Vai al contenuto

Del84

Scrittore
  • Numero contenuti

    18
  • Iscritto

  • Ultima visita

Reputazione Forum

0 Neutrale

Su Del84

  • Rank
    Sognatore

Visite recenti

115 visite nel profilo
  1. Del84

    trame e esterofilia?

    Io credo che, esterofilia o no, alla fine quello che conta è il messaggio che si vuole dare. Non mi sembra cosi vitale il saper descrivere con precisione un determinato ambiente, soprattutto se quel posto non è mai stato in grado di far nascere in noi le giuste suggestioni (per me è molto meglio ricreare atmosfere mescolando luoghi mai visti a pezzi di realta' conosciuta - la mia vita è troppo banale e ripetitiva per affascinarmi). Ovvio che, se l'obiettivo dello scrittore è quello di fotografare un mondo adottando il massimo della coerenza, allora è tutta un'altra questione, ma in ogni caso - a meno che non si tratti di un episodio puramente autobiografico - lo scrittore sara' sempre più costretto a servirsi di elementi attinti da un bacino esperienziale zeppo di ricordi quasi completamente strappati da libri o film stranieri.
  2. Del84

    Il cuscino

    Ciao Unius, grazie mille per il commento! Hai perfettamente ragione: avrei dovuto creare un precedente per controbilanciare la condizione di "automa" che vive questo personaggio. La nostalgia di un tempo anteriore a quello in cui si svolgono i fatti narrati darebbe certamente maggiore coerenza al gesto del modello rendendo anche più intelligibile il messaggio che voglio mandare.
  3. Del84

    La testimonianza dei cieli

    Grazie Adelaide! Sì è un esperimento che faccio da un po di tempo. In realtà le parole che formano questo "racconto" sono quasi casuali - una specie di "cadavere squisito" - le trovo aprendo a caso il vocabolario e cerco di unirle dandogli un senso o comunque creando un'immagine.
  4. Del84

    La testimonianza dei cieli

    Il prigioniero s’arrampica, aiutandosi con mani e piedi, a uccelli, pipistrelli e a taluni insetti che ne sorreggono il peso in volo per effetto dei loro organi sublimi.
  5. Del84

    Trent'anni dopo

    Ciao Irene. Ciò che più mi ha colpito del tuo racconto è la sua capacità di essere una vera e propria monade letteraria: un frammento di qualcosa molto più grande che però contiene già tutta la storia che intendi "raccontare". Metto le virgolette proprio perchè la vicenda va al di là della parola scritta. Il dialogo conciso rende perfettamente l'idea di imbarazzo per un passato doloroso del quale non vi è alcuna descrizione se non gli indizi che il lettore può individuare nelle azioni e nei pensieri delle due donne; il fatto che il pensiero della protagonista non "riveli" nulla a chi legge lascia intendere una volontà di dimenticare, o meglio di non ricordare le sofferenze passate, e questo è funzionale a rafforzare il senso di rancore che affligge Anna. Magari questa parte si potrebbe anche togliere se vuoi essere ancora più sintetica (intanto l'astio di Anna traspare anche nelle righe successive). Il finale mi è piaciuto molto: secondo me caratterizza ancora meglio il personaggio. Anna è una donna ferita - anche indurita dalla vita - che cerca una rivincita e che trova la sua riscossa nel constatare che la figlia non dovrà mai soffrire le sue stesse pene. Un racconto ben scritto, sintetico ma ricco, in cui ogni parola è scelta con grande sapienza.
  6. Del84

    La Realidad

    Complimenti! E' una descrizione perfetta. Hai un'abilità veramente notevole nel costruire il periodo e utilizzi accostamenti originali che non stancano e non rallentano per nulla la lettura.
  7. Del84

    Il cuscino

    Grazie mille Adelaide J. Pellitteri. Sono molto contento che il racconto ti sia piaciuto
  8. Del84

    Il cuscino

    Grazie ancora a tutti voi che avete letto e commentato AndC hai colto in pieno il messaggio che volevo dare. Purtroppo temo di non aver reso con la giusta efficacia la volontarietà del gesto estremo compiuto dal protagonista, causando una naturale confusione nel lettore. Verissimo Betti, infatti ti ringrazio di avermi fatto notare questa carenza strutturale nel finale del racconto. In realtà pensavo a qualcosa di più "terra terra": un uomo, stanco di essere sfruttato per la sua bellezza, decide di sfigurarsi mettendo un blocco di marmo nel cuscino per poi sbatterci più volte la faccia. Purtroppo, però, sono stato poco chiaro nel mostrare la premeditazione del gesto (forse avrei dovuto parlare anche del blocco di marmo che, in effetti, arriva troppo all'improvviso nel finale)
  9. Del84

    Il cuscino

    Ciao Betti, grazie mille per aver letto il mio racconto! Esatto: le domande che hai sollevato e le risposte che hai trovato sono proprio quello che volevo trasmettere. Mi interessava rendere l'idea di un "suicidio della bellezza", volevo parlare di un personaggio stanco di una qualità che tanti considererebbero un dono ma che da lui è percepita come una condanna. Ovviamente tutto è portato alle estreme conseguenze, ma anche io ho qualche dubbio sul finale; più che altro sull'intelligibilità del messaggio. Ho paura di aver cercato troppo "l'impatto" sottraendo elementi che potrebbero essere d'aiuto al lettore. Quindi ogni consiglio è ben accetto
  10. Del84

    Il cuscino

    Finalmente a casa. Quel giorno la sfilata pareva interminabile. “La vita del modello è molto più dura di quanto immagini, bocca d’angelo” le parole dello stilista gli rimbombavano nella testa. Non avrebbe mai immaginato fino a che punto potesse essere sfruttata la perfezione di un corpo umano. Una lotta contro il tempo, poi la fuga da uno spaccio di carni firmate ed ecco calare subito la notte: una morbida coperta per il suo involucro, dove anche i sogni erano di porcellana. Parola d’ordine: “maneggiare con cautela”. E ognuno rispettava questa regola. Soprattutto le donne. Tutte infatti prestavano estrema cura a quello splendido giocattolo parlante, ma solo per il tempo sufficiente affinché la sua compagnia schiudesse loro le porte della notorietà, ingraziandole ai più illustri mercanti di moda del pianeta. Cessato l’idillio, ecco ripetersi lo stesso copione: il vecchio balocco finiva nuovamente per esser gettato tra i rifiuti. In fondo anche i belli hanno un’anima, era così difficile capirlo? “Il più bel viso del mondo” diceva sempre lo stilista, certamente una persona troppo gentile; uomo colto e geniale agli occhi dell’opinione pubblica. Aveva una sola lacuna: l’emicrania. E non passava giorno in cui non minacciasse di mandarlo a spasso se non gli avesse offerto la sua personalissima “medicina”. Ed eccolo lì, quotidianamente, con la testa tra le gambe del “genio” ascoltando le solite, patetiche parole: “mi ricordi tanto il mio primo modello, sai?” oppure “ho alcuni amici da presentarti, che ne dici bocca d’angelo?”. Sonno, frustrazione, vergogna, sporcizia, confusione, FAME! Non mangiava da almeno sedici ore e, se lo avesse fatto, avrebbe dovuto seguire una ferrea dieta. La formula era sempre la stessa: aumento di peso = perdita del posto. Spalancò il frigorifero trovandolo vuoto e freddo come una caverna artica. Addio cena. Strascicò fino al fondo del letto dondolando sui talloni tesi, le braccia pencolanti lungo i fianchi nel dolce abbandono che precede un tuffo nel vuoto. Spiccò il salto gettandosi a peso morto, col volto diretto a sprofondare nel cuscino: un rituale che ormai da mesi eseguiva tutte le sere. Quando le membra toccarono il giaciglio produssero un frastuono agghiacciante, simile a quello di mille legni spezzati. Restò lì prono, immobile per ore. A notte fonda sollevò la testa dal cuscino. Vide che era intriso di sangue. S’alzò in piedi, brancolando nel buio, andò in bagno ed accese la luce per guardarsi allo specchio. La sua faccia era là, gonfia e inumana; tripudio di carni scoperte dall’allucinante cromatismo, cangianti dal rosso al blu, fino ad un viola necrotico. Il naso era un’accozzaglia pastosa di cartilagini dondolanti mentre dalle sopracciglia sgorgavano copiose gocce di pus rosato. Tornò vicino al giaciglio e sollevò la federa del cuscino tastandone l’interno con una mano dalle unghie perfettamente curate. I polpastrelli percepirono la gelida imbottitura di marmo. Il modello accennò un sorriso mostrando una serie di incisivi completamente sprofondati nelle gengive, poi tornò di nuovo a posizionarsi ai piedi del letto. Dondolò sui talloni, le braccia sciolte e penzolanti lungo i fianchi. Spiccò il salto, gettandosi giù. A peso morto.
  11. Del84

    L'aquilone

    Ciao nemesis74. Hai scelto una tematica molto difficile (e spesso evitata) e quindi ti faccio già i complimenti per il coraggio. Il racconto si legge bene (credo che ci sia una partenza un po' incerta, con un paio di ripetizioni, ma la seconda parte è buona e scorrevole), ovviamente la brevità non giova a storie di questo genere poiché (almeno credo) la drammaticità è più difficile da rendere in poche righe senza l'utilizzo di un certo patetismo - comunque te la sei cavata bene ad aggirare l'ostacolo. Qui avrei messo qualcosa tipo: "Non era una bella giornata: nuvolosa, fredda e con il vento di tramontana che spirava da Nord-Est. Forse per questo era la stagione adatta." "Le". E magari toglierei il "le" davanti a "cose" rendendole ancora più generiche. Metterei una semplice virgola al posto di "stando" e scriverei "l'aquilone" per evitare la ripetizione di "suo". Oppure anche "Era tutto felice seduto sullo sua sedia, intento a far volare il suo aquilone". Da questo punto in poi il racconto si stabilizza e non ci sono grandi incertezze. L'idea di rendere l'invalidità dell'uomo facendo inizialmente intuire al lettore che si tratti di un bambino è molto funzionale, soprattutto perché filtrata dagli occhi della moglie. Bravo!
  12. Del84

    Presentazione

    Grazie del benvenuto, bwv582
  13. Del84

    Presentazione

    Grazie C.Zvezda! "Il prigioniero coreano" l'ho visto per la prima volta la settimana scorsa. E' un film molto carino. Diciamo che con questa pellicola Kim Ki Duk è tornato ad essere "decifrabile", dopo un periodo in cui il suo stile era diventato forse troppo sperimentale e criptico.
  14. Del84

    Il copista

    Forse servirebbe un approfondimento della parte in cui emerge la nevrosi del protagonista (come dice gmela). La prima metà del racconto mi suggerisce tematiche quasi "borgesiane" (il libro copiato) ma poi la virata verso la parte ossessiva e il tragico finale è parecchio brusca (anche se poco scioccante). Probabilmente questa scipitezza è dovuta a un'eccessiva frettolosità con cui viene delineato il protagonista. La tematica è comunque afferrabile e l'idea, a mio parere, molto valida.
  15. Del84

    Presentazione

    Ciao Kyuss (ottimi gusti musicali) e grazie per la risposta. Non ho propriamente un genere preferito, diciamo piuttosto che prediligo certi registi. Bunuel è, ad oggi, quello che mi è rimasto nel cuore. Comunque amo Bergman, Bresson, Carpenter, Kieslowski, Cronenberg, Kim Ki Duk e tanti altri (da anni ormai sto passando in rassegna tantissimi film seguendo un ordine alfabetico per regista). Per quanto riguarda la letteratura sono rimasto affascinato dagli scrittori argentini (Borges, Bioy Casares, Cortazar), da Pirandello e da Arrabal e Jodorowsky. Naturalmente vorrei allargare i miei orizzonti in fatto di letteratura ma ho sempre pochissimo tempo. L'ultimo libro letto è stato "Le piccole vacanze" di Arbasino, ma non mi ha appassionato troppo.
×