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Claudio Piras Moreno

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    Sardegna
  • Interessi
    Letteratura, teatro, musica, cinema, trekking e karate.

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255 visite nel profilo
  1. Claudio Piras Moreno

    Ai tempi di internet e dei cellulari

    Solo per dire che questa poesia fa parte della mia raccolta Mare di ombre.
  2. Claudio Piras Moreno

    Macerie - Claudio Piras Moreno

    Una delle tante recensioni positive ricevute per Macerie : https://blog.graphe.it/libri/macerie-claudio-piras-moreno
  3. Claudio Piras Moreno

    Macerie - Claudio Piras Moreno

    Tengo molto a questo libro. Grazie a Macerie nel 2012 avevo firmato un contratto di rappresentanza con uno degli agenti più importanti in Italia. Purtroppo le cose poi sono andate malissimo. Ma io non mi arrendo, perché in questo romanzo credo tantissimo. Nonostante tutto...
  4. Claudio Piras Moreno

    Signore dei sogni - Claudio Piras Moreno

    Grazie Ginia, proverò a contattarli. Comunque Il Signore dei sogni si presta a due tipi di letture, una profonda in cui si cerca di approfondire le implicazioni scientifiche di quanto avviene nella storia, l'altra leggera per godere del puro intrattenimento. Non ho studiato fisica, ma economia, però sono da sempre grande appassionato di materie scientifiche, psicologia, filosofia della mente e tanto altro. Nel caso dovessi leggere Il Signore dei sogni, spero ti piaccia. Grazie ancora.
  5. Claudio Piras Moreno

    Il crepuscolo dei gargoyle - Claudio Piras Moreno

    Anche di questo romanzo è cambiata la copertina. Sono sicuro vi piacerà. Tra l'altro, in questi giorni Amazon ha messo a disposizione la versione cartacea a neanche tre euro, ma credo che a quel prezzo ce ne siano poche copie disponibili...
  6. Claudio Piras Moreno

    Signore dei sogni - Claudio Piras Moreno

    Ora Il Signore dei sogni ha una nuova copertina che spero piaccia di più.
  7. Claudio Piras Moreno

    Macerie - Claudio Piras Moreno

    Grazie Alberto, ne sarei onorato. Con questo romanzo anni fa avevo firmato un contratto con uno dei più importanti agenti in Italia, ma poi le cose non sono andate come speravo...
  8. Claudio Piras Moreno

    Il (tuo) agente che non (ti) risponde (quasi) mai

    Anch'io, nel 2012/2013, ero rappresentato da un grosso agente, come Acherusa. C'ero arrivato spedendo la prima stesura del mio libro a due editori (uno medio e uno grosso) e a questa agente. Ricevetti prima la risposta dell'editore medio (una vecchia casa editrice molto conosciuta) e il giorno seguente quella dell'agente. Non vi nascondo l'emozione che provai in questo secondo caso, perché la ritenevo inarrivabile. L'agente mi disse che avrebbe potuto farmi pubblicare da qualsiasi editore in Italia, perché il mio romanzo era molto buono. Invece, nei quasi due anni successivi arrivarono con il contagocce solo risposte negative.
  9. Claudio Piras Moreno

    Casa

    Tranquillo, a me ha fatto piacere questo confronto, e capisco bene il tuo punto di vista, che alla fine non è molto diverso dal mio.
  10. Claudio Piras Moreno

    Casa

    Capisco. Questa dell'interpretazione non autentica è una questione spinosa. È normale preferire di non essere fraintesi (anche se talvolta, persino per l'autore, il significato di una propria opera, o parte di essa, col tempo può cambiare), però non si può pretendere che il lettore capisca sempre tutto come lo si è inteso. Certo, una volta che mi hai spiegato il tuo significato di strada, quello che intendevi tu, io l'ho preso per buono, tranquillo. Eppure, è inevitabile che talvolta qualcuno interpreti in modo sbagliato un'opera altrui. E, almeno per me, in questo caso non sembrava un male. Ma se per te lo è, allora fai bene a ovviare a futuri fraintendimenti aggiungendo anche solo un aggettivo qualificante e positivo per strada.
  11. Claudio Piras Moreno

    Casa

    Forse basterebbe anche solo aggiungere un aggettivo che connoti positivamente la strada, perché forse quel "amara" riferito alla città mi ha portato fuori strada. Ma forse a portarmi fuori strada è stato anche il periodo non certo fortunato o trasudante ottimismo in cui mi trovo... Comunque, se ci pensi è una buona cosa anche quella, che ognuno interpreti la tua poesia in base al proprio stato d'animo. È un altro punto di forza del componimento, non trovi?, il non detto che lascia spazio alle interpretazioni.
  12. Claudio Piras Moreno

    Casa

    Scusa Alberto, non trovavo mai il tempo di commentare... Il mio primo commento è stato così scarno perché andavo di fretta. Premetto che non son bravo a commentare poesie, non sono neppure un vero esperto, anche se in vita mia di poesie ne ho lette tante, e persino scritte e recitate. Diciamo che la prima cosa che mi ha colpito di questa poesia è il ritmo. La seconda è la malinconia che pervade tutto il componimento. Poi mi è piaciuto questo completo affidarsi di una persona all'altra. Credo sia un sentimento che fa tenerezza, sopratutto perché non è moderno, oggi si punta all'indipendenza e all'individualità. In questo senso si ribadisce l'aura nostalgica, forse un'incapacità di vivere questo tempo. Altra cosa che mi ha colpito è la completa comunanza e senso di fiducia dei due protagonisti, per cui lo stringersi reciprocamente in un abbraccio diventa un crearsi un mondo a parte, al sicuro da quello reale (angosciante, come appare con quella strada anonima che non ci è dato sapere se trafficata, fredda o deserta. Il non specificarlo ce la rende ancor più lontana e inquietante ). Il mondo al di là di quell'abbraccio diventa "esterno". Come se lo stringersi l'uno all'altra equivalesse a costruirsi un altro universo, a far diventare "casa" quell'amore. In ultimo mi piace che tutto questo é scritto con parole semplici e che arrivano.
  13. Claudio Piras Moreno

    Casa

    Stupenda poesia. Complimenti.
  14. Claudio Piras Moreno

    Ai tempi di internet e dei cellulari

    Ciao Nardegonia, son contento ti sia piaciuta. In effetti non è una poesia allegra. È più che altro cupa, e giocata su un'ambientazione temporale fittizia. Ma quale sia il tempo reale in cui si svolge questo comportamento, non è dato saperlo. Forse è tutta una metafora per dire che io non sono adatto a quest'epoca. Mi sento anacronistico. Forse capita a molti.
  15. Claudio Piras Moreno

    Macerie - Claudio Piras Moreno

    «Già prima di perdere la vita, avevo perduto tutto quello a cui tenevo e in cui credevo, non mi era rimasto più nulla. A parte i miei principi, e a questi mi afferro ora. Speravo che i valori e i sentimenti avessero maggior durata, come pure il rispetto per gli altri e per la loro libertà, e invece pare non sia così, viviamo nelle macerie del mondo che ci siamo creati; forse sono tali perché esso è nato nel difetto, perché davamo troppe cose per scontate, credevamo in verità che ci hanno tradito. Non so. Fatto sta che ci ritroviamo a scavare tra i detriti, nel tentativo di recuperare qualche ricordo, qualche oggetto; persone no, quelle non c'è mai speranza di recuperarle, quando le perdiamo sono perse per sempre. Nessuna ritorna dal luogo in cui ha procurato d'andare. Questo in fondo è il destino dell'uomo, di essere masochista e andare incontro con fermezza alla propria sofferenza. Non ci si ferma mai a riflettere, perché non si vuole: è il dolore la vera attrazione. Lo si nasconde con una maschera fatta di false convinzioni, di presunti obbiettivi, ma il vero e unico obbiettivo è sempre quello, fare e farsi del male. Le verità dietro le quali ci si nasconde sono falsate in partenza, dal proprio punto di vista, dall'egoismo, dal narcisismo, dall'ignoranza. E noi non possiamo più fingere di non saperlo. A chi stiamo mentendo? Certo, è impossibile avere la verità assoluta, conoscerla, perché ci sono troppe variabili, sfaccettature e perché gli uomini sono esseri complessi che soffrono inusitatamente per le cose più banali, talvolta, e hanno per ognuna di esse mille reazioni diverse. Il loro agire non può essere capito e chi dice il contrario è il più ignorante di tutti. Eppure, si è sempre pronti a giudicare – siamo proprio bravi in questo – basando il nostro giudizio su cosa? Sul fumo negli occhi, su nulla, o poco più. Creiamo e distruggiamo con rapidità disarmante. E poi come falene andiamo incontro alle nostre luci fatue, con tutto il gusto perverso di sbatterci sopra per l'ennesima volta. C'è della ferocia, della crudeltà congenita in tutto questo. Che triste eredità ci stiamo dando, e non abbiate dubbi che sia soltanto questa la nostra eredità. E infatti continuiamo a infliggere sofferenza e riceverne e la nostra società si converte in un enorme, crescente, cumulo di macerie. E allora dovremmo riconoscere, una volta per tutte, anche con noi stessi, che è questo il mondo in cui ci piace vivere.»
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