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  1. artis

    Ho sentito una storia.

    Tranquillissimo, non ho motivo per offendermi. Inoltre hai perfettamente ragione, ho scritto e messo in linea questo racconto in fretta e furia senza rendermi conto di aver commesso una caterba di errori. Comunque ho riscritto il tutto e presto lo pubblicherò...
  2. artis

    Ho sentito una storia.

    ******Messaggio modificato dallo staff*****
  3. artis

    Ho sentito una storia.

    Buongiorno signor Ford. Ho corretto e riscritto il tutto, se hai tempo e voglia dai una rapida occhiata...! ***** MESSAGGIO MODIFICATO DALLO STAFF****
  4. artis

    Ho sentito una storia.

    Ti ringrazio per i consigli. Saranno tutti presi in considerazione... Il fato di non aver dato spazio ai sentimenti è stato un mio esperimento, volevo che si desse più attenzione alla fantasia. Inoltre in alcune culture, ho notate che le storie vengono raccontate in questa maniera ed è quindi mia attenzione vedere le reazioni dei lettori. grazie ancora
  5. artis

    Ho sentito una storia.

    Questo è il mio commento: Ho sentito una storia, dove le migliori fantasie avrebbero avuto difficoltà ad arrivare. Raccontava di due giovani innamorati, ventitré anni lui e diciannove lei, non volendo rendere noti i loro nomi gli chiamerò K. lui e P. lei. Essi furono travolti dal calore dei loro corpi ed ebbero un rapporto carnale prima ancora del loro fidanzamento nonostante che nel paese dove vivevano non era consentito. In questa maniera le due famiglie potevano entrare in un conflitto e l’unica e possibile conseguenza sarebbe stata la morte per il maschio e l'indegno e la vergogna per lei. Ma i due non erano affatto intenzionati a creare guerra tra le famiglie e solo su consiglio di una delle sorelle aspettarono ad annunciare il loro fidanzamento alle proprio famiglie. In una domenica di luglio si celebrava il matrimonio di uno dei fratelli di lui, avevano deciso questa data perché il nostro innamorato era tornato solo una settimana prima dalla leva d'obbligo. Per questo la sorella aveva consigliato di attendere, la loro famiglia aveva già molto cui occuparsi. K. Voleva al suo fianco la sua amata P. a questo evento, che nelle civiltà di cui vi sto raccontato è il più importante ed è la celebrazione più imponete che si poteva dare. La partecipazione di lei non fu possibile e a matrimonio non ancora terminato il giovane raccontò alla sorella dell’appuntamento che aveva con la propria innamorata dopo pochi minuti, corse da lei e ancora una volta l’incontro si mutò da platonico a fisico, concependo cosi, inconsapevolmente, il frutto del loro amore. Cinque giorni dopo ci fu un tempesta estiva che convinse K. a preparare le reti e ad andare in riva al mare perché secondo lui questo pioggia aveva portati i pesci a rifugiarsi vicino a scogli. Prese con se un cugino più giovane di lui e si preparano alla pesca. La madre del giovane insistette e tentò invano a dissuadere il figlio all’uscire sotto quella pioggia tempestosa. Una volta incamminati la pioggia non diminuì ma addirittura aumentò. Non poteva esserci errore più grande di quello i due cugini fecero. Mai mettersi sotto un albero per proteggersi dalla pioggia non tenendo in considerazione i fulmini. Uno di questi non diede scampo a K.. Il fulmine colpì l’ulivo secolare sotto il quale si trovavano. Una volta ripreso dalla scossa che lo aveva spostato di qualche metro, il cugino più giovane ebbe l’istinto di urlare il nome del cugino più grande. Senza ricevere risposta s avvicinò e vide che K. non aveva più un viso, il corpo era fumante e non era più possibile riconoscere alcun allineamento della persona. A quattro zampe riuscì ad arrivare a casa per raccontare alla famiglia dove si trovava il corpo senza vita di K. Proprio perche nella realtà accade ciò che dalla fantasia non ci si potrebbe mai aspettare, la sorella che aveva consigliato di attendere, a K. L’annuncio del fidanzamento, alla notizia della morte del fratello si incammino dal paese dove abitava per arrivare alla casa dei genitori. Non poteva non esserci, lei era l’unica a cui lui si confidava, mentre camminava pensava se questo sarebbe accaduto se lei avrebbe consigliato al fratello di fidanzarsi. Era al nono mese, aspettava l’ultima dei suoi figli. Solo i dolori la distraevano dalla realtà di ciò che era accaduto. Dopo tre ore di cammino, vedendola, il padre le disse che sarebbe dovuta andare all’ospedale e non lì. Partorì quella stessa notte non erano ancora passate ventiquattro ore dalla morte del fratello. In una stanza si gioiva al parto andato a buon fine mentre nell’altra si piangeva la morte del giovane. La pioggia non aveva permesso alla famiglia di disfare l’ambiente preparata per il matrimonio. Le stesse persone nei stessi tavoli solo una domenica dopo passarono dall’evento più imponete per questa cultura a quello che non c’è cultura su questa terra a cui possa fuggire. Rimaneva una ragazza incinta. Per la famiglia di P. sarebbe stata la più grande delle vergogne se la loro figlia non si sarebbe sposata prima di partorire. Non so come reagì P. quando seppe di K. ma questo lo posso lasciare alle vostre immaginazioni. Dopo due mesi la sorella di K. andò ad incontrarla e si trovò davanti una maschera mista tra dolore e confusione, P. le disse di essere incinta o almeno era ciò che pensava. La famiglia di P. avrebbe comunque colpevolizzato la famiglia di K. e P. non avrebbe ma avuto un futuro sereno se non si trovava una soluzione, e l’unica era quella di darla in sposa a un fratello di K. Questo successe e nacque una bambina che fu chiamata con un nome che tradotto in italiano significa ‘Regalo’. P. morì partorendo. Scelsero quel nome perché pensarono che lei era il regalo che K. e P. lasciarono a tutti loro. La storia che vi ho raccontato mi è stata raccontata dalla sorella a cui K. Si confidava, ora mia suocera perché ho sposata l’ultima delle sue figlie.
  6. artis

    L'unico bacio

    La mia maestra delle elementari mi diceva: Se vuoi fare lo scrittore devi avere qualcosa più degli altri. Tu hai sicuramente qualcosa in più. Hai un modo di scrivere molto coinvolgente. Il personaggio protagonista è ben delineato e da quell'idea di "esistenza reale". Per quanto riguarda il racconto in se, mentre leggevo mi aspettavo di trovare alla fine una spiegazione più logica o più chiara del perché lui abbia lasciato Cinzia, e devo dire che una spiegazione meno attesa (almeno per me) non potevi trovarla. Sono solo un imbrattatore! Mi è venuto inoltre un dubbio: ma l'incenso è acre e dolce? Adesso ne accendo uno! (scherzo) Mi è piaciuto molto il modo in cui descrivi l'ambiente. Al lettore, sembra quasi di esserci dentro la stanza. Credo che questo sia dovuto alla tua buona capacità di comunicazione. Il racconto non diventa mai noioso. In conclusione ti dico che ti rileggerò presto. Complimenti.
  7. artis

    Lulu

    Grazie per i consigli. Credo che i miei amici se lo leggeranno direttamente dalla mia stampante.
  8. artis

    Lulu

    Vorrei fare alcune copie di un mio manoscritto su lulu (una decina) giusto per presentarlo ad alcuni amici lettori. Qualcuno saprebbe dirmi se posso inviare lo stesso manoscritto alle case editrici. Insomma il fatto il fatto di averlo fatto stampare da loro, (non mi interessa la distribuzione) può creare problemi? grazie
  9. artis

    Una valigia grande e rigorosamente marrone

    -No. Interessante significa “interessante”. Farò sesso con lei significa “sì, farò sesso con lei”. inizio dicendo che io questa frase la metterei giù nel seguente modo: -No. Interessante significa “interessante”. Se volessi dirle farò sesso con lei, le direi: “sì, farò sesso con lei”. Mi sembra che dia più sicurezza alla figura del personaggio femminile, e che lasci quella maschile, a bocca aperta. La parte iniziale la trovo, bella scorrevole, mentre quando inizia il monologo(sopratutto nella seconda parte) il racconto rallenta di colpo, dando al lettore (almeno a me) qualche accenno di noia. E anche nel finale ho trovato un po di incoerenza. Lui gli ha detto chiaramente che voleva offrirle la cioccolata per portarla a letto. Quindi, perché ha accettato la cioccolata se di sesso non ne voleva? Detto, questo l'idea è buona. La parte della penna che profuma di fragola tira il lettore con forza al interno della storia. Il mio commento finale è questo: Bel racconto che con qualche piccolo ritocco diventa un'ottimo racconto. Complimenti, spero che coglierai la mia "critica" in maniera adeguata.
  10. questo è il mio commento: http://www.writersdream.org/forum/topic/10081-il-giorno-del-giudizio/ Il cammino. Sono in una strada che conduce verso il mare. Non sono l’unico bambino, siamo un centinaio. Dalle porte e dalle finestre delle case che affiancano la via, ne spuntano altri. Siamo tantissimi, tutti ammassati, e proseguiamo senza capire da dove veniamo e senza sapere perché continuiamo a camminare verso l'acqua. L'oceano di fronte a noi si fa sempre più grande e più siamo vicini più lui ci mostra la sua misteriosità. Che cosa succederà ora? Se continuiamo ad andare avanti, finiremo in acqua. Che strana sensazione! La cosa che mi fa paura non è annegare ma l'idea di morire insieme a tutte queste persone che non conosco. All’inizio non avevo capito che cosa fossero quelle forme che galleggiavano sull’acqua, nascoste dal buio. Ora che ci ritroviamo tutti di fronte al mare, con i piedi che affondano nella sabbia, mi accorgo che si tratta di migliaia di corpi umani. Guardo le persone ferme sulla spiaggia. Alcuni sono entusiasti, altri contenti o scontenti. Poi ci sono quelli che, come me, sono completamente incapaci di capire. La maggior parte delle persone che mi camminavano vicino sono cresciute, molti sono diventati vecchi e solo pochi sono rimasti bambini, com’è successo a me. Torno ad osservare il mare. Gli uomini che prima mi avevano dato la sensazione d’essere privi di vita, semplicemente sospinti verso riva dal leggero moto ondoso, iniziano a muoversi. Si alzano in piedi uno ad uno seguendo un ritmo ignoto. Si dirigono verso noi. Uno si accosta al vecchietto che si regge alla mia spalla destra. L'anziano con una voce infantile,Sussurra: “Papà” L’uomo venuto dalle acque ha un'espressione seria ma rassicurante. Allunga una mano e l’altro la afferra con dolcezza. Insieme, mano nella mano, tornano in acqua e vi affondano lentamente. Cosi fanno anche tutti gli altri. Un bambino più piccolo di me, con i capelli biondi tagliati molto corti, mi guarda. L'espressione del suo viso m’inonda di tristezza. Mormora: “I figli non dovrebbero andarsene prima dei genitori” Vedo le lacrime colare sulle sue guance mentre continua: “Forse è per questo che nessuno è venuto a prenderci” Noto una donna molto giovane, con capelli lunghi, lisci e castani. Nonostante la notte che ci circonda brillano come se in loro riflettesse il sole di una giornata d’agosto. I suoi occhi sono di un colore nero e ormai da qualche istante sono puntati su di me. Resta ferma. Mi guarda ma non mi parla. Forse dovrei prenderle la mano per andare con lei come fanno tutti gli altri. Però mi viene in mente che loro hanno afferrato le mani delle persone emerse dall'acqua solo dopo che gli sono state offerte. Inoltre io questa donna bellissima non la conosco.
  11. artis

    Il Giorno del Giudizio

    Questo racconto mi è davvero piaciuto. Scorrevole e con un finale geniale. L'ironia si nota già nel titolo. Fantastica l'idea dei politici con il burqa. Leggero ma incisivo. C'è solo una frase che cambierei: "un anziano pastore di Foggia cui faceva sempre male il gomito" la parola "sempre" mi da l'idea che ci siano state più apocalissi. BRAVO
  12. artis

    Il Giorno del Giudizio

    Linee guida: quando commenti, cerca di analizzare i seguenti punti: trama, contenuti, grammatica, personaggi, stile. Aggiungi poi un tuo commento finale. Non essere stringato, ma cerca di essere il più approfondito possibile.
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