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EvaK

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  1. EvaK

    Premio DeA Planeta [28/02/19]

    Secondo me è pura strategia di marketing e per gli autori è pur sempre un'opportunità per farsi notare. La casa editrice da parte sua ha il vantaggio che facendo leva sul principio di autorevolezza riesce a vendere più libri; il lettore è più attratto da un libro vincitore di un concorso, tende ad associare vincitore=buon libro, per questo le case editrici si premurano di mettere la fascetta "vincitore del concorso tal dei tali" sui loro libri, sanno che aiuta a vendere di più. E che dire di noi scrittori?Rappresentiamo un buon cluster. Sono convinta che la maggior parte degli scrittori che ha partecipato al concorso e di quelli che scrivono su questo forum è curiosissima di leggere il libro della Sparaco. Siamo sinceri, noi saremo i primi a comprarlo.
  2. EvaK

    Premio DeA Planeta [28/02/19]

    E basta con queste teorie complottiste! Ora vado a rilassarmi con un po' di musica di Elio e le storie Tese, è partita la mia canzone preferita: "La terra dei cachi".
  3. EvaK

    Kindle Direct Publishing

    Sapete dirmi se pubblicando il cartaceo con KDP il prezzo di vendita su Amazon rimane quello deciso dall'autore o se applica lo sconto del 15%? So per certo che la maggior parte degli store on line applica il 15% di sconto sul prezzo di copertina del cartaceo, ma se dovessi scegliere di pubblicare il cartaceo in esclusiva con KDP vale lo stesso? Ho bisogno di questa informazione per valutare a che prezzo mettere il cartaceo qualora pubblicassi in esclusiva su Amazon. Spero che qualcuno che ha già pubblicato sappia darmi ragguagli. Grazie.
  4. EvaK

    Le case editrici pagano le royalties?

    in un'epoca che premia i format sarà sempre più facile per le macchine sostituirsi agli scrittori
  5. EvaK

    Le case editrici pagano le royalties?

    Tengo a precisare che l'editore cui mi riferisco e che non nomino per questioni di privacy non è nella lista di writer's dream. Ho raccontato la mia esperienza, purtroppo deludente, ma non intendo fare di tutta l'erba un fascio.
  6. EvaK

    Le case editrici pagano le royalties?

    o profetico...
  7. EvaK

    Le case editrici pagano le royalties?

    c'è da scriverne un romanzo distopico...
  8. EvaK

    Le case editrici pagano le royalties?

    Quello del teatro è un hobby non una professione, comunque grazie per gli auguri. Sono d'accordo con te riguardo la commercializzazione che dovrebbe essere compito della CE, è dura occuparsi di tutto, ritengo tuttavia che molti autori di fronte all'alternativa del nulla o di essere rappresentati male, preferiscano arrangiarsi da soli. Tempo fa lessi in un intervista di un'autrice americana che aveva ottenuto successo grazie al self (mi sfugge il nome) che anche per lei era stata dura dovere fare tutto da sola, tuttavia dopo l'ennesimo rifiuto delle CE, tra il non provarci e il provarci aveva deciso di provarci. Quando poi, in seguito al successo come self, le è finalmente arrivato un contratto con una CE di quelle buone è stata ben felice di accettare e delegare. Si tratta di scelte. Ritengo che in Italia siamo ancora condizionati dalla vecchia concezione della CE, dallo status che essa rappresenta, siamo condizionati da credenze come che se non pubblichi con un editore non sei autorevole, ma se ci pensi bene prima di Gutenberg non esisteva nemmeno il libro stampato, l'avvento della stampa è stata una sorta di rivoluzione copernicana che ha creato poco a poco un mercato dell'editoria sino a pochi decenni prima neppure immaginabile. Il mercato digitale potrebbe essere (oserei dire che è già) la nuova rivoluzione copernicana e potrebbe sconvolgere (e lo sta già facendo) il mercato dell'editoria come lo ricordiamo ancora. Non so se questo sia un bene o un male (ogni situazione ha le due facce della medaglia) ma è un fatto. Per citare il celebre detto di McLuhan: The medium is the message.
  9. EvaK

    Le case editrici pagano le royalties?

    errata corrige, pensavo di citare cheguevara e mi accorgo che ho citato nemesis
  10. EvaK

    Le case editrici pagano le royalties?

    Non ne sono così sicura, in alcuni casi un comportamento scorretto potrebbe essere controproducente, all'editore in questione non rinnoverò il contratto di pubblicazione, sarà una magra soddisfazione ma con me lui ha fatto un buon investimento e non credo sarà contento di perdermi. Per fortuna mi hanno detto che esistono anche CE serie che non disdegnano autori che producono libri (mi riferisco alla saggistica) che vendono una media di 500 copie all'anno, ma costanti, e hanno interesse a tenerseli (ne avevo scritto un altro, sempre di saggistica, a 4 mani, che vendeva una media di 500 copie annue ma la casa editrice che l'ha pubblicato nel frattempo ha chiuso). Per quanto riguarda le tue considerazioni sul tipo timido-contemplativo non darei niente per scontato. La personalità umana è ricca di sfaccettature e talvolta aspetti del carattere che non riesci a manifestare a tu per tu emergono attraverso i social o nella recitazione teatrale. Io per esempio che nella vita di tutti i giorni appaio tendenzialmente introversa quando recito riesco a interpretare bene i personaggi cazzuti ed estroversi. Jung l'avrebbe definita "compensazione". Ti dico anche che per me la saggistica è marginale, ho cominciato quasi per gioco, anche se detesto sentirmi presa in giro e i comportamenti scorretti, all'inizio il libro l'ho promosso ma non ho continuato a spenderci energie perché mi interessava relativamente. Ci sono libri (mi riferisco alla saggistica) che si vendono da soli, anche il precedente saggio mi ha sorpreso che vendesse bene (nell'ottica della piccola e micro editoria) perché la CE che l'ha prodotto non ha investito in promozione, ma a quanto pare, il titolo, l'argomento e il prezzo hanno funzionato. I lettori di nicchia interessati a uno specifico argomento acquistano anche libri di autori poco sconosciuti, almeno, nel campo della saggistica. Ma il mio sogno nel cassetto (per quanto più difficile) è la narrativa. Qualsiasi "difetto" anche la timidezza puoi renderlo un pregio se lo trasformi in una caratteristica che può rendere intrigante un personaggio. Non darei niente per scontato.
  11. EvaK

    Le case editrici pagano le royalties?

    è il mio caso, io non ci sono mai cascata con le case editrici a pagamento, ma con un free poco corretto purtroppo sì. Mi ha presentato un conteggio inverosimile e sospetto mi abbia dato molto ma molto meno di quello che mi spetta. Nel mio caso il sospetto è di essere stata gabbata non nell'ordine delle decine di euro come ho letto su altri post, ma delle centinaia. Detto questo con l'editore in questione non ho tirato fuori un quattrino di tasca mia anzi qualcosa ho guadagnato. Mi sento ugualmente mortificata perché il grosso del lavoro l'ho fatto io e non solo quello di scrivere il libro, mi sono sbattuta per promuoverlo sui social, per scrivere i testi promozionali che l'editore continua a utilizzare per promuovere il mio libro. Rimango dell'idea che piuttosto di rischiare di incappare in case editrici poco serie (tra queste purtroppo anche le cosi dette free) meglio il self publishing. Oggi la tecnologia dà questa possibilità, perché non cogliere l'onda dei tempi? Meglio soli che male accompagnati. Certo meglio bene accompagnati o se non proprio bene, discretamente accompagnati. Ma piuttosto che farmi prendere in giro, parafrasando il film di Bertolucci, ho imparato la lezione e preferisco ballare da sola.
  12. EvaK

    Le case editrici pagano le royalties?

    il mio ha pagato ma con un criterio che non sono riuscita a capire. Fai conto che mi ha presentato un conteggio cumulativo dei libri venduti l'ultimo anno scritto su un file word e firmato di suo pugno. Tale conteggio riporta 202 copie di e.book vendute e 107 copie cartacee vendute. Sull'e.book dovrei percepire il 30%; sul cartaceo il 10%. Il cartaceo costa euro 16; l'ebook a prezzo pieno 7,49. Secondo i suoi conteggi mi spetterebbero come compenso per l'autore euro 116,58 per l'e.book ed euro 51,58 per il cartaceo. Gli scrivo facendogli presente che se la matematica non è un opinione, secondo i miei conti avrebbero dovuto spettarmi in totale circa 625 euro. Mi risponde che non è così matematico perché a volte mette il libro in offerta speciale, che ogni store fa il prezzo che vuole, che nel conteggio sono compresi anche i noleggi e, in seguito a mia contestazione sulla cifra che a suo dire mi sarebbe dovuta, mi manda due file excel in cui ci sarebbero i conteggi dettagliati dove risultano vendute solo 59 copie cartacee su Amazon con create space (mentre nei conteggi globali mi aveva scritto 107 copie cartacee vendute, ho la sua lettera firmata) . Il 10% di 59 copie vendute secondo i miei calcoli risulta comunque una cifra maggiore da quella da lui conteggiata. Sui files excel che mi ha inviato non risultano altre copie cartacee vendute sugli store eccetto Amazon (mi aveva detto in passato che le copie cartacee sugli altri store non le fa stampare da Amazon ma da una tipografia). E non è tutto, il primo anno, quando è il momento di pagarmi i diritti, mi chiede se anziché i soldi preferisco le copie cartacee (fate conto che vende a 16 euro un libro di poco più di cento pagine che se mi stampassi da sola sola su Amazon mi costerebbe circa 2 euro) che lui mi avrebbe generosamente "ceduto" con il 30% di sconto sul prezzo di copertina al posto del pagamento cash. Gli rispondo che preferisco essere pagata in euro. A parte questo dettaglio il primo anno mi presenta puntualmente il rendiconto delle vendite senza che debba sollecitarlo e mi paga puntualmente. Gli anni successivi, al contrario, devo sempre sollecitarlo io per farmi pagare i diritti che mi spettano che infine mi paga sebbene in ritardo. Secondo voi è normale una procedura così?
  13. EvaK

    Le case editrici pagano le royalties?

    correggo, la "correzione di bozze" consisteva in una rilettura fatta dallo stesso editore
  14. EvaK

    Le case editrici pagano le royalties?

    è un argomento delicato, per questioni di privacy non entro nei dettagli. Diciamo che ci sono stati degli atteggiamenti dell'editore che mi hanno fatta insospettire, ma si tratta solo di sospetti, non di certezze. Comunque ho lasciato correre per il quieto vivere perché non sono un paio di centinaia di euro in più o in meno all'anno che mi cambiano la vita. Il libro in questione, pur essendo stato pubblicato da un micro editore in e.book e print on demand, se la cava, non dico che faccio chissà quali numeri, ma è un libro di saggistica che ha la sua nicchia, è sul mercato da tre anni e continua (fin'ora) ad avere vendite non altissime ma costanti. Per farvi un'idea nel 2018 ho percepito circa 150 euro netti di royalties, non è un granché, ma non è neanche un risultato dei peggiori . C'è stato zero investimento iniziale e correzione di bozze inesistente. La pubblicità tramite mailing list e posizionamento sui motori di ricerca invece c'è. Oltre a scrivere il libro ho dovuto scrivere io quarta di copertina e il testo di promozione marketing e mi starebbe pure bene se avessi la certezza che ci fosse un'equa suddivisione degli utili. Forse sarò paranoica, ma se mi sono venuti dei sospetti qualche motivo ce l'ho. Penso che la scelta di molti autori di passare al self publishing sia motivata da esperienze affini alla mia. Ma mai dire mai.
  15. EvaK

    Le case editrici pagano le royalties?

    Rimanendo in tema, pongo un altra domanda: è possibile invece che un editore pur pagando i diritti, paghi meno di quanto sarebbe dovuto all'autore, in altre parole che "bari" sui rendiconti?
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