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Claudio Piras Moreno

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    Sardegna
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    Letteratura, teatro, musica, cinema, trekking e karate.

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  1. Claudio Piras Moreno

    In fondo al mare la luna - Claudio Piras Moreno

    Questo romanzo l'ho scritto grazie all'esperienza che feci tanti anni fa in un peschereccio. Mi imbarcai che ero ancora minorenne, più o meno come il protagonista del romanzo. Non avrei mai potuto scriverlo se non avessi vissuto quelle esperienze. Nelle pagine di questo libro ho messo buona parte della mia anima e mi piacerebbe che fosse letto dal maggior numero di persone possibili. E vorrei che a loro arrivasse anche solo un decimo dello stupore che ho vissuto io.
  2. Claudio Piras Moreno

    In fondo al mare la luna - Claudio Piras Moreno

    Ok, è iniziata la promozione gratuita. Spero lo scarichiate in tanti e che lo leggiate. Il parere di altri che scrivono sarebbe molto interessante per me. Questa è il primo romanzo scritto dopo quello che fu rappresentato dall'agenzia Satlow.
  3. Claudio Piras Moreno

    In fondo al mare la luna - Claudio Piras Moreno

    Da domani, e per cinque giorni, la versione ebook del mio libro In fondo al mare la luna sarà gratis su Amazon. Intanto Amazon stessa sta scontando la versione cartacea vendendola praticamente a metà prezzo, ovvero a 6,72 euro. Ringrazio chiunque voglia prendere e leggere questa o l'altra versione. Ps: della versione cartacea a quel prezzo credo ci sia solo una disponibilità. https://www.amazon.it/fondo-al-mare-luna-ebook/dp/B07CVQ3FG4/ref=asap_bc?ie=UTF8
  4. Ma davvero tutto il resto lo condivido e mi è capitato di parlarne in termini molto simili in più sedi.
  5. Tutto quello che hai scritto prima e dopo questo trafiletto lo condivido, ma non questo. Perché spesso (quindi ammetto qualche raro caso) affermazioni simili sono scuse a posteriori di chi appartiene alla stessa casta che ha escluso un determinato artista, per giustificare appunto, quella sua esclusione. Soprattutto una volta che, morto l'artista, la sua raggiunta imperitura fama rende difficile spiegare la precedente esclusione in vita. Allora per non ammettere le reali ragioni, lo si accusa di essere stato troppo avanti. A me sembra una beffa. Anche perché non c'è nulla di più velocemente adattabile del cervello umano, e anche nelle nuove scoperte scientifiche, gli impedimenti sono sempre stati da parte di caste al potere e per ragioni politiche o religiose e mai perché il cervello di tutti gli altri scienziati non era in grado di comprendere certe nuove scoperte e le prove a supporto fornite dallo scienziato osteggiato.
  6. Concordo, essendo il mondo corrotto com'è, potersi isolare da tutto sarebbe il massimo.
  7. Questa impressione è dovuta al fatto che solo ai famosi sembra concesso mostrare la propria erudizione. Non lo trovo giusto. Trovo che sia un danno per la letteratura. Quindi secondo me bisogna avere coraggio anche nella scelta del linguaggio, tanto se non si fa parte del sistema, sarà quasi impossibile comunque, farsi selezionare da un editore che conta.
  8. Per me non conta niente quanto ha detto questa editor. La storia è piena di artisti di valore che sono stati rifiutati per tutta la vita. Eppure valevano. Sviste? Io non ci credo. Una svista può capitare a uno, due, tre esperti del settore... Ma alla fine qualcuno in grado di riconoscerne il talento salterebbe fuori. Perché così tante volte succede solo dopo la morte dell'artista? Per una precisa volontà. Perché così funziona questa società, e se tu non fai parte di uno degli ingranaggi, non puoi emergere mai. A meno di qualche fortunata eccezione, anzi quasi miracolosa. La stessa fortuna che bisogna avere pubblicando con il self publishing. C'è davvero tanta di quella roba nel self che rendersi visibili è davvero arduo. Persino dando il libro gratis. Perché si scaricano centinaia e centinaia di libri gratis per leggerne al massimo una decina, ciò vuol dire che per essere letto da almeno mille lettori, che è la quota minima che permette a un buon libro di creare un passaparola, devi regalare almeno diecimila copie. Ma già era difficile prima, ora che Amazon ha cambiato le regole per questa opzione, è ancora peggio.
  9. L'editoria ormai cerca libri scritti da personaggi, che vendono a prescindere dal loro contenuto o valore. L'editoria tradisce ogni giorno la letteratura. Questo non vuol dire che non pubblichi anche libri validi, ma certo non li pubblica più per quel motivo. Li pubblica solo perché per una serie di relazioni e circostanze, sa che buona parte della promozione è già garantita dall'autore (o da chi vi si firma come tale, perché le case editrici importanti hanno ghost writer a disposizione di chi se li può permettere). Per contro, poi, la grande editoria pubblica anche libri scadenti, aggiustandoli al meglio (hanno anche tanti bravi editor) scritti da personaggi o gente facoltosa, sapendo quasi con certezza che venderanno. Perché l'autore in questione può avvalersi di un suo apparato pubblicitario importante, oltre a quello dell'editore stesso. E ancora una volta a essere traditi saranno i lettori e la letteratura. E questi giochi lasceranno dietro di sé tutta una serie di esclusi, i cui libri, valevano certo di più di tanti scritti da tali personaggi illustri. Ma è normale, in questa società le case editrici, soprattutto quelle importanti, per funzionare devono seguire le direttive imposte dal mercato. E a imporle non sono certo i lettori. Ci son troppi potenti dietro con grandi interessi e voglia d'apparire. Gente che può permettersi di spingere e muovere fili in più direzioni. Gli editori non sono liberi. Sono schiavi di un sistema. Ormai ne sono convinto. E anche i lettori smettono di essere liberi quando la loro scelta è pilotata, condizionata dalla pubblicità, da recensioni fasulle di riviste, tv, giornali e radio. Bombardamenti vari. Così succede che, libri insulsi che non dicono proprio un bel nulla, vendano milioni di copie. E invece l'unico merito che hanno, spesso non attribuibile all'autore (ammesso che corrisponda al nome in copertina), è che sono scritti in una forma corretta. Penso ad alcuni libri letti ultimamente, bestseller internazionali, uno era la brutta imitazione de Il nome della rosa, che già assomigliava parecchio al libro Lo scomunicato di Socrautos, pubblicato anni prima e poi fatto sparire dopo la denuncia di plagio dell'autore a Eco. Ma almeno, il libro di Eco era scritto benissimo, tutto era ben documentario e descritto con mastria e sapienza. Quest'altro libro recente, invece, messo a confronto, è persino imbarazzante. Là dove Eco conosceva e usava il termine specifico per ogni elemento architettonico, chimico, scientifico, ecc., quest'altro autore utilizza termini generici, fa descrizioni approssimative. Perché gli manca la conoscenza e si vede. Eppure quel libro ha anch'esso venduto parecchio. Ma ci credo, ha ricevuto un tale battage pubblicitario che io stesso ero convinto fosse un gran libro. Non è così. E stessa cosa per tanti altri. Ma a me non dispiace se un, che ne so, importante giornalista sfruttando la sua posizione ottiene di pubblicare. No, se il suo libro è valido. Anche se, mi dispiace che il criterio di scelta sia stato quello della fama del giornalista e non quello del valore del libro. Ma mi dispiace di più quando vengono pubblicati libri inutili e vuoti, perché qualcuno importante ha deciso di volersi far definire scrittore senza avere il minimo talento. Perché questa gente toglie la possibilità ad altra molto più dotata di arrivare alla grande editoria, che è quasi l'unica a poter garantire un lavoro professionale sul testo se non si hanno soldi per pagare un editor, un correttore, un impaginatore, un grafico, un pubblicitario e un distributore, che permettano di far conoscere un libro al maggior numero di persone e nella migliore forma. Come già dicevo poco fa.
  10. Concordo, anche perché essere pubblicati da un editore, soprattutto se valido, significa usufruire di professionalità che dal miglioramento del testo alla distribuzione e promozione, permettono di far conoscere un libro al maggior numero di persone e nella migliore forma. Perché? Se gli editori non ti scelgono non è detto che sia perché non vali, e nemmeno per una svista se per questo. Le sviste non esistono se mandi il libro a centinaia di editori. Perché se è un capolavoro prima o poi qualcuno dovrebbe accorgersene. Infatti, libri come Il gattopardo e Se questo è un uomo, hanno avuto i loro rifiuti, ma poi hanno trovato un editore, e anche buono. Eppure, sappiamo tutti di quanti capolavori siano stati riconosciuti solo alla morte dell'autore. Possibile, che nemmeno un editore si fosse accorto prima del loro valore? Come fare allora per capire se il proprio libro vale? Per me l'unico modo è non credere troppo all'editoria, che è governata da dinamiche e interrelazioni che neppure possiamo capire, e cercare piuttosto di migliorare sempre i propri testi. Perché viviamo in una società in cui esistono forti interessi, e anche avere delle pubblicazioni importanti ha il suo valore. E ci sono persone con soldi che puntano a quel prestigio. E se lo possono permettere, che abbiano talento oppure no. Inoltre è facile capire che spesso gli editori rifiutino libri più che validi per ragioni che non hanno nulla a che vedere con il loro valore. Penso a dei libri scomodi, a un libro su Beethoven che lessi diversi anni fa: un capolavoro! O a Sanora Babb e alla sua disavventure con John Steinbeck. Penso a un bellissimo libro che lessi da piccolo e che è totalmente scomparso. Non esiste più alcuna traccia nemmeno su internet. Era la storia vera di un indio dell'Amazzonia che era stato testimone dello sterminio della sua tribu da parte degli inglesi. Per me l'editoria è sempre stata la prima a tradire la letteratura, e spesso per le ragioni più meschine, mentre non è mai successo il contrario. La letteratura non ha mai tradito l'editoria, e nemmeno chi l'ha scritta.
  11. Claudio Piras Moreno

    Macerie - Claudio Piras Moreno

    Mi ha ispirato la scrittura di questo libro la visita al paese abbandonato di Gairo Vecchio nel 2010 con la mia compagnia teatrale.
  12. Claudio Piras Moreno

    L'agente che non ti pubblica

    Non credo fosse questo il problema visto che tempo dopo è stato pubblicato un libro dalla trama e dalla struttura molto simili al mio. Diverse, fondamentalmente, erano solo le sottostorie dei personaggi secondari. Inoltre il mio libro era molto attuale, visto che trattava di memoria, sensi di colpa, paesi abbandonati e tematiche ambientali. È proprio quello che ho fatto. Non mi sono fossilizzato a quel romanzo, che tra l'altro era il mio terzo, ne ho scritto un quarto e l'ho proposto, ma non è andata bene comunque. Per questo continuo a pubblicare da me. E non è un problema. Va bene così. È questo il caso. Quando la Satlow mi riferiva le risposte ricevute dagli editori, la più ricorrente era che il mio libro era troppo letterario per uno sconosciuto. Eppure, mi sono capitati tra le mani libri molto letterari pubblicati da grandi editori, il cui autore, non era certo famoso. Persino quello molto simile al mio era così. L'unica differenza che ho potuto constatare è quella a cui ho fatto riferimento. Ma magari sono io che mi sbaglio e nel mondo non esistono nemmeno le disparità sociali. Inoltre, conosco un autore che ha scritto un libro che è un capolavoro, e tanti lettori lo hanno giudicato come tale, eppure nessun editore lo ha mai voluto pubblicare. Con tutto che lui l'ha mandato per anni. L'autore è disoccupato e orfano di padre da quando era ragazzino. Io, di storie così ne conosco, e allora scusatemi se non credo più nell'editoria.
  13. Claudio Piras Moreno

    L'agente che non ti pubblica

    Nessuna delle due cose. Ti ho scritto che le eccezioni esistono. Ripeto, non volevo certo ferire o offendere nessuno. Io ho visto delle cose, nell'editoria, che sono evidentemente sbagliate. A queste mi riferivo. E dopo ciò, questa è l'ultima volta che prendo parte a discussioni scomode. Io credo che alla verità avrà modo di arrivarci ognuno per conto suo con il tempo. Anche se auguro a tutti voi di non fare mai le esperienze che ho fatto io. Nayan a te soprattutto, che ci credi con tanta passione, spero non dovrai mai scoprire quanto sia corrotta l'editoria. Spero che ti arrivino solo gioie dai tuoi libri. E le gioie, dici bene, non sono nei soldi, ma nel duro lavoro, nella ricerca, e nell'apprezzamento dei lettori.
  14. Claudio Piras Moreno

    L'agente che non ti pubblica

    Diciamo che le eccezioni esistono, e non è che dovete considerare le mie parole come un attacco personale, non lo sono per niente. Io ce l'ho con il sistema, che è evidentemente sbagliato. E lo si vede anche solo entrando in libreria e vedendo certi nomi. Detto questo sto accumulando tanti "non mi piace" e questo mi rattrista, perché non è mia intenzione ferire nessuno. E nemmeno disilludere chi ancora crede nell'editoria. Io non ci credo più. Credo solo nelle singole persone, negli scampoli d'umanità che si trovano nella gente comune.
  15. Claudio Piras Moreno

    L'agente che non ti pubblica

    Non ho proprio parlato di voler guadagnare qualcosa... Non ho mai conosciuto un raccomandato che lo andasse a sbandierare ai quattro venti. Comunque, quello che tu hai descritto è quasi un mondo perfetto. Vorrei che tu avessi ragione.
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