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Moriarty

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  1. Moriarty

    Edelweiss

    Salve, noto che l'ultimo post risale al 28 dicembre 2018 ho però bisogno di informazioni diciamo fresh. Ho letto un po' in giro che Edelweiss spinge per pubblicare solo con case editrici romane e piccole. Quanto di questo è vero? Qualcuno ha avuto esperienze dirette? Grazie
  2. Moriarty

    IoScrittore

    Seppur condivido in parte questa affermazione, mi sento lontano dalla tua fermezza. Mi sono capitati incipit meravigliosi, a cui ho dato il massimo con complimenti annessi, altri invece, seppur scontati o mal elaborati, presentano comunque un'idea, uno sforzo, un piacere personale di mettere su "carta" la propria immaginazione. Proprio per questo motivo non ho mai dato un voto sotto la sufficienza.
  3. Moriarty

    Todaro Editore

    Buonasera a tutti, riprendo questo post perché ho dei dubbi in merito alla casa editrice in questione. Vorrei sapere se qualcuno degli utenti ha avuto modo di essere pubblicato in tempi recenti dalla Todaro. Se sì, mi interesserebbe sapere in che modo si approcciano con l'autore e l'opera, che tipo di distribuzione hanno e sopratutto se, una volta pubblicato con loro, si occupano realmente di pubblicizzare il libro quanto più possibile. Sul web si trovano purtroppo opinioni decisamente contrastanti. Grazie a chi risponderà.
  4. Moriarty

    Bonaventura e il tacco della morte

    Grazie mille per i tuoi preziosi consigli
  5. Moriarty

    Bonaventura e il tacco della morte

    Vorrei anche provare a riscriverlo in terza persona. Sono aperto a consigli e critiche, l'unica cosa che voglio sottolineare, in caso non fosse chiaro, è che la struttura del racconto si ispira ai fumetti.
  6. Moriarty

    Bonaventura e il tacco della morte

    **Il seguente racconto è un esperimento personale mero a creare un personaggio in puro stile noir/poliziesco immerso però in una realtà distorta e comica. Spero vi piaccia, ci sto ancora lavorando. Ogni consiglio è ben accetto.** BONAVENTURA E IL TACCO DELLA MORTE «BONAVENTURA!» «Sì, capo?» «Sei un buono a nulla! Questa ti sembra una notizia interessante? A chi diavolo vuoi che interessi un articolo sulla misteriosa sparizione di un container pieno di dannate scarpe rosse?» «Ma capo…io...» «Io, io… Tu stai cercando di farti licenziare, vero? O vuoi far implodere il mio vecchio cuore? Ho già il Sindaco con il fiato sul collo, non mettertici pure tu.» «Capo, ho fiutato una pista. Lo scorso sabato uno degli addetti allo scarico della nave che conteneva il container è stato trovato in un magazzino con l’osso del collo rotto. La polizia lo ha archiviato come incidente sul lavoro, caduta accidentale dicono. Un container misteriosamente scomparso e un operaio morto. Credo sia abbastanza per indagare, non crede?» «Ma che gran segugio. E tu saresti più acuto di un poliziotto eh?» «Faccio solo il mio lavoro.» «Beh vuol dire che non hai capito qual è il tuo lavoro. Quando ti vidi la prima volta ero sicuro tu fossi un osso duro, un grande reporter, ambizioso e dotato. Dov’è finita la tua grinta ragazzo? Siamo la testata giornalistica più importante di questo dannato Paese. La gente vuole essere coinvolta in quel che legge, vuole notizie da prima pagina. Dovrei metterti a lavorare in coppia con Anderson, almeno impareresti qualcosa. Rimettiti al lavoro e vedi di portarmi un articolo decente.» «Agli ordini, capo.» Mi chiedo perché continuo a lavorare per questi idioti. Non colgono l’importanza del mio materiale. Dovrei mettermi in proprio. Anderson... tsk! Figlio di un riccone che fece fortuna nel mercato di protesi mammarie, infilato fresco di laurea come reporter. Non fa altro che scrivere di omicidi, stupri, rapimenti. È semplice cavalcare l’onda con queste notizie ovvie. Il mio duro lavoro viene invece deriso e trattato con superficialità. La perizia usata nel confrontare tutti i registri di polizia per tracciare un ipotetico profilo dei loschi individui coinvolti nel furto e nel traffico di scarpe rosse non è importante a parer loro. Beh voglio proprio vedere la faccia che faranno quando scoprirò che sono coinvolti, chissà, i servizi segreti, o spietati terroristi, oppure quando metterò allo scoperto un vero e proprio mercato nero internazionale di scarpe rosse, gestito da morbose signore di mezz'età pronte a tutto. Sarà meglio rimettersi al lavoro. Devo riesaminare con cura tutti i documenti e cercare di restringere le piste da seguire. Forse dovrei passare le mie informazioni a qualche detective della polizia, loro avrebbero di sicuro i mezzi per ultimare l’indagine, ma credo proprio non lo farò. In fondo faccio il reporter perché sono stato cacciato via dalla scuola per detective, a quanto pare zero centri su cento al poligono di tiro non è un risultato accettabile. Come se un detective dovesse per forza essere un pistolero. Ad ogni modo… il giornale di oggi riporta una notizia interessante: ** Benton Adams, proprietario della fortunata azienda Adams&Adams è ricoverato presso il Benny Hospital. Un fattorino afferma che il malore del signor Adams è seguito alla lettura di una lettera che lo stesso gli avrebbe recapitato nella mattinata di ieri, lettera di cui tuttora non v’è traccia. Per ora la prognosi è riservata, nessuno può contattare il noto magnate, nessuno eccetto la polizia che è già al lavoro per far luce sull’accaduto. ** Bingo, ci siamo! L’azienda di Adams ha denunciato diversi mesi fa il furto di due container contenenti scarpe da donna. Ovviamente la polizia non ha dato molta importanza alla cosa, loro no, ma io sì. Credo proprio sia il caso di fare due chiacchiere con il signor Adams. Sì, ma come? Nessuno può avvicinarlo, solo la polizia. Forse posso travestirmi da infermiere, uhm...no, troppo scontato. Ecco, ho trovato! Devo solo passare dal francese, lui penserà al resto. Il francese andava proprio forte qualche anno fa. Diede parecchio filo da torcere alla polizia, un ladro come pochi, abile nei travestimenti, e si dà il caso che sia in debito con me. [appartamento del francese] «Philippe apri, sono io.» «Io chi?» «Torquemada.» «Torque chi? Senti amico non ho tempo da perdere. Dimmi chi sei o vattene al diavolo!» «Dannazione Moreau, sono Bonaventura.» «Ehi Nick, vecchia volpe, ora ti apro.» L’appartamento del francese è una vera reggia. Dipinti, statue, tecnologie all’avanguardia, un grazioso bottino frutto dei suoi furti passati. «Che ci fai qui reporter?» «Mi serve il tuo aiuto, francese.» «Che tipo di aiuto? Lo sai che sono fuori dal giro amico.» «Dimentichi che mi devi un favore? Vuoi che qualcuno venga a sapere del piccolo incidente a Disneyland? Già pronto per la prima pagina: Philippe Moreau, dopo aver ingerito un incredibile dose di frullato alla fragola, sopraffatto dalla carica di zuccheri, cerca disperatamente di abusare sessualmente di Biancaneve sfidando a braccio di ferro sei dei sette nani e facendo pressioni psicologiche sul povero Cucciolo che, spaventato, afferra un coltello attaccando un visitatore. Che te ne pare? Credi che questo piacerà ai soci del tuo club? Se non ci fossi stato io laggiù a tirarti fuori dai guai saresti finito dietro le sbarre, altro che in questa reggia. Quindi amico, cerca di essere riconoscente.» «Frena, frena Bonaventura. Volevo solo sapere in che modo potevo esserti utile.» «Necessito di un documento, devo diventare un cardiologo del Benny Hospital.» «Uhm… non dovrebbe essere un problema.» «Mi serve per stasera. Fai un buon lavoro.» [ufficio] «BONAVENTURA! Nel mio ufficio, subito!» Dannazione, ci risiamo… «Si capo?» «Dove sei stato? Ti ho fatto chiamare ma non c’eri.» «Sto seguendo una pista.» «Perdiana, di nuovo quelle maledette scarpe rosse?» «Niente affatto, capo. Si tratta di un cadavere, anzi, molti cadaveri. Sangue, e morte ovunque.» «Lo spero per te ragazzo. Ritorna a lavoro e tienimi informato.» Non mi resta che aspettare. Il francese farà di certo un ottimo lavoro. [dopo qualche ora] «Francese apri, sono Bonaventura.» «Entra Nick, ho appena finito di timbrare il tuo documento.» «Uhm… dov’è?» «Ecco qui, che te ne pare?» «Eccellente, ottimo lavoro. Sfido chiunque a dire sia un falso.» «Sono contento ti piaccia.» «Un ultimo favore Philippe, scattami una foto mentre indosso queste.» «Problemi d’identità, Bonaventura? Perché dovrei fotografarti mentre indossi scarpe da donna?» «Non fare domande e procedi.» «Voilà, ecco la tua foto.» «Francese, io vado. Tieniti fuori dai guai.» «Certo Nick.» [in ospedale] L’ospedale è sempre il solito via vai e con questo camice mi mimetizzo davvero bene tra la folla. Mi occorre il registro dei ricoveri. Eccolo qua, terzo piano, lì si trova la stanza di Adams. Come sospettavo un giovane poliziotto piantona la porta. Spero non fiuti il trucco. «Agente!» «Dottore, buonasera.» «Buonasera agente. Dovrei visitare il paziente.» «Mi spiace dottore, gli ordini sono di non far entrare nessuno.» «Io le sembro nessuno? Il paziente è sotto la mia responsabilità. Devo visitarlo.» «Il suo nome non compare nella lista dei medici autorizzati, dottor Willow.» «Sostituisco il mio collega, si è dovuto assentare per un grave caso di sprongellosi acuta irreversibile. Malattia altamente infettiva. Dico, non sarà mica entrato in contatto con il mio collega?» «A dire il vero credo di aver stretto la sua mano.» «E siete vaccinato per la sprongellosi acuta irreversibile?» «Non saprei, credo di no.» «Santi numi! Corra presto al pronto soccorso ragazzo se non vuole ridursi ad una piaga vivente. Faccia presto. Forse è ancora in tempo per il vaccino.» «Ma devo piantonare il signor Adams.» «Ci penso io qui. Rimarrò finché lei non sarà di ritorno. Deve sbrigarsi prima che l’aorta si infetti fratturando l’omero causando così un ascesso di pus autoimmune deteriorando il sistema nervoso centrale nelle sinapsi dell’organismo. Faccia presto e mi raccomando non starnutisca in giro. Corra, corra in nome del cielo.» «Corro. Grazie dottore.» Sprongellosi, sono davvero divertente quando mi ci metto. Un camice bianco, due termini scientifici buttati giù a casaccio e il gioco e fatto. Benton Adams, eccolo! Dovrò giocare bene questa carta. Non posso fallire. «Adams.» «Dov’è il dottor Jhonson?» «Adams…Mi mandano loro.» «Loro chi?» «Vogliono sapere dove hai messo la lettera. Hanno paura che possa cadere la copertura. Che tutto venga a galla.» «Paura? Chi avrebbe paura? Di cosa state parlando?» «Adams, non fatemi perdere tempo. Scarpe rosse!» «Oh… Anche voi siete finito in questo orribile giro? Che Dio ci aiuti.» «Avete ragione. Dov’è la lettera? Devo eliminarla prima che la polizia la trovi.» «Guardate nella giacca, la ladra interna è forata. La lettera deve essere da qualche parte tra la stoffa della giacca.» «Trovata!» «Mi raccomando, io non ho aperto bocca.» «Lo spero Adams, lo spero.» L’operazione si è dimostrata più semplice di quanto pensassi, troppo semplice forse. Sarà meglio sbarazzarsi di questo travestimento e tornare a casa. Vediamo cosa dice questa lettera: “Adams, sono spiacente ma la vostra cassa è andata perduta. Sono desolato. Abbiamo dovuto sistemare un operaio giù al porto. Mi ha visto in faccia, non potevo permettergli di cantare. Avevamo detto niente morti lo so, ma nessuno deve ostacolare la nostra ascesa. Vi manderò presto altre due casse per scusarmi dell’accaduto. In ogni caso è arrivata nuova merce. Venite martedì al vecchio magazzino dietro al porto dopo mezzanotte. Metteremo la merce all’asta. Roba di ottima fattura, per veri intenditori.” Le cose cominciano a farsi sempre più chiare. Domani notte andrò al magazzino. [il giorno dopo, al magazzino] Mancano ancora venti minuti a mezzanotte. Nascosto come sono fra questi bidoni non dovrebbero esserci problemi. Nel magazzino c’è un po’ di movimento, ma nulla di rilevante. Due gorilla scrivono qualcosa su una specie di registro. Devo riuscire a prenderlo. Ecco sì, scimmioni, fate i bravi, andate lontano sì... Preso! Maledizione questa è roba che scotta, la maggior parte dei nomi illustri della città sono presenti in questa lista. Quando pubblicherò l’articolo verrà fuori proprio un bello scandalo. «EHI TU! CHE COSA CI FAI QUI? ESCI FUORI!» Dannazione, mi hanno scoperto. «BECCATI QUESTO, CURIOSONE!» [in una stanza, dopo essere rinvenuto dal colpo] «Ma che cavolo...?» «Benvenuto Bonaventura, la aspettavo. Si serva pure, beva un drink.» «Sindaco Jackson? Da non crederci. Dov’è il gatto obeso che solitamente accarezzate voi cattivi in queste occasioni?» «Sono allergico ai gatti, purtroppo. Comunque, quello che tu chiami casino non è altro che semplice mercato.» «Certo, lo dicevano anche della tratta degli schiavi.» «Sono un uomo d’affari, faccio solo il mio lavoro.» «E in cosa consisterebbe il suo lavoro? Cosa c’è dietro il traffico di scarpe rosse col tacco? Perché avete ucciso quell’operaio giù al porto?» «A questo punto non vedo perché dovrei nasconderlo, tanto non credo lo racconterai mai a nessuno. Ecco, ammira la sinuosità della mia figura.» «Ma cosa significa? Perché indossa quelle cavolo di scarpe rosse col tacco?» «Tutti hanno i loro segreti ragazzo, i loro vizietti. Io purtroppo sono avvezzo da anni a certi piaceri della vita. Io, come altri illustri e rispettabili uomini. Non c’è niente di più gratificante, di più stupefacente che indossare delle comode ed eleganti scarpe rosse col tacco. Per quanto riguarda quell’operaio, diciamo che è stato vittima della sua stessa curiosità.» «Ma questa è follia!» «Sarei io il folle eh? Folle è chi ha stabilito che gli uomini non possono mettere un elegante smoking nero con delle graziose scarpe rosse col tacco conservando ad ogni modo la propria mascolinità e virilità! Vedo che avete in mano la lista dei partecipanti all’asta. Come ben vedete sono persone illustri, di alto rango, gente rispettabile che si concede di tanto in tanto il piacere di calzare una scarpa rossa col tacco. Aumenta l’autostima, dovreste provare Bonaventura.» «Non tirarmi dentro questo schifo. Lasciami andare, Jackson.» «Un colpo in testa e tutto finirà, Nick Bonaventura.» «Jackson, fossi in te non lo farei. Non puoi. Perché io… io...» «Perché mai non dovrei farlo?» «Perché ecco, io… io non l’ho mai detto a nessuno per paura di essere deriso, ma…ecco, ADORO LE SCARPE ROSSE COL TACCO!» «Cosa? Non prendermi in giro.» «È così, dico la verità. Guarda nel mio portafogli, è la foto più cara che ho.» Per fortuna ho fatto fare quella foto dal francese. «Gran belle scarpe, complimenti. Ma non capisco Bonaventura, cosa cerchi di dirmi?» «Non volevo arrivare fino a questo punto, non mi sopporto quando piango. Ho seguito questa pista non per smascherarvi, ma per potervi incontrare. Ho vissuto un’infanzia decisamente infelice e l’unico mio svago era indossare le scarpe di mamma e sognare ad occhi aperti. Quante strade avrei calcato, quanti chilometri avrei percorso con quelle adorabili scarpe. Le avrei indossate anche a scuola fosse stato per me. Credevo non avrei mai detto queste cose a nessuno, che fosse un gusto tutto mio. Questo finché non ho letto della sparizione del container, allora ho capito di non essere solo. Noi non siamo soli. Non lo siamo.» C’è l’ho fatta! Le finte lacrime hanno funzionato come al solito. Jackson singhiozza come un bambino, è davvero convinto che io adori quelle cavolo di scarpe col tacco. «Bonaventura, tu sei il figlio che ogni padre vorrebbe avere. Scusami se sono stato duro con te. Un giorno non dovremo più nasconderci. Un giorno chiunque sarà libero di indossare scarpe rosse col tacco senza essere deriso. Senza che gli venga puntato il dito contro. Sei libero, farò recapitare a casa tua quattro scatole di scarpe col tacco di ogni modello e fattura. Te le meriti. Quando avrai bisogno d’aiuto, di sfogarti con un amico, la mia porta è sempre aperta ragazzo.» [qualche giorno dopo] Uscito da lì mi precipitai subito dalla polizia. Raccontai tutto, diedi una copia della lista e ottenni l’autorizzazione per pubblicare il mio articolo. Com’è buffa la vita, in fondo quei poveracci volevano solo essere liberi di calzare una scarpa, volevano essere loro stessi, senza maschera alcuna. Un po’ mi dispiace, forse se non avessero ucciso quell’uomo... Il giorno dopo arrestarono il Sindaco e tutti gli illustri signori coinvolti nello scandalo. Dopo la notizia, Anderson prese due giorni di riposo per smaltire il mal di stomaco da invidia. Io pertanto mi godo il meritato successo professionale. Nel giro di pochi giorni ho ricevuto offerte da molte testate giornalistiche e anche da un produttore cinematografico. Mi vogliono incontrare nei loro studi, dicono faranno un film sulla mia storia: BONAVENTURA E IL TACCO DELLA MORTE.
  7. Moriarty

    Il mistero nello scrigno

    Ciao, il racconto mi è piaciuto molto, apprezzo in particolare la dedica finale, poiché le storie migliori, almeno per quanto mi riguarda, nascono sempre da esperienze personali. Che siano ricordi, o altro. Personalmente avrei sviluppato un intreccio decisamente più psicologico, creando un vero e proprio crescendo di follia e ossessione del signor Camuso per lo scrigno. Questo non vuol dire trasformare il protagonista in Jack Torrence di Shining, ma dare vita ad una lotta interna tra curiosità e paura dell'ignoto sfociando in una paranoia degna di Napoleone. Un'altro appunto che vorrei fare, ma questo dipende esclusivamente dal gusto personale, avrei speso due righe in più per le descrizioni, che siano fisiche o ambientali. Questo però non vuol dire nulla perché ho letto con gran piacere la storia e onestamente avrei preferito fosse addirittura più estesa. Ciao
  8. Moriarty

    Piccioni di tutto il mondo, unitevi.

    Cancellato su richiesta dell'autore.
  9. Moriarty

    É dentro di me

    Ciao @Akakij Akakievic, ho scritto diversi racconti di questo genere e forse proprio per questo il genere mi è allo stesso tempo simpatico e detestabile. La storia in sé è molto valida, specialmente con il colpo di scena finale riguardo le coliche, il mio profanissimo consiglio è quello di sviluppare meglio la presa di coscienza del ragazzo in riferimento all'entità che a parer suo lo possiede. Come è giunto un ragazzo di otto anni ad una conclusione così oscura? Trattandosi poi di un bambino il linguaggio è un po' troppo lapidario e da villain, secondo me. Vorrei comunque precisare che non mi ergo a giudice, ma conoscendo ed apprezzando il genere a mio avviso, con qualche accorgimento potrebbe uscire fuori una bella e plausibile storia. Un saluto
  10. Moriarty

    L’acquario di Ludwig

    Il racconto è davvero simpatico, incarna perfettamente i miei gusti. Una variante della trama potrebbe essere che effettivamente in seguito al disastro nucleare ogni forma di vita è andata perduta, eccetto i due pesciolini che saranno fautori, così come accaduto in tempi primordiali, della ripopolazione e dell'evolversi di nuove specie sul pianeta, lasciando l'acqua per avventurarsi sulla terra. Una sorta di visione della vita che ha dentro un po' di tutto, da Anassimandro all'eterno ritorno di Nietzsche. Complimenti @Garrula, mi piace davvero tanto!
  11. Moriarty

    Visioni di un Borderline

    Visioni di un Borderline. Per la medicina psichiatrica il Disturbo Borderline di Personalità è caratterizzato soventemente dall'instabilità dell’umore, dalla degenerazione delle interazioni sociali, dal cambiamento della propria identità e particolarmente dall'alterazione comportamentale. Seguendo questa linea frastagliata, Donato Sergi ripercorre un coinvolgente immaginario letterario: popolato da una eterogenea varietà di caratteri e situazioni al limite dell'impossibile. Si spiega qui la scelta dell’espressione Borderline: l'attraversamento della linea di confine del nostro inconscio, dove la quotidiana visione della normalità viene calpestata dalla frenetica danza della follia.
  12. Moriarty

    Un saluto a tutti

    Salve a tutti, ho scoperto questo forum per caso navigando su internet molto tempo fa, sono iscritto dal mese di ottobre ma solo ora ne approfitto per presentarmi e salutarvi. Vorrei ringraziare gli utenti perché grazie ai vostri consigli e alle vostre esperienze mi avete aiutato nei momenti dubbi e difficoltosi. Ho 27 anni, scrivo dall'età di undici, ho iniziato con racconti o romanzi brevi gialli e nel 2012 ho pubblicato una raccolta di racconti horror/noir *editato dallo staff* edito da *editato dallo staff* edizioni il quale comunque non ha avuto un buon seguito. Sono seguiti anni di totale fermo dalla scrittura per via di impegni lavorativi e da un anno circa ho scoperto la mia grande passione ovvero la letteratura rivolta ad un pubblico tweens. Ho ultimato nel mese di novembre il mio primo romanzo fantastico di 80 cartelle e sono ora in contatto con l'agenzia *editato dallo staff* (trovata proprio grazie a voi). Qualora ci fosse qualcuno interessato a questo genere letterario vorrei ricambiare il favore con un mio consiglio, leggete i manuali di scrittura di Manuela Salvi, sono davvero illuminanti e vi aiuteranno a fare chiarezza. Grazie ancora Donato
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