Vai al contenuto

LupoNero

Scrittore
  • Numero contenuti

    28
  • Iscritto

  • Ultima visita

2 Seguaci

Su LupoNero

  • Rank
    Sognatore

Visite recenti

Il blocco dei visitatori recenti è disabilitato e non viene mostrato ad altri utenti.

  1. LupoNero

    Nel bosco, al tramonto

    Ciao @Siduri! Grazie per le belle parole, felice ti sia piaciuto 😊 a rileggerci 😊
  2. LupoNero

    Sangue e Paglia

    Ciao @Kotobi! Prima di tutto ti ringrazio per il tempo che hai dedicato a questo trafiletto. Tieni conto che si tratta di una scena del libro che ho scritto e sto sistemando, quindi ci sta che delle cose non si capiscano 😉 provo comunque a risponderti. - hai ragione, spesso mi dimentico di non mettere le maiuscole dopo i puntini - qui c’è stato un errore: i viaggiatori sono due (Il Gheppio e Richard, Rick è il suo soprannome) che sono ospitati da Yarrick, un massaro - hai ragione, in effetti suona meglio - errore di formattazione. Spesso nelle scene d’azione scrivo i pensieri direttamente in corsivo (ho notato che in molti libri si fa così per rendere la cosa più dinamica). Qui però la formattazione è saltata. - questo è un mio grosso difetto, purtroppo non sono abituato ad usare molto il punti e virgola. Mi sto esercitando, spero di migliorare 😉 - il tuo suggerimento mi piace! In definitiva, sono contento che tu abbia gradito la scena d’azione concitata (che era proprio la parte sotto analisi). Per quanto riguarda i dialoghi, penso di cavarmela discretamente (anche se questo non è di certo il pezzo migliore) ma anche di avere margini di miglioramento enormi, sono pur sempre un principiante. Sono certo che con l’aiuto del forum potrò, anche in minima parte, crescere nello scrivere! A rileggerci 😊
  3. LupoNero

    Nel bosco, al tramonto

    Ciao @SBond! Grazie mille delle belle parole 😊 per rispondere alla tua domanda posso dirti, in soldoni, che in questa regione della mia ambientazione vige un culto monoteistico: l’unica divinità presente è una figura materna a metà fra la Madonna e la Freya norrena. I fedeli si rivolgono a lei appunto con l’appellativo di “Madre”. Sono contento che qualcuno si sia fatto questa domanda, ottimo spirito di osservazione 😉 a rileggerci!
  4. LupoNero

    Adrian

    Ciao @Maria Santiago! Grazie per il tuo commento! Il racconto si svolge in un’ambientazione low fantasy con fortissimi richiami ad elementi che mi affascinano dell’Europa medievale. Nella fattispecie, la carica del Delegato riprende in molti aspetti quella di un inquisitore medievale (anche se ci sono molti elementi in cui le due cose si discostano, ma non mi dilungo). Per quanto riguardi la ruota, hai ragione, vedrò di spiegarlo meglio: la giovane penzola dal soffitto (tipica tortura medievale “della corda” appunto) e i “tratti” (così venivano chiamati) erano dati tramite un sistema di ruote ed ingranaggi (spero di essermi spiegato). Per quanto riguarda le altre tue segnalazioni, ti ringrazio, vedrò di farne tesoro! E se anche solo vagamente ti ha ricordato l’atmosfera del bellissimo libro di Vassalli, mi sento onorato, perché è stato fonte di enorme ispirazione. a rileggerci 😊
  5. LupoNero

    Adrian

    Ciao @Mister Frank, ti ringrazio per il tuo commento! Mi fa piacere tu abbia apprezzato il frammento! a rileggerci
  6. LupoNero

    Adrian

    Ciao @Plata, grazie mille per le utilissime segnalazioni! dopo “alle” manca un spalle, mentre per quanto riguarda le parentesi sono dovute ad un’errata formattazione: scrivendo spesso sull’ipad non ho le virgolette quindi metto le parentesi per poi usare il “trova e sostituisci” con più comodità! 😊 il frammento fa parte di un racconto lungo incentrato proprio su Adrian, ed è ambientato proprio in un’ambientazione low fantasy che prende a mani basse elementi del lore italiano! Sono contento che il termine mondina ti abbia subito rimandato a questo. Grazie mille per il tuo intervento, a rileggerci
  7. LupoNero

    Viola

    Purtroppo dal telefono non mi è semplice, ma appena ho il computer tra le mani vedo di fare il possibile per aiutarti, come posso, a migliorare questo già bel pezzo 😉 a rileggerci!
  8. LupoNero

    Adrian

    «Ancora, Adrian». L'attendente annuì senza emozione, sul volto un'espressione glaciale che risplendeva di tremenda efficienza. Girò un paio di volte l'ingranaggio: la ruota, ad un passo da lui, gracchiò con un verso terribile. Le urla della ragazza erano strazianti. Si girò verso il suo maestro: il Delegato annuì, compiaciuto, e gli fece un cenno di assenso col capo. «Confessi dunque le tue colpe, Daana?» La giovane penzolava nuda dal soffitto, gli arti erano riversi in modo scomposto dietro la schiena; il peso del suo esile corpo era sostenuto solo dalle strette spalle. I capelli erano ridotti a paglia, i peli biondicci del pube ancora incrostati del seme rappreso di Paleman. Mormorava parole sconnesse, preghiere strozzate, versi di dolore. Adrian la osservò esattamente come avrebbe osservato una mezzena di maiale appesa a dissanguarsi. Era questione di tempo. Non c'era emozione, negli occhi di Adrian. E se mai ci fosse stata, l'avrebbe repressa. Sentì Paleman alle sbuffare dalla sua sedia. «Usa le pinze». Adrian si diresse nell'angolo della stanza: prese un lungo respiro, e si mise a cercare nel cassone. (Sta durando più del dovuto). «Muoviti, non ho tutta la giornata!» Adrian si passò la manica sulla fronte, sistemandosi i grossi ricci neri. Era sudato. Capitava di rado. Tornò dalla giovane, avvicinandosi ai piedi. «Le do un altro tratto?» Paleman scosse il capo, voltandosi infastidito verso la piccola finestra: dalla cornice in legno si intravedeva ormai il blu della notte. «Si è fatta sera. Vediamo di accelerare la cosa». Il Delegato indicò il piccolo camino e gli fece un cenno scocciato. «Arroventale.» ordinò con fare sbrigativo «E bevi qualcosa». Adrian annuì: passò accanto a Danna, che a malapena aveva vent'anni, scheletrica come un ramo d'inverno. «Confessi di aver giaciuto con lady Berta Grigg, di aver consumato con lei rapporti impuri e perversi e con lei di aver adorato il Grande Capro, pregando buio e fiamme?» Adrian gettò le pinze nel fuoco, poi si versò dell'acqua dalla brocca in terracotta: si voltò, sorseggiando avidamente il suo bicchiere. Il Delegato Paleman sembrava stanco di quell'interrogatorio, erano ore che continuava a ripetere le stesse domande: per quanto tirasse la corda e cercasse di piegarla, la ragazza non confessava. Era evidente fosse innocente. Forse nemmeno conosceva lady Berta Grigg. «Brutta bagascia vedi di parlare!» sbottò Paleman ad un tratto, sbattendo il suo libro sul tavolo. L'uomo era paonazzo, a quell'ora poi era solito cenare e diventava intrattabile. (Ora parte...) notò Adrian con un pizzico di malsano divertimento. Il Delegato prese la sua frusta dal tavolo, mulinando due colpi verso il corpo della donna. Il rumore fu secco, preciso, tagliente. Vide la giovane oscillare a mezz'aria, come un pendolo che viene ravvivato dopo aver esaurito il suo moto; dondolava a destra, poi a sinistra, poi ruotava su sé stessa, come mossa da un vento spettrale. (Decisamente innocente). Daana la Mondina forse ormai era persino così rassegnata e stanca da non riuscir più nemmeno a piangere. Non lacrime; le uniche gocce che caddero al suolo furono di sangue fresco, che colava dalle nuove ferite. Adrian riprese le sue pinze: erano calde, poteva rimettersi al lavoro.
  9. LupoNero

    Viola

    Ciao! Ho letto sia questo frammento che il precedente (Hope) e desideravo dare la mia opinione! Premetto che non sono un amante delle storie ambientate “ai giorni nostri”, mediamente le trovo poco coinvolgenti ed accattivanti. Nonostante questo, se c’è qualcosa di ben scritto, che mi coinvolge, lo apprezzo. Tralasciando refusi, ripetizioni o cose simili (che penso toglierai da solo in fase di rilettura) che, dove presenti, non hanno comunque minato la lettura, passo a darti il mio feedback sul resto, cioè il “contenuto” di quello che hai postato. Mi è piaciuto. Sei riuscito in poche righe a dare una prima buona descrizione della personalità di Marco e, per riflesso, della sua compagna di banco. L’esperienza che descrivi è quotidiana, comune credo a moltissime persone: un dispetto, un gioco rubato è una violenza orizzontale che credo abbia colpito chiunque. Quello che è riuscito a coinvolgermi particolarmente, però, è stato il tuo delineare una storia senza lunghe descrizioni, preferendo dare pochi input scelti (invict, l’altalena...) per poi soffermarti su una lunga digressione riguardo ai Puffi. In questo preciso momento, per me, hai alzato di molto la qualità del tuo scritto: hai dato tutti quei dettagli marginali tipici della persona che parla di qualcosa di suo (un giocattolo) a cui è molto legato. Elencandoli hai fatto capire come Marco fosse un vero “esperto di Puffi”, ed il Puffo Pittore ha acquisito un’importanza notevole per Marco. Per questo motivo, il dolore successivo del bimbo viene letto in maniera molto più pesante, triste e coinvolgente. Per riassumere, un buon lavoro, con questo passaggio di profondo realismo che coinvolge molto chi legge! Bravo! a rileggerci
  10. LupoNero

    Sangue e Paglia

    Ciao @gmela! Ti ringrazio per il commento! Questa scena deve ancora passare sotto le sgrinfie dell’editing, volto proprio a sistemare i vari refusi. La cosa che mi rende più contento è il tuo commento relativo alla “azione”: per me lo scrittore deve saper modulare la velocità della scena, e rallentare quando lo desidera lui. Cercando di sfruttare la lunghezza delle frasi, il livello di dettagli ecc ecc volevo proprio dare un’immagine concitata dell’azione (in altre scene, invece, mi piace giocare col rallenty, o almeno provarci!) Feedback importantissimo il tuo, ti ringrazio. A rileggerci
  11. LupoNero

    Sangue e Paglia

    Ciao @Nancy C.! Come prima cosa, benvenuta nel forum! Sono certo che ti troverai benone, anche io sono entrato da poco. Grazie per le bellissime parole spese, per me avere un riscontro come il tuo è motivo di gioia: son due anni che lavoro su questo libro e l’idea che delle persone possano leggerlo e sentirsi parte della storia e del mondo che ho creato mi emoziona. Chissà che tra questi lettori non ci siano dei colleghi anche del WD 😊 ancora grazie! A rileggerci, ciao!
  12. LupoNero

    Sangue e Paglia

    Ciao @C. Zvezda! ti ringrazio per il commento 😊 provo ad interpretare il tuo discorso sul numero tre (quella frase comunque è un po’ ambigua, quindi va corretta): i “tre viaggiatori” si riferisce a Peter, Rick ed il Gheppio, stupito da quello che ha detto Yarrick. Di fatto all’interno del granaio ci sono appunto i tre viaggiatori, Yarrick ed un bandito che non si aspettavano di trovare lì. Detto ciò toglierò per non creare confusione, ti ringrazio 😉 Si tratta di un passaggio tratto dal mio libro in uscita (si spera, per Dicembre-Gennaio), caricherò comunque il seguito a breve perché a questo passaggio ci tengo molto! (Forse lo metterò nella sezione racconti, ci penserò) grazie ancora e scusa per gli spoiler 😂😂
  13. LupoNero

    Da qui all'eternità 2.0

    Ciao @H.Chinaski. Ho trovato dei bei pregi e qualche difettuccio in questo pezzo, provo ad esporteli. La tua scrittura, asciutta e senza lunghe descrizioni, a me piace, la trovo suggestiva. Ho respirato un’atmosfera post-apocalittica alla “Fallout” (non so se conosci) ma non so se ci ho preso. In ogni caso posso dirti che l’ho trovata, per l’appunto, suggestiva. Veniamo ai tasti dolenti. In certi punti ho faticato un po’ a decifrare il fluire dell’azione: credo che questo sia dovuto al fatto che non ci sono nomi propri, che entrambi gli appellativi sono scritti con la minuscola (con la maiuscola risalterebbero mooolto di più) e che viandante e straniero sono due parole abbastanza simili (o almeno, io le associo). ti consiglio di curare di più questo lato e correggere i refusi; per il resto mi hai incuriosito, vorrei saperne di più di questa ambientazione 😊 a presto!
  14. LupoNero

    Sangue e Paglia

    Buonasera 😊 Volevo condividere con voi questo frammento: si tratta di una scena di grande tensione ambientata in una masseria. I protagonisti si accorgono che in mezzo ai braccianti vi sono alcuni banditi che li vogliono morti. buona lettura! Uscirono dalla sala da pranzo, percorrendo ad ampi passi il porticato della barchessa verso il corpo centrale della masseria: Richard non si sentiva tranquillo, passo dopo passo aveva sempre la sensazione di essere osservato, come se quegli uomini li seguissero con lo sguardo. Svoltarono a sinistra, nella direzione del fienile, facendo per prendere la scalinata per gli alloggi dei viaggiatori. «Ma si può sapere cosa ti è preso?» Si erano allontanati a sufficienza, ora Yarrick doveva dirgli cosa era successo poco prima. «Il mosto...» disse il vecchio, guardandosi intorno con aria circospetta «Era avvelenato». I tre viaggiatori si guardarono tutti egualmente basiti da quella rivelazione. «Volevano rapirvi, quelli non sono i miei uomini...»mormorò Yarrick, sforzandosi di trovare il filo da cui iniziare un discorso sensato «Se vi avessi avvisato ci avrebbero ammazzato...» Rick, con la coda dell’occhio, notò una sagoma che si muoveva verso la porta alle loro spalle, dietro i covoni di grano. «Fermatelo!» Yarrick fece appena in tempo ad urlare che Rick già si era precipitato addosso all’uomo, ruzzolando a terra insieme a lui. Gli tappò la bocca con le mani per evitare che urlasse, schiacciandole con tutta la sua forza. Il Gheppio e Peter si guardarono, come non sapessero cosa fare. «Cazzo state lì impalatati porca troia aiutatemi!» L’uomo, un ragazzo grosso e forzuto sulla ventina, morse con violenza le dita di Rick, che d’istinto mollò la presa. Cazzo. Il bracciante ne approfittò e lo buttò a terra con entrambe le mani, cercando di rialzarsi per scappare: senza pensare Rick afferrò il primo arnese che trovò, una roncola, e si scagliò contro di lui. Quello fece malapena in tempo ad alzarsi che la lama ricurva gli arrivò addosso: il colpo, diretto al cranio, era finito giusto a metà tra scapola e collo, affondando nelle membra come fossero legno giovane. L’uomo ricadde in ginocchio, tremante e sotto shock per via del dolore, e Rick non perse tempo: scattò in piedi come un gatto, estraendo la roncola ed assestando un secondo colpo nello stesso punto già sanguinante, spaccando l’osso come fosse un ramo da recidere. Tutt’intorno volarono schizzi di sangue e stracci di carne, e come un vecchio albero l’uomo stramazzò al suolo, supino fra la polvere e la paglia. Rick tolse l’arma, gettandola in mezzo al covone di fieno: i tre uomini lo guardavano allibiti, forse stupiti da quel rapidissimo impeto di efficiente violenza. Restò immobile a fissarli, per un lungo istante, in silenzio, mentre ai loro piedi si univano gorgoglii e gemiti soffocati nella trachea recisa: poteva sentire il sangue sgorgare dalla testa dell’uomo per poi inondare i suoi stivali. I suoni che emetteva il corpo morente erano però fastidiosi, sospetti, e Rick gli posò il piede sul collo, schiacciandolo perché non passasse aria e non facesse rumore: il silenzio tornò quando sentì il pomo del collo spaccarsi sotto il suo piede. Yarrick scosse il capo, e si gettò sul corpo dell’uomo, strascinandolo verso il fieno. «Correte in camera! Presto!»
  15. LupoNero

    Stralcio del primo capitolo

    Ciao @gmela! Ti ringrazio per le belle parole: sicuramente questo frammento è migliorabile e l’ho riportato male, tagliando una descrizione a mio avviso bella che veniva subito dopo. Mi fa piacere sapere che a te sia piaciuto, è un’ottima notizia perché vuol dire che è un buon punto di partenza 😉 La frase da trattato ha un significato complessivo leggendo il libro, e sicuramente è molto strana. Ho voluto inserirla per sperimentare e perché, appunto come hai detto tu, “perché no?”
×