, quindi da questo inizio il lettore viene invogliato a proseguire la lettura e capire cosa accadrà in seguito. Come accennavo, il romanzo storico, in quanto tale, necessita di estrema precisione. Si vede che hai compiuto le tue ricerche prima di scrivere (personalmente ritengo che sia necessario fare ricerca per qualunque tipologia di testo si voglia produrre, ma nel caso di un testo storico questa ricerca è più che obbligatoria), e diversi dettagli lo dimostrano. Altri dettagli, invece, a mio parere andrebbero approfonditi. Inizio con i dettagli "già approfonditi": Nella roma antica, gli schiavi pubblici erano appunto i "banditori", quindi qui si ottiene precisione storica. Precisa denominazione di una reale gens Romana preminente. Anche qui, il testo rimane fedele alla storia. Vi furono realmente gladiatrici. Descrizione molto valida e storicamente attinente della "palestra" dei Gladiatori. Vediamo invece quelli che sono, secondo il mio umile parere, i punti dolenti: Data la precisione dovuta, si dovrebbe specificare (non per forza all'inizio, ma la seconda o terza volta che lo nomini, magari quando parli della gens Valeria) di quale Gaio Valerio (Gaius Valerius). Visto che citi Domiziano, e quindi posizioni la tua storia tra il 70 d.c. e il 96 d.c., vi sono alcuni "Gaius Valerius" vissuti in quel periodo: Gaius Valerius Flaccus, un console; Gaius Valerius Flaccus, un poeta latino; Gaius Valerius Severus che, essendo governatore della provincia di Achea, difficilmente si poteva trovare a Roma (non citi testualmente Roma ma si deduce che il frammento sia ambientato lì; Gaius Valerius Paullinus, un console. Qui si tratta di anacronismo. I banchieri veri e propri non esistevano nella Roma antica. C'erano però gli argentari, che svolgevano funzioni molto simili a quelle dei banchieri. La precisione del termine arricchisce il testo storico (allo stesso modo di quando hai usato il vocabolo Ludus). Personalmente, credo che citare alcuni degli autori conferirebbe al frammento maggior precisione storica, magari svolgendo una ricerca sul Gaius Valerius prescelto e le sue letture reali preferite. Anche qui, quali "guardie"? Vigiles? O le Guardie Pretoriane? Andrebbe approfondito a mio parere. Sono un poco dubbioso qui, nel senso che la Repubblica Romana finisce intorno agli anni 20 a.c., quindi non saprei se usare l'espressione "tempi antichi" sia funzionale al testo (dato che il tuo testo si posiziona tra il 70 d.c. e il 96 d.c. In conclusione, penso che la ricerca di fondo ci sia, ma un romanzo storico esige maggiore impegno e precisione. Il testo scorre e la scrittura è piacevole, affina le conoscenze storiche e sicuramente acquisirà valore! Spero di esserti stato utile e a rileggerti! Ho finito, spero di esserti stato utile
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