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Milarepa

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Tutti i contenuti di Milarepa

  1. Milarepa

    Aforismi

    la quarta non la conosco. ma le altre tre mi sono assai familiari. tutte e tre sono ebree. Simone Weil è un'ebrea che non ama l'ebraismo e che è attratta in modo assoluto da Cristo a tal punto che Paolo VI voleva farla santa ma in vita Simone non si è mai convertita burocraticamente. Edith Stein è un'ebrea convertita al cristianesimo e Etty Hillesum è un'ebrea che amava molto gli scritti di San Paolo. Simone muore di tubercolosi ma la sua fine è quasi un'endura al modo del catarismo, le altre due nelle camere a gas naziste. ma per le grandi anime gli accadimenti non giudicano le loro vite.
  2. Milarepa

    Aforismi

    non so perchè è partito il messaggio incompleto. termino la frase per far scendere le parole di sopra devi sospendere l'immagine interiore perchè è l'immagine ciò che ti lega ad un linguaggio che non ha bellezza.
  3. Milarepa

    Aforismi

    se un angelo apparisse adesso e per qualche strano caso del destino mi proponesse di fare un viaggio nel tempo per poter parlare con una donna apparsa nel passato, non avrei alcun dubbio, sceglierei Simone Weil. molto tempo fa lessi una presentazione del libro l'Ombra e la Grazia. m' è bastata una frase per capire che la Weil era una scrittrice che apparteneva al mio destino. Nel mio caso però è stato il buddhismo il luogo che mi ha fatto comprendere la necessità dell'attenzione per una rigenerazione dell'anima. quando sei veramente attento l'immagine interiore è sospesa e il continuo dialogo interiore è assente. Le parole possono scendere dall'alto in un modo nuovo e sorprenderti con la loro purezza. tutti noi abbiamo le parole della disattenzione e quelle che stanno di sopra. per far scendere le parole di sopra devi sospendere l'immagine interiore perchè è
  4. Milarepa

    Aforismi

    “Se hai un perché per cui vivere puoi sopportare ogni come”. Questa citazione di Nietzsche è resa ancora più chiara da un’altra sua citazione: “Agli uomini di cui mi importa qualcosa io auguro sofferenze, abbandono, malattie, maltrattamenti, disprezzo, io desidero che non restino loro sconosciuti il profondo disprezzo di sé, il martirio della diffidenza di sé, la miseria del vinto: non ho compassione di loro, perché auguro loro la sola cosa che possa dimostrare se un uomo abbia o non abbia valore, gli auguro di resistere.” È chiaro che per Nietzsche gli eventi non sono se stessi ma solo degli arredi che servono all’uomo per costruire il cuore di quel perché centrale dove far abitare la propria anima In questo senso le due citazioni possono essere accostate alle parole di Keats quando dice che il Mondo è la Valle del fare anima. Ma nella maggior parte delle persone accade il contrario di quello che si augurava Nietzsche. Le persone sono indossate dal come a causa dell’assenza di una casa del perché dove far dimorare la propria anima. C’è un proverbio norvegese che dice: non è importante ciò che ti accade ma come reagisci a ciò che ti accade. Per la maggior parte degli esseri, al contrario, è proprio ciò che ci accade la prima importanza della vita perché non sanno considerare gli eventi come degli utensili per l’anima. essi non hanno un perché per il quale vivere e, dunque, sono attraversati dagli accadimenti in modo servile. Il vero destino però non sta in mano agli eventi ma all’attenzione con la quale essi vengono accolti. L’attenzione totale è sempre figlia di un perché vigoroso che ci stacca dalla lentezza del nostro vantaggio e accoglie l’accadente come un vestito da indossare. L’Origine nasce Adesso e le forme dell’accadere sono solo un arredo di questa nascita eterna.
  5. Milarepa

    Aforismi

    non posso che concordare su tutto. il buddhismo è semplicemente poderoso e malgrado il Buddha abbia predicato per molti anni lo zen afferma che non ha mai detto una parola. espressione paradossale ma reale. la stessa cosa in fondo accade nel cristianesimo. Pascal dice che Cristo parla come uno che non pensa. l'affermazione è profonda e per capirla basta citare Cartesio e la saggezza della lingua francese. Cartesio nel suo cazzeggiare dice : " io penso quindi sono" e non si accorge di come viene giocato dal linguaggio. Infatti nella lingua francese je suis significa io sono ma anche io seguo, cioè vengo dopo. tradotta nella saggezza intrinseca del linguaggio: io penso quindi vengo dopo. riprendendo la frase di Pascal su Cristo si capisce il senso profondo. Cristo non pensa quando parla perchè non viene dopo ma accade insieme al fluire del mondo. questo si riconnette ad un altro gioco linguistico francese al quale avevo accennato: connaitre : conoscere che si legge anche co(n)+naitre : nascere insieme a. tu puoi nascere insieme a tutte le cose e agli esseri del mondo perché le ami in modo talmente profondo da non conoscere alcuna distanza emotiva. si potrebbe dire che Cristo, la Parola, invita a parlare senza dire neppure una parola perché questo non dire sta talmente dentro il mondo da non concepire neppure di essere un altro. pensare il mondo significa imporgli la violenza di un dopo e contro questa violenza del dopo Cristo ama in modo potente tutto ciò che è E' in questo senso che Eckhart dice : come dualità l'amore non esiste.
  6. Milarepa

    Aforismi

    Questo pensiero di Silesius mi ricorda molto Seneca. D'altronde Seneca era considerato da molti cristiani "uno dei nostri". e come saprai ci sono state delle lettere apocrife intercorse tra San Paolo e lo stoico romano. c'è comunque un famoso racconto zen che sarebbe piaciuto a Silesius. Il maestro Hakuin viene indicato falsamente da una ragazza come il padre del bambino che portava in grembo. i parenti della ragazza si recano dal monaco e lo coprono di insulti e gli ordinano di prendersi cura del bambino quando sarà il momento. il maestro Hakuin risponde dicendo : Ah si quando poi la donna che l'aveva ingiustamente accusato si pente quegli stessi parenti vanno a scusarsi col monaco e Hakuin gli dice : Ah si. per pronunciare quell' Ah si devi fare un lungo viaggio nell'anima. Deve tramontare l'immagine interiore e il senso della propria importanza deve diventare come polvere soffiata via dal vento. La nostra importanza è, infatti, solo una catena che ci separa dal co(n)+naitre, cioè dalla conoscenza che ci fa nascere insieme alle cose. essa appare nell'orizzonte dell'anima come un cattivo nulla al quale deleghiamo il senso della nostra vita.
  7. Milarepa

    Aforismi

    Mi ricorda la teoria del zim zum della cabala lurianica. secondo Luria Dio può creare il mondo solo attraverso un atto di ritrazione. la sua potenza deve diventare il Lontano per non distruggere ciò che crea. il mondo diventa così uno spazio vuoto governato dalla Necessità e la Necessità secondo Simone Weil è il muro che divide l'uomo da Dio ma è anche, allo stesso tempo, ciò che permette loro di comunicare. Se, dunque, l'uomo e Dio sono Uno come dice Silesio questa unità può essere ritrovata solo là dove la Necessità diventa talmente potente da trattarci come un oggetto che ha un bisogno estremo di salvezza. scopri allora che la vera Libertà può venire a chiamarti solo quando tutte le porte sono chiuse. comprendi così che per aprire quelle porte devi uscire dentro.
  8. Milarepa

    A Elena

    Nel buddismo zen c’era l’usanza che i maestri prima di morire pronunciassero una poesia di quattro versi. In questa usanza abita forse il senso celato di ogni poesia. E’ la Morte che crea lo spazio per la poesia e ogni poesia deve sempre abitare sulla soglia dell’ultimo istante in cui i nostri occhi vedono il mondo. La poesia deve essere la casa dell’ultimo istante, deve cioè divenire una dimora fuori dal tempo. Così il segreto della poesia consiste nel concedere alla Morte il diritto di dare ordini alle parole che scrivo e ciò può accadere solo se divento la prima non importanza del Mondo. O divento questa prima importanza o prego al di là di me stesso per esserne raggiunto. Nel pregare c’è un tendere e nel tendere un chiamare e nel chiamare una notte in cui ci sono e non ci sono. Se la preghiera riesce ad annegare nel mare della sua non importanza scopri di essere l’aperto in cui entra il Mondo. Realizzi così che la Morte e il Mondo non hanno mai lottato e che la poesia non fa che onorare questa assenza di lotta tra il visibile e l’invisibile.
  9. Milarepa

    Aforismi

    Dolce Ippolita, ti ringrazio dell'invito.
  10. Milarepa

    Aforismi

    qualche tempo fa avevo citato il caso di un soldato tedesco che, all'improvviso, vedendo una mosca che danzava nella gavetta, ebbe la sensazione che quella danza fosse il centro del mondo, molto più importante della guerra in corso. questo rivolgimento delle importanze accade per brevi attimi e ci mostra come la Vita sappia accadere con grandezze che ci sono sconosciute. Ma anche la Morte ha uno sguardo diverso sulle importanze dell'accadere. molti uomini che hanno attraversato gli stati di pre-morte sono passati per quello che appare uno stadio fondamentale del morire, la rivisitazione di tutta la propria vita e hanno notato come gli accadimenti che venivano sottolineati dalla Morte erano piccoli atti di generosità di cui il morente si era totalmente scordato. qui viene l'aforisma di Eraclito: ADE E DIONISO SONO LA STESSA COSA. Ho scoperto nel tempo che questo aforisma non solo è centrale per capire il mondo in cui viviamo ma accade stratificatamente. questa silenziosa irrisione delle importanze che attribuiamo all'accadere e per le quali lottiamo senza tregua uniscono i cuori di Vita e Morte . è come se stessimo sotto un incantesimo, prigionieri di importanze figlie della polvere. questo mi ricorda un breve racconto. Satana attraversa le città con la mano serrata e tutte le persone che incontra vengono affascinate da quella mano chiusa e lo seguono per sapere che cosa ci sia dentro. alla fine Satana giunge in un deserto e davanti a moltissime persone apre la mano e la mano è vuota. si potrebbe dire che questo è il gesto eterno che sta davanti alla Storia, una mano vuota e da notare come storia abbia anche il significato di favola, la favola delle importanze vuote
  11. Milarepa

    Aforismi

    Dobbiamo essere i discepoli dello spazio in cui si muovono i pensieri e non i servi devoti del loro sopraggiungere.
  12. Milarepa

    Sei démodé, mi fa la parrucchiera

    rdòse dovessi trarre un significato esistenziale da questa poesia direi che facebook rappresenta un'arma di distruzione di massa, un incentivo al rincoglionimento generale, che mi pare già sulla buona strada. faccio notare un dettaglio. la parrucchiera non dice sono bella ma guarda quanto sono bella su facebook. la vita è dunque solo un accidente che serve a facebook per diventare lo spazio in cui il vero viene ad abitare. così della parrucchiera si potrebbe dire tante teste toccò ma la sua scordò a facebook la donò e il nulla la lodò.
  13. Milarepa

    Aforismi

    Alberto , probabilmente conosci il modo in cui il protestantesimo è venuto alla luce. è la famosa "illuminazione della torre". Lutero ebbe l'intuizione del nuovo modo di vedere il cristianesimo mentre stava defecando dall'alto di una torre. mi è oscuro il motivo per il quale in caso di bisogno espulsivo si dovesse andare sulla torre. c'è stata una lunga diatriba tra cattolici e protestanti su questo dato biografico-teologico, ma pare che realmente sia accaduto in questo modo. mentre Lutero era intento ai moti espulsivi qualcosa si fece strada nella mente e una intuizione apparve come l'improvviso che cambia una vita. si potrebbe coniare il detto: "In defecatio veritas".
  14. Milarepa

    Aforismi

    Penso che le accuse al Medio Evo nascano col Rinascimento. se ricordo bene, le chiese gotiche vennero chiamate in questo modo per denigrarle. gotico dai goti, dunque uno stile barbaro. bisognerebbe farsi una camminata a Chartres per capire l'infondatezza di tale giudizio. si potrebbe misurare il sentimento religioso di un periodo storico considerando la bellezza che quel periodo è riuscito a donare alle chiese che ha edificato. ad esempio prendete le chiese che costruiscono adesso. sembrano degli uffici. nella mente di questi architetti è balenata l'ipotesi che Dio fosse un direttore dell'INPS o qualcosa del genere.
  15. Milarepa

    Aforismi

    Riprendo affermazione citata da Alberto per breve considerazione. "Molti uomini del Medio Evo fallirono nel tentativo di tenere fede ai loro ideali. Ma molti uomini moderni falliscono ancora più clamorosamente nel tentativo di vivere senza quegli ideali." G.K. Chesterton ho sempre considerato i giudizi sul Medio Evo, inteso come periodo buio della storia, come comici. Mi ricordo molto tempo fa di aver letto un libro sui miti del Medio Evo. l'autore, nella sua prefazione datata 1913, si rallegrava con se stesso di vivere in tempi finalmente illuminati dalla ragione dove ormai ogni forma di violenza si stava esaurendo. Peccato che di li a poco sarebbe scoppiata la prima guerra mondiale e poi la seconda e la Shoah e le bombe atomiche senza contare il massacro degli Armeni e altre amabili espressioni della gentilezza intrinseca dell'animo umano. Mi viene in mente il detto: "il bue dice cornuto all'asino".
  16. Milarepa

    Aforismi

    alla prima citazione di Chesterton si può affiancare quella di Pascal: “Cristo è in agonia, nell'orto degli ulivi, fino alla fine del mondo. Non bisogna lasciarlo solo in tutto questo tempo”. Mi ricordo molto tempo fa ho fatto un sogno che sarebbe piaciuto al Pascal che ha scritto queste parole. Ho visto Cristo seduto sulle scale esterne di una chiesa che piangeva. E ogni lacrima appena toccava terra diventava d'oro.
  17. Milarepa

    A Elena

    non è certamente tanto poetico per la bella ragazza che ha dovuto consegnare la sua avvenenza alle cure premurose del signore di Ade. Omero diceva che lo scopo della guerra di Troia era ricevere un canto. questo ci porta a considerare il dovere di andare davanti ad una bilancia e iniziare il rito della pesatura. da un lato abbiamo il dolore degli esseri che nella guerra hanno trovato la morte e dall'altro le parole che ne celebrano le gesta e che ne cantano la gloria. Se leggi Omero comprendi che il canto è giunto con una forza capace di domare le lacrime che la guerra ha lasciato versare senza limiti. ciò pone un problema: viviamo forse in un tempo in cui esistono canti talmente degni da saper domare le lacrime dalle quali traggono la ragione d'essere? per poter cantare la morte di una bellezza innocente rapita anzitempo dalla Morte si dovrebbe andare davanti alla bilancia e pesare da un lato il dolore della giovane donna strappata al giorno della vita e dall'altro il canto che ne perpetua il ricordo. se il canto non sa domare il grido innocente della morta allora che senso ha scrivere una poesia? Ma come si fa a scrivere un canto che abbia la stessa forza del dolore della donna morta della quale si vuole celebrare la bellezza strappata troppo presto dal mondo? la risposta ha una semplicità molto difficoltosa. La Morte che ha rapito la donna ti deve stare accanto quando scrivi i versi che celebrano il rimpianto. Così la Bellezza che ha perduto le sue forme nella donna ne ritrova la forza nei versi che ne cantano la sparizione.
  18. Milarepa

    Aforismi

    "Affrettati nell'azione". Un giorno un uomo si presentò da un maestro di spada per divenire suo allievo e gli chiese: quanti anni ci vogliono per divenire abile nella spada. il maestro rispose: venti anni. l'uomo replicò: e se mi impegno con tutte le forze? il maestro rispose: allora ce ne vogliono 30. "cerca di afferrare le cose e le perdi". C'è una famosa scena nello zen. un monaco vuole diventare discepolo di Bodhidharma ma il maestro lo rifiuta ripetutamente. spinto dalla disperazione il monaco si taglia una mano e quel gesto convincerà il maestro ad accettarlo. che senso dare a questo gesto del monaco? la mano è la parte del corpo che afferra. se vuoi realizzare la via devi abbandonare ogni afferrare ad un livello talmente intimo da poter sacrificare ogni cosa. nel buddhismo questo si chiama "avere una mente che cerca la Via".
  19. Milarepa

    Aforismi

    Il problema è che l'uomo pensa di avere tempo. (Buddha) E' quello che Gurdjeff chiama "la malattia del domani". gli uomini vivono sempre domani perchè trattano l'attimo come un ponte per giungere da qualche parte. in realtà si giunge sempre su un altro ponte. così alla fine la nostra vita è una collezione di ponti che non sono mai giunti da nessuna parte. se qualcuno riflette sull'illusione dei ponti scopre il senso della nostra paura di fronte alla Morte. Abbiamo sempre tradito l'attimo dove Ade e Dioniso danzano insieme nella eterna e splendente gloria del Nulla. (faccio notare che Nulla è il Nome di Dio per Scoto Eriugena)
  20. Milarepa

    Beretta Mazzotta Agenzia Editoriale

    Una domanda: Non sarebbe meglio che la Mazzotta indicasse chiaramente i generi che non tratta in modo da evitare invii superflui?. si eliminerebbe una fase di tutto questo lungo percorso che potrebbe portare ad una eventuale pubblicazione?
  21. Milarepa

    Aforismi

    La differenza tra un grande scrittore e un piccolo scrittore consiste nella capacità con la quale i loro giorni sono stati dei servi dei libri che hanno scritto. Si potrebbe porre la questione in questo modo: nel piccolo scrittore i libri che ha scritto sono degli oggetti che appartengono alla sua biografia mentre nel grande scrittore è la propria biografia ad essere la serva dei suoi libri.
  22. Milarepa

    Feci cenno a un condomino

    Cara Ippolita hai cavalcato la mia ironia con leggerezza. se abitassi nel tuo palazzo in qualità di viandante condominiale mi fermerei al tuo piano ogni giorno e ti darei una mia poesia con la certezza che il pane nero diventerebbe forse una bella crostata. Un quesito ma dove lo trovi il pane nero? per il nero ti devi accontentare delle anime condominiali al quale il destino ha fatto dono della tua presenza..
  23. La verità è che il mondo della cultura non ha mai avuto un grande senso morale come qualcuno ingenuamente potrebbe credere. Basti pensare alla gioia dei molti intellettuali italiani quando fu impedito l'insegnamento agli ebrei. si liberarono degli utili spazi e molti approfittarono della cosa. Ricordo solo il nome di Bontempelli tra gli onesti che rifiutarono di subentrare a colleghi ebrei estromessi dall'insegnamento. Ha ragione Walter Benjamin quando dice che la cultura ha sempre una porta aperta per la barbarie trionfante. non a caso è ciò che successe in Germania col nazismo. La cultura, che dovrebbe rappresentare un baluardo contro la barbarie è spesso in realtà una segreta alleata del suo ingresso nel mondo. D'altronde ognuno di voi avrà sicuramente appurato come tutta la filiera del mondo letterario dagli agenti letterari agli editor alle case editrici sia abbastanza marcia. c'è sempre un confronto tra anima e mercato e il mercato vince sempre. Nel mio caso la tutela che ho scelto è stata quella di depositare l'opera alla Siae ma credo anche che questo rappresenti un debole aiuto, perchè nel caso dei saggi è facile copiare le idee e farle passare per proprie. malgrado tutto riesco sempre a sorprendermi della miserablità estesa che governa le azioni degli esseri umani e degli intellettuali in particolare, di come il Male sia sempre il vero arbitro dei destini del mondo in cui viviamo. Ha ragione Nietzsche , l'arte serve a nascondere la Verità. così bisognerebbe pensare che la cultura è un piccolo prologo dietro il quale s'agita il vero volto dell'arte che la Vita affida come compito all'uomo e che consiste nel suo essere colui che dialoga con la potenza del suo essere un puro nulla. è arte fatata di cui la cultura, assediata dal suo piccolo orgoglio, non saprà mai nulla.
  24. Milarepa

    A Elena

    Se l'attimo non fosse stato fuggente e se nella sua fuga non avesse rapito il respiro dell'amata, l'amata sarebbe scesa dal trono dell'idealizzazione concessa dal troppo proiettare e, assunti i panni del reale, sarebbe divenuta colei che non può più essere amata. La Morte ha dunque concesso all'idealizzazione di perseguire sul cammino della sua illusione nutrendola di una distanza eterna. nel gioco della distanza che la Morte ha costruito rapendo al tempo le forme dell'amata i pensieri vagano senza freni dietro un'immagine ormai vuota e priva di sostanza. è dunque il caso di richiamare alla mente il mito della grande Elena che causò la guerra di Troia. In una versione del mito Paride rapì in realtà un eidolon, un'immagine vuota. Così veniamo alla regola generale che governa l'agire degli uomini:ogni cuore coltiva i suoi eidolon perchè, come dice Eliot : l'uomo non può sopportare troppa verità.
  25. Milarepa

    Domani Moriamo

    Se moriamo domani non moriremo mai perché la morte ha solo il regno dell'adesso in cui poter venire a sottrarci il respiro. La malattia del domani ci serve appunto per ignorare questo adesso in cui il signore di Ade può venire a bussare alla porta. nel domani la Morte è un oggetto che appartiene al nostro pensarla, ma nell'adesso siamo sempre coloro che possono apparire davanti alla Morte come un oggetto che le è sempre appartenuto.
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