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Poeta Zaza

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Tutti i contenuti di Poeta Zaza

  1. Poeta Zaza

    [LP 8] Primavera?

    @(Irene) Efficace sintesi del mio pensiero, grazie Irene del tuo giudizio. Per il suggerimento, hai ragione: - che ci sei e manchi - è meglio di - che ci sei ma che manchi - Anche @Vincenzo Iennaco mi ha dato un altro suggerimento valido: - che ci sei e già manchi -
  2. Poeta Zaza

    [LP 8] Primavera?

    Grazie, Vincenzo, anche dei suggerimenti. E per l''onore dell'ologramma, del canto collettivo di questa assurda situazione. Per il tuo giudizio, grazie, @Vincenzo Iennaco
  3. Poeta Zaza

    [LP 8] Primavera?

    grazie, @Talia Ti è rimasto nella penna il "non". Questo è il concetto che volevo trasmettere. Sono stata "criptica" ma nella prima strofa io parlo di nostalgia della primavera (anche se è di fatto arrivata) nel senso di fiori e profumo e vento caldo... - fuori - per evidenziare che non ne possiamo godere, per la prima volta da che la riviviamo. E che quindi come dici tu, non è fruibile o raggiungibile, visto che siamo chiusi in casa. Per questo ho scritto: che ci sei ma che manchi. Nella seconda strofa, volevo trasmettere il senso della "sostituzione" dei fiori primaverili, non goduti, con i fiori di paura dei nostri pensieri prigionieri.
  4. Poeta Zaza

    [LP 8] Echi

    Bentrovata, @Sira Un bel declinare la traccia sul luogo, Sira. Ricordarti di una vacanza sul mare, su un'amaca sospesa, tra quel fermo immagine e la coscienza nuova di oggi. La incommensurabile distanza di quegli echi remoti e ridenti con l'assoluto spaesamento del nostro vivere oggi. Brava!
  5. Poeta Zaza

    [LP 8] Non presente

    Bentrovata, cara @(Irene) È di una dolcezza struggente la tua poesia. Magistrale la sua composizione. Attuale e universale il suo messaggio.
  6. Poeta Zaza

    [Decameron 2020] Distanti si prega

    commento ad altrui testo Distanti si prega Correggi ai distanti d’istanti la luce: gli abbracci non dati si vedano in volo tra refoli e soffi di lievi carezze annunciate da un vento diverso. La speme in riflesso del bene comune agognato accogli e la fede nel clemente Tuo sguardo risplenda.
  7. Poeta Zaza

    [Decameron 2020] Distanti si prega

    grazie per l'apprezzamento Il Dio della seconda strofa è lo stesso Dio cui mi rivolgo nella prima: il Creatore. Ti ringrazio dell'intero commento, accettando le tue interpretazioni. Lieta di ritrovarti, cara @Talia
  8. Poeta Zaza

    [LP 8] Primavera?

    Ecco il mio commento:
  9. Poeta Zaza

    [LP 8] Nostalgia

    @Exairesi Scusa, mi correggo: volevo dire l'assenza dell'amato accanto a sé.
  10. Poeta Zaza

    [LP 8] Nostalgia

    Bentrovata qui, @Exairesi Un gran bel testo! L’assenza dell’ex si fa presenza nella sensazione quasi tattile della pesantezza del corpo sopra il proprio. Trovo efficace il ripetere tre volte l’aggettivo pesante e il verbo pesare, a “mostrare” il concetto. La reiterazione non “pesa” sul ritmo che la brava autrice riesce a imprimere ai versi, anzi, li cadenza meglio, nell’ambito di una cura metrica ineccepibile. Trovo efficaci tutte le immagini e similitudini che hai scelto, Exairesi, le trovo moto belle e particolarmente azzeccate, come queste: Struggente chiusa, magistrale fermo-immagine della distanza condivisa in questa durissima prova personale e sociale di questi tempi. Mi hai emozionata, brava @Exairesi
  11. Poeta Zaza

    Lampi di Poesia 8 - Topic ufficiale

    Traccia 3: una cosa.
  12. Poeta Zaza

    Mezzogiorno d'inchiostro 134 – Topic ufficiale

    Lieta dell'esperienza e del risultato, ringrazio per l'apprezzamento del mio testo coloro che mi hanno votato e quelli (tanti) che mi hanno comunque manifestato il loro favore. Complimenti ai vincitori @Alberto Tosciri e @Garrula, ma un grazie anche agli altri per le piacevoli letture: tutti hanno scritto qualcosa che ho gradito! Che dire, Marezia: mi hai commossa, mi fai arrossire.
  13. Poeta Zaza

    [MI 134] Non ricordo lo stacco

    commento ad altrui testo Traccia di mezzanotte: È finita. Non ricordo lo stacco I miei passi su polvere di vento - scossi sospinti ripiegati squassati - indistinguibili. E quindi l’ultimo soffio per quel dove - quale orizzonte e quale ponte - Impercorribile? Indistinguibile? Abbassatevi stelle: voglio luce. Non ricordo lo stacco. Ma c’è stato? O sono sempre stata qui, in questo spazio, e nel mentre ho sognato? Di più: so che mi mancano dei riferimenti, dei soggetti importanti per me, ma ho perso di loro il nome e i tratti. Altri, mi circondano con un’aura di luce inattesa e di amabile memoria, anche se non riesco a metterli bene a fuoco, per il momento. Una creatura inattesa, un me di luce, interviene a me presso e si palesa: “Hai svolto il tuo viaggio da mortale: qui si pesano emozioni e sentimenti che hai destato in chi ti ha accompagnato, che sia già rientrato oppure no. Se è positiva l’emozione altrui che hai pilotato, come la gioia o la riconoscenza, son punti positivi, mentre dolore e dispiacere ispirati si detraggono.” - È questo il sogno - , mi dico, ma mi permetto di eccepire all’interlocutrice: Ma come fate a pesarli in obiettività? Potrebbero partire da un equivoco non voluto. “Lo appuriamo dalla tua coscienza se c’è equivoco. Qui l’ambiguo non vive, nell’interfaccia col vero.“ L’esame parte: me ne accorgo dai colpi dei rimorsi, che salgono da dentro, coi tormenti e i sensi di colpa; però, insieme, stanno su un piano parallelo carezze di autentici sorrisi e qualche guizzo di gioia e di ironia. Squasso interno a riveder certi miei passi, in quel mondo prestato a un’esperienza di passaggio, ad un teatro. Dove vedo i personaggi , gli attori, me compresa, spesso recitare la somma ipocrisia, e solo a tratti il vero, perché da subito là s’apprende che l’esistenza, quella, è convenzione tacita di modi e di detti, anche per quieto vivere. E ora vedo la mia rappresentazione scenica intera, col suggeritore annesso (il me di luce) che mi palesa la corretta esegesi di quell’opera che è stata la mia vita in quello strano mondo di passaggio. Che adesso è alle mie spalle, in un passato intermedio. Analisi delle emozioni legate alla mia auto-valutazione (Vergogna, orgoglio, soddisfazione e no, senso di colpa) paragonate alle sensazioni e ai sentimenti suscitati negli altri. Misteri ora compresi ed accettati. Uno sguardo da un ponte, da distante, per afferrare quel che da vicino, e per troppi limiti, schivavo e non vedevo. Le azioni buone non compensano le azioni cattive, né viene raffrontato il peso specifico di ognuna. Le azioni cattive portate in scena hanno le loro attenuanti dietro le quinte: non si vedono. Non ricordo lo stacco e sono oltre… E non mostro e non racconto più.
  14. Poeta Zaza

    [MI 134] Non ricordo lo stacco

    All'inizio non descrivo il passaggio all'aldilà, ma l'esperienza di dolore, di sfasamento, di prove difficili e incomprensibili che lo precedono. È l'ultimo soffio che porta i miei passi altrove. Nella prima strofa parlo di esperienze difficili, per lo più interiori. Grazie, @AzarRudif No, nessuna esperienza extra-sensoriale Ho apprezzato le tue parole. Grazie di avere letto e commentato: mi fa piacere conservare il tuo giudizio ai miei brani.
  15. Poeta Zaza

    [Decameron 2020] Distanti si prega

    Non è un Dio distante ad essere pregato, sono quelli che lo pregano ad essere distanti tra di loro, per necessità, ed allora la prima invocazione chiede la "correzione" di istanti di luce. Come? Lo spiego dopo i due punti che introducono l'argomento. Il non poter essere vicini venga compensato da questi istanti di luce che ci facciano sentire comunque le carezze di chi ci vuole bene, annunciate da un vento diverso. (Questo perché non tutte le persone care le abbiamo con noi, nella nostra stessa casa). Prova a leggere questa strofa con la giusta costruzione sintattica che io le attribuisco. Accogli in riflesso la speme del bene comune agognato e risplenda la (nostra) fede nel clemente Tuo sguardo. Tradotto: La nostra speranza si rifletta in Te e la nostra fede risplenda nella misericordia del Tuo sguardo. Grazie del tuo passaggio, caro @AzarRudif e di avermi dato così la possibilità di chiarire questa preghiera.
  16. Poeta Zaza

    [MI 134] Non ricordo lo stacco

    Grazie, @Emy . Ci tenevo al tuo apprezzamento!
  17. Poeta Zaza

    [MI 134] Non ricordo lo stacco

    Il tuo stra-apprezzamento mi fa tanto, tanto piacere, @Donny
  18. Poeta Zaza

    [MI 134] Non ricordo lo stacco

    Grazie del passaggio, @Joyopi È questo racconto che si è fatto scrivere in tale guisa. Mi ha preso la mano e me lo sono ritrovato così.
  19. Poeta Zaza

    [MI 134] Non ricordo lo stacco

    Grazie del passaggio,@Edu ! Hai ragione su quel termine, troppo moderno nel contesto aulico, ma nella prima stesura così mi è venuto, e di getto, in poco tempo, tutto insieme, andando poi a limare pochissimo, scegliendo volutamente di lasciare quasi tutte le forme auliche che mi erano venute naturali, senza andare peraltro a eliminare quella parola - autovalutazione - che avrebbe stonato nel contesto.
  20. Poeta Zaza

    [MI 134] Non ricordo lo stacco

    Grazie del passaggio e del pensiero, @M.T.
  21. Poeta Zaza

    [MI134] Il primo giorno di scuola

    @Emy Bentrovata! Riprendere il lavoro abituale dopo una interruzione traumatica per un periodo di tempo significativo significa sentirsi dentro come se fosse il primo giorno di lavoro. Sì, perché si è diventati "diversi" per la quotidianità di "prima". Hai saputo rendere bene il concetto, perché tu hai già vissuto un'interruzione della quotidianità, con la guerra nel tuo Paese. Quanto mai attuale il tuo testo oggi per noi, anche se il nostro nemico oggi è lo stesso per ogni Paese, e purtroppo è invisibile. Complimenti, Emina, e grazie per questa lettura da Zaza.
  22. Poeta Zaza

    [MI 134] Non ricordo lo stacco

    Grazie, @Mafra
  23. Poeta Zaza

    [Decameron 2020] Io ci credo

    È impegnativo il collegamento da fare ad ogni verso e ci sei riuscita con naturalezza con la tua poesia sperimentale, @julia1983 .
  24. Poeta Zaza

    [MI 134] L’ultimo colpo di Francesco Ferdinando

    @Edu Riesci a fare ironia con delicatezza anche su un tema increscioso come quello che hai trattato, e facendo fare il protagonista a un potente ci marci alla grande! Ciao carerrimo, non la tua prova migliore a MI, ma comunque buona!
  25. Poeta Zaza

    [MI 134] Un divano

    Due belle similitudini, bravo! Come scrivi bene, @Gigiskan , in un bello corretto e scorrevole stile! La trama del racconto si palesa via via, catturando l'attenzione del lettore, sino al finale che ha la giusta enfasi. Lieta di averti letto. Una bella prova! Complimenti!
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