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Eleftheria

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    Donna
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    Luxembourg
  • Interessi
    Un po' di tutto e un po' di niente.
    Scienza, pittura, lettura (thriller e poesie), serie tv, Giappone, dolci.

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  1. Eleftheria

    Ho chiamato la mia Musa col nome del nulla

    Ciao @Nerio Scusa per questa risposta estremamente tardiva, ma sono stata parecchio assente dal forum. Ti ringrazio moltissimo per questo tuo commento. L'analisi, estremamente accurata, non fa una piega. Riguardo alla tua considerazione finale, non posso che darti ragione: ogni pensiero ha una base concreta, che si sviluppi poi in accordo o in opposizione a quest'ultima.
  2. Eleftheria

    Borderline

    Grazie mille @Mario74 per il feedback. Terrò sicuramente in conto questo tuo parere per i testi futuri!
  3. Eleftheria

    Ho chiamato la mia Musa col nome del nulla

    Ciao @Floriana Grazie mille per la lettura! Accetto con molto piacere critiche e suggerimenti, tuttavia devo obiettare che quello che tu chiami snellire, con questo tuo esempio che riporto: significa stravolgere completamente il senso di una frase. Se dovessimo fare poesia scegliendo le frasi perché corte abbastanza e non per il loro senso generale sarebbe un esercizio stilistico inutile. Per quanto riguarda il senso generale che ti è poco chiaro, e questo mi spiace molto perché vuol dire che non sono riuscita a ottenere una buona comunicabilità e mi impegnerò a migliorare, il poeta cerca rifugio dalla vita eccessivamente frenetica della città nei posti desolati del paesaggio naturale, posti dove non c'è nulla. Tuttavia, il poeta non può vivere di nulla né può estranearsi dalle sue emozioni (non riesce a tacere né a smettere di osservare il movimento del mondo attorno a lui) e da qui l'ultimo verso con quel "tutto". Riconosco però che l'ultimo verso non è chiaro e ho cercato di scriverlo in altro modo senza però trovare una forma soddisfacente. Questo risulta in effetti molto più d'effetto (perdonami il gioco di parole) e ci avevo invero pensato, poi avevo optato per il mantenere i versi tutti di una lunghezza più simile. Non ho capito questa parte del tuo commento. Quali sarebbero i muri? La lunghezza delle frasi? Il significato leggermente celato? Non mi sembrava un testo così complesso e al contempo a semplificarlo ancora ho paura di renderlo prosa quindi mi piacerebbe davvero capire meglio quali sono secondo te i punti ostici e invalicabili,perché un paio di a capo o una ripetizione non mi sembrano muri... 🤔 Grazie ancora per il tuo tempo e a rileggerci!
  4. Eleftheria

    Ho chiamato la mia Musa col nome del nulla

    Ciao @Milarepa Non conosco Kierkegaard in modo approfondito quindi mi ha sorpreso trovare tanta analogia con il mio pensiero. È una riflessione davvero molto interessante questa sulle parole, sulla loro origine e sul loro ruolo. Sicuramente ci tornerò su!
  5. Eleftheria

    Ho chiamato la mia Musa col nome del nulla

    Ciao @dirk innanzitutto, grazie mille per la lettura e per l'accurata analisi! Devo dire che hai centrato in pieno quella che è l'idea di base su cui si fonda tutto il componimento. Sull'ultima frase non posso che darti ragione. La forma non ha mai convinto neanche me, eppure mi piaceva il contrasto tra il nulla cui il poeta aspira e la sua impossibilità di liberarsi dei sentimenti, della rabbia, da quel tutto. E forse a conti fatti non mi dispiace neanche che quell'ultimo verso spezzi tutto, come spezzato è il desiderio ultimo dell'io narrante.
  6. Eleftheria

    Ho chiamato la mia Musa col nome del nulla

    Ho chiamato la mia Musa col nome del nulla. È un'anestesia incompleta questa litania che nelle macchie d'inchiostro intrappola solo i riflessi di questo vivere inerme. Il calore delle città, l'abbraccio impetuoso di cemento e corrente mi risucchia lontano dal gelo delle cime innevate dai crateri aridi dei deserti notturni dalle notti sempiterne delle profondità oceaniche. Respiro ove non è vita e vivo solo di questo tuo mutismo inerte, oh Natura! mentre la mia bocca non è mai serrata mai serrati sono i miei occhi né riposo hanno gli spasmi viscerali e tra le dita. Ho schierato parole come armi mortali e col nome del nulla ho chiamato la mia Musa, ma io sono astrattismo invischiato nella carne e ne ho avuto indietro tutto.
  7. Eleftheria

    Maria cercava

    Mi scuso per tutti gli errori grammaticali di questo commento, gli errori di battitura, i "che" lasciati in sospeso, la consecutio temporum andata a farsi benedire. Un commento così lungo è arduo da rivedere, soprattutto da cellulare.
  8. Eleftheria

    Maria cercava

    Ciao! Devo farti davvero i miei complimenti per questa poesia. All'inizio anche a me ha rievocato "Bocca di rosa", ma poi un primo dettaglio a incronare il quadro (vedevo il buio velarle la voce) che in un crescendo conduce poi all'epilogo. Mi è piaciuta l'organizzazione del testo, la scelta di ricreare una ballata. Per quanto le strofe non siano tutte composte dai medesimi versi, né sia identificabile un vero e proprio schema di rime, le rime baciate e le assonanze presenti (che come dici tu hai inserito a orecchio) rendono il testo molto musicale. Basta prendere ad esempio la rima interna Oppure le assonanze giorno/bordo e stazione/terrore/stradone/cuore/agitazione/predatore a cadenza quasi perfettamente alternata. Da notare che questa assonanza è ripresa a chiusura di quasi ogni strofa: Incolore/rancore/sospensione/altrove/passione/predatore/favore/spintone/processione/protezione/Signore/pudore/calore/disperazione/sole/assoluzione/amore/dolore. Il linguaggio semplice ben si presta a questo tipo di lavoro la cui forza evocativa passa non per le parole ma per le immagini che si vengono a creare. Sono i piccoli dettagli che definiscono il personaggio di Maria: Non so quanto sia studiato, ma ho molto apprezzato il modo in cui hai ripreso la metafora del gioco, come a sottolineare che l'autenticità di Maria nel restare legata a quella parte infantile e più libera di sé Ho trovato molto d'effetto questo passaggio: l'ossimoro che si crea nell'associare uno spazio confinato e fisicamente finito del grembo con il senso di assoluto, infinito e libero di una vita in sospensione. Inoltre, ci ho visto un riferimento alla maternità; forse il desiderio ultimo di Maria questo, di riempire quel vuoto che sente con uno dei più grandi atti d'amore ossia donare la vita? È una speculazione bella grossa, me ne rendo conto, ma prova quanto il testo sia evocativo. Molto ben rappresentata l'ipocrisia della gente, condannata dall'io narrante che si pone allo stesso tempo all'interno e al di sopra della vicenda: all'interno perché "vedeva Maria salutare con la mano", le leggeva dentro; al di sopra perché giudica la reazione degli altri da lontano. L'io narrante è indubbiamente schierato dalla parte di Maria, crea una contrapposione Maria-loro che si estende ad essere un noi-loro, dato che il lettore non può fare a meno di identificarsi nel punto di vista di chi guarda. Ho apprezzato molto la cura dei particolari riferimenti religiosi, a cominciare dal nome di Maria, l'immagine della croce del grembo, fino alle più ovvie Inferno, Maddalena e ai miserere et assoluzione fino a quel santa finale In particolare di questa chiusa colpisce l'associazione, tipicamente cristiana, della santificazione ottenuta a seguito del supplizio, della sofferenza, del dolore per l'appunto. Bella tra l'altro la ripresa della domanda iniziale e la contrapposizione tra le due risposte, la prima "interiore" in quanto delinea il desiderio più profondo di libertà di Maria, la seconda "esteriore" in quanto delinea Maria attraverso gli occhi degli altri: Maria non ha mai voluto essere santa, nel suo aspirare solo ad essere se stessa, senza limitazioni di sorta, anzi, forse si potrebbe anche pensare puntasse tutto all'opposto o molto più probabilmente che non se ne sia mai curata. C'è tanto da dire e sicuramente diverse cose mi saranno sfuggite. Complimenti ancora e a presto!
  9. Eleftheria

    Borderline

    Ciao @Floriana grazie per la lettura e per il commento! Terrò conto dei tuoi suggerimenti per il futuro buona serata a te!
  10. Eleftheria

    Borderline

    Grazie @Anglares, penso che tu abbia colto tutto ciò che c'era da cogliere da questo pezzo!
  11. Eleftheria

    Borderline

    Grazie mille @Nerio dalla tua attenta analisi capisco che sono riuscita a veicolare il messaggio. Grazie soprattutto per l'appunto finale, è importante ricevere critiche costruttive come la tua. A presto!
  12. Eleftheria

    Hello hello

    Grazie @Unius e @bwv582 ci si legge in giro!
  13. Eleftheria

    Perpetrate abbracci.

    Una passione che distrugge, il farsi del male come unica possibilità per sentirsi davvero vivi, la dipendenza dal contatto umano (quegli abbracci) continuamente ricercato ed esasperato nella violenza carnale. Una tensione pervade tutto il componimento, in un crescendo il piano materiale diviene filosofia, il personale universale. A chiudere tutto quel ritorno finale all'amore, marcio e decadente (carcassa) che però chiede ancora di essere sublimato (nel riferimento all'incenso che anticamente era costoso e prezioso e dunque riservato ai soli nobili). Spero di averci visto giusto. Estremamente d'effetto per alimentare il ritmo incalzante la quasi totale assenza di punteggiatura. Ottimo il registro, ricercato senza strafare, perché il fulcro centrale resti l'amore autodistruttivo senza appesantire eccessivamente la forma. Riesce a essere diretto ed evocativo al tempo stesso, crudo ma mai volgare. Un lavoro e una sensibilità impressionanti considerata la tua giovane età. E una vita difficile, immagino. Non vedo l'ora di leggere altri tuoi pezzi!
  14. Eleftheria

    Hello hello

    Grazie @Kyuss! vedo che anche tu apprezzi i pop corn ahah
  15. Eleftheria

    Borderline

    Strisciando ai margini del tramonto mi chiedo quale sia il sapore del sole, il colore dei boccioli prima che trasmutino in petali avviliti dalla brezza autunnale. Barlumi che infettano notti insonni, radici che infestano il sereno dei cieli. Le dita tue tinte di sentimento non fanno mai male abbastanza. Opprimente ricerca del rimpianto nella disperata estroflessione del buio di questo star qui a tenermi compagnia: tutto è fine a se stesso. So che un tempo seppi cos'è l'amore.
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