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SawyerSo

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  1. SawyerSo

    Gli occhi tristi non mentono mai

    Ciao @Floriana e grazie per essere passata. Provo a rispondere ai tuoi dubbi. Le due cose volevano essere collegate. Lui sta seduto su una roccia, con lei sulle ginocchia e sta molto, molto scomodo. Per la motivazione di cui sopra. Per tutte le altre opinioni e consigli che hai lasciato ti ringrazio tantissimo. 😊
  2. SawyerSo

    Gli occhi tristi non mentono mai

    @Rica rileggere tutto il racconto “sforbiciato” è stata un’esperienza bella e importante. Mi ha fatto capire un sacco di cose. Come i consigli di tutti. Grazie di cuore. Ho apprezzato veramente tanto il tempo che hai speso per farlo. Spero di farvi leggere dei miglioramenti su altri racconti.
  3. SawyerSo

    Gli occhi tristi non mentono mai

    Ciao @Rica. Aspetto le tue correzioni, consigli e opinioni. Grazie
  4. SawyerSo

    Gli occhi tristi non mentono mai

    Grazie mille @edu per essere passato a leggere il racconto e aver lasciato la tua opinione. Ho apprezzato tanto tutti i consigli. Penso la stessa cosa. Grazie ancora.
  5. SawyerSo

    Gli occhi tristi non mentono mai

    Grazie mille @mercy e @Kuno per aver cercato tutte gli errori e imperfezioni e avermeli fatti notare. Soprattutto i tempi verbali . Avrei dovuto fare un controllo più accurato. Perdonami @mercy non volevo mettere in dubbio nulla . Era un discorso generale. E infatti alla fine una posizione l’hai presa. Antipatico o simpatico sono sensazioni giuste entrambi secondo me. Dipende dalla persona che legge, dai suoi stato d’amimo, esperienze ecc.. È un’osservazione interessantissima. Scrivendo non mi sono posto il problema. Ho fatto parlare il personaggio. Spero di migliorare questo aspetto. Grazie. Giusta osservazione. Mi servirà di esperienza per cercare delle parole più giuste. @Kuno ti ringrazio per le correzioni sui verbi e le virgole. Ma anche per avermi fatto notare tutte le parole “di troppo” che possono essere tagliate. Da principiante ammetto che non conoscevo questa regolina. Siete stati utilissimi.
  6. SawyerSo

    Gli occhi tristi non mentono mai

    Ciao @mercy. Ti ringrazio per aver lasciato il primo commento al mio primo racconto. Ripassa assolutamente. Se sono qui è anche per questo. Mi farebbe molto piacere. Spero di non aver fatto troppi errori.. 😁 Questo tuo gran dubbio mi fa sorridere perchè quando scrivevo l’esperienza di questo personaggio sapevo che poteva risultare empatico (ti capisco amico mio, ah come ti capisco) o odioso (che stronzo traditore). Non ti nascondo che io personalmente sono curiosissimo di sapere e conoscere i pensieri di chi lo leggerà per sapere da che parte sta. Anche differenze di pensiero tra donne e uomini mi incuriosiscono. Probabilmente tu non hai ancora deciso 😁. Ti dico che una persona (maschio) che lo ha letto mi ha commentato dicendo che: può starci benissimo il passaggio da tristezza per l’allontanarsi dall’amante alla felicità per il ritorno dalla moglie. Una cosa non esclude l’altra. Credo che la sua esperienza sia questa in fondo: è innamorato di tutte e due le donne. E si gode questo amore quando sta con loro. Ma è tormentato dal pensiero che quello che vive non è una cosa sana. Non è una cosa normale e giusta. E questo tormento lo perseguita appena si ritrova lontano da queste donne e appena sta per andare via da loro. E questo lo si vede nei suoi occhi. Spero di averti tolto qualche dubbio. Ti ringrazio ancora e attendo il “trattamento pulci”.
  7. SawyerSo

    Stasera esce con Biagio

    @Rica sono stato io. Colpevole.. di innocenza.. (era un film?). In effetti mi era sembrato di averlo letto nel regolamento. Poi ho visto che me ne è stato dato uno nel mio racconto proprio in officina.. allora mi sono detto: “forse avevo capito male il regolamento. Vado subito a metterne uno al racconto di Rica”. Lo tolgo subito. Grazie dell’avviso.
  8. SawyerSo

    Stasera esce con Biagio

    Per questo sei stata chiarissima.. Da come è scritta la frase probabilmente ho frainteso io il significato. (Sembrava che Biagio avesse avuto delle esperienze in quel luogo e ai tempi in cui era così diverso.) Grazie mille per il benvenuto. 😁
  9. SawyerSo

    Gli occhi tristi non mentono mai

    Commento Restammo seduti sulla roccia per almeno due ore. I sassolini in rilievo, mucchietti di erba e muschio, circondati dai rovi. Il peso di lei scomposta sopra i miei jeans. Tutto accresceva il tormento sul mio corpo, che cercava, ad ogni puntura, pressione o perdita di attrito, un po’ di sollievo, cambiando posizione ai muscoli, invano. Poggiando una mano libera qua o allungando una volta in più la gamba, sulla superficie sdrucciolevole e irregolare. Eppure, solo per quelle due ore, in quel quadro illuminato solo dalle luci delle barche immobili in lontananza sul mare piatto, di irregolare la mia testa non percepì alcuna cosa. Non fu la prima volta che mi trovai in quella situazione, ma il senso di perfezione onirico aveva sempre una fine immediata, e dolorosa in stessa proporzione a tutta la magia provata dall’inizio alla fine di quei sogni reali. Ecco, un sogno. Qualcosa che non sai di vivere fisicamente finché non è finito. Qualcosa di astratto che ti lascia un’esperienza maledettamente concreta. Tutto quello era come vivere e risvegliarsi da un sogno. Può essere un incubo, o il più bello che tu abbia mai fatto. Ma è il risveglio quello che conta. Il mio era sempre una tortura. “La differenza tra te e lui è che prima e dopo aver fatto sesso, c’è tutto un mondo. Quasi altrettanto bello.” “Sono sicuro che ci sono tante altre differenze”, replicai godendomi i brividi provocati dai suoi baci sul mio collo. “Ma non credo che sia solo per questo che vi siete lasciati.” “Si lo credo anch’io. Forse c’entra anche il sesso..non saprei. Che idiota, scusa non riesco a non fare dei paragoni tra lui e te.” Attaccava a parlare del suo ex fidanzato quasi sempre. Un monologo breve. Una rapida rassegna dei suoi difetti, confrontati coi miei pregi da ‘uomo ideale’. Non mi diede alcun fastidio. Anzi, il tutto fu così veloce da confondersi col suono della musica della festa sulla spiaggia e lo schiocco dei suoi baci. “Per me sono tutti complimenti. Non scusarti.” “Ma guarda, ogni volta, ogni situazione, ogni luogo è un chiarimento dei miei dubbi..Là a duecento metri c’è una festa. Un open bar, musica assordante e ragazze in costume ubriache. E tu sei qua. A farti graffiare per non farmi stare scomoda.” “Da te mi faccio graffiare volentieri.” Scoppiò in una risata e mi diede un colpo sulla spalla con il pugno chiuso. “Idiota!” Si lo ero. Ma in quell’istante, mentre il DJ faceva saltare la spiaggia mandando a palla Wake me up, ero un idiota sincero. Volevo veramente stare lì su una roccia appuntita con lei sulle ginocchia. Quella risata era l’unica musica che riuscivo a percepire a un livello più profondo. L’unica in grado di farmi ballare il cuore. Smise di ridere all’improvviso. Gli occhi in direzione dell’orizzonte illuminato dalla luna. Si prese un attimo solo per lei. Tirò la testa all’indietro tenendo gli occhi chiusi. I capelli lisci e castani liberarono un pezzetto di pelle sul collo fino e abbronzato. Poi chinò di nuovo la testa e con le due mani si sistemò il fiocchetto azzurro che le faceva da fermaglio sulla parte destra dei capelli. Durò tutto dieci secondi scarsi. Poi si girò da me e mi sorrise di nuovo. A me sembrò un’eternità. O forse desiderai che lo fosse. Erano quelli i momenti che una volta terminato tutto ritornavano a presentarmi il conto. Ecco a te, non puoi essere felice. Tante grazie e arrivederci. “Non disegnarmi migliore di quello che sono. Sai che questa è musica per la quale non vado matto.” “Vero. Tu sei un tipo più romantico.” Mi strinse il torace in un abbraccio, lasciandomi le mani e le dita libere di continuare il viaggio di carezze dai suoi seni alle ginocchia e ritorno. Poggiò il viso sulla mia spalla. I suoi capelli mi accarezzarono il mento. “Stai benissimo con questo fiocco.” “Speravo lo notassi, è il fiocco della canzone.” “Canzone? Oh sì certo.. la canzone.” Capii che era un messaggio per me. Un fiocco blu nei tuoi capelli, così come sarai certa che io starò qui. Così diceva la canzone. Gli occhi tristi non mentono mai. Una buffa coincidenza, pensai. Le feci ascoltare quella canzone durante il nostro ultimo incontro. Mi disse che rimase colpita non tanto dalla canzone in sé, ma dalla quantità di volte con la quale la ascoltavo io. Quel ritornello era il titolo del film della mia vita in solitudine. Gli occhi tristi non mentono mai. Io lo scoprivo ogni volta che incrociavo il mio sguardo allo specchio. “Non faccio che ascoltarla in continuazione”, mi disse. “Mi fa sentire vicina a te.” Approfittai delle sue braccia impegnate attorno al mio corpo per sollevarle il mento con l’indice piegato della mano destra che poi scese rapidamente ad accarezzare la pelle così liscia delle sue cosce nude. La baciai cogliendola di sorpresa. Mi morse il labbro inferiore e ci giocò un pochino, leccandolo e risucchiandolo. Lo faceva sempre quando la baciavo all’improvviso. Io lo sapevo già e lo aspettai come si aspettano quei brividi di piacere sotto una doccia fresca in piena estate. Mi faceva impazzire. Mi staccai dalle sue labbra non con meno impeto di come mi ci ero attaccato. “Devo andare”, le dissi ancora col fiato corto. “Lo so.” Ci alzammo da quel piccolo nido d’amore nascosto e mi ci vollero solo pochi secondi per sentire i segnali di aiuto che i muscoli del mio corpo stavano gridando ormai da tempo. Li ignorai di nuovo. Non era ancora il momento di fare i conti con qualsiasi cosa mi potesse far stare male. Con le mani, quasi con un gesto meccanico, mi tolsi via i sassolini che dalla roccia si erano attaccati ai jeans, dopodiché la mano destra passò in rassegna il braccio sinistro e viceversa, in cerca di spine o graffi. Lei allungò l’estremità della gonna che tornò alla sua lunghezza naturale a metà esatta tra inguine e ginocchia. Gli occhi tristi non mentono mai. Eccoli. La fine è vicina e il risveglio ancora di più . Mentre il mio corpo si muoveva, il mio sguardo rimase fisso per qualche secondo sulla calma dell’acqua, poi sulla folla in estasi, poi su di lei. Tutto al rallentatore. Nessuna musica, né rumore. “Tutto ok?” Gli occhi tristi non mentono mai. “Certo. È solo che vorrei stare ancora qua con te. Anche solo 5 minuti.” “Ti prometto che la prossima volta recupereremo ogni minuto perso, con gli interessi.” La roccia si trovava a circa due metri da una stradina in terra battuta, in una leggera salita, nascosta da cespugli di lavanda selvatica e pervinca e attorniata da rametti di spina Santa. La stradina era distante a sua volta poco più di cento metri dai parcheggi dove sostavano vicine le nostre due automobili. Il tragitto fu troppo veloce nonostante lo facemmo in silenzio, cercando di rallentare il tempo. “Scrivimi, ok?” “Ti mando un messaggio appena arrivo a casa. Fallo anche tu.” “Ti amo!” Due parole pesanti quanto due macigni. Mi colpirono in pieno petto come fossero due mani giunte e chiuse in un pugno fortissimo. “Anche io”, le dissi quasi automaticamente. Era la verità. Ci abbracciammo un’ultima volta prima di salutarci. Lei entrò dentro la sua auto, chiuse lo sportello, mise con calma la cintura e aprí il finestrino per darmi l’ultimo bacio. La guardai andare via, nella strada buia. Fitta quanto la polvere che si alzava sotto le ruote sentii dentro di me alzarsi la familiare patina di tristezza. Mi cambiai la camicia, impolverata è impregnata del suo profumo. La annusai e la gettai dentro una busta sul sedile passeggero. Mi sciacquai il viso con dell’acqua e bevvi un sorso interminabile. La sete si fece sentire all’improvviso. Non bevevo o mangiavo da ore e il mio corpo non si lamentò fino a quel momento. Rimasi seduto sul sedile dell’auto con le mani sul volante quei buoni venti minuti prima di decidermi a girare la chiave e ad accendere il motore. Nel parcheggio iniziò il via vai di gente che, ubriaca e stanca, andava via dalla festa. Mi sentii un fantasma tra i fantasmi. Solo mezz’ora prima ero in paradiso e ora tutto sembrava un girone infernale. Feci manovra e imboccai la strada sterrata che portava all’imbocco della strada che mi avrebbe riportato in città e a casa, a venticinque minuti di viaggio. Avevo paura di incrociare il mio stesso sguardo nello specchietto retrovisore, ma mi feci coraggio. Lo riconobbi subito. Riconobbi la percezione più viva dentro le pupille. La sensazione del rientrare dentro un sogno bellissimo pochi secondi dopo essersi svegliati, ma non del tutto. Mi sentii sollevato e sorrisi a me stesso. Proprio in quel momento la suoneria del mio cellulare uscì dalle casse bluetooth dell’autoradio. Lessi il nome sul display: ‘Amore mio’. Era l’unico che avrei voluto vedere. “Ciao tesoro!” “Amore. Dove sei? Mi manchi, voglio vederti.” “Anche tu mi manchi.” “Non riesco a dormire se non ci sei.” “Mi dispiace. La festa coi colleghi è durata un po’ più del previsto. Sergio ha voluto offrirci un ultimo bicchiere per festeggiare la sua promozione, ma Giacomo era sparito. Lo abbiamo cercato per mezz’ora e lo abbiamo trovato dietro un pedalò che vomitava. Insomma ti racconto a casa. Ma tu dormi, sto per arrivare.” “Ok. Ma vai piano. Ti amo.” “Ti amo!” Tornare a casa. Non c’era cosa più bella. Terminai la chiamata cliccando un tasto sul volante e mi guardai di nuovo allo specchietto retrovisore. Sorridevo.
  10. SawyerSo

    Stasera esce con Biagio

    Ciao @Rica. Premetto che questo è il primo commento in assoluto ad un racconto per me qui sul forum. Devo dire di essere rimasto colpito dalla freschezza del tuo stile. Quando si apprezza un racconto e un genere lontani da ciò che si è abituati a leggere vuol dire che chi lo ha scrittore ha fatto centro. Quindi i miei complimenti. Parto dai personaggi. Quello di Lavinia mi incuriosisce molto. È un peccato che, pur essendo la protagonista, non si conoscano le sue caratteristiche fisiche. Come invece per Biagio e Viola. Hai voluto nasconderle di proposito? Quello che mi è piaciuto più di lei è stata la chiara evoluzione all’interno del racconto. Questo è la scena dove si percepisce il cambiamento. Lavinia sembra quasi vittima di un incantesimo. Inizia il cambiamento nei suoi pensieri. Mi è piaciuta molto. Il personaggio di Viola è creato alla perfezione per il contesto descritto. Una conquistatrice chiaramente abituata a quel tipo di situazione. Forse non bellissima ma bravissima con le parole e gli sguardi. Biagio è il personaggio che ho trovato meno interessante. Sicuramente perfetto per introdurre il contesto in cui avviene la narrazione. Ma nulla di più. Mi è piaciuta la descrizione dell’entrata al locale, fa percepire benissimo il tipo di ambiente. Mi ha divertito molto il fatto di scoprire Lavinia maestra. Un paio di cose che non ho capito.. Qua non si capisce (almeno io non l’ho capito subito) dove si trovi Viola. Cosa ricorda? E perchè? A me i dialoghi sono piaciuti. Veloci e attinenti al ritmo delle scene. Sono nuovo del forum. Cercherò subito altri tuoi racconti.
  11. SawyerSo

    Un saluto a tutti.

    Senz’altro @bwv582. Grazie.
  12. SawyerSo

    Un saluto a tutti.

    😂 Pensa che invece anche se non voluto è stato un benvenuto molto simpatico. Volevo scrivere un “grazie” altrettanto simpatico, ma non avrebbe retto il confronto con il “bembemvenuto” 😁.
  13. SawyerSo

    Un saluto a tutti.

    Grazie 😊
  14. SawyerSo

    Un saluto a tutti.

    Ciao a tutti. Accanito lettore, ma non da giovanissima età (chissà a quanti di voi è capitato..), e aspirante scrittore. Dopo ricerca e acquisto di libri sulla scrittura creativa ho scoperto, su questi ultimi (perchè non ci ho pensato prima..?), l’esistenza di forum di settore. Allora eccomi qua, ritardatario, ma pronto ad imparare, confrontarmi e perchè no, buttarmi oltre la mia zona di conforto. Buone letture, buone scritture, e buone esperienze a tutti!
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