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dirk

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  1. dirk

    Buona fortuna, amici

    @Elisa Audino non è poco poetico, anzi. A volte anche per me è così
  2. dirk

    Buona fortuna, amici

    @Elisa Audinoho pianto io leggendoti. Questa poesia mi è arrivata dritta e chiara allo stomaco. Uno degli obiettivi della poesia è comunicare e tu ci sei riuscita in pieno
  3. dirk

    Di mattina, al risveglio

    Ciao @Mattia Alariin realtà il mio nome è un omaggio al ciclo di Landover di Terry Brooks, l'ho letto quando ero adolescente e sono rimasta molto legata al personaggio che ha questo nome, Dirk, un gatto prismatico un po' arcigno, ma in fondo di buon cuore La divisione in due parti come fai giustamente notare sono contenta che si percepisca perché è voluta. qui volevo intendere che appena sveglia, prendendo il calzino (blu come il mare, ma che nasconde una cavità buia) per indossarlo, è come se mi fosse ritornato in mente ciò che era accaduto poco prima nei miei sogni e ne avessi tratto almeno parzialmente una rivelazione, perciò il sonno che in genere si associa all'irrazionale, in questo caso è come se mi avesse permesso di scoprire una parte di realtà che con gli strumenti della razionalità non riuscivo a vedere, e capire cosa è reale credo che sia una delle capacità del senno. La domanda è interessante, l'ambiente che ho immaginato è buio perché le tapparelle sono chiuse, è mattina, ma è come se ci fosse anche qualcosa della sera. Per quanto riguarda la tua divisione in versi ti ringrazio molto, mi hai dato degli ottimi input, però come hai detto tu , senza dividerla dà la sensazione di un gorgo di immagini, che è l'effetto che volevo ottenere. Mi è piaciuto molto come hai diviso la strofa che inizia con "la finestra", stavo pensando che così forse potrebbe anche essere una poesia a se stante. Comunque ti ringrazio molto per il commento così approfindito
  4. dirk

    Occhi di pizzo

    Secondo me è un discorso di come andare a capo più che altro. Ho provato così, mi sembra che in questo modo quadri meglio, ma prendilo con le pinze. Ho aggiunto un punto dopo "azzurro", i : dopo " strada", e ho cambiato un po' l'ordine del penultimo verso, sperando di non averne travisato il senso. Era un gabbiano, volava nudo in un bagliore azzurro. È un giullare dal reggiseno sbiadito, si aggira in cerca della voce rubata da semafori stanchi a bordo strada: andatura lenta del tessuto nell'attimo guida di un suono che passa nel caos di chi avanza col fumo in faccia. Ovviamente è del tutto opinabile, è una tentativo, spero di esserti stata utile
  5. dirk

    Di mattina, al risveglio

    Camminando per strada a volte sento Il vento tra i denti Stringermi i pensieri Sotto la pelle del collo. Non afferrarli diventa il cruccio Di non saper vedere bene Il marciapiede tra le tende degli alberi. Eppure, stamattina, alzando il calzino, Dentro ho visto il mare della notte, E il sonno è diventato senno. I capelli, scogli smussati e il pigiama Un danno appiccicato a galla. La finestra serrata nella stanza guarda, Tra lo spazio denso permea e sazia L’atmosfera col suo calcare notturno, Sedimento sul viso che urto piegando Sulle gambe. È così che distendo La schiena: suo il dolore Di un po’ di cammino sotto curve di spalle Per la strada inversa ruotando su se stessa.
  6. dirk

    Occhi di pizzo

    Ciao @Dark Smile La tua poesia mi sembra un flusso di coscienza, che ruota però intorno a dei temi fissi. Il primo tema è quello del viaggio: chi parla lo fa seduto in un vagone del treno. Lo immagino vicino al finestrino che guarda alternativamente fuori e dentro la carrozza, e contemporaneamente riflette. È un viaggio che però non ha nulla dello straordinario, sembra quasi una routine malinconica, è un viaggio stanco, compiuto da una persona estenuata, lo si capisce dalle "caviglie rotte " che "stridono sull'asfalto bruciato", dalle "rotaie con cappelli di sole" che però è "pallido". Altro tema è quello dell'assenza, della mancanza, e mi pare che sia il messaggio centrale che vuole dare la poesia, perché già dall'inizio si fa sentire: per arrivare al massimo della tensione qui, dove sembra che ciò che manca abbia illuso chi scrive di poter esserci, per poi invece sparire che per giunta sono i versi che mi sono piaciuti di più. Dopo questo punto di rottura, è come se sia chi scrive sia chi legge sia abbattuto da una stanchezza provocata dall'emozione così intensa dei versi precedenti. Chi manca ed ha tradito chi scrive, è trasfigurato prima in un gabbiano libero, che ha il coraggio di volare nudo, ora invece è un giullare, un buffone che gira in cerca della sua voce per i semafori, quasi fosse un accattone. C'è inoltre accento sulla femminilità e sensualità, attraverso l'insistere sul simbolo di seno e reggiseno, che si sente però svuotata e mortificata dalla mancanza. Inizialmente avevo pensato che il gabbiano/giullare fosse la persona che ti ha ingannato e se ne è andata, poi però leggendo del "reggiseno sbiadito" ho pensato che fosse una parte di te ad averti illusa e poi abbandonata. Quale delle due? Comunque ci sono delle immagini che mi sono piaciute molto, ad esempio io ho immaginato che gli occhi fossero di pizzo perché guardandolo si vede il suo riflesso sulla superficie degli occhi, tu l'avevi pensata così? Questa mi ricorda un quadro di Dalì di cui ho dimenticato il nome E anche questa mi è rimasta impressa Nell'ultima parte però c'è qualcosa che non mi convince, è come se venendo a galla quello che probabilmente volevi dire fin dall'inizio, s'inceppasse un po' il discorso nella difficoltà di dire la verità. Per esempio io sarei andata a capo dopo "sguardo mio". L'ultimo verso però mi è piaciuto. Anche se non completamente, mi sembra che tu sia un po' surrealista Ho scritto a sentimento quello che mi suscitava la tua poesia, ma potrei aver detto una manica di cavolatein ogni caso è stato un piacere leggerti, alla prossima.
  7. dirk

    Doccia

    Ciao @Floriana, grazie di essere passata, per gli apprezzamenti e gli utili consigli Doccia nel testo, avevo già pensato di toglierlo, sostituendolo con "getto" come mi avevano suggerito su
  8. dirk

    Doccia

    @Luca Ferrarini grazie a te per essere passato
  9. dirk

    [LP2] Davanti allo specchio

    @Ippolita2018 grazie a te per essere passata, per le osservazioni e per aver colto nel centro di quello che volevo dire @Siracosì mi sembra risalti di più la paura e non mi dispiace, però non mi convince il punto ci rifletteró. Grazie per i suggerimenti @Talia grazie di essere passata
  10. dirk

    [LP2] Davanti allo specchio

    @Edu un po' è voluto, soprattutto avrei voluto marcare la distanza tra la prima parte in cui uso verbi all'imperfetto e la seconda in cui ho usato versi più lunghi e il tempo presente @Alba360 grazie di essere passata come qui per esempio: di toccarmi le ferite davanti i tuoi occhi? eppure la maiuscola di Le... ...oppure si tratta di una specie di dialogo con se stessi. Qui ho fatto in questo modo perché non sto parlando di me, ma di lui @Elisa Audino non per i versi in sé, avevano qualcosa dentro, da sviluppare forse, ma perché quelli successivi li annullano e bastano a se stessi. Dici che dovrei toglierli quei due versi? @Emy insomma, Valentina ti è rimasta impressa Grazie, in effetti così suona di più. Per il ritmo, si un po' era voluto
  11. dirk

    [LP2] Davanti allo specchio

    @millikala tua interpretazione mi piace in realtà io avevo pensato ad un passato in cui il cuore corre al galoppo, ma rimanendo comunque solo, non riuscendo ad essere vicino a qualcuno, e ad un presente in cui c'è una persona a cui non riesce ad avvicinarsi, che a volte sembra essere tentata di lasciarsi scoprire, ma nel timore di essere rifiutata per il suo passato, rimane comunque "dietro una tenda" senza uscire veramente allo scoperto. Però la tua lettura è affascinante, forse è pure più figa di quello a cui avevo pensato io scrivendola @Poeta Zaza hai ragione, l'ho postata all'ultimo secondo e ho fatto un po' un pasticcio, scusami per aver nominato impropriamente il tuo verso nella traccia Grazie per il consiglio di non ripetere "stanca", per il titolo volevo centrare l'attenzione sul fatto che questa persona, nel timore di essere giudicata per i suoi difetti e i suoi problemi, invece di uscire allo scoperto e di porsi senza veli davanti all'altro, si pone davanti a uno specchio, per giudicarsi lui stesso e in un secondo momento mostrare di sé solo la sua immagine riflessa. Però come dicevo prima, il tempo era poco e non ho avuto modo di riflettere se fosse o meno un titolo efficace
  12. dirk

    [LP 2] Lo scrigno

    Ciao @Sira bella la tua poesia! Mi ha colpito molto l'inizio e poi l'immagine dello scrigno chiuso negli occhi è molto bella. Questo verso, che rappresenta un punto di snodo nel messaggio mi ha sorpreso positivamente, perché non mi aspettavo che il contenuto prendesse questa piega
  13. dirk

    [LP2] Clessidra

    Ciao @Emy questo il passaggio che mi è piaciuto di più Immagino che sia stata volontaria la scelta di scrivere strofe della stessa lunghezza, però per mio gusto personale, anche se in questo modo apparentemente si romperebbe la simmetria, separarei il "sospesi" dalla seconda strofa, attaccandolo alla terza, perché col significato mi sembra più simmetrico così. Bella la conclusione con che rompe l'atmosfera soffusa delle strofe precedenti, ci sta proprio bene!
  14. dirk

    [LP 2] Memorie

    @Alba360 l'inizio è bellissimo, il parallelo tra la linea dell'orizzonte e una ruga trasversa sulla fronte è veramente bello da immaginare. Poi ho trovato un po' difficoltoso l'inserimento dei versi altrui, in tutti e due i casi il verso immediatamente successivo quelli inseriti non mi convince a pieno, come se ci fosse qualcosa che non scorre perfettamente, anche se questo verso di raccordo mi è piaciuto, l'immagine è molto netta
  15. dirk

    Lampi di Poesia 2 - Off Topic

    No, in realtà di @Ippolita2018 , ma la sua minuscola non ha nessuna colpa, sono io che ho messo il suo verso dopo un punto e quindi ho usato la maiuscola anche se le ho storpiato il nome chiamandola Ippolita360, spero non me ne voglia quindi in un certo senso@Alba360 è comunque coinvolta
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