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rob&rap

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  1. rob&rap

    Cercasi Beta Reader

    Ciao a tutti: beta readers cercasi Genere: thriller - detective story (medical thriller?) Lunghezza: 34.000 parole - 209.000 caratteri spazi inclusi Numero di beta reader che desidero: nessun limite Concorso a cui partecipo (facoltativo): nessuno Requisiti beta reader: che gli piaccia il genere Tipo di commento richiesto: trama, verosomiglianza, personaggi, ritmo, coerenza ... Data entro cui desidero il commento (facoltativo): gennaio- febbraio 2019 grazie mille per la vostra disponibilità..
  2. rob&rap

    Cercasi Beta Reader

    ok, grazie mille, fammi avere un tuo indirizzo mail e te la mando
  3. rob&rap

    Cercasi Beta Reader

    Si, sono interessato e ti ringrazio molto. Sono nuovo del blog pertanto ti chiedo come funziona, mi dai una mail e te lo mando? oppure? Ciao
  4. rob&rap

    Cercasi Beta Reader

    salve, si, ho trovato una persona finora, ma sarei molto contento se anche un altro beta leggesse il mio libro. Quindi se vuoi io ne sarei felice. Grazie 
  5. rob&rap

    Cercasi Beta Reader

    salve, si, ho trovato una persona finora, ma sarei molto contento se anche un altro beta leggesse il mio libro. Quindi se vuoi io ne sarei felice. Grazie
  6. rob&rap

    Cercasi Beta Reader

    Si, sono interessato e ti ringrazio molto. Sono nuovo del blog pertanto ti chiedo come funziona, mi dai una mail e te lo mando? oppure? Ciao
  7. rob&rap

    Il lavoro di sotto

    @gmelaCerto, é la tua opinione e la rispetto. Tant'è che ho modificato qualcosina, senza stravolgere il tutto però. Grazie mille. P.S. Ho visitato il tuo sito è mi è piaciuto moltissimo complimenti. Leggerò i tuoi racconti. Ciao P.S.2 Come si fà a mettere il link ad un sito sotto al post come hai fatto tu?
  8. rob&rap

    E va bene, mi presento

    Mi chiamo Roberto ed ho 65 anni. Vivo in una piccola città in Umbria: Spoleto, provincia di Perugia. Sposato con tre figli. Ok, il peggio è fatto. Sono qui perché, negli ultimi tempi, ho ripreso a scrivere qualcosa. Lo avevo fatto tanto tempo fa, quando aveva scritto due cose per gli amici, una molto corta e l'altra decisamente più lunga. Poi è successo che negli anni, cambiando più volte abitazione ho perso i manoscritti. Solo qualche mese fa, parlando con un caro amico, mi ha meravigliato dicendomi che aveva ancora da qualche parte uno dei due manoscritti che gli avevo regalato, pensate nel lontano Natale del 1991. Riprendendo in mano quelle poche cartelle dattiloscritte mi sono commosso per la loro ingenuità, per quanto era diventato anacronistico. Però è scattato qualcosa e ho iniziato a lavorarci su. Insomma, a causa sua ho ripreso a scrivere, e mi sto divertendo. Ho sempre letto molto, soprattutto fantasy, fantascienza e giallistica, non disdegnando mai cose più classiche. Il primo libro letto mentre facevo il servizio militare è stato "Congo" di Michael Crichton, l'ultimo "Sete" di Jo Nesbo, passando per Stanislaw Lem e Ammaniti. Amo altrettanto il cinema, tutto, ma prediligo i Coen, gli Shyamalan ed i Ridley Scott. Il primo "Alien" è il mio film preferito. Ecco, è tutto, buona lettura e scrittura a tutti.
  9. rob&rap

    Il lavoro di sotto

    - Eccomi arrivo ... Lavo le mani e sono da te. – Urlò forte dallo scantinato a Carmela, poiché la cucina era due rampe di scale più su. Così dicendo spense l’attrezzo che stava usando, andò al lavello della cantina e pose le mani sotto il getto dell’acqua calda. Ci vollero diverse passate con il sapone per eliminare ogni traccia di residuo del lavoro che stava compiendo. Di sopra l’aspettava un bel piatto di spaghetti con il pomodoro come piacevano a lui: pelati schiacciati con la forchetta (non passata per carità!), soffritto con olio extra vergine di oliva e cipolla tagliata fine, basilico e una bella spolverata di parmigiano reggiano. Spaghetti non troppo spessi e ovviamente cottura al dente. Carmela era la sua donna delle pulizie; veniva tre volte alla settimana per mettere in ordine l'abitazione, e in quelle occasioni gli preparava il pranzo. Era un lusso che solo ora poteva permettersi. La casa era di due piani più il capiente scantinato con annesso garage posto al seminterrato. Abitava da solo il piano terra dell'edificio mentre il primo piano da un paio di anni lo affittava per arrotondare le entrate mensili. Avevano comprato la casa quaranta anni prima, acquistata accendendo un mutuo trentennale con enormi sacrifici, suoi e della povera moglie che ora giaceva nel cimitero di San Sebastiano di Cremella in provincia di Roma. Chiuse a chiave la porta che dava allo scantinato e si mise a tavola. Mentre gustava gli spaghetti preparati da Carmela che nel frattempo era uscita avendo terminato il suo compito giornaliero, ripensò alle tribolazioni cui erano stati sottoposti, lui e la povera Pina, per tirare avanti la famiglia. Famiglia numerosa con tre figli da crescere e mandare a scuola. Tutta una vita ad alzarsi all'alba per presentarsi al lavoro in orario, giacché prima doveva badare all'orto, al pollaio e alle conigliere, se volevano trovare cibo a sufficienza nel piatto all'ora di pranzo e di cena. Un lavoro da operaio presso il mattatoio comunale con un misero stipendio che consentiva alla famiglia di arrivare a malapena alla fine del mese. Sua moglie Pina aveva passato gli ultimi anni della vita sulla sedia a rotelle per una grave malattia che l’aveva portata alla tomba prematuramente. Dio, quanto avevano sofferto, lui e la sua compagna per riuscire a far quadrare i conti! Ora il tenore di vita era notevolmente migliorato e si rammaricava per Pinuccia che non aveva potuto avere benefici rappresentati dall'attuale situazione. I miglioramenti erano sopravvenuti da quando, per caso, aveva conosciuto Herbert e la sua signora. I suoi benefattori avevano risposto al suo annuncio di affitto e ora abitavano nell'appartamento di sopra. A dichiarare la verità affermare che "abitavano" non era corretto, i due frequentavano l'abitazione solo per brevi periodi ogni mese, per due o tre giorni consecutivi al massimo. Due brave persone che nel tempo aveva avuto modo di apprezzare per la loro precisione e correttezza nei pagamenti dell’affitto e delle prestazioni lavorative che a volte gli richiedevano. Oddio, si occupavano di faccende abbastanza strane che ancora non aveva capito bene come e perché li facessero guadagnare così tanto. Quelli però erano impicci che non lo riguardavano, lui doveva solo far bene il “lavoro di sotto” e su questo potevano stare tranquilli: nessuno era più adatto di lui. Questo impegno lo occupava all'incirca una volta al mese ed era pagato così bene che si poteva permettere anche la donna delle pulizie. Tra questi compensi extra e la pensione riusciva ad aiutare la figlia minore che ancora non aveva un lavoro stabile e che aveva un figlioletto da crescere senza il papà che nemmeno si sapeva chi fosse. Poi riempiva di regali i tre nipoti che aveva dagli altri due figli maschi. Oltre a ciò aveva comprato un’auto nuova di zecca: una Fiat Panda quattro per quattro che faceva invidia a tutto il vicinato, rossa fiammante. A lui serviva soprattutto per andare a funghi e per trasportare gli avanzi del “lavoro di sotto” in montagna. Quei monti li conosceva come le sue tasche, soprattutto le diverse grotte e pertugi nascosti dalla fitta vegetazione del bosco. Lì sotterrava le sue cose, poi le ricopriva con dei massi belli grandi. Finito il dovere dava inizio al piacere. Così percorreva per ore quei sentieri impervi e faceva lunghi giri. Per giustificare quelle sue uscite in montagna, ma anche perché amava quelle escursioni, raccoglieva i frutti del bosco, che fossero funghi, asparagi, more o castagne. Poi, quando ridiscendeva in paese regalava parte dei frutti di queste “passeggiate” a vicini e conoscenti. Mentre faceva questi pensieri sentì suonare il campanello di casa. “Strano” pensò ... a quest’ora. Non aspettava nessuno. Si alzò, aprì il cassetto, anch'esso chiuso a chiave, e brandì l’arma che teneva lì riposta. Era munito di porto d’armi e la pistola acquistata da pochi mesi era stata regolarmente denunciata in Questura. Erano tempi, questi, che la prudenza non era mai troppa. A causa dei “buonisti” e dei “benpensanti” di cui era pieno il Paese, gli immigrati clandestini arrivavano a migliaia senza nessun controllo. Sostenevano che l'immigrazione di massa era causata dalle guerre e dalle feroci repressioni operate dai governi di alcuni paesi del sud del mondo. Quello che però le persone comuni vedevano contraddiceva questo racconto: erano tutti giovani, sani e belli in carne, vestiti alla moda con telefono cellulare e cuffiette. In verità (questo pensava lui e tanti come lui), questi sfaccendati sfruttavano le nostre leggi permissive fin quanto potevano recependo immeritatamente sussidi dallo Stato. Non potendo essere regolarizzati, e non avendo accesso al mondo del lavoro regolare, erano costretti a delinquere: lo spaccio di droga, la prostituzione, i furti negli appartamenti e le violenze sulle donne erano ormai una piaga, soprattutto nelle periferie delle grandi città. Le Forze dell’ordine non facevano nulla per proteggere gli onesti cittadini, vuoi perché in deficienza cronica di mezzi e di uomini, vuoi per le regole comunitarie che, il più delle volte, non avevano efficacia alcuna contro questo tipo di micro criminalità. Quando un clandestino era arrestato, magari colto in flagrante, il magistrato di turno poteva emettere al massimo un’espulsione forzata, il respingimento. Cioè consegnavano un foglio nelle mani del delinquente e gli dicevano che doveva ritornare al suo paese di origine. Quello girava l’angolo, buttava l’ordine di espatrio in un cassonetto e continuava a fare quello che aveva sempre svolto; al massimo, se andava bene, cambiava solo città. Era una vergogna. Quindi non c’era alternativa, bisognava proteggersi da soli. Pensando a ciò si diresse verso la porta, guardò dallo spioncino e vide Giovanni, il postino del quartiere. Forse lo aveva dimenticato nel suo giro mattutino. Allora si tranquillizzò e schiacciò il pulsante di apertura del cancello. Rinchiuse l’arma nel cassetto e aprì l’uscio per andare incontro al portalettere, ma con sua immensa sorpresa, non appena fuori, come in un reportage sul terrorismo, si vide circondato da una miriade di uomini con tute nere e stivali anfibi, caschi, guanti e passamontagna. Tutti gli puntavano contro fucili mitragliatori automatici o pistole. - Siamo agenti di Polizia ... non ti muovere, ... sdraiati per terra con le mani dietro la schiena ... subito! Ci mise un bel po’ per mettere a fuoco ciò che stava succedendo, gli sembrava di essere al cinema, poi si sdraiò, terrorizzato ... infine gli chiusero le manette ai polsi e lo portarono via. Strano, ma in quel momento gli venne in mente solo il piatto di spaghetti al pomodoro ancora fumanti che non si sarebbe potuto gustare, e questo lo rattristì enormemente. *** - Buongiorno spettatrici e spettatori, Vi parla la vostra Cristina Pileri da Roma Canale News, questo è il Signor Casimiro, vicino di casa del così detto “Macellaio di Cremella” ... ci dica ... lei conosceva il suo vicino? - Certo, signora mia, ci conosciamo da una vita... e mi lasci dire questo ... Davide è un uomo onesto e amante della natura ... non credo assolutamente a quello che dicono i giornali. Semplicemente non è possibile! Come si fa a dire queste stupidaggini ... andavamo a caccia insieme, lo sa? E lo sa o no che quando si è compagni di caccia non ci si può nascondere nulla? Si sta ore e ore assieme ad aspettare che passi quello cui devi sparare e ci si racconta tutto. Magari ti vanti a sproposito, racconti di quella volta che con un colpo fortunato hai ammazzato tre fagiani, e quello ci sta ... ma una cosa così è veramente troppo ... se le inventano tutte per vendere qualche copia in più di quei giornaletti. Sa che ci devono fare con quei giornali lì? Ci si devono pulire il cu.... - Ok, ok abbiamo capito, ma ecco che passa anche una signora ... chiediamo a lei ... signora ... buongiorno sono una giornalista di R.C.N., mi può dire qualcosa a proposito del “Macellaio di Cremella”? - Aridaje ... ma che macellaio e macellaro ... annatevene n’pò a sputtanà qurcun’artro. Qui semo tutta gente onesta e labboriosa, nun c'emo mica tempo da perde co ste stronzate. Quello è n’omo perbene ... ha cresciuto su na famija a forza de sacrifici che levete... che ne sapete voi. La notte annava co mi marito e l’artri a fa la ronda del quartiere. Era uno tosto, che aveva a core la sua comunità, mica uno che se ne frega! Perché qui nun se campa più, andò te giri c’è n’drogato, un negro che te vo menà, na zingara che te derubba ... de quello ve dovreste occupà, de sti mmigrati che delinquono (se dice così no?) .. artro che der macellaro. Ma nnatevene n’po’ a morì amazzati voi e li ... come li chiamate? .. ancormenne de sto cippo. Mo è finita la pacchia anche per loro ... speramo che questi che comannano je fanno venì li sorci verdi a sti buonisti (se dice così no?). Artri due giorni e vedrai che pulizzia che famo de tutti sti intellettuali der caz .. cavolo! - Ehm ... Grazie Signora... per oggi da Cremella è tutto ... in attesa di ulteriori sviluppi sulla vicenda del “Macellaio”, saluti dalla vostra Cristina Pileri ... la linea alla rete ... ____________________________________________________________ Il Gazzettino dell'Urbe _____________________________________________________________ Due coniugi colpevoli degli omicidi di 11 clandestini scomparsi a Roma Il “Macellaio di Cremella” ha confessato ______________________ Cremella – provincia di Roma. Dal nostro inviato Mario Faltri. Questa mattina, dopo due giorni passati in cella d’isolamento il “Macellaio” ha confessato di fronte ai Magistrati Inquirenti. Davide Prosetti, questo è il vero nome dell’accusato, ha confessato di aver “macellato” i corpi di sette cadaveri di persone a lui sconosciute. Uno dei corpi dei malcapitati giovani è stato ritrovato nella cantina dell'abitazione: un immigrato clandestino proveniente da un paese dell'Africa centrale ancora in fase di "lavorazione" con gli arti mancanti e rinchiusi a pezzi in due sacchi di plastica. I coniugi: Herbert Hassel (di origini tedesche, ma cittadino italiano) e sua moglie Emma Vallani gli fornivano, a suo dire, “la materia prima”. I due sono riusciti a far perdere le loro tracce. Attualmente sono ricercati con l'accusa di omicidio plurimo premeditato da tutte le polizie del mondo in quanto è stato spiccato un ordine di arresto internazionale. Porti, aeroporti, stazioni ferroviarie e valichi di confine sono stati allertati. Davide Prosetti di anni 67, veniva retribuito dalla coppia per far scomparire i corpi delle vittime. È stato accertato che mentre il “macellaio” veniva ricompensato con poche centinaia di euro (pare si parli di duemila euro per ogni corpo fatto sparire) la coppia guadagnava cifre ben più consistenti che depositava in conti esteri non ancora individuati. Egli provvedeva a eseguire il “lavoro” commissionato dai suoi affittuari nello scantinato attrezzato con sega a nastro e altre apparecchiature da macellazione. Il reo confesso “sezionava” i cadaveri in parti più piccole e provvedeva a rinchiuderle in sacchi di plastica. I resti umani venivano successivamente trasportati dallo stesso, a bordo di una Fiat Panda, per essere occultati in zone impervie e nascoste nei boschi sui monti che circondano la sua abitazione a Cremella. Domani, in mattinata, i Giudici hanno disposto un sopralluogo nei monti dove sono stati occultati i resti umani. Alla verifica giudiziaria, oltre ai Magistrati della Procura e la Polizia Giudiziaria coadiuvata da agenti del Corpo Forestale dello Stato, parteciperà l'indagato che si è dichiarato disponibile a collaborare e indicare i luoghi dei sotterramenti. Le indagini degli investigatori hanno portato alla luce il turpe progetto dei coniugi Hassel. Essi adescavano le vittime davanti ai supermercati della capitale o nei giardini pubblici frequentati dai clochard. Le vittime, di cui non si conoscono le identità, erano tutti “irregolari” senza permesso di soggiorno o mendicanti senza fissa dimora. In altre parole si tratta di un’umanità “inesistente” che di conseguenza può scomparire senza che nessuno se ne accorga e per il medesimo motivo facile preda di delinquenti senza scrupoli come i due ricercati. Secondo quanto riferito dagli investigatori nella conferenza stampa approntata in Questura, gli Hassel offrivano laute ricompense in denaro ai malcapitati giovani per delle serate di sesso promiscuo. Una volta abbordati li portavano nell'appartamento preso in affitto dal Prosetti a Cremella. Lì erano prima drogati, poi legati e orrendamente trucidati. Gli omicidi, perpetrati con armi da taglio o tramite impiccagione, erano filmati e trasmessi in diretta online sui siti del mercato nero del web, il fantomatico "Deep Web". I ricavi di questo traffico sommerso erano molto consistenti, in ambienti della questura si parla di milioni di euro. Secondo alcune fonti le indagini hanno preso il via grazie all’interessamento del personale delle mense ecclesiastiche della Caritas. I volontari addetti alla distribuzione, non vedendo più da giorni alcuni di questi frequentatori abituali si erano preoccupati e avevano presentato denuncia in Questura. Gli stessi avevano riferito di due personaggi che spesso erano stati avvistati da alcuni testimoni mentre confabulavano con gli scomparsi. La raccapricciante confessione del “macellaio di Cremella” ha confermato le prove raccolte dalla Procura. Essa è stata resa con estrema calma e freddezza. Fonti anonime del Palazzo di Giustizia raccontano stupite di una persona ignara della gravità dei fatti contestati. L’uomo, se così si può ancora chiamare qualcuno che confessa simili reati, si difende dicendo che ad ammazzare non era lui, ma i due affittuari. Che lui era colpevole “solo” del sezionamento e dell’occultamento di persone “già” decedute. Che non sapeva nulla delle uccisioni perpetrate nell'appartamento che aveva affittato. Hassel gli aveva parlato, molto genericamente, di delitti tra organizzazioni criminali avversarie. Loro erano semplicemente i “becchini” che venivano pagati dalle bande rivali per ripulire e "cancellare le prove". Lo stesso pare costruire la sua difesa sostenendo che (queste sono le precise parole usate dal “macellaio”): “... ho accettato la proposta dei due coniugi perché dopo una vita di sacrifici e la morte di mia moglie Pinuccia, non riuscivo nemmeno a potermi permettere di regalare un giocattolo ai miei nipotini...” I legali della difesa hanno richiesto una perizia psichiatrica perché ritengono il Prosetti “incapace di intendere e di volere”.
  10. rob&rap

    Carson

    A me il tuo racconto è piaciuto molto, sebbene abbia letto più Zagor che Tex (che in quanto a plausibilità non mi pare da meno). Nonostante ciò ho apprezzato i tuoi dialoghi che m' hanno ricordato l'Ammaniti di "Fango" con l'atmosfera sempre un po' ironica e pessimista tipo: " ... aggiungendo alla carta da parati quel tocco di vivacità di cui le figlie lamentavano la mancanza da anni ... ". Non conosco lo spagnolo, ma ho subito capito tutto, evidentemente per l'italiano medio risultano decifrabili dato il contesto. Complimenti.
  11. rob&rap

    Cercasi Beta Reader

    Buona sera: beta readers cercasi Genere: thriller - detective story Lunghezza: 90 pagine - 27.000 parole Numero di beta reader che desidero: nessun limite Concorso a cui partecipo (facoltativo): nessuno Requisiti beta reader (facoltativo): nessuno Tipo di commento richiesto (facoltativo): - Data entro cui desidero il commento (facoltativo): gennaio 2019 grazie a tutti.
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