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Ragno

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    letteratura, cinema, musica, religione.

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  1. Ragno

    Canzone dell'amore a brandelli con sopravvissuti

    @enko @Elisa Audino Grazie a entrambe.
  2. Ragno

    Canzone dell'amore a brandelli con sopravvissuti

    Mi sembra che l'episodio sia rievocato in Hugo Cabret di Scorsese tra l'altro.
  3. Ragno

    Canzone dell'amore a brandelli con sopravvissuti

    @dirk L'immagine mi è rimasta impressa quando sono andato le ultime due volte a Parigi. C'è una foto commemorativa nell'atrio della stazione di Montparnasse. Sono molto legato ai treni, da studente fuori sede ne ho presi un'infinità. Il deragliamento dai binari mi sembra molto adatto a una famiglia come la mia, molto regolare nella sua "formazione", ma sempre instabile per via del carattere turbolento di me e mia moglie.
  4. Ragno

    La telefonata (un nome dopo l'altro)

    @Lauram Senza leggere gli altri, sei invece andata a puntare su una questione non trattata: che la madre sia più assillante, che faccia più domande. Ho già cominciato a scrivere il racconto. Ho deciso di raccontare in prima persona. Ho aggiunto un preambolo in cui gioco su realtà e fiction, lasciando il dubbio se quel che racconto sia vero o frutto della mia fantasia. Sto anche pensando se aggiungere una scena precedente in cui si desume che Michele ha una grande memoria in realtà. Il fatto che non ricordi è dovuto al labilissimo contatto con Francesco, una tangente che ti sfiora in un punto per allontanarsi all'infinito.
  5. Ragno

    Un chiodo

    Che bello! Se fosse possibile plagerei questa frase. Non ripeto quello detto dagli altri, dico solo: grande atmosfera in un contesto che molti avrebbero fatto scivolare nell'autocommiserazione.
  6. Ragno

    Canzone dell'amore a brandelli con sopravvissuti

    @Pat.bag Son contento ti sia piaciuta
  7. Ragno

    Canzone dell'amore a brandelli con sopravvissuti

    Volevo scrivere "floscio" è venuto fuori fosco
  8. Ragno

    Canzone dell'amore a brandelli con sopravvissuti

    @Nerio il calzino... Dovresti vedere la foto che c'è nella stazione! Con una parte del treno che pende fosco fuori dall'entrata principale. Sembra proprio un calzino!
  9. Ragno

    Canzone dell'amore a brandelli con sopravvissuti

    @Nerio ovviamente la tua proposta mi lusinga, ma magari fammi valutare prima le proposte di modifica tue e di @Mattia Alari. Intravedo dei buoni suggerimenti in entrambi i casi. Dammi il tempo di fare una revisione. P.S. Anch'io ti "sorveglio" su fb nelle tue scorribande bolognesi.
  10. Ragno

    Canzone dell'amore a brandelli con sopravvissuti

    Qua invece a me piace. Restituisce perfettamente quando sto male per amore di mia moglie (ehm sì nonostante il decadentismo gotico, sono sposato e ho 3 figlie): assomiglia al bruciore di stomaco, ma si spande sui polmoni e va a ondate.
  11. Ragno

    Canzone dell'amore a brandelli con sopravvissuti

    @Mattia Alari sulle indicazioni punto punto devo rifletterci con calma, virgole comprese. Potresti aver ragione in più casi. I manufatti letterari son sempre da rifinire. Io l'ho vissuto esattamente così. Le parti che son piaciute di più a te, sono anche quelle che mi hanno emozionato di più mentre scrivevo (è vecchia di un anno, nessuno l'aveva mai letta).
  12. Ragno

    Aforismi

    La superficialità della bellezza è un genere letterario inventato dall’invidia femminile.
  13. Ragno

    Aforismi

    Non ti tradirei mai. Ma, se mi minacciassero di tortura o morte per farlo, approfitterei della situazione.
  14. Ragno

    Cosa state leggendo?

    Finalmente un estimatore di Parente, sulla pagina a lui dedicata mi hanno massacrato. Un "dislike" ogni citazione.
  15. Ragno

    Canzone dell'amore a brandelli con sopravvissuti

    Canzone dell'amore a brandelli con sopravvissuti Come l’Espresso 56 del 22-11-1895 sfonda la facciata della stazione di Montparnasse, così improvviso l’avversione verso me sibila senza suono, brucia dalle mie viscere e su tutto lo sterno esonda in fiamme di ansia. Due rotaie e il binario numero 6 erano troppo angusti per noi, troppa era la pressione nel motore e non c’era freno alla velocità della corsa: e non c’era via d’uscita se non deragliare. Saltarono i respingenti, volarono gli arredi, l’atrio si spezzò in due come un’infarto e il suo universo schizzò via su due lati come un Mar Rosso di scorie umane che respirano il vapore di una sauna demoniaca. Ed ora che il locomotore sbuffa ancora e rimane in bilico sul grande edificio come un buffo calzino scuro di spugna che spunta intrappolato da un cassetto semi-aperto; ora che i ganci di trazione sembrano leccare le ferite in forma di calcinacci su place de Rennes; solo ora, io, il capotreno scapestrato e tu, il macchinista senza fiato riusciamo a rimpiangere perfino quel po’ di sparpagliato carbone: probabilmente ne restava da bruciare abbastanza per un’altra vita andata e ritorno. Da otto carrozze intatte — ancora agganciate al locomotore che intanto penzola sulla piazza sottostante — uscirono illesi più di cento passeggeri, tanti quanti, tra amici e parenti, ci trascinavamo dietro in un microcosmo in rovina e che si aggirano ora tranquilli, oggi come ieri, tra le nostre macerie. Come un dottore danzante, il tempo ha cicatrizzato una taglio a mezzaluna sul tuo ventre che ai miei occhi suona come un tragico sorriso. Ogni tanto è come se sentissi ancora sussultare il tuo petto sotto al tessuto nero della notte, nero ed elegante come l’abito da sera di una vedova vestita a lutto. Le ferite sono fasciate, ma io immagino ancora di indossare con il sangue come colla, il tuo volto sul mio come una maschera, mentre mi imbatto in parti di te, esposte nelle teche di vetro, dei miei musei notturni.
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