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Ragno

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Tutti i contenuti di Ragno

  1. Ragno

    Tommaso Landolfi

    A Landolfi è riuscita un'impresa che possiamo ben dire unica nostri tempi: non fa parte di nessuna istituzione, non ha un mestiere se non quello di scrittore e, per giunta, esercitato in quella maniera artigianale e aristocratica come poteva fare per l'appunto un Barbey d'Aurevilly, non obbedisce nessun codice, non segue riti di alcun genere, è un solitario, uno che vive davvero in un'isola e ogni tanto affida al mare quei piccoli messaggi sotto forma di divertimento, fra l'irrisione e la disperazione ma sempre un intento ben preciso, proteggere la propria libertà, in modo da consumare fino in fondo la propria desolazione (Carlo Bo). Autore soprattutto di racconti (i romanzi sono solo quattro e tutti piuttosto brevi: "La pietra lunare", "Racconto d'autunno", "Un amore del nostro tempo", "Il principe infelice"), vince lo Strega nel 1975 con la raccolta "A caso". Landolfi l'ho scoperto al liceo, quando in una cartoleria di paese, mi ritrovai tra le mani "Tre racconti". Ancora oggi quando penso al libro perfetto penso a quel libro di Landolfi: poche pagine, tre storie, tre fulmini di scrittura in cui riecheggiano il gotico, i grandi classici russi, l'assurdo e il tragico tutto assieme. Poco noto al grande pubblico, sia per il linguaggio in certi momenti esasperatamente ricercato, sia per le tematiche, per certi versi vicine al surrealismo, lontane da quelle usuali delle letteratura italiana, Landolfi è ritenuto comunque dalla critica uno degli scrittori più importanti del '900. Di lui oltre al citato "Tre racconti", ho amato l'incestuoso "un amore del nostro tempo", "Cancroregina", geniale apologo fantascientifico, e una miriade di racconti e invenzioni folli come "La dea cieca e veggente" in cui uno scrittore con la sindrome della pagina bianca, decide di estrarre a sorte dal vocabolario le parole della sua prossima poesia, tirando fuori uno dopo l'altro i versi dell'Infinito di Leopardi.
  2. Ragno

    Cosa state leggendo?

    Ma figurati se è mia, così ordinata...
  3. Ragno

    Cosa state leggendo?

    Sto leggendo questo del mio amico W. Bavone
  4. Ragno

    Cosa state leggendo?

    Sono a metà de "La fonte meravigliosa" di Ayn Rand, di cui avevo già letto "Noi vivi". Per me è un'esperienza quasi inquietante: il romanzo è molto bello e pieno di paradossi e parallelismi sfibranti, ma io nutro una severa avversione per l'idea che sta dietro alla storia. Insomma parteggio per gli stronzi, cattivi e ipocriti della storia .
  5. Ragno

    Cosa state leggendo?

    Sono sorpreso del successo che sta riscuotendo questo saggio. Nel senso che è un testo veramente denso e quasi specialistico, e lo vedo primo in tantè classifiche. Il potere dell'argomento.
  6. Ragno

    Cosa state leggendo?

    Il testo di Da Ponte però è il più scarso di tutti. Lì è la musica che giganteggia.
  7. Ragno

    Cosa state leggendo?

    Sto leggendo tutte le versioni possibili di Don Giovanni. Per adesso le più belle sono quella di Moliere e quella di Rostand. Interessante la versione di Von Horvath (completo ribaltamento del mito).
  8. Ragno

    Cosa state leggendo?

    Sono finalmente riuscito a leggere "Moby Dick" e "Mentre morivo" che mi mancavano. Ora rileggerò Pinocchio (aspettavo da 35 anni) e leggerò il giovane Visinoni: "Il caso letterario dell'anno": qualcuno di voi l'ha letto?
  9. Ragno

    Acquisto dei libri di piccoli editori

    Con i saggi le piccole, in effetti, ogni tanto fanno il botto. Lì veramente si parte alla pari. Il pubblico chiede l'argomento e compra l'argomento.
  10. Ragno

    Acquisto dei libri di piccoli editori

    Un grosso problema dei piccoli editori è che non sono esposti. Non stanno a scaffale. Il mio romanzo, se lo ordini, arriva in un giorno ma, se fosse esposto, venderebbe qualcosina in più perché la copertina è bella, la grafica curata e la quarta di copertina incuriosisce abbastanza. La grossa differenza è tra le piccole CE (ad esempio Miraggi) che trovano la via dello scaffale e quelle che invece non la trovano.
  11. Ragno

    Acquisto dei libri di piccoli editori

    Io ho pochissimi libri Bompiani, Mondadori, Rizzoli, Feltrinelli. Un po' di più Adelphi e Il Saggiatore. In compenso ho tanti libri di Quodlibet e Liberilibri ad esempio. Tanti Guanda, Neri Pozza, tanti Voland. Per me non è un problema di grandezza, è una questione di taglio editoriale. Voland mi attira perché ritengo scelga il meglio dell'est europeo. Gli autori che pubblicano per piccole CE, confesso, li "scelgo" o alle fiere o su Facebook (ebbene sì: leggo gli estratti, leggo i loro post e qualcuno mi attira). Nell'ultimo mese ho comprato due libri dello sconosciuto Daniele Musto che mi aveva attratto per la verve sui social.
  12. Copio e incollo dalla pagina facebook di Raoul Bruni: La notizia l’ha già data Diego Bertelli: dirigeremo una nuova collana di poesia italiana contemporanea per Le Lettere. Il piano editoriale per il primo anno è ormai già definito e intendiamo lasciare uno spazio anche per qualche repêchage novecentesco, ma siamo aperti a nuove proposte. Data la programmazione, vi consigliamo di mandarci le proposte più avanti. NON scriveteci qui su Facebook: mandate le proposte ESCLUSIVAMENTE via mail, indirizzandole a Diego e/o a me: diegobertelli@gmail.com https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10219782443818263&id=1434154198
  13. Ragno

    La casa del giallo (Torino)

    Nome: La casa del giallo Località: Torino Indirizzo: Via della Misericordia 3 Sito Web: Facebook: https://www.facebook.com/pg/casadelgiallotorino/ @ElleryQ @Alberto T.C'è un posto a Torino dove basta dire "Donald Westlake" e ti presentano la bibliografia completa, per ognuno degli pseudonimi. Gestita dallo scrittore Yves Clementi.
  14. Ragno

    La casa del giallo (Torino)

    Purtroppo ha chiuso. Che tristezza.
  15. Ragno

    La casa del giallo (Torino)

    @Alberto T. Ti ho taggato proprio perché mi ricordavo di una tua discussione su Westlake e in particolare su "Luna Parker". Non sono un espertone di gialli e noir (anche se mi piacciono Cornell Woolrich, Mickey Spillane, Chandler), ma, appena torno a Torino, posso provare a girare il tuo quesito sul libro misterioso al gestore della libreria, che è un giallista, nonché un vero esperto del genere.
  16. Ragno

    Premio internazionale Mario Luzi

    Anche a me arrivata proposta per l'antologia, con questa "porcata" delle "donazioni": minimo 8 copie a 26,10 a copia (che finezza quel 0,10...). Modico contributo di 49 € per la spedizione in EU . Mai più. Pensavo fosse un concorso con parvenza di serietà. Come pubblico di lettori, preferisco il writer's dream
  17. Poi sinceramente, visto che ho pagato 100 euro di iscrizione, almeno la scheda di lettura me la merito Il premio Calvino è molto serio, io ho conosciuto sia il Presidente Marchetti, che alcuni lettori e, come vedete, non ho ricevuto nessun trattamento di favore
  18. Non li ho avvisati, perché avevo firmato il contratto, ma la data di pubblicazione non la conoscevo fino a 15 giorni fa. Poi da un giorno all'altro è spuntata la pagina su Amazon.
  19. Sì scusa intendevo i finalisti, i selezionati (7). Non ci sono segnalazioni peraltro, che io sappia.
  20. Io ho partecipato. Sconfitto. Ma mi è rimasto il dubbio di esser stato squalificato perché, nel frattempo, avevo trovato un editore (il libro aveva già isbn, ecc.). Sto aspettando la scheda di lettura.
  21. Confermo. Ai selezionati fanno da agente letterario per un anno.
  22. Ragno

    Cosa state leggendo?

    Appena finito di leggere: "Ritratti carnivori" di Věra Linhartová, libro sui generis, non riesco nemmeno a descrivervelo. "I pericoli della solidarietà" di Sergio Ricossa, un pamphlet gustosissimo, alla ricerca del "lato oscuro" dell'umanitarismo. "Una solitudine troppo rumorosa" di Bohumil Hrabal, che mi ha un po' deluso, visto che tutti me ne parlavano come di un capolavoro assoluto. "Uropia, Il protocollo Maynards" di Pietro Bargagli Stoffi, thriller fantapolitico dell'autore che mi piace di più, all'interno della casa editrice che pubblicherà anche me. ma soprattutto "Il mondo sul filo" di Daniel Galouye, un capolavoro assoluto e profetico, che non può mancare sullo scaffale del vero appassionato di fantascienza:
  23. Ragno

    Cosa state leggendo?

    In contemporanea: "Il levante" di Mircea Cartarescu, un poema in prosa che quel matto di B. Mazzoni è riuscito a tradurre. "Praga magica" di Angelo M. Ripellino, un saggio ormai mitico, per quanto forse un po' desueto.
  24. Ragno

    Lorenzo Baglioni – Il congiuntivo

    A me piacciono le eufoniche sono vecchio inside, come si dice oggi. Baglioni l'avevo avvistato a Sanremo due anni fa. Carina anche dal vivo.
  25. Ragno

    Lo zen del telecomando

    Ore 21.30. Aveva ormai le orecchie e l’anima troppo piene: spense l’impianto hi-fi e accese la tv per fare un po’ di zapping. La tv era giusto il contrario della musica: se una era l’allucinogeno, l’altra era lo psicofarmaco, a metà tra il tranquillante e il sonnifero, assolutamente da consigliare al posto del metadone. Continuava a cambiar meccanicamente canale. Man mano che pigiava i tasti però, era più che altro il telecomando, la sua ipnotica gommosità, piuttosto che lo schermo, ad attirare la sua attenzione. Per qualche strano motivo, pensò al fatto che prima o poi avrebbe voluto smontarlo, per scovare quel minuscolo lembo di plastica che, fin dal primo utilizzo, l’aveva trasformato in una sorta di maracas. Era solo una delle innumerevoli cose che si sentiva capace di rimandare per tutta la vita e che invece, se affrontate e risolte, pur nella loro relativa inutilità, avrebbero potuto donargli un senso di compiutezza. Si ricordò del portapenne stracolmo sulla sua scrivania, quando andava al Liceo: le penne senza più inchiostro si confondevano con le altre, ma sarebbero bastati cinque minuti per provarle una per una, scartare quelle che non scrivevano più e tenere quelle buone. Sarebbe stato così saggio applicare lo stesso criterio alla vita: mettersi a fare una cernita accurata delle cose inutili che non incidono più sull’esistenza, ma che restano celate dietro recondite fessure della mente, inestricabilmente intrecciate alle fresche sinapsi, come parassiti che germogliano sulle cicatrici dell’encefalo. Bisognerebbe, pensò Riente, praticare una specie di esercizio zen: immaginare di dover partire nel giro di qualche ora per un lungo periodo e passare quindi in rassegna tutte le cose da fare prima: spegnere il gas, staccare il contatore dell’elettricità, lasciare le stoviglie pulite e in ordine, controllare di aver pagato tutte le bollette, svuotare il frigorifero, staccare la spina, assicurarsi di lasciare aperte le ante, lasciare le chiavi di casa all’amico, salutare. E alla fine dell’esercizio immaginare che sarebbe bello lasciare questa vita con lo stesso senso di compiutezza. la tua storia...
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