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Mrs Dalloway

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Mrs Dalloway ha vinto il 16 ottobre 2013

Mrs Dalloway ha inserito il contenuto più apprezzato di quel giorno!

Reputazione Forum

41 Piacevole

Su Mrs Dalloway

  • Rank
    Sognatore
  • Compleanno 29/08/1993

Informazioni Profilo

  • Genere
    Donna
  • Provenienza
    Roma
  • Interessi
    leggere, scrivere, fissare il soffitto sdraiata sul divano immagginando di essere un'eroina sofoclea,gasarsi ascoltando generi di musica che fanno deprimere tutte le persone sane di mente, intraprendere articolate discussioni con me stessa quando non c'è nessuno che possa notare la mia follia.

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5.296 visite nel profilo
  1. Mrs Dalloway

    Mezzogiorno d'Inchiostro nr. 34

    Letti tutti, procedo al voto: - Nessuno applaude di Nero - Noi non ci saremo di Albtraum -una stanza singola di Tiferet Scelta difficile, c'erano altri racconti che meritavano di essere votati, ma i nomi da fare erano solo tre...
  2. Chiarissimo professore, dato che è passato oltre un mese da quando ho sostenuto l'esame, se non si affretta a registrarmelo sul sito, verrò a prenderla a testate, quindi si dia una mossa, distinti saluti.

    1. Eudes

      Eudes

      "Chiarissimo"??? Ma se era così pallido non sarà che non viene perchè ormai...è passato a miglior vita?

    2. Mrs Dalloway
  3. Mrs Dalloway

    [MI 34] Un mondo senza morte

    L'idea di per sé non è affatto male, anche se il colpo di scena del eratuttounsogno/visione/quellocheè è stato già abbondantemente sfruttato in passato. Tuttavia il modo in cui hai sfruttato questo artifizio non mi è dispiaciuto. Anche a me il passaggio tra i due punti di visti è sembrato netto, violento, ma devo dire che proprio per questo mi è piaciuto: non hai fatto nulla per preparare il lettore alla rivelazione, che è arrivata, come doveva essere, come un pugno allo stomaco. Questa frase mi è particolarmente piaciuta. In definifitiva, il tuo è un bel racconto, con qualche difetto dovuto probabilmente al limite di caratteri imposto dalle circostanze. Forse l'idea potrebbe essere sviluppata in modo più articolato in futuro. A rileggerti.
  4. Mrs Dalloway

    [MI34] Noi non ci saremo

    Anch'io ho trovato il tuo racconto decisamente piacevole. All'inzio effettivamente non si capisce che si sta parlando di topi, proprio per questo si rimane sorpresi dalla rivelazione. Descrivi con attenzione e maestria il paesaggio circostante, la città, i grattacieli che appaiono come montagne ai due topolini. Anche i caratteri dei protagonisti sono definiti con una scittura leggera e scorrevole. Che dire? Niente male davvero
  5. Mrs Dalloway

    [MI34] Intervista a uno scienziato

    In realtà l'effetto che volevo era quello , il pezzo si suppone tratto da un articolo di giornale e volevo che desse l'impressione di una fredda oggettività: nessun giudizio, nessun elogio, lasciar parlare i fatti (per questo ho inserito alcuni dettagli tecnici per rendere più verosimile possibile la storia). Mi rendo conto che la forma usata forse non è proprio coinvolgente , vabbè farò meglio la prossima volta.
  6. Mrs Dalloway

    [MI34] Intervista a uno scienziato

    Si beh io sono al secondo anno di medicina e questa è la prima scoperta che mi è venuta in mente pensando al mio esamino di biologia e genetica ... Per quanto riguarda l'intervistatore pensavo a un giornalista di un normale quotidiano, più che di una rivista scientifica, qualcuno che spiega alle masse la scoperta almeno a grandi linee ci vuole sempre, no? Effettivamente comunque hai ragione, si capisce subito che il mio protagonista è un bonaccione... Grazie per il tuo commento azzeccato
  7. Mrs Dalloway

    Mezzogiorno d'Inchiostro nr. 34

    Fatto. Boh, io c'ho provato... Non sono sicura che il risultato sia buonissimo, ma va bene lo stesso http://www.writersdream.org/forum/topic/18823-mi34-intervista-a-uno-scienziato/ Prompt di mezzogiorno
  8. Mrs Dalloway

    [MI34] Intervista a uno scienziato

    http://www.writersdream.org/forum/topic/18796-umori-insipidi/#entry327549 PROMPT DI MEZZOGIORNO “La parete dietro alla scrivania dello studio è dominata dallo stemma della casa farmaceutica. Due figure di bambini, seduti di spalle su una spiaggia, osservano un sole che sorge su un mare scuro. I raggi rosati si riflettono nell’acqua scacciando l’oscurità circostante. Un’immagine semplice, ma suggestiva, per questo sin da principio ha riscosso un successo enorme. Walter Fleming fa il suo ingresso con una decina di minuti di ritardo, riferendo di aver trovato traffico per venire in ufficio. -Credevo che l’uomo chiave della Dawn Pharmacy arrivasse in ufficio in elicottero- affermo ironicamente. -Ho fatto richiesta ufficiale ai vertici aziendali, sono in attesa di risposta- replica lui con un sorriso –posso offrirle un caffè, un tea,o quello che vuole? La mia segretaria è eccezionale può farmi arrivare di tutto in meno di cinque minuti- mi offre osservandomi incuriosito. -No, grazie. Allora dottor Fleming, lei condivide il suo nome con un altro illustre nome della medicina, pensa che il suo lavoro metterà in ombra quello del suo predecessore?- Inizio a domandare -Dubito che la scoperta della penicillina potrà essere mai messa in ombra da qualcuno- Mi risponde appoggiando i gomiti sulla scrivania e congiungendo i polpastrelli delle dita di fronte a sé, assumendo la posa con cui compare in tutte le riviste scientifiche. -Beh se è per questo anche il suo lavoro non potrà essere facilmente dimenticato, “l’uomo che vuole curare il mondo con il DNA”– replico io -Ah mi definiscono così? - chiede incuriosito – sarebbe più corretto “l’uomo che voleva curare una vasta gamma di malattie attraverso la terapia genetica”- afferma con tono fintamente serio - Già beh , è più facile da ricordare la prima definizione- replico io sorridendo – Allora vuole parlarmi di questa terapia genetica- -Beh l’idea di fondo risale a molti anni prima delle mie ricerche, come lei ben saprà sono innumerevoli le patologie derivanti dalla mutazione di uno o più geni. E’ un meccanismo che sta alla base non solo di malattie ereditarie, ma dei tumori, per esempio. Ci si è chiesti “e se noi potessimo inserire all’interno del genoma una copia corretta del gene mancante o mutato?”- mi spiega in termini semplici -Se non sbaglio tentativi in questo senso erano già stati fatti prima delle sue ricerche con esiti incerti- affermo io, tentando di fare bella figura, attingendo alle vaghe memorie dei miei studi liceali. -Il problema sostanziale è che qualunque fosse il vettore usato per transfettare le cellule, non si poteva prevedere in quale parte del genoma i geni inseriti sarebbero stati integrati. Si rischiava di intterompere un gene o un suo promotore, provocandone la perdita di funzionalità, c’era un alto rischio di insorgenza di tumori…- -Ed è qui che entra in gioco lei- lo interrompo io -Ed è qui che entriamo in gioco io e il mio team- mi corregge lui- sostanzialmente abbiamo sfruttato l’apparato di ricombinazione omologa delle cellule e alcune conoscenze già usate nella tecnica del gene targeting. In tal modo possiamo sapere esattamente dove verranno integrati i geni desiderati- Spiega sorridendo -Non ho capito molto, ma sembra grandioso- scherzo io. - Lo è- replica semplicemente lui, annuendo. -Un’ultima domanda: c’è chi dice che la sua scoperta farà perdere miliardi alle case farmaceutiche. Molti farmaci antitumorali, sintomatici etc. non saranno più necessari, pensa che tenteranno di ostacolare il suo lavoro?- chiedo tornando serio -Non vedo perché, potranno recuperare le perdite, mettendosi al passo con le recenti scoperte- risponde lui in tutta serenità. -Si direbbe l’alba di una nuova era- faccio io indicando con un cenno del capo il logo della Dawn Pharmacy -E che alba- afferma Fleming sorridendo” Oggi ricorre il quarantesimo anniversario dalla morte dello scienziato. Il suo nome si aggiunge alla lista di persone che sono state rivalutate solo dopo la loro morte. L’intervista riportata risale al settembre 2067. Nell’ottobre 2068 una commissione affermò che le ricerche di Fleming avevano dei vizi procedurali che ne pregiudicavano l’applicazione. Il mese dopo il ricercatore fu licenziato dalla Dawn Pharmacy. Caduto in disgrazia, trovò consolazione nell’eroina, il 25 settembre 2072 il suo corpo venne ritrovato in un vicolo con la siringa ancora infilata nel braccio. Nel 2080 fu aperta un’ inchiesta, risultò che sul conto alcuni membri della commissione che aveva giudicato il lavoro di Fleming erano stati effettuati ingenti versamenti da parte di illustri esponenti di grandi case farmaceutiche. Fu istituita un nuovo gruppo di esperti che non rilevò nessuno dei vizi procedurali precedentemente indicati. Oggi , il lavoro di Fleming viene usato per la cura di malattie ereditarie e tumori, sfortunatamente lo scienziato non ha potuto vedere l’alba che aveva sognato.
  9. Mrs Dalloway

    Mezzogiorno d'Inchiostro nr. 34

    Quoto la domanda dello scrittore incolore, anch'io vorrei saperlo.
  10. Mrs Dalloway

    Mezzogiorno d'Inchiostro nr. 34

    Ma sono bellissimi tutti e due . Non saprei proprio quale scegliere, speriamo che una bella mangiata mi schiarisca le idee.
  11. Mrs Dalloway

    Le nostre poesie preferite

    Papaveri a Luglio - Sylvia Plath Piccoli papaveri, piccole fiamme d'inferno, Non fate male? Guizzate qua e là. Non vi posso toccare. Metto le mani tra le fiamme. Ma non bruciano. E mi estenua il guardarvi così guizzanti, Rosso grinzoso e vivo, come la pelle di una bocca. Una bocca da poco insanguinata. Piccole maledette gonne! Ci sono fumi che non posso toccare. Dove sono le vostre schifose capsule oppiate? Ah se potessi insanguinare o dormire! Potesse la mia bocca sposarsi a una ferita così! O a me in questa capsula di vetro filtrasse il vostro liquore, Stordente e riposante. Ma senza, senza colore.
  12. Mrs Dalloway

    Mezzogiorno d'Inchiostro nr. 34

    Io sono a pranzo fuori, ma vedrò di mangiare veloce...
  13. Mrs Dalloway

    Richieste abilitazione Narrativa over 18

    Thank you!
  14. Mrs Dalloway

    Delirio

    http://www.writersdream.org/forum/topic/18805-la-nera-coccarda/ L’uomo era seduto di fronte a lui, era curioso come sulla fronte corrugata si disegnassero cinque righe parallele come in un pentagramma “ Sai che cos’è successo?” chiese con una voce profonda, ma sorprendentemente energica per la sua età. Annuì a occhi chiusi “Mi stava aspettando in cucina. Mi sono alzato e mi sono reso subito conto che qualcosa non andava…”rispose per essere interrotto “ cosa non andava?” chiese l’uomo di fronte a lui in tono comprensivo “ la mia gola” disse sfiorandosi il collo con la mano destra “la mia gola pulsava…” L’anziano uomo inarcò un sopracciglio e le righe del pentagramma stampate sulla sua fronte si incurvarono “probabilmente anche ora sta pulsando… le arterie…” provo a dire prima di essere fermato “No!No! NO!” urlò forte il suo interlocutore, scuotendo la testa come per scrollarsi di dosso la falsa deduzione del vecchio, mentre quest’ultimo sobbalzava lievemente sulla sedia “era qualcosa di diverso! Come fa a non capire? Era qualcosa di diverso!” L’uomo annuì, segnando qualcosa su un blocco di appunti che teneva in mano “me lo descriveresti?” chiese pacatamente “erano…” iniziò a rispindere , per poi esitare cercando le parole giuste “ erano vermi…” disse contraendo il volto in un’espressione disgustata e sgranando gli occhi “ vermi, capisce? Vermi!” ripeté, per poi mordersi, infastidito dal tono lamentoso della sua stessa voce “ si contraevano appena sotto la mia pelle, ogni secondo.. .no, mi sbaglio!” si interruppe alzando la mano, con il palmo rivolto all’interlocutore come per invitarlo ad aspettare “ non ogni secondo…” ripeté scuotendo il capo “ ma ogni battito del mio cuore” sovrapponendo le mani sullo sterno “ lo posso sentire anche adesso… a ogni mia pulsazione un verme si contrae e avanza sotto la mia cute” l’uomo di fronte a lui lo fissava con i suoi occhietti azzurri, che, nonostante l’età, non avevano perso la propria vitalità “ per questo hai tentato di reciderti le vene?” chiese indicando con la penna che aveva in mano il polso fasciato del giovane di fronte a lui “ volevo farli uscire” rispose questo in un sussurro appena udibile “ ma quelli… fuggivano! ”contraendo le mani a pugno e corrugando la fonte “ capisce?” chiese rilasciando le dita e portando la mano destra sulla fasciatura del polso sinistro “ sempre più in profondità, sempre più in profondità, sempre più in profondità” serrando le dita in torno al polso, mentre sentiva le lacrime trattenute bruciargli negli occhi “e come sarebbero entrati questi vermi?” chiese il vecchio calmo di fronte a lui “Ma come fa a non capirlo? E’ stato lei! E’ stato il mostro che mi aspettava in cucina!” gridò il giovane mentre le guance venivano rigate dalle lacrime “Era furba! Tutti credevano che si prendesse cura di me e non capivano!” scosse il capo chiudendo gli occhi “Cosa non capivano?” Lo invitò a continuare l’anziano uomo che gli sedeva di fronte “Mi teneva prigioniero… Sempre! Non mi lasciava mai uscire da solo!” rispose serrando di nuovo le mani a pugno “ Come lo ricordo! Fin da quando ero bambino… i miei compagni uscivano di pomeriggio e poi di sera e io…” affondò il capo tra le mani “e io… sempre in casa con il mostro” fu scosso da un paio di singhiozzi, prima che il capo riemergesse dalle mani, gli occhi rossi ancora pieni di lacrime “ e mi parlava… Mi diceva che dovevo rimanere in casa con lei, che dovevamo rimanere sempre insieme…” scosse il capo “ mi avvelenava con le sue parole, impiantava in me le uova dei suoi vermi…” sbatté le ciglia e un’altra lacrima scivolò lentamente lungo la sua guancia “giorno… dopo… giorno” proferì lentamente, scandendo le parole con un fil di voce. L’anziano aprì la bocca come per dire qualcosa, ma il giovane lo precedette “ ma ora non più” sorridendo con le guance ancora segnate dalle lacrime “ me ne sono liberato… e così facilmente! Se solo avessi saputo che sarebbe bastato talmente poco! Una semplice bilancia da cucina! E’ stato sufficiente sbatterla sulla sua nuca, mentre mi dava le spalle! Me ne sono liberato! L’ho uccisa” Scoppiando a ridere fragorosamente, mentre il suo interlocutore rimaneva in silenzio. Solo quando il suo riso si fu esaurito e nella stanza fu tornata la quiete, chiese con il solito tono calmo “ ti rendi conto che hai ucciso tua madre?” il giovane uomo sgranò gli occhi a quella domanda, aprendo la bocca in segno di sgomento “lei non mi ascolta! Lei dovrebbe ascoltarmi! E’ il suo lavoro, la pagano per questo! Che cazzo di psichiatra è se non ascolta?” urlò, alzandosi in piedi, l’uomo rimase seduto guardandolo socchiudendo appena le sopracciglia “ Ti sto ascoltando, ma tu hai ucciso tua madre, una parte di te deve esserne consapevole, tu lo sai” Il ragazzo tornò a sedersi“ io ho ucciso il mostro” replicò dopo un attimo di silenzio “il mostro era tua madre” insisté subito il suo interlocutore “No! Lo vede che non mi ascolta?” scosse il capo “mia madre era il mostro” spiegò e fra i due calò nuovamente il silenzio. Una cosuccia che ho scritto di getto, dovrei rivederla, ma prima vorrei qualche critica.
  15. Mrs Dalloway

    lampioen

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