Vai al contenuto

Patrik

Scrittore
  • Numero contenuti

    10
  • Iscritto

  • Ultima visita

Reputazione Forum

1 Neutrale

Su Patrik

  • Rank
    Sognatore

Visite recenti

38 visite nel profilo
  1. Patrik

    Cosa cercate in una poesia?

    Anzitutto grazie del tag; ho dato una letta veloce è ho visto che ci sono opinioni molto diverse e non mi stupisce. Inoltre oggi ho passato cinque ore su due poesie di Zanzotto; quindi vengo da un’immersione totale nel discorso metapoetico. Allora, cosa dev’esserci in una poesia; difficile a dirsi. Sicuramente posso dire cos’hanno in comune tutte le poesie degli autori più importanti del ‘900 italiano: il motivo della giustificazione della poesia. Dunque, un dato di fatto è che la poesia parla sempre di se stessa; e vale per tutti, almeno da d’Annunzio fino a Caproni, Sanguineti Zanzotto Etc. Detto questo potremmo estrapolare la conclusione che una poesia (o una poetica) per essere considerata tale dev’essere metapoetica. Questa almeno è la condizione necessaria; ed io sono d’accordo fino in fondo con questa considerazione. Tuttavia, il solo pensiero di costruire una poetica sull’idea stessa della poesia è qualcosa che non è minimamente inquadrabile negli argini della nostra durata psichica (di noi gente moderna intendo). Quella contemporanea è poesia slegata o comunque tenuta insieme da legami superficiali, – a riprova di questo il fatto che fino a non troppo tempo fa non era pensabile concepire una poesia al di fuori di un’opera unitaria. Poi possiamo anche pensare che Pascoli volesse veramente parlare della morte del padre e Ungaretti della guerra, ma forse non renderemmo giustizia ad autori che hanno voluto lasciarci riflessioni ben più profonde: giustificare la propria poetica in ogni singola lirica vuol dire farlo in base alla società, al soggetto, ai cambiamenti dell’essere, al ruolo del poeta nella società stessa. In altre parole è quello che rende un pezzo di carta una testimonianza.
  2. Avete travisato, io non parlavo del farcela o mano grazie a qualcuno, ma della tendenza a leggere gli altri autori in virtù di un senso di comune appartenenza; non semplicemente per “essere pubblicati” ma per tentare di smuovere le acque, innovare e imporsi all’editoria. Attualmente la tendenza è quella di andare ognuno per la sua strada.
  3. Un tempo si scriveva con uno sguardo alla collettività, ci si riuniva e si parlava di come stravolgere la tradizione, ci si interrogava tutti insieme sul senso dell’arte in un mondo che aveva preso altre strade; si è andati avanti così per un secolo. Adesso l’arte non ha più un ruolo nella società (chi sostiene il contrario evidentemente non conosce il dibattito che si è consumato sull’argomento) e gli scrittori non sono scrittori. Tutto qua. Questo declino fa parte dell’inevitabile dissiparsi della stessa natura umana. Pascoli è stato scoperto da d’Annunzio; Sanguineti è stato recensito la prima volta da Pasolini e da Ungaretti; Ungaretti emerse grazie alle prime pubblicazioni su Lacerba, diretta da Soffici e Papini; poi c’erano i vociani, i crepuscolari, gli ermetici, i futuristi, poi le neo avanguardie Etc. Adesso su chi dovremmo fare affidamento, su gente che viene pubblicata non per la qualità della scrittura ma per il numero di follower su Instagram? Certo che c’è arrivismo e egoismo; Ed indovinate, non è colpa di nessuno.
  4. Patrik

    Ancora

    @dirk ciao, per cose attuali intendo cose che riguardino la collettività; ad esempio Sanguineti in Laborintus parla di “Ellie”, che era una sua compagna di liceo di cui era molto innamorato, ma in quella figura c’era il sole e la luna, l’uomo è la donna, la vita e la morte ma anche la compenetrazione dei corpi; tutto inserito in una struttura di collisioni continue fra le cose come fluttuanti. Insomma, sì oggetto del desiderio, ma senza dimenticarsi della guerra fredda, del mondo che esplode e della bomba atomica, dello smembrarsi della sintassi, della disintegrazione del Io. Per questo lui era un poeta; approfittava del nuovo. Quando scrive “Palus putredinis” lo fa col preciso intento di iniziare a rappresentare una discesa all’inferno partendo da un mare lunare in cui si verifica un ritorno al caos originario (molto simile a quello in cui viviamo) dal quale può originarsi nuovamente la materia. Un esempio di tanti. Questo non è per scoraggiare ma per invogliare a ricordarsi cos’è poesia no? Inserirsi nella tradizione del ‘900 vuol dire solo prendere una strada. Un tempo fra poeti si faceva a gara a chi sfasciava più canoni, e io personalmente vorrei che si ritornasse a questo tipo lavoro. Ricerca linguistica, metrica, stilistica Etc.
  5. Patrik

    Ancora

    Argomento trito; dovresti impegnarti, a meno che tu non scriva solo per te stesso, a parlare di cose attuali. L’atto linguistico dev’essere anche ideologico. Ciò non vuol dire non dover fare poesia d’amore; si può parlare di sospiri anche calando tutto nella nostra realtà disgregata. Inoltre bisogna inserirsi da qualche parte rispetto alla tradizione poetica del ‘900. L’eccesso di Io nella tua poesia è, da Gozzano in poi, da ritenersi una via impraticabile, – se non nell’intento di avere un effetto ironico (crepuscolare).
  6. Patrik

    Edizioni Ensemble

    @Rototomdipende da te, in linea di principio si tratta di andare un pomeriggio in libreria a fissare data e ora. Sul territorio di Roma invece ci pensano loro. Prego.
  7. Patrik

    Edizioni Ensemble

    Ciao @Rototom, la mia esperienza è fondamentalmente positiva. Certo sono importantissime le presentazioni e i firmacopie per vendere il libro. La distribuzione è quella di una piccola casa editrice indipendente, dunque è difficile che le librerie prendano alla cieca dei libri di poesia solo perché presenti nel catalogo, – immagino sia diverso per la prosa. Tuttavia, la distribuzione risulta capillare e non focalizzata soltanto su Roma; quindi basta segnalare di persona i libri alle singole librerie perché valutino di ordinarne delle copie. Ciao @Energie, la copertina dipende dalla collana. Per la poesia carta bianca e alette. Per vedere di persona puoi cercare nelle librerie Ubik; hanno sempre qualcosa di loro.
  8. Patrik

    Edizioni Ensemble

    Io la sposterei fra le CE free.
  9. Patrik

    Edizioni Ensemble

    L’editore non chiede alcun tipo di contributo per la pubblicazione. Io ho pubblicato con loro; mi hanno risposto dopo circa 10 giorni inviandomi anche una bozza di contratto. Inoltre hanno da poco assunto delle persone per leggere e selezionare i manoscritti in tempi brevi. La distribuzione è buona e abbraccia quasi tutto il territorio nazionale.
  10. Patrik

    Mi presento

    Buonasera, mi chiamo Patrizio ho 24 anni e vivo a Bologna. Seguo questo forum ormai da diverso tempo, solo che non ero ancora riuscito a trovare un po’ di tempo da dedicare al regolamento e alla presentazione. Finalmente, dopo aver letto tutto, posso presentarmi. Attualmente studio filologia moderna e, come molti di voi, porto avanti la passione per la scrittura; alla quale si associa un grande interesse per l’arte e la musica, specialmente il blues. Ho da poco pubblicato il mio primo libro – una raccolta di poesie – e sono costantemente a lavoro nell’ambito della sperimentazione poetica legata alla metapoesia, alle teorie psicoanalitiche, alle nuove forme di alienazione. Ho scelto di inserirmi in questo nuovo contesto per condividere le mie esperienze e trarre insegnamenti da quelle altrui.
×