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L@ur@

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L@ur@ ha vinto il 3 agosto 2019

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Reputazione Forum

820 Magnifico

Su L@ur@

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  • Compleanno 25/09/1978

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  • Genere
    Donna
  • Provenienza
    Roma
  • Interessi
    Mantenere alto il morale e il metabolismo.

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5.606 visite nel profilo
  1. L@ur@

    Zuccherificio mio - Finché morte non mi separi

    C'è sempre tanto, e molto altro ancora nei tuoi racconti @AndC. Quest'uomo, il tuo protagonista, è come tu sei quando scrivi: pieno. Riempi gli spazi, guardi da ogni angolazione il dentro e il fuori e anche il tuo personaggio mi sembra sia così. Un commento più a sensazione che altro. Scusa, a presto
  2. L@ur@

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Y50Black: toner nero che ogni tanto stampa un po' di sfumature. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  3. Oh mamma, stai nel punto in cui "il mollo tutto e ne comincio un altro" è dietro l'angolo. Mi auguro di no. Buona permanenza, ah, bella presentazione
  4. L@ur@

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Magatell: parte del manzo venduto in vaschette trasparenti, senza indicazione di tracciabilità: nel rispetto della normativa del mostrare, non dire. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  5. L@ur@

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Imbacillo!: sproloquio contro chi ha il raffreddore. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  6. L@ur@

    Il velo nero della notte

    Non ti farò un commento tecnico, altri mi hanno preceduto con tutta la loro bravura. Passo a dirti che l'ho letto e che quel "ho dovuto farlo" mi ha scombussolato un bel po'. Mi ha ricordato una scena del film - Il pianista - se l'hai visto, forse sai a cosa mi riferisco. Ciao @Alessiomantelli
  7. L@ur@

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Quartetto Certa: gruppo musicale di una certa età. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  8. L@ur@

    Damnation - Notte eterna

    @simone volponi Una recensione, spero ti invogli a prosegire Si legge una pagina e ci si chiede cosa avverrà dopo. Si legge la seconda, e il discorso si ripete. Si va avanti con la terza e quella successiva, finché si arriva alla fine senza accorgersene. Damnation si legge senza il peso sullo stomaco, senza il rischio anche minimo, che ogni lettore ha di non comprendere quello che avverrà dopo, che a volte lo porta a cercare nelle pagine dietro i riferimenti necessari per riprendere il filo. In Damnation questo non avviene, Il lettore si accorge fin da subito che l’autore sa rendere semplici le cose difficili con la sua prosa chiara e immediata, Simone Volponi è rassicurante. Non ti preoccupare, sembra dire tra le righe, capirai tutto. La trama ha una fabula, ha intrecci e personaggi, ma non ci si perde, ci si ricorda tutto, perché l’autore ha parole per ognuno: caratterizza scene, protagonisti e non, a tutti dedica il loro spazio e li rende indimenticabili. Il libro si legge bene perché è fondato sul vero. A ogni comportamento segue la giusta reazione. Se l’autore dice che il limone è nero è perché dà i riferimenti per farci arrivare a dire sì, hai ragione, e questo avviene per ogni personaggio. Niente è al caso, tutto è ragionato secondo le regole del non ingannare. C’è spontaneità; nei dialoghi soprattutto. È un libro di discorsi diretti; si capisce sempre chi parla e dice cosa. A volte si sente che alcune soluzioni sono nate lì per lì, non meditate e poi scritte, ma create in quel momento (chi scrive, può capire cosa intendo). L’autore vive in tutti i personaggi, s’immedesima in ognuno di loro e cambia registro. È poliedrico, adatta descrizioni e dialoghi ai personaggi cui si riferisce. La sua mente vede e lui descrive. È come se nella sua testa ci fosse un grande schermo e un proiettore che si sposta di continuo. La voce narrante non si frammischia tra loro: si adatta a loro. Simone Volponi è super partes, non entra in gioco. Osserva vede, soffre e si strugge. È crudo, cinico e romantico. Troviamo scene di elevato romanticismo, a fianco a descrizioni cruente e orrorifiche. Non mancano i momenti di tensione così come i ribaltamenti di situazione. Non ho visto splatter, ma descrizioni forti. Lo splatter è sganciato da qualcosa e atto a stupire, in Damnation invece, ogni cosa ha un senso ed è ancorata a un blocco più grande. Belle le descrizioni che riguardano il corpo femminile. L’autore mette le donne, protagoniste e non, al centro della scena. Le guarda così bene che le immortala. Chi ha una sensibilità ne se accorge, e non può che apprezzarlo. Simone Volponi è l’ago che passa da una parte all’altra del lembo di tessuto: pesca sentimento e riversa horror. Dà brividi di paura e fa sospirare, e il risultato è tutto da leggere. Ciao
  9. L@ur@

    Penna e Spada - Il topic per le votazioni

    Voto 1 @Emy
  10. L@ur@

    Mezzogiorno d’inchiostro 134 – Off topic

    Quanto ti ho pensata appena ho visto le tracce. Ora che mi ricordo non ho ancora votato... vado
  11. L@ur@

    Riviste che pubblicano inediti di esordienti

    Scusa Piovasco, solo per capire, perché inoltrare se non pensi sia il massimo per te? Evitare non sarebbe meglio? Dietro le riviste c'è un lavoro di gente appassionata che impiega il proprio tempo a leggere, valutare, editare, rispondere a mail e spesso senza ricavarci niente. Perchè non lasciare spazio a chi adora quella rivista (è solo per parlare eh). I racconti pubblicati da loro li ho letti quasi tutti, tienici aggiornati nel caso dovessero selezionare il tuo. In bocca al lupo, ciao.
  12. L@ur@

    Riviste che pubblicano inediti di esordienti

    Se un racconto è buono credo che te lo pubblicheranno anche se diventa anacronistico. In bocca al lupo
  13. L@ur@

    Cambio di stagione

    Che meraviglia
  14. L@ur@

    [Sfida 28] Lisandro

    @Marcello mi piace molto la tua scrittura. Belle le descrizioni dell'inizio: lunghe ma varie, non stancano, anzi, quasi dispiace arrivare al punto I personaggi. Ho creduto che a Mauricio fosse morto il fratello, quando ho letto che in realtà si trovava in un paese lontano ho pensato: non me lo aspettavo! (mi piace quando questo avviene) Poi c'è il bambino con le sue vicende; il protagonista che vuole scappare dalle responsabilità, e il piccolo immaginario che, per il solo fatto di essere un bambino, fa ravvedere Mauricio. Non mi sono sorpresa, ho capito dove volevi arrivare prima dell'epilogo. Non è una critica: una storia è bella per come la si racconta anche se si intuisce il finale - e tu, quanto a prosa - che dire? Sei bravissimo. Forse però la decisione di Mauricio verso il lieto fine è troppo netta. Scusa Marcello, sarò cinica, ma boh, davvero pochi minuti con un bambino possono essere così determinanti? Forse possono insinuare un dubbio, un tentennamento... non saprei. Ciao
  15. L@ur@

    Il vibratore

    Ahaha Piace troppo anche a me. Grazie
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