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ivalibri

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  1. ivalibri

    [FdI 2019-3] Una scoperta sensazionale

    Ciao @Silverwillow il tuo racconto mi ha ricordato Indiana Jones e il tempio maledetto! Quello era ambientato in India e il tuo in Honduras però c'è la stessa voglia di avventura e la stessa verve comica. Molto divertente e ben scritto. Ottima prova!
  2. ivalibri

    [FdI 2019-3] I monatti

    Ciao @simone volponi l'idea di un'epidemia di peste ai giorni nostri mi piace molto, è straniante e a suo modo suggestiva, così come la scelta di inserire il dettaglio storico sui lanzinecchi. Il racconto scorre molto bene ed è, al solto, scritto benissimo. Ti segnalo solo questa ripetizione di "averci a che fare" a distanza ravvicinata. Magari è voluta ma salta agli occhi, vista l'attenzione con cui è scritto il resto. Molto bella la parte finale sul lato oscuro, è un finale filosofico che non ci si aspetta e che dà un valore aggiunto al testo. Però, perdonami, ma non ho trovato molto centrata la traccia sull'esplorazione, se non in senso molto lato. C'è l'esplorazione della morte, del lato oscuro, ma il protagonista mi sembra vivere il tutto con una certa passività. Anche la parte sull'oscurità e sul suo significato viene tirata fuori da Seba e non da lui. O forse non sono riuscita a cogliere qualcosa? A presto!
  3. Ciao @Alba360 ti faccio i miei complimenti per questo bel racconto e colgo l'occasione per scusarmi per il tono saccente con cui ho commentato il tuo lavoro della scorsa tappa. Dimostri infatti di saper padroneggiare la scrittura con maestria (e anche la punteggiatura!). Devo dire che senza virgole fuori posto si apprezza in pieno il tuo modo di scrivere (anche i rompiballe come la sottoscritta), che in questo testo è permeato da un diffuso lirismo e da scelte lessicali metaforiche e insolite che mi sono davvero piaciute. Bella anche la storia e la poesia, ma bello soprattutto il modo in cui hai raccontato. Brava! Alla prossima!
  4. ivalibri

    [FdI 2019 - 3] Il Lato Oscuro

    Il Lato Oscuro Un ultimo spicchio di Sole si staglia all'orizzonte. Fobos lo guarda, è il suo unico appiglio visivo al mondo a cui appartiene. L'astro conosciuto, che per lui è immacolato, immobile come una certezza, sta scomparendo man mano che la navigazione procede. Ed è rosso fuoco, come mai l'ha visto. Anche Deimos lo osserva mentre affonda piano nelle acque calme del Grande Mare. - Ci siamo quasi. È stato più facile di quanto immaginavo - dice Fobos. - Arrivare fino a qui non significa niente, lo sai. Alcuni miei amici l'hanno già fatto - risponde Deimos. Fobos lo guarda di sghembo, non vuole perdere di vista lo spettacolo del Sole che scompare, ma fa a tempo a vedere il labbro dell'amico che trema mentre parla. - Già. Ma perché l'hanno fatto, loro? Per sfida, per noia, non per altro. E poi non si sono mai spinti oltre la Zona di Crepuscolo. Noi lo facciamo per un altro motivo. - Forse anche il nostro è un motivo futile. - Che succede? Hai paura? - Sì, ho paura. E allora? Non sono come te, che pur di vedere con i propri occhi quello di cui parlano i maestri a scuola saresti capace di sfidare l'ordine delle cose! - Ti sbagli. Ho paura anch'io. Dopo pochi colpi di remo l'ultima fetta di Sole sparisce alla vista con una velocità sorprendente, con un tuffo repentino nel mare in perenne bonaccia. - Siamo nella Zona di Crepuscolo! - urla Deimos - Ma non è successo nulla! Tutto è come prima! - aggiunge sorpreso. - Deimos! Sei il solito sciocco! E ignorante! Persino i maestri a scuola spiegano che nella Zona di Crepuscolo tutto è come nell'Emisfero Luminoso. Per lo meno nella parte più vicina. Non appena finisce di pronunciare la frase, Fobos si rende conto che non è vero: la sua pelle ha percepito un cambiamento. La mancanza dei raggi diretti del Sole lo fa rabbrividire. Gli pare anche di sentire l'aria attorno a sé che si muove. - La senti, Deimos? - Che cosa, Fobos? - Una cosa strana: è come se l'aria si muovesse da sola... - Meno male che ero io l'ignorante! Nella Zona di Crepuscolo si inizia a sentire il vento. - Il vento? E cos'è? - È l'aria che si muove da sola. Quella che nel Lato Oscuro provoca le tempeste! - Chi te l'ha detto? - Giapeto e Iperione. Loro sono già stati qui e l'hanno sentito. Fobos conosce quelle storie, le ha sentite da quei due sbruffoni. Se ne vantavano al Ginnasio come se fossero uno dei tanti aneddoti di ancelle sedotte e abbandonate. Ma lui non li ha mai presi sul serio. Gli sembrano i resoconti strampalati di quei folli che si recano alle Stanze Buie. I surrogati artificiali in cui si imita l'oscurità della notte e i cui avventori pare cadano in uno svenimento del corpo mentre la loro mente vaga tra vicende irreali e irrazionali. Fobos no, non ha mai creduto a chi è spinto dalla voglia di avventura, né mai vorrebbe andare in quei luoghi di evasione. Lui vuole conoscere. Vuole sapere. Si è sempre sentito affascinato dai racconti sul passato, il tempo mitico in cui tutto il firmamento ruotava. Quando ogni lato del Mondo aveva la sua parte di luce, con il Sole che piano spuntava, saliva in alto nel cielo e poi spariva dal lato opposto, e la sua parte di buio, con un Sole bianco, detto Luna, che splendeva ma non illuminava. Tutto si muoveva e mutava fino a quando si arrivò al Punto di Equilibrio e l'universo si fermò. Chi viveva nel Lato Luminoso si trovò in un giorno perenne. Chi, più sfortunato, era nel Lato Oscuro, rimase in una notte eterna. Ma qui i racconti iniziano a contraddirsi: alcune teorie affermano che dall'altra parte non vive più nessuno, altre che un popolo, gli Oscuri, lotta contro terribili burrasche e catastrofi naturali, altre ancora che essi si sono trasformati in demoni. Fobos sospetta che la fantasia giochi un ruolo importante in quelle teorie. L'immobilismo tipico del suo tempo e della sua gente fa sì che nessuno osi avventurarsi oltre i propri confini. Ma lui è diverso, forse. La navigazione continua e più i due si addentrano verso l'ignoto più la luce si affievolisce. Impercettibilmente tutto si fa più scuro ma al contempo l'aria che si muove si intensifica. Fobos e Deimos iniziano a notare un altro fenomeno strano: l'acqua del Grande Mare, sempre placida e ferma, si muove su e giù come un lenzuolo agitato da quattro mani che ne scuotono gli angoli. - Copriamoci con queste stoffe! - dice Deimos quando i primi spruzzi d'acqua li raggiungono in volto. - Vuoi tornare indietro? Siamo ancora in tempo! - gli chiede Fobos. - No! Andiamo avanti! Ormai ci siamo. La corrente del Mare li trascina verso il buio. Né Fobos né Deimos saprebbero dire quale è stato il momento esatto in cui sono calate le tenebre. Vi è un punto nel Crepuscolo superato il quale è impossibile invertire la rotta. Con l'oscurità inizia un movimento spasmodico dell'aria e dell'acqua. I due ragazzi cercano di dominare le onde con i remi ma l'imbarcazione è in balia degli elementi. Un frastuono che mai avrebbero immaginato li circonda. L'acqua li sferza con violenza. Sono ormai fradici e disperati quando la barca si rovescia. Fobos nuota nell'acqua nera. Urla il nome dell'amico, quando riesce a prendere fiato. Ma di lui non c'è traccia, né dell'imbarcazione. Poi, allo stesso modo impercettibile in cui è calato il buio, perde i sensi. Quando riapre gli occhi si ritrova in un minuscolo isolotto. Il buio è intenso ma non così fitto da impedirgli di scorgere ciò che lo circonda. Gli bastano pochi minuti per abituare la vista. Dal lato opposto della spiaggia intravede una figura. - Deimos! - grida - Anche tu sei arrivato qui! Mentre gli va incontro vede che anche la sagoma scura si avvicina a lui. Quando riesce a decifrarla si rende conto che non è il suo amico, ma una donna. - Chi sei? - le domanda. - Potrei farti la stessa domanda - risponde lei. - Sono Fobos, del popolo degli Illuminati. - Vieni dal Lato Luminoso? Davvero? - Sì. E tu sei del popolo degli Oscuri? - Sì. - Avrei tante cose da domandarti, tante cose che vorrei sapere su di voi, sul Lato Oscuro... Come vivete? - Come quelli che vedi là. La ragazza indica un'imbarcazione che fluttua poco lontano da loro. Fobos riesce a vedere che è gremita di gente sdraiata, immobile. - Cosa stanno facendo? - Dormono. E sognano. - Cosa significa? - È quello che stai facendo anche tu. - Io? Adesso? - Sì - ride la donna nel vedere la sua faccia stupita. - Vuoi dire che questo non è reale? - Lo è nel momento in cui lo stai vivendo. - Non capisco. - È normale, non preoccuparti. Accanto ad ogni mondo, dove viviamo, ce n'è sempre un altro in cui possiamo entrare. Tieni, portati questo nel tuo Lato Luminoso. La donna gli porge un papiro arrotolato. Fobos lo srotola e scorge dei versi scritti con un inchiostro iridescente che brilla nel buio. Quando alza lo sguardo la donna è sparita. Senza capire come né perché, si ritrova nella sua imbarcazione accanto a Deimos. Anche lui pare addormentato. La prua della barca punta verso la luce, il mare è di nuovo calmo e l'aria si è fermata. - Un'allucinazione! - mormora Fobos - Non siamo mai arrivati al Lato Oscuro! Deimos si sveglia: - Cos'è successo? - chiede all'amico. - Niente. Credo che non sia successo niente. - E quello cos'è? - Deimos indica un papiro sullo scafo. Fobos lo srotola, impaziente, ma non vi è scritto nulla. Il Sole è ormai abbastanza alto nel cielo da illuminare tutto. Allora ha un'intuizione: con le mani a conca crea il buio sul papiro e attraverso una fessura vede le parole comparire. Esplora il Lato Oscuro, o viaggiatore, abbi il coraggio di lasciarti andare alla rivoluzione della conoscenza. Senza tenebra non esiste luce, senza sogno non c'è ragione né audacia senza paura. Sprofonda nell'abisso dell'ignoto per approdare a un'isola di ombra in cui il tuo opposto possa brillare come un sole dopo un plenilunio.
  5. ivalibri

    [FdI 2019-3] Il bambino

    Ciao @Edu caspita che bel racconto! Sei stato velocissimo a postare e proponi un testo bellissimo. Il tuo e quello di alessandroperbellini sono entrambi notevoli, come faccio a postare il mio? Mi fate sfigurare! E va be'. Comunque tornando a te, il racconto è breve ma efficace, allusivo e suggestivo ma allo stesso tempo chiaro nei suoi possibili significati. La scelta di connotare geograficamente i personaggi e i luoghi con la nomenclatura italiana e slava lascia qualche dubbio sulla collocazione storica ma si respira nel testo un'aria fuori dal tempo che porta il lettore in una situazione al di fuori della Storia. Nei commenti poi lo chiarisci tu stesso, però immaginando di leggere il racconto in un altro contesto, diciamo più normale, dove l'autore non ha modo di intervenire se non attraverso ciò che ha scritto, forse rivedrei questa scelta che è un po' straniante e nebulosa per il lettore. Il modo in cui Cristiano si rivolge ad Anna è un po' stucchevole all'inizio, ma allo stesso tempo c'è un' evoluzione molto bella nei vari epiteti con cui inizia le lettere che stempera la sensazione che ho avuto. L'unico vero appunto che ho da farti su questo racconto è che secondo me il tema dell'esplorazione è in secondo piano rispetto ad altro. Hai inteso la guerra come forma di esplorazione, soprattutto nell'incontro/ scontro con l'altro da sé. Quindi il tema è presente nel testo ma hai sottolineato di più l'assurdità della violenza. Ma ciò non toglie nulla alla bellezza del racconto. Ho visto che ti hanno criticato il titolo. Secondo me non è male, ma è un titolo senza infamia e senza lode e per questo stride con il testo. Va bene ma puoi trovare di meglio. Ciao da Cettina
  6. ivalibri

    [FdI 2019-3] Come una goccia d’acqua su una piastra incandescente

    Ciao @Alessandroperbellini complimenti sia per la velocità che per il racconto! Molto bello e molto ben scritto, a mio parere. Mi è piaciuto come hai reso la quotidianità di questo mondo artificiale che descrivi e come la nostalgia della Terra entri piano nella narrazione, quasi in sordina, attraverso le piccole cose. La scena di sesso mancato funziona molto bene, secondo me, perché una volta che ci si è resi conto di quale sia l'ambientazione, risulta straniante ma al contempo molto umana. La poesia è breve e semplice ma non per questo meno bella e vera. E bellissimo il finale, ho proprio visualizzato ciò che vede il protagonista! Complimenti ancora!
  7. ivalibri

    Cosa state leggendo?

    Devo leggerlo Non vi deluderà.
  8. Complimenti a tutti! Grazie per la compagnia in questa seconda tappa! E grazie anche a chi mi ha donato un voto (che non mi aspettavo...) Adesso vediamo cosa si inventano per l'ultima tappa.
  9. ivalibri

    Cosa state leggendo?

    Mi piace molto questa citazione @Roberto Ballardini .Mi ha ricordato George Bataille. Ho cercato il libro, è un distopico e mi sembra molto interessante. Grazie per il suggerimento!
  10. ivalibri

    Le schede di lettura del Premio Italo Calvino

    Ciao @INTES MK-69 ci troviamo anche qui oltre che nella sezione dei contest! Premesso che è difficile darti un parere non avendo letto il tuo libro, il consiglio più sensato che mi viene da darti è di far passare un po' di tempo in modo da "digerire e metabolizzare" la scheda. Può darsi che tra qualche tempo tu riveda le critiche con un altro occhio. Rispetto a quanto scrivi ti dico la mia sull'ultimo punto: secondo me la critica che ti muovono si basa su criteri strettamente editoriali, ossia, già è difficile far pubblicare una raccolta di racconti, il consiglio che sento fare più spesso per avere una possibilità è che ci dovrebbe essere un filo conduttore tra i vari pezzi. Questo dovrebbe rendere la raccolta più facilmente piazzabile. Poi se tu sei sicuro delle tue scelte stilistiche e narrative dovresti portarle avanti, ma questo è un parere personale. Io sto ancora aspettando la mia scheda, con ansia crescente... A presto!
  11. ivalibri

    [FdI 2019 - 2] L'epigono

    Grazie @Ernest lo cercherò!
  12. ivalibri

    [FdI 2019 - 2] L'epigono

    Ciao @Alba360 grazie del passaggio e del commento! A prestissimo! Ciao @Joyopi grazie anche a te per essere passato! Ciao @Ernest se poi ti viene in mente quale, fammi sapere ché lo cerco! Grazie e a presto! Ciao @Emy grazie per le tue interessanti considerazioni e i consigli. A presto e buon contest!
  13. ivalibri

    Le schede di lettura del Premio Italo Calvino

    E anche a me niente! Sigh!
  14. ivalibri

    Omero nel Baltico

    Ciao @Antares87 ricordo di aver letto un articolo su questa teoria in una rivista. C'erano delle fotografie di un isola del mare del Nord (non ricordo quale) che secondo la teoria sarebbe stata Ogigia. Sinceramente mi era sembrata una ricerca curiosa ma non tanto verosimile. Per lo meno io ho sempre associato l'Iliade e l'Odissea con la Grecia e il Mediterraneo. Quelle immagini, per quanto suggestive, mi sembravano una forzatura. È anche vero che l'immaginario legato a Omero è talmente stratificato che è difficile distinguere ciò che è verosimile da quello che è il frutto di una nostra visione moderna di certi archetipi. Purtroppo non ricordo in quale rivista avevo letto la notizia, né a quale studioso si riferisse.
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