Vai al contenuto

ivalibri

Scrittore
  • Numero contenuti

    1.105
  • Iscritto

  • Ultima visita

Reputazione Forum

399 Straordinario

6 Seguaci

Su ivalibri

  • Rank
    Sognatore

Visite recenti

924 visite nel profilo
  1. ivalibri

    Mezzogiorno d'inchiostro 144 – Topic ufficiale

    Traccia di mezzanotte: ailurofobia
  2. ivalibri

    [MI 144] Il rito di Bubasti

    Traccia di mezzanotte Il rito di Bubasti "Illustre professore ritrovato morto nel proprio appartamento" Il professor Anselmo Ambinelli, emerito egittologo, celebre nell'ambiente accademico per le sue scoperte sui riti propiziatori della fertilità, è morto in circostanze misteriose. A dare l'allarme è stata la sua compagna e collega, la dottoressa Marta Arturi. La ricercatrice ha raccontato di essere uscita a comprare del cibo da asporto e di aver lasciato il professore solo in casa. Al ritorno lo ha trovato privo di vita, riverso sul pavimento della camera da letto. La donna, in evidente stato di shock, non ha saputo fornire ulteriori dettagli. I due studiosi erano tornati da pochi giorni dall'Egitto. "Un misero trafiletto, ecco cosa è rimasto del povero Anselmo!" Federico non si fece sopraffare dalla gelosia nel leggere la notizia. Il suo primo pensiero fu di pena per la morte del collega e al contempo di rabbia per come una vita dedicata agli studi venisse liquidata in poche righe. Chissà, fosse stato lui al posto di Anselmo non avrebbero nemmeno accennato alle sue scoperte. O forse sarebbe meglio dire le loro scoperte. Il rito di Bubasti, l'incredibile ritrovamento delle mummie di felini, i manufatti di Bastet erano frutto del lavoro ventennale di entrambi. Le scoperte stavano per essere pubblicate in uno studio corposo, mancavano le ultime revisioni, ed erano pronte per rivoluzionare le conoscenze date per assodate sull'Antico Egitto. Ma poi era arrivata lei. A Federico sfuggì una risatina. Marta li aveva sedotti entrambi, prima uno e poi l'altro. Solo che Federico aveva rimediato una bella scuffia e qualche serata di deprimente solitudine quando lei lo aveva lasciato, mentre Anselmo... beh, Anselmo ci aveva lasciato le penne. Due giorni prima Marta si guardò allo specchio del bagno. La sua espressione accigliata non guastava la sua bellezza. "Eh già, sono proprio una bella donna, non c'è che dire" pensava mentre si ripassava il rossetto sulle labbra. Gli ammiratori non le mancavano ma non le bastava. A 45 anni suonati quello che voleva era un figlio, un bambino tutto suo. Aveva provato tutto, era persino andata in Spagna per fare la fecondazione eterologa, ma non aveva funzionato. Ora le si era aperto un ultimo spiraglio: la scoperta di un rito tanto antico quanto efficace, provato dalle innumerevoli testimonianze che Federico e Anselmo avevano raccolto nell'area di Tebe e di Menfi. Era tutto pronto, mancava solo il contributo di Anselmo. Si mise il completo intimo di pizzo appena acquistato e si avvolse nella vestaglia leopardata nuova di zecca. Lanciò un'ultima occhiata allo specchio e trovandosi proprio figa andò in camera da letto. La gatta con suoi sei gattini stava accoccolata ai piedi del letto. Marta li guardò compiaciuta: i gattini succhiavano il latte e la mamma gatta se ne stava sorniona a sonnecchiare. Non aveva dovuto spendere neanche un centesimo. Era bastato rispondere a un annuncio su internet nel sito Gattini gratis. Il rituale di Bubasti era di una semplicità sconcertante: bastava copulare di fronte alla gatta e ai gattini nella posizione del missionario. Dopo la copula bisognava pronunciare le formule della stele della Primula decifrate da Anselmo (e nessuno meglio di lui poteva farlo, nemmeno quel piagnone di Federico) mentre si doveva posare la gatta sul ventre della donna per propiziare la fecondazione. "Tutto perfetto!" pensò Marta "Ma Anselmo, dov'è finito?" - Anselmo! - sussurrò per non spaventare i gatti. Marta lo cercò in giro per la casa. Lo trovò seduto in cucina. - Ma che fai tutto solo? Vieni, andiamo a letto. Ti stiamo aspettando... - Ehm, chi mi sta aspettando? - rispose Anselmo. - Io, no? Vieni,mio bel gattone, a fare il tuo dovere di uomo. Anselmo si tirò su titubante, asciugandosi il sudore della fronte con le maniche. Marta si avviò verso l'alcova decisa come una leonessa, mentre Anselmo la seguiva senza staccare la schiena dalle pareti e guardando con ansia a terra. - Dove sono? - osò chiedere a Marta. - Chi, tesoro? - I ga-gatti? - balbettò. - In camera, caro. Aspettano te. Marta entrò trionfante in camera, si tolse la vestaglia e si stese sul letto con le gambe aperte. Anselmo si fermò sulla soglia e, non appena vide la cucciolata, si paralizzò. La gatta aprì gli occhi e lo fissò. Le iridi erano di un verde così luminoso che abbagliò il pover'uomo, ma ciò che più lo spaventò furono le iridi oblunghe. Due fessure più nere della notte, due spiragli sull'abisso che lo avrebbe presto inghiottito. Manco a farlo apposta i gattini avevano smesso di allattare e cominciarono a gironzolare sul piumone tra le gambe di Marta. Erano degli esserini pelosi che si muovevano in maniera imprevedibile e ora stavano sfuggendo anche al controllo della sua fidanzata. - Vieni, Anselmo, sbrigati. Prima che i gattini se ne vadano in giro per tutta la casa. La gatta si mise a leccarsi il pelo e Anselmo iniziò a tremare dalla paura. Il comportamento irrazionale ma irriverente del felino, perché oltre ad aver preso possesso del suo letto come una perfetta padrona di casa lo guardava con aria di sfida, lo terrorizzava. - Spogliati, su. Cosa stai aspettando? - Ma, Marta, come faccio? Ci sono quei cosi proprio in mezzo alle tue gambe, dove mi metto? Lei lo afferrò per un braccio e lo fece sedere sul bordo del letto, impaziente e anche un po' scocciata: - E dai, vieni! Un gattino sfiorò con la testa il sedere di Anselmo. Il pelo gli fece uno strano solletico, un brivido orribile lo percorse da capo a piedi. Ma quando la coda di un altro micio gli toccò la schiena non riuscì a trattenersi e gli scappò un gridolino. In preda al panico si alzò per fuggire da quelle bestiole incontrollabili, ma Marta non aveva intenzione di mollargli il braccio. - Ma insomma, che ti prende? - gridò anche lei. La mamma gatta, allarmata dagli urli, si stiracchiò, pronta a difendere i suoi cuccioli. Allungò le zampe e tirò fuori gli artigli. La vista di quelle unghie affilate, scattate in fuori come coltelli a serramanico, fece strabuzzare gli occhi ad Anselmo. - Ailurofobia... - mormorò allora. - Ialuroche? - domandò Marta, sempre più incazzata. - Fobia, Marta, ailurofobia. - E che roba è? - Paura dei gatti - confessò Anselmo. Marta ammutolì. Non aveva mai sentito parlare di una simile fobia. Rimase un attimo interdetta, indecisa se mettersi a piangere o a ridere. - Un egittologo che ha paura dei gatti? - scoppiò a ridere, infine - Ma non dire stronzate e vieni qui a mettermi incinta! Con uno scatto da pantera lo buttò sul letto, incurante dei poveri gattini miagolanti. Si tolse mutande e reggiseno, pronta a fiondarsi su di lui, anche se in un missionario al rovescio. Ma la gatta fu più veloce di lei. Per difendere i suoi cuccioli si lanciò su Anselmo e con un balzo atterrò sul suo petto. Gli artigli lo graffiarono ma lui non sentì più nulla, perché sotto la pelle sfregiata il suo povero cuore aveva già smesso di battere.
  3. ivalibri

    [MI 144] La mucca padrona

    Ciao @Poeta Zaza ho molto apprezzato questa tua incursione nel mondo delle mucche: la tua protagonista attraverso uno scambio di parole e versi e di sguardi riesce a mettersi nei panni di un essere così diverso da sé. E poi ti dirò che mi piacciono molto i racconti in cui gli animali mostrano il loro punto di vista, al contempo familiare e straniante. Sarà che mi piacciono molto anche le mucche, anche se un po' mi fanno paura. Anzi, taggherei a questo punto anche @Kuno,direi che non dovrebbe perdersi il tuo racconto... 😁 Passiamo a pulci e pulcette per postare: qui invertirei adiacente con villa, mi sembra suoni meglio con l'aggettivo posposto. Scusami, ho dei problemi a taggare le frasi intere (i problemi tecnici li ho sempre quando devo postare!). Comunque in questa frase ci sono una serie di gerundi, oltre a quelli citati, proverei a sfoltirne alcuni per non appesantire la frase. Molto bella questa parte (intendo tutta la parte finale della premessa che non riesco a quotare), c'è un tentativo di traduzione dei versi in base alla loro tonalità. Un ottimo esempio di empatia con il mondo animale. Questo detto ad inizio frase non mi convince molto, a una prima lettura non ho capito bene cosa volevi dire, poi ho capito... Magari è solo un problema mio, ma forse avendo già specificato che la prima parte è una premessa, non è necessario ripeterlo e magari questo mi ha confusa. Non so, te lo segnalo, poi vedi tu. Qui forse manca un verbo: quindi guardai in giro. Queste frasi senza verbo sono un po' strane. Proverei a rivederle. Qui non ho capito perché hai messo due frasi diverse introdotte dal trattino, come se fossero due persone, o mucche, che parlano. Non è sempre la stessa che parla? Io metterei un solo trattino. Io qui non metterei la traduzione. Lascerei solo il Muuuh, è più suggestivo e si capisce cosa vuole dire la mucca. Molto bella la fine, con la descrizione della vista binoculare delle mucche. Oltre a trovare originale lo spunto da cui sei partita mi è piaciuto molto anche lo svolgimento nella sua semplicità. Un incontro tra specie molto ben riuscito. Scusa ancora per le frasi quotate male, spro che si capisca cosa volevo dire. Racconto delizioso a mio parere. Alla prossima!
  4. ivalibri

    Blackout poetry 1 - topic ufficiale

    Complimenti @Alberto Tosciri ! E bravissimi tutti! È stato un contest molto interessante. La tecnica che avete proposto è molto stimolante anche se difficile. È stato interessante sia cimentarsi che leggere le varie composizioni che sono venute fuori. Quindi grazie agli organizzatori @Sira e @Anglares che cercano di inventare sempre nuovi spunti per coinvolgerci e grazie anche alla cara @Ippolita2018 che mi ha pensata e taggata per invitarmi a partecipare. Grazie a chi mi ha lasciato un commento (posso dire che erano più interessanti della mia "poesia") e mi scuso anch'io per non aver commentato tutti (ma vi ho letti e riletti...). A presto!
  5. ivalibri

    Premio Italo Calvino 2021 - XXXIV edizione [19/10/20]

    Ciao @Arcoteso avendo letto numerosi interventi di @jacopa Del Gado (in questo e in altri topic) e conoscendola come un'utente sempre garbata nei modi e nei contenuti, credo che tu abbia frainteso ciò che voleva dire nel post di sopra. I finalisti e i vincitori del premio Calvino non finiscono sempre col pubblicare con grandi editori ma anche con piccoli e medi. Alcuni non pubblicano affatto. A mio parere, comunque, Elliot, NNE ed altre, pur non essendo case editrici blasonate mi paiono un ottimo traguardo. Comunque quest'anno non ho partecipato al premio. Mi aspettavo un numero di opere in gara sempre maggiore e non avevo niente di pronto, allora ho rimandato alla prossima edizione. Peccato per loro, avrebbero raggiunto quota mille! In bocca al lupo a tutti i partecipanti!
  6. ivalibri

    [BP1] Dal grembo

    Ciao @Poeta Zaza @@Monica @Ippolita2018 @Mafra e @eterea libellula Grazie a tutte per i vostri graditissimi commenti! Devo dire che ero partita dall'idea della lacerazione come separazione tra madre e figlio al momento della nascita. Il testo di partenza mi ha però indirizzata verso un finale inquietante e questa è stata una delle maggiori difficoltà che ho trovato in questa tecnica. Non ho pensato necessariamente quindi a un aborto provocato (anche se la vostra lettura è assolutamente plausibile) ma al "dramma" della separazione. Grazie ancora! A presto
  7. ivalibri

    Te lo do io il Natale! [Off topic]

    Ciao a tutti! E niente, volevo dirvi che quest'anno ci sarò anch'io! L'anno scorso mi sono persa lo Scrittopoli perché nei giochi di squadra con troppe regole mi perdo. Sì, sono un po' tonta, a carte so giocare solo a scopa e a sette e mezzo. Ma quest'anno non me lo perdo. I pacchi di Natale sono troppo belli. Chi ha avuto l'idea? Chi è il geniaccio? E poi mi piace questa cosa che si può partecipare sia in coppia che da grinch. È perfetto per i timidi o per quelli che non vengono invitati da nessuno e fanno da tapezzeria alle feste. Anche questa cosa di non doversi impegnare per forza, sì, lo so che poi non ci si deve sposare però insomma.
  8. ivalibri

    Cosa state leggendo?

    Che bel libro mi hai ricordato @Poldo , letto diversi anni fa. Mi ricordo che mi aveva colpito il titolo originale in inglese. L'autrice lo aveva pubblicato con lo pseudonimo di Jane Somers e il titolo, vado a memoria, era Il diario di una buona vicina. Questa informazione mi aveva dato una chiave di lettura molto diversa, di finzione nella finzione. L'edizione italiana probabilmente vuole dare risalto all'autrice, appunto premio Nobel, ma si perde un po' il senso che ha il personaggio della voce narrante.
  9. ivalibri

    [BP1] L'ultima stella

    Ciao @Mafra mi ha colpito la semplicità, l'essenzialità dei tuoi versi. La desolazione di questa immagine viene illuminata da una piccola luce, lontana e flebile ma presente e che dà speranza. Per descrivere questo momento della nostra vita le immagini semplici sono le più efficaci. Una bella prova!
  10. ivalibri

    [BP1] Notte nel petto

    Ciao @Massimiliano Marconi molto musicale la tua poesia. Molto intensa e ritmica questa serie di negazioni. Qui hai ripreso una bellissima frase del racconto. Enigmatica questa fine. Mi è parso che il velo fosse proprio l'essenza di un gesto, nella sua immaterialità. (Gli occhi nel cassetto è un'immagine molto forte - l'ho usata anch'io...) Un'ottima prova!
  11. ivalibri

    [BP1] Andrà tutto bene?

    Cara @Befana Profana mi ha colpito molto la tua poesia, a partire dal titolo. Hai trasformato in domanda il leit motiv che ci siamo ripetuti durante la prima fase della pandemia. Trovo che ci sia un senso di tristezza nell'aver fatto diventare un'esortazione all'ottimismo una domanda. È come se la speranza, pur esistendo ancora, abbia bisogno di una conferma da parte di qualcosa a noi superiore (la stella che nasconde le altre). Anche nei versi avverto un senso di desolazione, questo mostro paziente che si insinua. Trovo che tu abbia espresso molto bene un sentimento comune in questo momento di incertezza. Non so se ho interpretato bene la poesia ma ci ho letto l'angoscia che provo. Ciao!
  12. ivalibri

    [BP1] Senza

    Ciao @Kuno abbiamo scelto lo stesso brano e, curiosamente, anche molte parole. Sento una certa assonanza con quello che volevo esprimere anche se la tua composizione mi pare più riuscita, più immediata ed essenziale nell'uso delle immagini. Trovo che i versi abbiano una bella musicalità. Perdona il commento sicuramente naif, non mi trovo molto a mio agio a commentare le poesie (e neanche a scriverle!). Il parere viene dalle sensazioni che mi ha dato la lettura. A presto!
  13. ivalibri

    [BP1] Dal grembo

    Link al mio commento:
  14. ivalibri

    [MI 143] La signora

    Ciao @Almissima con un bel po' di ritardo eccomi a commentare il tuo racconto. Il testo mi è piaciuto, ho trovato una buona tensione, leggendo si viene catturati dalla voglia di sapere cosa nasconde questo strano tappeto. Il personaggio della signora è molto ben caratterizzato attraverso i suoi brevi interventi nei dialoghi e le descrizioni, che all'inizio sembrano quelle di un'innocua nonnina. Molto ben riuscite le descrizioni delle strane manifestazioni del tappeto. Bella ed efficace questa descrizione, in particolare mi piacciono le mani di carta velina. Questo dettaglio del "per sempre" è molto ben inserito perché fa percepire immediatamente che qualcosa di inquietante si manifesterà. Qui cambierei la punteggiatura: Però, come tutte le vecchiette, anche lei aveva le sue manie: si era fissata fin da subito con il tappeto della sala. Oppure una virgola al posto dei due punti (se non ti piacciono i due punti... io tendo a non usarli). Il fatto che sia azzurro mi piace perché dopo si crea quella bizzarra onda molto suggestiva che ricorda il mare. Ho visto che in molti ti hanno segnalato che le descrizioni del tappeto e dell'arredamento intorno sarebbero eccessive. A me invece è piaciuta questa descrizione, l'ho trovata utile ad immaginare l'ambiente. Aggiungerei una virgola dopo il primo che per creare un inciso. Bello! Questa frase dopo la risposta non mi pare funzioni. Si capisce cosa vuoi dire ma lo formulerei in maniera diversa. Senza virgola. Signora, grazie per Una bella favola nera, scritta in modo frizzante, come nel tuo stile. Alla prossima!
  15. ivalibri

    Blackout poetry 1 - Off topic

    Va beh, io ci ho provato. La tecnica è molto interessante e non la conoscevo. Un po' faticoso lavorare sullo schermo per cancellare il testo.
×