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Mrs Dalloway

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Tutti i contenuti di Mrs Dalloway

  1. Mrs Dalloway

    qual è la vostra opera lirica preferita?

    Giusto una piccola curiosità per impicciarmi dei vostri gusti. Per quanto mi riguarda, sono moltissime le opere che amo, ma se dovessi essere costretta a scegliere con una pistola puntata alla tempia, direi il Macbeth di Verdi ( il finale del primo atto è veramente epico). Detto questo, lascio la parola a voi.
  2. Mrs Dalloway

    Consigli per il giorno della memoria...

    So che la giornata è quasi finita, ma non è mai tardi per ricordare... In questa giornata vorrei consigliarvi una lettura (visto che siamo in un forum di scrittori): si tratta del "Diario" di Etty Hillesum, scrittrice e intellettuale ebrea morta a 29 anni ad Auschwitz. Il libro è edito da Adelphi. Vi linko una recensione per chi volesse approfondire: http://www.tempi.it/lunico-atto-degno-di-un-uomo-e-quello-dinginocchiarci-davanti-a-dio-il-diario-di-etty-hillesum Inoltre vi consiglio anche un ascolto: il quartetto per la fine del tempo di Olivier Messiaen, composta e suonata in un campo di concentramento tedesco per prigionieri di guerra. La musica è difficile, ma bellissima...
  3. Mrs Dalloway

    [MI34] Intervista a uno scienziato

    http://www.writersdream.org/forum/topic/18796-umori-insipidi/#entry327549 PROMPT DI MEZZOGIORNO “La parete dietro alla scrivania dello studio è dominata dallo stemma della casa farmaceutica. Due figure di bambini, seduti di spalle su una spiaggia, osservano un sole che sorge su un mare scuro. I raggi rosati si riflettono nell’acqua scacciando l’oscurità circostante. Un’immagine semplice, ma suggestiva, per questo sin da principio ha riscosso un successo enorme. Walter Fleming fa il suo ingresso con una decina di minuti di ritardo, riferendo di aver trovato traffico per venire in ufficio. -Credevo che l’uomo chiave della Dawn Pharmacy arrivasse in ufficio in elicottero- affermo ironicamente. -Ho fatto richiesta ufficiale ai vertici aziendali, sono in attesa di risposta- replica lui con un sorriso –posso offrirle un caffè, un tea,o quello che vuole? La mia segretaria è eccezionale può farmi arrivare di tutto in meno di cinque minuti- mi offre osservandomi incuriosito. -No, grazie. Allora dottor Fleming, lei condivide il suo nome con un altro illustre nome della medicina, pensa che il suo lavoro metterà in ombra quello del suo predecessore?- Inizio a domandare -Dubito che la scoperta della penicillina potrà essere mai messa in ombra da qualcuno- Mi risponde appoggiando i gomiti sulla scrivania e congiungendo i polpastrelli delle dita di fronte a sé, assumendo la posa con cui compare in tutte le riviste scientifiche. -Beh se è per questo anche il suo lavoro non potrà essere facilmente dimenticato, “l’uomo che vuole curare il mondo con il DNA”– replico io -Ah mi definiscono così? - chiede incuriosito – sarebbe più corretto “l’uomo che voleva curare una vasta gamma di malattie attraverso la terapia genetica”- afferma con tono fintamente serio - Già beh , è più facile da ricordare la prima definizione- replico io sorridendo – Allora vuole parlarmi di questa terapia genetica- -Beh l’idea di fondo risale a molti anni prima delle mie ricerche, come lei ben saprà sono innumerevoli le patologie derivanti dalla mutazione di uno o più geni. E’ un meccanismo che sta alla base non solo di malattie ereditarie, ma dei tumori, per esempio. Ci si è chiesti “e se noi potessimo inserire all’interno del genoma una copia corretta del gene mancante o mutato?”- mi spiega in termini semplici -Se non sbaglio tentativi in questo senso erano già stati fatti prima delle sue ricerche con esiti incerti- affermo io, tentando di fare bella figura, attingendo alle vaghe memorie dei miei studi liceali. -Il problema sostanziale è che qualunque fosse il vettore usato per transfettare le cellule, non si poteva prevedere in quale parte del genoma i geni inseriti sarebbero stati integrati. Si rischiava di intterompere un gene o un suo promotore, provocandone la perdita di funzionalità, c’era un alto rischio di insorgenza di tumori…- -Ed è qui che entra in gioco lei- lo interrompo io -Ed è qui che entriamo in gioco io e il mio team- mi corregge lui- sostanzialmente abbiamo sfruttato l’apparato di ricombinazione omologa delle cellule e alcune conoscenze già usate nella tecnica del gene targeting. In tal modo possiamo sapere esattamente dove verranno integrati i geni desiderati- Spiega sorridendo -Non ho capito molto, ma sembra grandioso- scherzo io. - Lo è- replica semplicemente lui, annuendo. -Un’ultima domanda: c’è chi dice che la sua scoperta farà perdere miliardi alle case farmaceutiche. Molti farmaci antitumorali, sintomatici etc. non saranno più necessari, pensa che tenteranno di ostacolare il suo lavoro?- chiedo tornando serio -Non vedo perché, potranno recuperare le perdite, mettendosi al passo con le recenti scoperte- risponde lui in tutta serenità. -Si direbbe l’alba di una nuova era- faccio io indicando con un cenno del capo il logo della Dawn Pharmacy -E che alba- afferma Fleming sorridendo” Oggi ricorre il quarantesimo anniversario dalla morte dello scienziato. Il suo nome si aggiunge alla lista di persone che sono state rivalutate solo dopo la loro morte. L’intervista riportata risale al settembre 2067. Nell’ottobre 2068 una commissione affermò che le ricerche di Fleming avevano dei vizi procedurali che ne pregiudicavano l’applicazione. Il mese dopo il ricercatore fu licenziato dalla Dawn Pharmacy. Caduto in disgrazia, trovò consolazione nell’eroina, il 25 settembre 2072 il suo corpo venne ritrovato in un vicolo con la siringa ancora infilata nel braccio. Nel 2080 fu aperta un’ inchiesta, risultò che sul conto alcuni membri della commissione che aveva giudicato il lavoro di Fleming erano stati effettuati ingenti versamenti da parte di illustri esponenti di grandi case farmaceutiche. Fu istituita un nuovo gruppo di esperti che non rilevò nessuno dei vizi procedurali precedentemente indicati. Oggi , il lavoro di Fleming viene usato per la cura di malattie ereditarie e tumori, sfortunatamente lo scienziato non ha potuto vedere l’alba che aveva sognato.
  4. Mrs Dalloway

    Delirio

    http://www.writersdream.org/forum/topic/18805-la-nera-coccarda/ L’uomo era seduto di fronte a lui, era curioso come sulla fronte corrugata si disegnassero cinque righe parallele come in un pentagramma “ Sai che cos’è successo?” chiese con una voce profonda, ma sorprendentemente energica per la sua età. Annuì a occhi chiusi “Mi stava aspettando in cucina. Mi sono alzato e mi sono reso subito conto che qualcosa non andava…”rispose per essere interrotto “ cosa non andava?” chiese l’uomo di fronte a lui in tono comprensivo “ la mia gola” disse sfiorandosi il collo con la mano destra “la mia gola pulsava…” L’anziano uomo inarcò un sopracciglio e le righe del pentagramma stampate sulla sua fronte si incurvarono “probabilmente anche ora sta pulsando… le arterie…” provo a dire prima di essere fermato “No!No! NO!” urlò forte il suo interlocutore, scuotendo la testa come per scrollarsi di dosso la falsa deduzione del vecchio, mentre quest’ultimo sobbalzava lievemente sulla sedia “era qualcosa di diverso! Come fa a non capire? Era qualcosa di diverso!” L’uomo annuì, segnando qualcosa su un blocco di appunti che teneva in mano “me lo descriveresti?” chiese pacatamente “erano…” iniziò a rispindere , per poi esitare cercando le parole giuste “ erano vermi…” disse contraendo il volto in un’espressione disgustata e sgranando gli occhi “ vermi, capisce? Vermi!” ripeté, per poi mordersi, infastidito dal tono lamentoso della sua stessa voce “ si contraevano appena sotto la mia pelle, ogni secondo.. .no, mi sbaglio!” si interruppe alzando la mano, con il palmo rivolto all’interlocutore come per invitarlo ad aspettare “ non ogni secondo…” ripeté scuotendo il capo “ ma ogni battito del mio cuore” sovrapponendo le mani sullo sterno “ lo posso sentire anche adesso… a ogni mia pulsazione un verme si contrae e avanza sotto la mia cute” l’uomo di fronte a lui lo fissava con i suoi occhietti azzurri, che, nonostante l’età, non avevano perso la propria vitalità “ per questo hai tentato di reciderti le vene?” chiese indicando con la penna che aveva in mano il polso fasciato del giovane di fronte a lui “ volevo farli uscire” rispose questo in un sussurro appena udibile “ ma quelli… fuggivano! ”contraendo le mani a pugno e corrugando la fonte “ capisce?” chiese rilasciando le dita e portando la mano destra sulla fasciatura del polso sinistro “ sempre più in profondità, sempre più in profondità, sempre più in profondità” serrando le dita in torno al polso, mentre sentiva le lacrime trattenute bruciargli negli occhi “e come sarebbero entrati questi vermi?” chiese il vecchio calmo di fronte a lui “Ma come fa a non capirlo? E’ stato lei! E’ stato il mostro che mi aspettava in cucina!” gridò il giovane mentre le guance venivano rigate dalle lacrime “Era furba! Tutti credevano che si prendesse cura di me e non capivano!” scosse il capo chiudendo gli occhi “Cosa non capivano?” Lo invitò a continuare l’anziano uomo che gli sedeva di fronte “Mi teneva prigioniero… Sempre! Non mi lasciava mai uscire da solo!” rispose serrando di nuovo le mani a pugno “ Come lo ricordo! Fin da quando ero bambino… i miei compagni uscivano di pomeriggio e poi di sera e io…” affondò il capo tra le mani “e io… sempre in casa con il mostro” fu scosso da un paio di singhiozzi, prima che il capo riemergesse dalle mani, gli occhi rossi ancora pieni di lacrime “ e mi parlava… Mi diceva che dovevo rimanere in casa con lei, che dovevamo rimanere sempre insieme…” scosse il capo “ mi avvelenava con le sue parole, impiantava in me le uova dei suoi vermi…” sbatté le ciglia e un’altra lacrima scivolò lentamente lungo la sua guancia “giorno… dopo… giorno” proferì lentamente, scandendo le parole con un fil di voce. L’anziano aprì la bocca come per dire qualcosa, ma il giovane lo precedette “ ma ora non più” sorridendo con le guance ancora segnate dalle lacrime “ me ne sono liberato… e così facilmente! Se solo avessi saputo che sarebbe bastato talmente poco! Una semplice bilancia da cucina! E’ stato sufficiente sbatterla sulla sua nuca, mentre mi dava le spalle! Me ne sono liberato! L’ho uccisa” Scoppiando a ridere fragorosamente, mentre il suo interlocutore rimaneva in silenzio. Solo quando il suo riso si fu esaurito e nella stanza fu tornata la quiete, chiese con il solito tono calmo “ ti rendi conto che hai ucciso tua madre?” il giovane uomo sgranò gli occhi a quella domanda, aprendo la bocca in segno di sgomento “lei non mi ascolta! Lei dovrebbe ascoltarmi! E’ il suo lavoro, la pagano per questo! Che cazzo di psichiatra è se non ascolta?” urlò, alzandosi in piedi, l’uomo rimase seduto guardandolo socchiudendo appena le sopracciglia “ Ti sto ascoltando, ma tu hai ucciso tua madre, una parte di te deve esserne consapevole, tu lo sai” Il ragazzo tornò a sedersi“ io ho ucciso il mostro” replicò dopo un attimo di silenzio “il mostro era tua madre” insisté subito il suo interlocutore “No! Lo vede che non mi ascolta?” scosse il capo “mia madre era il mostro” spiegò e fra i due calò nuovamente il silenzio. Una cosuccia che ho scritto di getto, dovrei rivederla, ma prima vorrei qualche critica.
  5. Mrs Dalloway

    Mezzogiorno d'Inchiostro nr. 34

    Letti tutti, procedo al voto: - Nessuno applaude di Nero - Noi non ci saremo di Albtraum -una stanza singola di Tiferet Scelta difficile, c'erano altri racconti che meritavano di essere votati, ma i nomi da fare erano solo tre...
  6. Mrs Dalloway

    [MI 34] Un mondo senza morte

    L'idea di per sé non è affatto male, anche se il colpo di scena del eratuttounsogno/visione/quellocheè è stato già abbondantemente sfruttato in passato. Tuttavia il modo in cui hai sfruttato questo artifizio non mi è dispiaciuto. Anche a me il passaggio tra i due punti di visti è sembrato netto, violento, ma devo dire che proprio per questo mi è piaciuto: non hai fatto nulla per preparare il lettore alla rivelazione, che è arrivata, come doveva essere, come un pugno allo stomaco. Questa frase mi è particolarmente piaciuta. In definifitiva, il tuo è un bel racconto, con qualche difetto dovuto probabilmente al limite di caratteri imposto dalle circostanze. Forse l'idea potrebbe essere sviluppata in modo più articolato in futuro. A rileggerti.
  7. Mrs Dalloway

    [MI34] Noi non ci saremo

    Anch'io ho trovato il tuo racconto decisamente piacevole. All'inzio effettivamente non si capisce che si sta parlando di topi, proprio per questo si rimane sorpresi dalla rivelazione. Descrivi con attenzione e maestria il paesaggio circostante, la città, i grattacieli che appaiono come montagne ai due topolini. Anche i caratteri dei protagonisti sono definiti con una scittura leggera e scorrevole. Che dire? Niente male davvero
  8. Mrs Dalloway

    [MI34] Intervista a uno scienziato

    In realtà l'effetto che volevo era quello , il pezzo si suppone tratto da un articolo di giornale e volevo che desse l'impressione di una fredda oggettività: nessun giudizio, nessun elogio, lasciar parlare i fatti (per questo ho inserito alcuni dettagli tecnici per rendere più verosimile possibile la storia). Mi rendo conto che la forma usata forse non è proprio coinvolgente , vabbè farò meglio la prossima volta.
  9. Mrs Dalloway

    [MI34] Intervista a uno scienziato

    Si beh io sono al secondo anno di medicina e questa è la prima scoperta che mi è venuta in mente pensando al mio esamino di biologia e genetica ... Per quanto riguarda l'intervistatore pensavo a un giornalista di un normale quotidiano, più che di una rivista scientifica, qualcuno che spiega alle masse la scoperta almeno a grandi linee ci vuole sempre, no? Effettivamente comunque hai ragione, si capisce subito che il mio protagonista è un bonaccione... Grazie per il tuo commento azzeccato
  10. Mrs Dalloway

    Mezzogiorno d'Inchiostro nr. 34

    Fatto. Boh, io c'ho provato... Non sono sicura che il risultato sia buonissimo, ma va bene lo stesso http://www.writersdream.org/forum/topic/18823-mi34-intervista-a-uno-scienziato/ Prompt di mezzogiorno
  11. Mrs Dalloway

    Mezzogiorno d'Inchiostro nr. 34

    Quoto la domanda dello scrittore incolore, anch'io vorrei saperlo.
  12. Mrs Dalloway

    Mezzogiorno d'Inchiostro nr. 34

    Ma sono bellissimi tutti e due . Non saprei proprio quale scegliere, speriamo che una bella mangiata mi schiarisca le idee.
  13. Mrs Dalloway

    Mezzogiorno d'Inchiostro nr. 34

    Io sono a pranzo fuori, ma vedrò di mangiare veloce...
  14. Mrs Dalloway

    Richieste abilitazione Narrativa over 18

    Thank you!
  15. Mrs Dalloway

    lampioen

  16. Mrs Dalloway

    Creepypasta

    Non sapete che cos'è una creepypasta? Una volta anch'io ero come voi, ma poi facendo una ricerca sulla sindrome di Lynch, sono finita accidentalmente in una pagina in cui si parlava della sindrome di Lavandonia e sono diventata dipendente da queste paurose "sciocchezzuole". In pratica una creepypasta è un racconto, in genere horror, diffuso tramite social network, forum, e-mail et cetera. In genere sono tratti da leggende metropolitane, ma spesso possono essere inventate ex novo. Propongo di condividire qui le nostre creepypasta preferite. Inizio io postando il link di un video in cui si parla della già citatata, fantomatica e super-terribilissima sindrome di Lavandonia. Buona creepypasta a tutti. http://www.youtube.com/watch?v=8cVzUOotWVg
  17. Mrs Dalloway

    incidenti

    Mi ricorda le mie disavventure con il portone vecchio della casa al lago, una volta su due non riuscivo ad aprirlo e dovevo aspettare che tornasse qualcuno o sperare che dentro ci fosse già dentro qualche anima pia che mi aprisse... Per fortuna l'abbiamo sostituito.
  18. Mrs Dalloway

    incidenti

    Sono inevitabili , sono ovunque , si nascondono dove meno te l'aspetti e fanno prendere certi spaventi come nemmeno un film horror potrebbe. A volte però, specialmente se raccontati con una buona dose di ironia, sono semplicemente buffi . Allora sfoghiamoci raccontandoci le nostre esperienze e consoliamoci del fatto che nelle nostre disavventure e non siamo soli... Come vuole il bon ton, inzio io . Mrs Dalloway Jones e la tapparella del balcone Dopo due ore d’anatomia , una di biochimica e due di fisiologia ( ), torno a casa e ingurgito più cibo che posso , dato l’imminente calo di zuccheri. Quindi, ancora rintronata, esco in balcone a prendere una boccata d’aria , passando, abbassando il capo, sotto la serranda ( difettosa) del soggiorno. Saluto la vicina che stende i panni , quindi inizio a godermi il panorama . Mi compiaccio di tutto ciò che mi circonda... della temperatura gradevole, del suono delle risate degli operai stranieri che fanno dei lavori in un balcone del palazzo di fronte, della vista di un cagnolino beagle che mi guarda ansimando da un altro balcone sempre nel palazzo di fronte, del suono di qualcosa che cade e fa attrito … Ehm... Cosa? La tapparella della finestra ha deciso di fare il corno dell’orchestra. I miei sensi di ragno mi avvertono del pericolo e mi volto, trovando che la serranda si è chiusa per ben oltre tre quarti . Rapidamente valuto la mia situazione, sola in balcone, senza cellulare, senza nessuno in casa che possa aprirmi… penso " noooooo" . Mi butto a terra strisciando e avanzando sui gomiti, come in uno di quei campi militari dove per addestrarti ti fanno procedere nel fango sotto il filo spinato, sbatto ripetutamente il deterano, sono quasi dentro, ma il mio movimento ha scosso l’equilibrio precario della tapparella che riprende la caduta, manco fosse ‘na lama di una ghigliottina. Tiro dentro il piede destro, salvandolo dalla trappola, la serranda si chiude, l’ultimo spiraglio di luce scompare… sono dentro, ce l’ho fatta Sono una grande! O forse non proprio... Le risate della vicina, dei signori rumeni e l’abbaiare del cane celebroleso di merda, mi smentiscono. Che possa pija ‘na labio-palatoschisi a loro e a tutta la loro discendenza!
  19. Mrs Dalloway

    incidenti

    Oh deus! che brutta esperienza! Ma quel signore perché ha lasciato lì il pacco? Mannaggia a lui!
  20. Mrs Dalloway

    Mezzogiorno d'Inchiostro nr. 34

    Anch'io voglio partecipare! Anch'io voglio partecipare! Speriamo di non avere qualche imprevisto...
  21. Mrs Dalloway

    Richieste abilitazione Narrativa over 18

    Anch'io vorrei aggiungermi visto che i 18 li ho superati da un paio d'anni ormai
  22. Mrs Dalloway

    La dissezione

    E' il commento più bello che potessi fare, sono commossa Per il resto grazie mille per le annotazioni, effettivamente adottare uno stile un po' involuto e contorto è uno dei miei problemi. in realtà stavo facendo riferimento al fatto che Sylvius fosse stato maestro di Vesalio, prima che quest'ultimo iniziasse a criticarlo...
  23. Mrs Dalloway

    La dissezione

    http://www.writersdream.org/forum/topic/18712-in-attesa-di-lei/ Doveva essere giovane, non più di 20 anni dovevano essere passati dalla sua nascita. Capelli neri, volto pallido, lineamenti dolci, corpo magro, come quello di chi non ha ricevuto ogni giorno il proprio pane quotidiano dalla Divina Provvidenza. Un giovane vagabondo, cause del decesso sconosciute, non si poteva chiedere di meglio. L’uomo che gli stava davanti alzò gli occhi, scrutando i presenti nel teatro anatomico, non solo medici desiderosi di apprendere dalle dissezioni il fondamento della propria arte, ma artisti, giunti lì per studiare con precisione le proporzioni dei corpi umani per poterle riportare poi fedelmente sulle proprie opere. La loro sete di conoscenza sarebbe stata placata, ma non da un vecchio decrepito con un libro polveroso in mano, fermo a osservare il lavoro grossolano di un sector illetterato e a cercare di adattare ciò che i propri occhi vedevano alle parole scritte secoli prima da Galeno . Un uomo che non aveva avuto l’acutezza di pensare che se uomini e animali erano diversi all’esterno, c’era qualche probabilità che lo fossero anche all’interno. Uomini che non osavano mettere in discussione ciò che era stato loro insegnato, menti impigrite, incapaci di uscire dalle tenebre di dogmi secolari, trasmessi da padre a figlio come una malattia mortale per l’intelletto e per l’anima. La loro battaglia per l’ignoranza sarebbe durata forse ancora un poco, ma sarebbero andati incontro a un’inevitabile sconfitta. Il suo sguardo tornò sul ragazzo che aveva di fronte, mentre il brusio degli astanti iniziava a risuonare più prepotentemente nel teatro anatomico. Pose una mano sul petto dell’uomo, doveva essere morto da poco non vi era segno di ipostasi e il corpo era ancora caldo, con l’altra mano prese uno degli strumenti affilati che aveva accanto e subito intorno a lui cadde in silenzio. Le labbra si inarcarono in un lieve sorriso, mentre la mano praticava la prima incisione. Quante volte non aveva osato praticare una dissezione di un uomo senza avere accanto la testa di un agnello o di un bove, per mostrare ciò che non riusciva minimamente a trovare nell’uomo e non essere accusato di non essere in grado di trovare quel plesso reticolare, così mirabilmente descritto da quel dottissimo ignorante del sommo Galeno. Non sarebbe mai più accaduto. Aveva mostrato al mondo quanto fossero false le intuizioni precedenti, aveva mostrato quale fosse la strada da praticare per raggiungere la verità. Il sangue scorreva più copioso di quanto ci si sarebbe aspettati da una persona morta, una piccola difficoltà derivante dal privilegio di poter dissezionare un corpo appena abbandonato dalla vita. Le sue mani erano madide del caldo fluido rosso dall’odore ferroso fin’oltre il polso e anche il tavolo settorio ne veniva lentamente ricoperto. Le costole ormai erano scoperte. Avrebbe zittito per sempre quel vecchio cialtrone di Sylvius, avaro, rude, iroso uomo. E dire che una volta aveva potuto che pensare meritasse il titolo di suo maestro! Ora lo vedeva per quello che era, un grigio servitore delle tenebre. Li avrebbe scacciati tutti, il suo coraggio avrebbe trionfato sulla pigra ignoranza degli altri, il bagliore della sua verità avrebbe diradato l’oscurità. Scostò il polmone per scoprire il cuore. Per mantenere la concentrazione, non aveva battuto molto le ciglia e le lacrime si erano accumulate nei bulbi oculari, doveva essere per questo che le pareti dell’organo sembravano contrarsi lentamente ma ritmicamente. Con la mano madida di sangue si sfregò gli occhi così anche le sue palpebre furono ricoperte di rosso. Tornò a guardare sul tavolo settorio. Spalancò la bocca, mentre un urlo gli moriva in gola. Indietreggiò, prendendosi il capo fra le mani. Fu subito buio, mentre il cuore di fronte a lui continuava a battere. N. B. : il racconto è liberamente ispirato a un'aneddoto FALSO riportato da Hubert Languet, secondo cui Andrea Vesalio sarebbe andato in pellegrinaggio in Terra Santa per essersi accorto durante una dissezione che il cuore del presunto cadavere batteva ancora.
  24. Mrs Dalloway

    Creepypasta

    Oh, il caro Slendy
  25. Mrs Dalloway

    Ciao!

    Benvenuto al WD!
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