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IncipIT

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  1. IncipIT

    Porto Seguro Editore

    Porto Seguro era una delle case editrici (in tutto una ventina) alle quali in primavera 2018 avevo inviato il file con il mio ultimo romanzo. Ricevetti otto risposte positive, ne scelsi una e in autunno 2019 pubblicai. Un mese priva dell'uscita del romanzo (editing appena terminato) mi giunse una telefonata da Porto Seguro. Il mio romanzo era piaciuto molto e... interruppi la mia interlocutrice per dirle che ne era imminante l'uscita con un altro editore. Aggiunsi che al momento dell'invio plurimo la loro casa editrice era fra quelle che avrei preferito, ma per farsi vivi e rispondere ci avevano messo quasi un anno e mezzo, dunque la prospettiva era sfumata. Comunque fui contento che il mio romanzo fosse piaciuto anche a loro.
  2. IncipIT

    IoScrittore

    Tra dieci giorni scade il termine per l'iscrizione, non ho ancora deciso se partecipare. Ho letto in rete giudizi positivi e giudizi negativi, come pure qui su WD. Non sono portato a dietrologie e i margini di scorrettezza che sono agevolati dal regolamento (su migliaia dei partecipanti è facile immaginare che molti daranno nella prima fase giudizi negativi sugli incipit migliori e che per essere tali ai disonesti risultano da azzoppare) e confido che nell'insieme sia una iniziativa onesta e positiva (fosse altro per avere l'opportunità di ricevere giudizi motivati sulla tua opera). Senza contare che, almeno credo, vi sarà supervisione da parte di persone dell'organizzazione e comunque la potenziale opportunità di entrare in contatto con esponenti di case editrici nazionali.
  3. cinque proposte. Nessuno si è offeso.
  4. Non c'è niente di male a non accettare a proposta di un editore e ancor meno a esplicitare educatamente la ragione del rifiuto. Io, ad esempio, per il mio romanzo che uscirà in Auturnno, prima di firmare con l'editore che lo pubblicherà, ho rifiutato altre cinq
  5. IncipIT

    Edizioni Epsil

    Io cinque anni fa inviai un mio testo (romanzo giallo) a Epsil. MI risposero in un mese ma fu una risposta singolare: nella email si diceva che il testo era piaciuto e l'avevano attentamente valutato come risultava dall'allegata "scheda di lettura". Solo che la "scheda di lettura" era la mia stessa sinossi con minime modifiche "tipografiche". *Editato dallo Staff* Lasciai perdere. Pubblicai dopo qualche mese con un piccolo editore *Editato dallo Staff* il mio primo romanzo e negli anni successivi romanzi. Non so se sono cambiati ma, alla luce di quella mia esperienza, non consiglierei mai Epsil a un autore.
  6. IncipIT

    Bertoni Editore

    Ho firmato con Bertoni Editore, preferendolo a varie altre proposte che mi erano giunte. Tempistica: un mese e mezzo per superare una prima fase di valutizione, altri dieci giorni ed è arrivato il contratto. Da esperienze di altri autori e da quanto si trova in rete (a partire dal loro sito), credo proprio che sia una casa editrice seria, affidabile e determinata a fare sempre meglio (sia per la qualità dei testi pubblicati e sia per la cura in fase di distribuzione e promozione.
  7. IncipIT

    Bertoni Editore

    @Serena87 La risposta definitiva dopo una decina di giorni dalla comunicazione del superamento della prima fase, credo possa significare che, dopo aver letto e considerato pubblicabile un testo, vogliano avere conferma che l'autore non abbia già firmato con altri. Dopodiché predispongono e inviano il contratto. Almeno così me lo immagino (forse in uno slancio di ottimismo speranzoso, dato che anche a me hanno recentissimamente comunicato il superamento della prima fase).
  8. IncipIT

    Lettere Animate Editore

    Io ho deciso di non pubblicare con loro perché si trattava di un print on demand e tale tipo di contratto non mi interessava. Ciò posto, credo anche io che Lettere Animate sia una CE seria.
  9. IncipIT

    Lettere Animate Editore

    @Gruppo editoriale Borè @Mister Frank Posto che non è più attuale per me (dato che ho appena firmato con altra CE), e anche con riferimento all'intervento di @Mister Frank, faccio presente che a me avevate inviato un contratto nel quale era chiaramente specificato che si trattava di Print on Demand, e precisamente al punto al punto 7 dove si legge tra l’altro: “...Data la specifica modalità di pubblicazione cartacea (Print on Demand), l’autore è consapevole che il presente contratto non può qualificarsi come contratto di edizione per edizione...” Ed io non ho accettato la Vostra proposta – e mi sarebbe assai piaciuto (avendo avuto, e tutt’ora avendo in gran considerazione il marchio Lettere Animate – proprio perché nel contratto era stabilito che non si trattava di un vero contratto di edizione bensì di un Print on Demand, e anche perché vi era la clausola di obbligo di acquisto delle copie invendute in occasione delle presentazioni in libreria. Peccato. In ogni caso, se adesso il Vs contratto di edizione è come risulta dai chiarimenti che cortesemente avete dato ai miei dubbi qui espressi, questa è cosa a mio parere assai positiva.
  10. IncipIT

    Lettere Animate Editore

    Buongiorno @Niko e @Gruppo editoriale Borèche ringrazio per la risposta. Prendo atto dell'anticipazione che "dal 2019 anche questa norma è già stata eliminata", ma faccio presente che ciò non deve essere ancora avvenuto perché la formulazione che ho letto su una Vs recentissima proposta di contratto - Art.5 “Nessun onere, di alcun tipo, è a carico dell’autore, fatto salvo l’obbligo per quest’ultimo di acquistare, ad un prezzo scontato del 55%, le copie invendute rese dalle librerie in caso di presentazione dell’Opera, allorché le copie stesse siano state consegnate alle librerie in conto vendita” - non è diversa (salvo che per la forma espressiva) da quella precedente. Anzi, pare chiaro che l'obbligo per l'autore di comprare le copie invendute valga per qualunque tipo di presentazione (questo significa la formula "in caso di presentazione dell'Opera" priva di ulteriori specificazioni). La natura free di una casa editrice dovrebbe risultare con assoluta chiarezza dal contratto e non lasciare zone d'ombra o definizioni imprecise.
  11. IncipIT

    Lettere Animate Editore

    Questa CE prevede una clausola contrattuale per la quale "In caso di presentazione organizzata dalla libreria, effettuiamo il conto vendita alle condizioni richieste dalla libreria, ma le copie non vendute saranno ritirate da lettere animate (eccetto una) e l'autore sarà tenuto all'acquisto delle stesse al prezzo scontato del 55%". Non vorrei sembrare pignolo ma a me pare che sia una forma di compartecipazione dell'autore al rischio di impresa accollandosi l'obbligo di acquisto (sia pure a prezzo moltos scontato) delle copie invendute, e, pur essendo questo un patto che legittimamente l'editore propone e l'autore liberamente accetta, mi parrebbe tale da non permettere di ritenere la CE pienamente free. Forse ho capito male il significato della definizione "free" ? Chiedo alla cortesia di WD, @Niko e della CE in questione di avere un chiarimento. Grazie.
  12. IncipIT

    Gruppo Edizioni Alter Ego

    Molto bene. Alter Ego dimostra di essere una CE seria.
  13. IncipIT

    Ciesse Edizioni

    In bocca al lupo. Nelle tue parole trovo la conferma di una situazione positiva di cui so per esperienza altrui. Non ho mai pubblicato con la Ciesse ma conosco chi l'ha fatto e so che si è trovato molto bene. Credo sia una CE molto seria e fra le più qualificate nel mondo della piccola editoria.
  14. IncipIT

    L'editing è davvero utile?

    Sono d'accordo, considerando però che ci sono vari tipi di editing, da quello lieve (perché il testo è molto buono) a quello pesante (perché il testo non è molto buono) a quello strutturale (il testo magari è buono ma l'opera soffre di qualche difetto d'impostazione). Io, personalmente, non accetterei un editing pesante né strutturale che mi venisse proposto, dato che in tale duplice caso penserei una delle due seguenti cose: a) ho scritto un testo illeggibile, perciò o lo riscrivo e lo accantono; b) l'editing che mi viene proposto è inadeguato, perciò non l'accetto. Naturalmente potrei essere in errore, ma un autore che propone all'editore un testo dopo averci lavorato seriamente (non solo nella fase creativa ma anche nella revisione e fino alla stesura della versione finale da presentare all'editore) non può (nella mia visione delle cose) accettare che il testo venga significativamente modificato neppure dal più qualificato degli editor. Nella mia breve esperienza (tre libri: un saggio, due romanzi) ho lavorato in piena armonia con gli editor e le osservazioni e i suggerimenti da loro formulatimi sono stati oggetto di confronto fra di noi e assai spesso li ho accettati, apprezzandone (moltissimo) l'utile funzione di perfezionamento del testo mediante l'eliminazione di errori, appesantimenti, ambiguità.
  15. Giustissimo, @franka, prospettare la pluralità di scenari. Anche secondo me è fondamentale che l'editore creda molto nel testo, tanto che ritengo preferibile pubblicare con una media casa editrice (le piccole case editrici, nonostante ve ne siano molte di ammirevole serietà, hanno limiti oggettivi insormontabili) che sia entusiasta del tuo testo che non con una grande che lo consideri solo uno dei tanti loro prodotti.
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