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Tanator Tenabaun

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6 Neutrale

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  1. Tanator Tenabaun

    Bros

    Sono convinto che il viaggio sia più importante della meta la quale è deludente o comunque statica per sua stessa natura. Non ti nascondo che non ho per nulla compreso il significato nascosto del dono al termine del racconto, e l'ho scoperto solo leggendo con attenzione i commenti. Naturalmente una volta scoperto, il significato complessivo muta dando a tutto una nota di colore completamente diversa (e tanto ci dice sulla tua ambientazione se un "bros" è tanto raro e motivo di dileggio, ma del resto, luoghi del genere esistono, e ben lo so, e tanto ci dice sulla tua storia). Non ti nascondo però che Jona ed il suo mondo crepuscolare e freddo, che tanto mi hanno ricordato la baia di Saint-Malo o le freddi spiagge di Akureyri, bastano e avanzano, senza nulla dover esigere dal finale a sorpresa. Quel che piuttosto contortamente sto cercando di dire è che il tuo racconto lo trovo perfetto anche per dilungarsi in qualcosa di più lungo che leggerei sicuramente con piacere.
  2. Tanator Tenabaun

    Mai piena la gerla

    Molto bella, mi associo all'analisi esistenzialista di Ippolita2018 e aggiungerei che la semplicita' dei versi richiamano ad un sentimento di assenza, di privazione, che e' universale, senza tempo. Non credo sia un caso che mi ha ricordato l'opera edita qualche anno fa "Sotto la scure silenziosa" che raccoglieva frammenti del De Rerum Natura di Lucrezio. Ottimo lavoro
  3. Tanator Tenabaun

    Kafka, Franz

    Veramente illuminante il commento @claritas e, considerando l'immortalità di Kafka e la validità perpetua di una buona intuizione, non risente del fatto che sia vecchio di qualche anno, come un buon vino. Lessi la Metamorfosi ed il Processo molti anni fa e ricordo che quel che più mi spezzava il fiato erano i finali. Le orribili traversie patite dai protagonisti si avvitavano in un crescendo di colpa (ne La Metamorfosi) e di angoscia (nel processo) che però, nella serena gestione delle privazioni imposte del fato sembravano suggerire un qualche tipo di catarsi. Essa non arriva, la tragedia si abbatte senza alcuna speranza, e quel che è peggio, nel caso de La Metamorfosi, anche fra l'indifferenza. La solitudine cronica e maestosa che mi ha trasmesso Kafka è stato un vaccino portentoso.
  4. Tanator Tenabaun

    Consiglio per un Giallo Dark Fantasy in prima persona

    Con grande imbarazzo mi butto nella selva degli scrittori e vorrei proporre un'idea sulla quale sto riflettendo da qualche tempo ma che non riesco a decidermi di concludere e gradirei un consiglio. Stavo pensando di scrivere un racconto "medio lungo" chiamato il Gioco di Dadi. Mi sono sempre piaciuti quei racconti che mettono in difficoltà il lettore, meglio ancora se lo chiamano a partecipare alla vicenda (uno fra tutti "Se una notte d'inverno un Viaggiatore") ma ora che sto scrivendo questa storia mi chiedo se io non stia tirando troppo la corda. La mia idea era la seguente: scrivere un racconto di ambientazione "dark fantasy", quindi un mondo fantastico dai toni cupi e pessimistici, dove il tempo è quello presente e il protagonista è il lettore stesso a cui il narratore si rivolge con frasi del tipo "ti alzi e raggiungi la cucina" (per fare un esempio). Nella storia il lettore impersonifica una specie di ispettore, chiamato a dirimere un caso di omicidio avvenuto presso la corte del terribile re-stregone. La caratteristica che volevo dare alla storia è che ogni elemento, ogni prova, sia fornita al lettore ed accompagnarlo fino al momento in cui dovrà innanzi al giudice emettere il suo verdetto. A quel punto vorrei interrompere la storia, lasciando al lettore il dubbio che abbia ben interpretato tutte le tracce avute a disposizione (anche se esiste solo ed una sola risposta logica). L'idea mi venne questa estate quando trovai un simpatico "racconto Enigma" sulla settimana enigmistica presso una casa dove ero ospite. Ne fui coinvolto e mi feci un'idea di come era andati i fatti, ma quando andai per cercare la soluzione scoprii che la pagina 46, quella delle soluzioni per intenderci, era stata strappata. Non saprei descrivere quella sensazione ma la trovai disturbante e interessante al tempo stesso. Mi rivolgo quindi a voi e vi chiedo consiglio: credete possa essere una buona idea per sviluppare il racconto?
  5. Tanator Tenabaun

    La svastica sul sole, di Philip K. Dick

    Lessi questo libro molti anni fa, prima nella sua versione italiana "La Svastica sul Sole" (ricordo questa copertina in stile art decò, ma non saprei dire quale ristampa fosse) e poi l'originale, The Man in the high castle, rileggendolo da poco quando sono stato informato della produzione della serie televisiva da parte di Amazon. La mia opinione sul libro è sempre stata severa. Trovo che il lavoro di Dick svolto nei primi capitoli per delineare la sua Ucronia distopica sia meritevole, ma piano piano il lavoro si perde intrecciandosi con elementi meno forti. In primis il mondo Giapponese, idealizzato in forme e modi che non sembra tenere conto del Giappone vincente della Seconda Guerra Mondiale, bensì si ispira a quel mondo orientale new age che deve alla sconfitta tanta parte della riflessione su di sè. Inoltre non capii all'epoca e ancora non capisco il riferimento alla chirurgia plastica a cui ricorre il personaggio ebreo per mascherare le "caratteristiche razziali giudee", come se ne esistessero. Infine trovo l'intreccio della vicenda con il nostro mondo, o per lo meno con un mondo in cui gli Alleati hanno vinto, sterile e che nulla porta alla storia: l'Ucronia raggiunge il suo massimo livello quando essa si configura come l'unica realtà possibile, l'esistenza di una alternativa ne vanifica il senso e il valore, poiché trasforma l'importanza della scelta e l'ineluttabilità dei fenomeni storici, in un capriccio del Multiverso. Aldilà dell'approccio filosofico di ogni lettore a questo tema, ricordo all'epoca la cosa mi privò di entusiasmo.
  6. Tanator Tenabaun

    Il Trampolino

    Sono nuovo del Forum e spero di non star violando il regolamento lasciando un messaggio "fuori argomento", ma ci tenevo a commentare a piè di discussione quanto ho letto. Come ho indicato fin dalla presentazione nel forum sono uno "scrittore" solo d'animo e per il momento sto studiando per potermi definire tale, in parte anche relativamente al discorso delle case editrici e trovo l'intera vicenda altamente educativa e la consiglio a tutti gli aspiranti scrittori. Credo mostri molto bene la complessità del mondo editoriale che al topos narrativo della casa editrice "buona" o "cattiva" intreccia notevoli elementi la cui definizione è sfumata. La scelta della casa editrice è importante, e me ne sto convincendo proprio leggendo tali discussioni, né più né meno quanto quella di acquistare un'automobile o accendere un mutuo e con la stessa oculatezza va effettuata. Con l'augurio che tutti possano trovare la loro strada.
  7. Tanator Tenabaun

    Un lavoro unico

    Un racconto delizioso. Ho temuto fino alla fine si celasse qualcosa di orrifico o un colpo di scena spettrale ed invece sono stato piacevolmente sorpreso dallo stare leggendo un classico racconto natalizio. Le descrizioni le ho molto apprezzate perché riempono il racconto distraendo molto bene dal finale. Più che suggerimenti correttivi opterei per una suggestione, chiedendomi se non vi è spazio per elaborare racconti simili anche per altri personaggi celebri dell'immaginario collettivo. In ogni caso, grazie per il racconto e, mi sembra doveroso dirlo a questo punto, buon Natale
  8. Tanator Tenabaun

    [H2018 - FC] Forno

    I miei sentiti complimenti all'autore. Un racconto inquietante e puro, senza sbavature, che si basa sull'infantilismo del protagonista per descrivere realtà atroci. Devo poi fare un altro plauso alla definizione del mondo, perfetta anche se espressa in poche righe. Lo trovo un lavoro eccezionale e solo per amore di serenità attenderò qualche giorno prima leggere altri "racconti della Luna". Un saluto
  9. Tanator Tenabaun

    [MI 116] Partenze e ritorni

    @mhayli ti chiedo scusa per l'errore, temo che mi sia lanciato nel mondo dei cd "social network" con troppa imprudenza e ora confondo ogni comando a piè pagina per il pigrissimo "mi piace" offertoci da Facebook. Grazie per l'indicazione e correggo subito
  10. Tanator Tenabaun

    Umberto Eco

    Trovo che la grandezza di Umberto di Eco sia stata immeritatamente seppellita quasi una repulsione di eccessiva erudione, non sua, quanto dei suoi sostenitori. Che di grandezza si sia trattata non ho alcun dubbio, poiché egli padroneggiava la lingua italiana con maestria ed eleganza, ricongiungendosi a quella giusta e fiera complessità che da quaranta anni si tenta di demolire (in favore di crasi e troncature e neologismi che strizzano l'occhio ad una letteratura anglofona in realtà sempre più distante). Riguardo invece all'erudizione dei suoi sostenitori trovo che essa, per quanto possa apparire poco simpatica, nel tecnico della parola, ben si confà all'autore che celava nell'ordito del suo inchiostro molti piani di lettura e tante storie, vere o fasulle che fossero, che solo una ricerca approfondita può svelare. Dopo una simile premessa forse è chiaro che la sua opera che prediligo, per contenuto narrativo, costruzione della scena e virtuosismo letterario è "L'Isola del giorno prima". Credo che mai come in quell'opera il prof. Eco ci abbia mostrato come la complessità è bellezza. Un saluto a tutti e grazia a @Talia per aver introdotto la discussione.
  11. Tanator Tenabaun

    Preferite leggere in cartaceo o digitale?

    Mi trovo a condividere in pieno l'opinione espressa da @Renato Bruno e considero che la ricerca cartacea, su di un dizionario o semplicemente facendo scorrere il libro su di una libreria, ci doti di strumenti cognitivi semplicemente più raffinati. Eppure trovo che anche la lettura digitale abbia un suo spazio, ma solo se essa viene caricata della complessità del cartaceo. Mi spiego meglio: mi sono convinto nell'ultimo periodo che il Kindle sia uno strumento valido poiché è un artefatto che funge esclusivamente per la lettura. Non può fare telefonate, non ci permette di spulciare la lista dei nostri contatti social, è esclusivamente uno congegno finalizzato alla trasmissione di parole. Questa unicità io credo lo renda di fatto equivalente ad un libro poiché richiede il ritaglio di un momento specifico della nostra vita finalizzat alla lettura. Che poi ogni supporto di lettura abbia un suo fascino intrinseco aggiungerei che un rotolo di pergamena non è meno stupefacente di un tomo. Un saluto e grazie a chi introdotto questo argomento.
  12. Tanator Tenabaun

    L'aquilone

    Naturalmente volevo scrivere "l'ho trovato" ma il correttore del cellulare mi ha tradito, chiedo venia.
  13. Tanator Tenabaun

    L'aquilone

    L'ho trovo un racconto più che eccezionale. Il colpo di scena finale, degno dei racconti brevi delle raccolte americane degli anni 30/40, svela una dolcezza e un significato che stravolge e carica quanto letto in precedenza, modificando l'intera esperienza di lettura. Un meraviglioso pugno nello stomaco.
  14. Tanator Tenabaun

    Presentazione di Rito

    Ti ringrazio Flambar per l'accoglienza. Sto dedicando grande attenzione al regolamento, ma se in qualsiasi momento tu dovessi avere l'impressione io lo stia violando, ti prego di farmelo notare. a presto T.T.
  15. Tanator Tenabaun

    Presentazione di Rito

    Ricordo un giorno stranamente assolato considerando che era Berlino, di tanti anni fa, quando c'erano ancora, innanzi al Pergamon, le bancarelle che vendevano tutte le cianfrusaglie per turisti che ricordavano la guerra fredda. La porta di Ishtar mi apparve come un portento e con lei il mercato di Mileto che vi dava accesso. Meraviglioso. Riguardo il mio nome completo inizio a far pratica di suspence, così che possa essermi utile in futuro e lo riserbo per il futuro. A presto e conto di leggere qualcosa di tuo quanto prima (mi permetto poiché leggo la definizione "scrittore"). T.T.
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