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Ospite Rica

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  1. Ospite Rica

    ... ma non è la stessa cosa

    Adelaide, grazie. Non so dirti riguardo la mano adulta che hai sentito. Mi sono affidata al linguaggio dei miei bambini. Durante zoom ho anche registrato i loro racconti per studiarne il registro. Comunque la grande differenza la fa il racconto orale e quello scritto. Una bambina non scrive così, non scriverebbe mai così, in seconda elencare facciamo l'espansione della frase con i primi complimenti, e i testi sono sequenze di quattro, cinque sintagmi. Ma il parlato è un'altra cosa. E qui la bimba parla, non ci ha scritto la storia. Però, può darsi tu abbia ragione. Grazie mille del passaggio. Io sono un po' distratta dal lavoro... A presto! Ciao Nicola! Sono contenta di esserci riuscita. Ti ringrazio del passaggio!
  2. Ospite Rica

    ... ma non è la stessa cosa

    @Manuela Raciti ti ringrazio del passaggio e delle belle parole. Mi auguro per tutti loro che sia così. A presto.
  3. Ospite Rica

    Lampi di Poesia 10 - Topic ufficiale

    Pensavo di averti risposto ieri, ma credo di non aver inviato il posto. Dicevo: ahi! Fanno male! Allora, io l'ho fatto 'sto Frullatitoli, ve lo lascio qui ma non voglio sapere niente. La colpa è tutta di @Sira Tiratele le orecchie! I miei complimenti alla vincitrice @Poeta Zaza e a tutti i partecipanti, come al solito coautori del saluto al Contest. E grazie ad @Anglares, che di questa sezione ha fatto terra di semenza. Spleen ad Amsterdam In cinque minuti Cinque Dieci Venti Quaranta! Il tempo non s’affanna, dicevano. Stupidi fratelli Imperdonabile errore A non pensarli Giorni Mesi e pensieri e di Dita Capriccio Fino all’Ultimo sguardo Spiegalo agli storni: Finché esisterà il Colosseo esisterà anche Roma (Beda) @novemai @Nerio @Mario74 @Lmtb99 @Roberto Ballardini @Alba360 @Talia @Poeta Zaza @Ippolita2018 @Aurelio C.P. Mandraffino @Befana Profana @Adelaide J. Pellitteri @Vincenzo Iennaco @Solitèr vi ho rubato tutti i titoli! Bravi tutti e fiori a voi.
  4. Ospite Rica

    ... ma non è la stessa cosa

    Non so dirti. Credo dipenda molto dalla famiglia. Ora i miei bambini lo sanno cos'è un hashtag, probabilmente perché legato a un divieto lo hanno notato. Non so. So che prima non lo sapevano. Per dirti, chiocciola non sanno che è il segno di un indirizzo mail. Ho provato a costruire un unico personaggio mettendoli tutti insieme, e mi sono soffermata su ciò che più li accomunava. Magari qualcuno lo sapeva pure, ma a me serviva una voce corale. Baro! Si può fare. Non vale. Tu c'hai il cuore di padre. Sai, ho pensato di renderlo il nostro cartellone delle regole, ma implicite. In che senso? L'ho letto ai bambini, ho detto che dentro c'è tutto quello che a Settembre devono ricordare. Chè non lo voglio proprio fare un cartellone da appendere in aula con tutti i divieti e il simbolo dello stop sulle azioni da non fare. Ho chiesto a ognuno di disegnare una scena. Ne farò un opuscoletto da dare loro quando li rivedrò, a ricordo comune di quanto accaduto (perché la storia è anche mia, l'ho vissuta con loro) e a monito futuro per rispettare le regole a scuola. Anche se queste regole, tranne le più generali che riguardano i "comportamenti da adottare", ancora non le conosciamo. Grazie del passaggio @Ghigo
  5. Ospite Rica

    Mezzogiorno d'inchiostro 139 - Off Topic

    La mano de Dios. Non c'entra necessariamente il doping. Mi sbellico. Non ho dubbi. Ma dubito! Scrutini, relazioni, fine anno, aiuto!
  6. Ospite Rica

    ... ma non è la stessa cosa

    Ciao @L@ur@, grazie per passaggio e apprezzamenti. Mi fa piacere, è così strano far parlare una bambina. A presto.
  7. Ospite Rica

    Mezzogiorno d'inchiostro 139 - Off Topic

    ciao @m.q.s. Ma complimenti per la vittoria! Anche a Inc, @Lo scrittore incolore Per le foto apri questo link. Ti chiede di caricare una foto che già devi avere in formato jpg o altro formato, ma di immagine. Una volta caricata la foto, vedrai questo Devi copiare il secondo Link, quello Collegamento diretto. Lo attacchi nel post, oppure come ho fatto io in spoiler, cioè dentro l'occhio della barra situata sopra al post. Buon lavoro. Magari se tiri fuori una bella traccia... Magari partecipo! Così mi giudichi! Fiori.
  8. Ospite Rica

    ... ma non è la stessa cosa

    Ho capito che vuoi dire! Si può fare. Aspetto. Esatto, pensavo che usare il passato potesse permettermi di omettere un avverbio temporale, poiché il fatto si riferisce automaticamente a un prima. Però, come ti dicevo, si può fare. Grazie, eh! Fiori!
  9. Ospite Rica

    ... ma non è la stessa cosa

    Invece a me piacerebbe sapere. Proprio perché parla una bambina. A questo pensavo. Oltre il fatto che i "coloro" di cui parli sono i miei bambini. Non mi convince mica troppo, passi pure per "file", ma la bambina vive fra videochiamte, tablet e zoom... che non abbia mai sentito "mail" è anche plausibile, ma secondo me poco probabile... Infatti. L'ho chiesto agli alunni e l'ho chiesto alla protagonista. Mi hanno risposto tutti che "prima" non conoscevano queste parole. Allora do detto a Gemma: e ora che le hai conosciute, queste parole, mi sai dire che cosa sono? Ha risposto: non lo so, so solo che mamma ti ci rimanda i compiti. Hanno sette anni, i miei. Nonostante tutti pensino che a quest'età sanno tutto, magari solo perché nativi digitali, non è proprio così. Sanno cos'è un tablet, uno schermo, un mouse... Però non sei il primo a dirlo. Segno che dovrò trasformare la realtà? Non so. Ci penso. Grazie del passaggio, amico mio.
  10. Ospite Rica

    Compleanni nel WD

    Con estremo ritardo auguri a @The Butcher Of Blaviken @Mister Frank @Edu e @luca zone Fiori a voi, la torta no che in quarantena sarete già ingrassati di vostro, non voglio responsabilità. Ma soprattutto alla signoria rosso @Miss Ribston il mio ritardo è sicuramente maggiore sul suo compleanno!
  11. Ospite Rica

    ... ma non è la stessa cosa

    commento ai miei bambini ... ma non è la stessa cosa Mamma fotografa i compiti e li invia al computer della maestra. Da quando la scuola è chiusa li manda coi file e le mail, due parole che non conoscevo. La maestra corregge e rispedisce nello stesso modo. Mette le faccine che mi fanno ridere e scrive in maiuscolo GEMMA, SEI STATA BRAVISSIMA. ORA RIPORTA GLI ERRORI SUL FOGLIO. Perché lei vede la foto, ma io c’ho il quaderno. In prima elementare piangevo davanti ai segni rossi. Adesso sto in seconda e so che la correzione fa uscire l’errore dalla pagina, così ti entra negli occhi, dice la maestra, e ti ricorda che ha scuola non vuole l’acca. Per questo sotto l’arcobaleno, vicino la scritta Andrà tutto bene, ho disegnato il Corona Virus. Dicono che si chiama così perché porta la corona, per me è una palla con tante braccia che ti si appiccica addosso e rotola nell’aria come una polverina invisibile. Ci ho fatto sopra una linea rossa con l’Uniposca, il pennarello che non si cancella, così la palla esce come un errore dal lenzuolo del balcone e chi la vede si ricorda di mettersi la mascherina e di non avvicinarsi troppo. Ma la gente c’ha così tanta paura che non c’è nessuno in giro. Anche la televisione dice di non uscire. #iorestoacasa, tutto attaccato e con quella specie di doppia croce avanti, ha convinto le persone a chiudersi dentro. Fuori non ci sono rumori, il mondo si è svuotato e sembra un circo senza luci. È brutto quando gli animali in gabbia siamo noi. Io non sono mai andata neanche a fare una passeggiata, mica come Sofia che porta a spasso Althea per i bisogni. Lei è la mia amica preferita e la sento per telefono, anzi la vedo, perché ci videochiamiamo. Ma non è la stessa cosa. Mi manca. Come i compagni di classe, la maestra, la piscina e il parco. Però vado in bicicletta in salone. Papà ci ha rimesso le rotelle e le ha appoggiate su due grandi libri. Se la ruota gira a vuoto, così dice, non tocca per terra e io posso pedalare da ferma. E io pedalo, però non è come andare in bici al parco e l’aria tra i capelli non la senti. Siccome mio fratello Giordano vuole andarci pure lui ma non arriva ai pedali, papà gli ha fatto lo scivolo con la porta della cucina. L’ha appoggiata alla schiena del divano e ha tolto la maniglia, così Giordano si tuffa dai cuscini e atterra sulla coperta imbottita. Invece a Un, due, tre, Stella! giochiamo in corridoio, il posto più lungo per camminare prima di battere Stella! sul muro. Ce lo ha insegnato mamma. Dice che è un gioco che possiamo fare con gli amichetti quando li rivedremo, perché non serve stare appicciati come quando giochiamo con le bambole o ci scambiamo le figurine dei Pokemon. Al suo turno mamma conta piano, noi facciamo lunghi passi fino al tre e quando si gira per dire Stella! fa finta che stiamo fermi come statuine. Anche se non è vero. Secondo me, lo fa apposta per farci vincere. I primi giorni a casa era una specie di vacanza, tipo quella di dicembre per Natale ma senza l’albero. Mi alzavo tardi, la sera guardavo i cartoni fino alle dieci, mamma e papà non lavoravano e alle sei del pomeriggio cantavamo dal balcone. Adesso non cantiamo più. La scritta sul lenzuolo quasi non si legge, l’arcobaleno e la palla sotto il segno rosso non si vedono bene e abbiamo il cartellone dell’organizzazione. Ci sono gli orari per tutto: la tele, i compiti, i giochi e i turni del tablet. Sennò io e Giordano litighiamo, perché lui vuole i Popatroll, io Maggie e Bianca. L’ha fatto papà. Lui ancora non lavora perché i turisti non possono viaggiare, ma l’ho sentito dire al telefono che due mesi cominciano a essere troppi. Mamma invece ha ricominciato quasi subito. Non mi ricordo come si chiama il lavoro da casa, lei dice che da quando non va in ufficio lavora il doppio e non conclude niente. E poi ci dà il computer ogni volta che ci sono le video lezioni, anche se quelle di Giordano non sono proprio lezioni, fa l’infanzia e a lui mandano solo le canzoncine e i disegni. La prima volta che ho rivisto i compagni era il giorno del mio compleanno. Papà ha aperto Zoom e loro stavano dentro piccoli rettangoli. Con le facce coperte da un disegno fatto per me, cantavano Tanti auguri mentre la maestra muoveva una candelina rossa. Dopo la canzone lei ha detto Gemma, al via soffiamo. Pronta? Abbiamo soffiato insieme, ma la candelina l’ha spenta lei. E anche se stato è bello, la festa è un’altra cosa. Le prime lezioni erano piene di rumori. Un fratello parlava al telefono, un altro piangeva tipo Giordano, la musica alta, l’aspirapolvere, qualche genitore che bisticciava. Allora gridavamo maestra, non ti sento! Maestra, puoi ripetere? Da quando abbiamo le cuffiette, però, capiamo tutto. Lei dice ora vi silenzio, se dovete fare domande alzate la mano. Spiega le pagine che mette sullo schermo e muove la freccina sulle frasi che ci chiede di leggere. Sceglie a chi fare una domanda, ci chiama per nome e ci ridà la voce. Aveva ragione a dire che siamo sempre la seconda B e continuiamo a studiare, ma stare su Zoom non è come stare in classe. Non c’è la campanella dell’entrata, la corsa a chi arrivava prima, il pranzo a mensa tutti insieme e non posso lanciare di nascosto i biglietti segreti sui banchi dei compagni del cuore. Io ne ho cinque, ché i segreti non li dici mica a tutti. Però abbiamo trovato un modo per scambiarci i regalini. Le mamme li lasciano alla Cassa 2 del supermercato della piazza, le altre mamme li prendono e li portano a casa, a patto che loro li disinfettano e noi bambini li tocchiamo solo il giorno dopo. Perché ci sono delle regole da rispettare per non ammalarsi. Io sono brava con le regole, anche se a casa mi lavo le mani solo prima di mangiare. A volte mi dimentico di non mettermi le dita nel naso, me lo ricordo quando tiro fuori la caccola. E allora me le rilavo. Però tossisco sempre nel gomito e ho imparato a tenere la distanza di sicurezza di un metro, lo spazio vuoto tra me e un’altra persona. Papà dice che se allungo un braccio davanti o di lato a un amico che allunga il suo, c’è la distanza di un metro. Più o meno quattro mattonelle, le abbiamo misurate. Ho fatto le prove anche con la mascherina. Me la volevo cucire da sola, come i vestiti delle bambole, però mamma ha detto che deve essere fatta bene, perché se non blocca i respiri degli altri è come se non la porti. Allora l’ha comprata su Internet. A me rosa. A Giordano con l’Uomo Ragno. Non mi piace tenerla sul viso. Non è la stessa cosa di quando respiri con la bocca scoperta, e dopo un po’ l’alito ha un odore strano. Puzza. Anche se mi fa pensare a una museruola, domani me la metto perché inizia la Fase 2 e andiamo a pranzo dai nonni, così fermo l’aria e il virus non vola per le stanze. A mamma ho chiesto Come faccio a mangiare con la mascherina? Mi ha detto Nonna allunga il tavolo e mette i piatti più larghi, invece di dodici come quando vengono gli zii e i cugini, ci sediamo in sei. Dopo ce la rimettiamo. Sono contenta di andare dai nonni, vederli sul telefono non è come stare insieme per davvero. E neanche domani stiamo insieme per davvero, nel senso che non ci possiamo toccare e non possiamo fare un sacco di cose. Tipo i dolci e la pizza. Con nonna impastavo, mi sporcavo di farina, correvo a vedere la pasta che si gonfiava e i profumi del forno erano sempre caldi. E poi ci baciavamo, ci abbracciavamo, mi prendeva per mano nelle passeggiate. E non posso neanche sedermi sulle gambe di nonno. Lui è una montagna morbida, quando mi stringeva diventava una specie di culla che mi faceva dondolare e mi sentivo al sicuro come gli animaletti dentro le conchiglie. Il telegiornale dice che gli anziani si ammalano di più e che noi bambini gli possiamo attaccare il virus. Io non lo so se ce l’ho, però giuro che domani guardo tutto il tempo le mattonelle per essere sicura di fare un metro tra me e i nonni. L’ho capito che non c’è una soluzione alla distanza, che bisogna mantenere quella di sicurezza e fare i bravi. Sta scritto dappertutto. Però un’idea per darci un bacio m’è venuta. I nonni parcheggiano oggi la macchina davanti al cancello e la lavano. Noi li chiamiamo domani prima di uscire, così scendono e si chiudono nell’auto. Quando arriviamo, mamma pulisce i finestrini con l’amuchina, io e Giordano abbassiamo le mascherine e spiaccichiamo la bocca sul vetro da fuori. Loro da dentro. Prima nonna e poi nonno. Con le labbra sulle labbra. E pure se c’è il vetro, almeno i visi stanno vicini. Lo vado a dire subito a mamma, forse si può fare. Anche se non è un bacio vero. Un bacio vero è tutta un’altra cosa.
  12. Ospite Rica

    [MI 138] Capelli bianchi di bimbo

    Perché raccontare la fine di un'azione che presenterai dopo in crescendo? E che ripeti in chiusura dove, a mio avviso, è perfetta? Io farei partire l'incipit dalla successiva. Ma tu sai che taglio! Qui andrei a capo! - Secondo me puoi omettere la sedia. Io la scena la vedo che lui è già seduto. Non so... - Mmm, però ce lo hai già detto, forse puoi proprio eliminare la frase. Anche se vellicare me lo sono rubato! Essi. Non ti serve nemmeno un pronome, dal verbo si capisce che parli dei capelli. Lascerei solo "si era appisolato" Secondo me, la scena del borsellino dà un bel taglio e ti porta alla successiva. questa qui sotto. E quella frase tagliata la ritrovi sotto, dove ti metto l'asterisco. Ma che triste e bello. Mi è piaciuto il racconto. Anche io a volte cerco quel rumore che non esiste più. Come il sapore di pane e olio quando ero bambina. Hai voglia a rifarlo, con lo stesso pane e lo stesso olio... Non è la stessa cosa. Scusami, ho spulciato per postare. Un abbraccio!
  13. Ospite Rica

    Compleanni nel WD

    Auguri a @Befana Profana e a Sirasueprcardio@Sira
  14. Ospite Rica

    [MI 137] Uno splendido compleanno

    Direi diversamente, il dolce non è pronto per la cena, ma per il dopo cena. Credo tu volessi dire che lo toglie dal frigo per farlo stemperare e ammorbidire. Secondo me, visto che include anche il figlio, dovresti dire "segnati" al maschile. Non ripeterei le colpe, ce le hai spiegate per bene. Non ti serve. Toglierei la riga sulle conseguenze e ciò che l'avrebbe aspettato, troppo poco per dire che aveva paura di un futuro in carcere, inoltre non mi sembra quello che vuoi dire con la conclusione. Ho capito che si rende conto di averli uccisi e si toglie la vita per questo, non per paura di quello che accadrà. Detto così si mescolano le due cose, e la motivazione al suo suicidio non è più solo l'essersi reso conto della mostruosità. Mamma mia, sì che esistono cose strane nella vita. A volte immaginarle non sono così assurde come te le regala la realtà. Fatti assurdi che non trovano spiegazioni e che continueranno ad accadere animati dalla follia. Grazie della lettura, caro @Ghigo
  15. Ospite Rica

    Lampi di Poesia 9 - Topic ufficiale

    Complimenti a @Ippolita2018 per il podio! E a tutti gli altri partecipanti. Grazie ad @Anglares per l'attesa, cosa che mi ha permesso di fare a tutti voi gli auguri. @Sira capito il mio ritardo! Proprio in nome del lavoro! Ecco il mio frullatitoli. Leggera come un passerotto Se ogni tinta di gusto è pregnante Al capotavola Zenzero e carote A me Il tiramisù In secondo piano L’assurda fatica di vivere in Meeatballs da Supermercato Le nostalgie di un fuggiasco Vivono nei battiti delLa farfalla di Heisemberg Com’è smisurato il tempo bianco tra noi Grazie come al solito ai coautori: @INTES MK-69 @Alberto Tosciri @novemai@Talia@Poeta Zaza @Spidocchiatore @Mario74 @Ippolita2018 @Eudes @Ton @Francesca_N @Sira
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