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  1. Salve, come ogni inizio d'anno non mancano gli articoli, nelle sezioni culturali di varie testate, anche online, del tipo "Ecco i romanzi da tenere d'occhio nel 2021", "I romanzi che leggeremo quest'anno'".... Si tratta di anteprime poiché i romanzi non sono ancora stati pubblicati ma in via di pubblicazione. Le liste di solito si somigliano tra una testata e l'altra: ricorrono spesso gli stessi titoli. Sono titoli dei quali credo sia chiaro l'intento delle CE di dare una grande visibilità ancora prima della pubblicazione. La mia domanda: dove i redattori traggono queste liste o questi titoli? Esiste una fonte unica?
  2. Quale è il grado di difficoltà di pubblicare attualmente con queste CE, soltanto con la forza di un ottimo testo di narrativa (non di genere) nel cassetto, ma senza agente e senza altre vie (conoscenza diretta, concorsi, scuole, etc): insomma semplicemente inviando il manoscritto e aspettando? Avete delle esperienze? Per CE "giovani" intendo fondate (o rifondate) in tempi relativamente recenti: - NN Editore - NEO. Edizioni - Theoria - Blu Atlantide - Nave di Teseo (forse troppo grande per questo elenco) - Altre..?
  3. Sono andato a vedere: se la classifica generale è quella "Libri", questi esordi stanno quasi tutti in un range tra posizione N. 30000 e posizione N. 60000, quindi numeri più grandi rispetto alla sottocategoria "Narrativa contemporanea". Si potrebbe trattare di una copia al giorno, o una alla settimana? Giusto per avere un'idea.
  4. Per curiosità ho provato a vedere la posizione in classifica su Amazon.it di una ventina di esordi di narrativa pubblicati tra il 2019 e il 2020 con medie o grandi CE, esordi che hanno avuto anche molta visibilità, a distanza di circa tre mesi dalla pubblicazione. In media si oscilla tra la posizione N. 5000 e la N. 15000 in "Narrativa contemporanea". Indicativamente a quante copie vendute al mese corrisponde questo range?
  5. @Wanderer Aggiungerei che ci sono anche libri in anticipo sui tempi, o forse usciti al momento sbagliato, che a volte per fortuna vengono riscoperti e ristampati dopo anni, talvolta decenni. Adelphi stessa ha fatto di queste operazioni, ridando vita ad autori abbandonati, anche italiani. Interessante da comprendere per chi non è addetto ai lavori l'attività dei promotori fatta in libreria, che descritta così sembra avere molti punti in comune con l'attività del "commerciale" (o "venditore") però anche con la possibilità di fare un'azione culturale, di consiglio, se il promotore conosce ed è appassionato di ciò che vende e ha il margine di manvora per andare oltre il solo profitto, consigliando, "spingendo" anche opere non redditizie sulla carta ma di valore. Insomma, potrebbe anche essere un bel mestiere, o forse mi sbaglio? Però sorgono alcune domande: - Quando il distributore e il promotore coincidono, immagino che le due attività vengano svolte dalla stessa persona. Coincidono spesso? - Come i venditori si lavora su porzioni di territorio, per esempio una regione o una provincia a promotore? O con altri criteri? - Ogni quanto ci si fa vedere in libreria? Dipende dal giro di affari della libreria stessa? Se le due figure (promotore e distributore) coincidono, ogni passaggio di questo in libreria consiste al tempo stesso nel: - riprendersi i libri promossi (o richiesti dal libraio) alcuni mesi prima e rimasti invenduti - distribuire (consegnare) i libri promossi e contestualmente prenotati dal libraio al passaggio precedente in libreria - promuovere nuovi libri da distribuire al passaggio successivo?
  6. Salve, da questo post si direbbe che uno dei momenti veramente cruciali nella vita del libro è il "gradimento" o meno della scheda di presentazione da parte dei librai, perché dovrebbe essere quella scheda a convicerlo o meno a farsi consegnare uno o più esemplari del libro. Quanto incide la sinossi del libro e quanto il "peso", il prestigio e la notorietà della casa editrice? Sbaglio o questo l'elemento che conta di più nella decisione, molto più del contenuto riassunto nella scheda?
  7. Salve, una piccola esperienza personale e due domande. Ho inviato a ottobre scorso quindi ben prima del Covid la sinossi di un romanzo completato di narrativa contemporanea a una CE media e ben distribuita. A sorpresa mi rispose il giorno seguente il loro responsabile editoriale chiedendomi quasi con un senso di urgenza l'intero manoscritto. Cosa che feci, con un certo entusiasmo, ma è durato poco... Di nuovo in modo abbastanza sorprendente, più alcuna risposta! Risposta che ho cortemesemente chiesto una o forse due volte volte dopodiché ho lasciato cadere anche perché mi sembrava di scocciare. Sul momento ho avuto quasi la sensazione che il manoscritto mi fosse stato sottratto con l'inganno. Ma no, meglio non cedere a facili paranoie, ho ragionato. Probabilmente si trattava del famoso "silenzio-rifiuto", anche se a un punto della catena editoriale un po' più avanzato rispetto al "silenzio-rifiuto" più diffuso, quello seguente all'invio volontario del manoscritto. 1) Per qualce motivo il silenzio di quel responsabile secondo voi? Forse per non chiudersi tutte le porte con l'autore, sai mai che un giorno possa tornare utile? 2) E quali invece le ragioni del famoso "silenzio-rifiuto" delle (certo non tutte) CE a fronte dell'invio del manoscritto? Da non esperto abbozzerei: > Mai avvenuta lettura del testo, o testo ancora (chissà quando) da leggere? > Mancanza di tempo (o personale) per rispondere a tutti, che sono magari centinaia? > Non si risponde per evitare di farsi dei "nemici" con un NO. Oppure per evitare di creare un contatto diretto con l'autore, che non facendosene una ragione o anche solo provando ad aprire una breccia potrebbe tornare alla carica? E se tutti facessero così... Il fatto è che, nonostante la realtà sia tanto spesso maleducata, in questo caso non credo molto nella "semplice" maleducazione. In fondo una risposta non costerebbe poi così tanto, o no?
  8. Salve a tutti, premetto che non conosco il mondo delle Agenzie letterarie se non per quanto letto su questo forum, però mi chiedo che risultati potrebbe dare la pratica di inviare il manoscritto solamente a una selezione di Agenzie (quelle che accettano esordienti ma che possono presentarli a buone case editrici, se il manoscritto lo merita) anziché a una selezione di CE, quindi escludendo dall'invio queste ultime e demandando la scelta della CE all'Agenzia che decide di scommettere sul libro. Questa pratica potrebbe dare migliori risultati rispetto all'attesa di una risposta delle CE (che molto spesso non arriva mai per i motivi che tutti conosciamo, in primo luogo perché sommersi di manoscritti e senza risorse per leggerli)? Oppure questa pratica è già in atto e così anche le Agenzie letterarie si ritrovano sommerse e costrette ad adottare contromisure e filtri contro l'arrivo di una mole enorme di manoscritti, così che alla difficoltà storica di farsi leggere dalle CE si aggiunge ora semplicemente la dfifficoltà di farsi prendere in considerazione anche dalle Agenzie?
  9. Non ho capito, i diritti possono essere "ceduti" (venduti) a una eventuale nuova CE interessata, come mi sembrava dalla prima risposta ("Si è gia risposto da solo, la seconda acquista dalla prima ;)" oppure non è possibile e anzi vietato dalla legge, come mi sembra sia detto qui sopra?
  10. Non ho molti termini di paragone, ho potuto vedere solo un paio di libri nelle due versioni ma non direi che si tratta di qualità media per quelli stampati da Amazon. Stampa, rilegatura e carta mi sono sembrate di buona qualità. La copertina ha una resa al tatto e cromatica leggermente diversa da quella tipografica, come fosse più "gommosa" e i colori un po' più accesi. Parlo di libri in formato tascabile, senza alette o sovracoperta. Per libri con quelle caratteristiche "extra" credo venga recapitata la copia tipografica.
  11. Ciao a tutti : ) Acquistando molti libri sia in libreria che online (prevalentemente su IBS e Amazon) ho notato che parecchie piccole e direi anche medie CE utilizzano un "mix" di copie stampate in tipografia e POD Amazon. Non sto parlando di un print-on-demand puro, che diventerebbe di fatto self-publishing o "copisteria", ma di un mix di "n" copie stampate ("n" come stabilito da contratto di edizione) e di POD esclusivamente per le copie ordinate online e mi sembra soltanto su Amazon. Uno stesso libro preso in libreria l'ho poi ordinato per un regalo su Amazon e ho potuto anche notare la leggera differenza "fisica" tra i due (carta della copertina diversa, dicitura "Printed for Amazon" al posto di Stampato presso la tipografia...). Le copie stampate in tipografia sono destinate alla distribuzione classica in libreria e anche online attraverso alcuni siti non Amazon; invece per le copie Amazon (tutte, una parte?, quando non immediatamente disponibili in magazzino? Non lo so) molte CE sembrano aderire al servizio di POD per gli editori proposto dalla piattaforma. In pratica, se trovo o ordino il libro in libreria (e se non sbaglio direi quasi sempre anche su IBS che à un sito prevalentemente rivolto all'Italia), ottengo la copia stampata in tipografia, mentre se lo ordino su Amazon, la piattaforma stampa una copia del tutto conforme a quella tipografica e invia quella. Questo è quanto ho constatato dalla mia esperienza di lettore, correggetemi se sbaglio. Mi chiedo quali siano i pro e i contro di questa soluzione per un autore. Un vantaggio che mi pare evidente è "logistico", nel senso che in questo modo il libro è inviato in poco tempo in qualsiasi destinazione, anche all'estero: ordinato da Tokyo o Sydney lo ricevi in due giorni. Questo per esempio per certa saggistica mi pare un indubbio vantaggio. Quali possono essere gli eventuali svantaggi?
  12. Grazie per le risposte. Aggiungerei anche un probabile e consistente aumento di manoscritti che si staranno riversando in questo momento sulle CE, rendendo ancora più difficile almeno per qualche tempo l'emergere di un autore/autrice esordiente tra i tanti candidati, dato che in molti avranno approfittato del lockdown per cimentarsi con la scrittura portando per la prima volta a termine un testo.
  13. Ciao a tutti. Mi chiedevo se la situazione attuale potrebbe rendere più difficile l'esordio letterario, perché le CE in generale e soprattutto le medio piccole anche per far quadrare i bilanci forse "rischieranno" meno sugli esordienti.
  14. Salve a tutti : ) Mettiamo che si sottoscriva un contratto di edizione per un romanzo con una CE, cedendole i diritti per 15 o 20 anni. Qualche tempo dopo la pubblicazione si fa avanti un'altra CE, il romanzo gli piace, lo vorrebbero pubblicare sotto il loro marchio e a suo dire investirci più della prima. Quali situazioni sono possibili in questi casi? La seconda CE "compra" i diritti alla prima? Esistono altre possibilità?
  15. @Miss RibstonGrazie per la tua risposta. In realtà io mi riferisco a libri che hanno ottenuto visibilità che in sintesi chiamo "gratuita", ovvero senza prima aver fatto campagne pubblicitarie, di qualunque tipo. Per visibilità gratuita intendo articoli su giornali, firmati da redattori, (giornalisti, che quindi per legge devono rifiutare ogni offerta pecuniaria), presenze all'interno di trasmissioni radiofoniche culturali, articoli su siti letterari. Articoli ottenuti senza prima aver preparato il terreno per esempio con l'acquisto - come a volte le CE (di solito solo le grandi) fanno - di pagine pubblicitarie, o anche solo di banner, affiliazione, eccetera. La visibilità di cui parlo è quindi stimolata da un attività che se vuoi possiamo in senso lato chiamare "promozionale", ma esclusivamente di ufficio stampa e non di advertising. Si potrebbe dire che a volte questi risultati sono ottenuti attraverso un ufficio stampa "a pagamento", che quindi si è dedicato, a fronte di alcune migliaia di euro di onorario, all'intensa promozione del libro per alcune settimane o mesi. In alcuni casi è possibile, ma non credo sia stato il caso dei libri cui mi riferivo, in quanto si tratta di CE che di solito promuovono le loro uscite con un proprio ufficio stampa, interno alla casa editrice. E per fortuna che questi uffici stampa esistono, non tutte le CE possono permetterselo. Spesso è già una grande cosa che la CE abbia un proprio ufficio stampa interno dedicato, in molti casi appassionato e che ha sempre un ruolo molto importante, per quanto i libri da promuovere all'interno di una stessa CE sono non uno soltanto ma numerosi e le energie vanno naturalmente distribuite.
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