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julia1983

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Tutti i contenuti di julia1983

  1. julia1983

    Compleanni nel WD

    Auguri @Eudes !
  2. julia1983

    Compleanni nel WD

    Buon compleanno @Cerusico e auguri anche a @Garrula
  3. julia1983

    [N2019 - Premio Contest CC] La fine delle Grammar's Angels

    Mai fidarsi di cubane che ti offrono salse... e soprattutto mai comprare carillon nordici @Bango Skank Rinnovo i ringraziamenti per questo pezzo, che ti abbiamo estorto... ehm che ci hai dedicato senza pressioni di sorta per scriverlo
  4. julia1983

    Scrittopoli 2019 — Finale

    Congratulazioni alle quattro squadre issatesi sul podio
  5. julia1983

    Compleanni nel WD

    auguri in ritardo @Kikki !
  6. julia1983

    Scrittopoli 2019 – Off topic

    @Bango Skank , con giustificato ritardo (ero al mio funerale, ovvio ) ti ringrazio, ho apprezzato tantissimo tutta la processione e l'epitaffio. Mai premio lugubre fui più degna di accogliere e la cubana che mi ha ucciso tra ketchup e mostarda vuole darti come dono per l'organizzazione funebre un certo carillon...magari regalalo al gobbo. Ossequi esimio
  7. julia1983

    Sira

    Congratulazioni @Sira
  8. julia1983

    Scrittopoli 2019 – Off topic

    @Bango Skank
  9. julia1983

    Scrittopoli 2019 – Off topic

    Grazie, magnifico, non vedo l'ora a te e in onore di tutti i personaggi che abbiamo fatto morire male
  10. julia1983

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Vascella: imbarcazione che, in particolar modo d'estate, può emanare uno strano odore KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  11. julia1983

    Scrittopoli 2019 – Off topic

    Attendendo il necrologio promesso da @Bango Skank per aver guadagnato l'ambito premio CC mi accingo a ringraziare la giuria organizzatrice @AdStr , @Miss Ribston e @Kikki per l'ottima conduzione delle danze. Un ringraziamento alle mie socie sterminatrici @Silverwillow ed @Emy con le quali ho condiviso quest'avventura e a tutte le squadre del girone A e B Grazie a chi mi ha votato e anche a chi mi ha commentato, fornendomi spunti su cui riflettere e migliorarmi. Buona fortuna a chi è approdato in finale! Seguirò appassionata gli sviluppi conclusivi Al prossimo contest!
  12. julia1983

    [N2019 - 3A] Yesterday

    @Talia ciao, il tuo stile mi piace molto e questo sentimentale malinconico e tenero allo stesso tempo mi ha convinto Ho trovato di grande impatto l'idea della canzone Yesterday cantata all'inizio e poi di nuovo alla fine con la chitarra ritrovata da Stefano che ha chiuso il cerchio della storia. Questo passaggio l'ho apprezzato in particolar modo, descrive in maniera perfetta l'emozione del protagonista nel ritrovare il suo strumento perduto e la tensione provata nel chiedersi se dopo essere trascorso tempo in cui è cambiata la sua identità sociale, divenendo un clochard, sia ancora in grado di suonare. Il fatto che torni con la mente a ricontattare il suo passato e che riveda Danila, rende il finale dal sapore ancor più delicato e ciò mi ha colpito positivamente. Ben scritta anche la parte dell'interazione tra Giacomo e Stefano. Bravissima.
  13. julia1983

    [N2019-3A] Vite di zucchero filato

    ciao @Ghigo, il racconto mi è piaciuto tantissimo, come hai gestito i passaggi tra passato e presente anche se anch'io avrei evitato il corsivo come ti hanno già segnalato, adottando magari l'espediente della riga vuota tra un paragrafo e l'altro. Ho adorato il titolo che poi hai ricollegato con l'epilogo. Nulla da dire sullo stile e sul genere thriller pienamente centrato. I miei complimenti davvero anche per il ritmo incalzante per nulla disturbante, anzi avvincente A rileggerti!
  14. julia1983

    [N2019-3A] Una serata Tipica

    Ciao @Rhomer, il genere sentimentale è centrato in pieno e ti faccio i miei complimenti per il tuo stile di scrittura che mi piace molto. Mi sono persa nella citazione perché non seguo la serie e che ho creduto per qualche istante che da quel momento buona parte del racconto si rivolgesse a chi la conosce che senz'altro ne ha apprezzato l'omaggio. Quanto ti ho detto non smonta minimamente il fatto che penso che tu abbia scritto un' ottima storia non fraintendermi, ma come ti hanno già detto penso anche io che un racconto dovrebbe essere fruibile a tutti. Ho compreso anche il tuo punto di vista, sul fatto che scrivi in primis per te stesso e questo è condivisibile, ma ecco ci tenevo a essere sincera e a dirti la sensazione di leggero smarrimento che avevo a tratti provato. Tornando alla storia, ottimamente caratterizzati i personaggi e la loro relazione A rileggerti!
  15. julia1983

    [N2019-3B] Il carillon

    Macrogenere: fantastico Traccia: Rifiuti Il carillon Willem era un povero taglialegna, che viveva in un villaggio a nord del regno di Kiel. Aveva perduto da poco la moglie e la figlia, annegate nel fiume sacro alla dea Kofi. Da quell’infausto giorno aveva smesso di sorridere e provava una grande rabbia nei confronti degli dei nordici, i quali secondo lui non avevano vegliato sulla sua famiglia. Prima della tragedia, era solito recarsi tutte le mattine nella foresta per raccogliere il legname con il quale intagliava anche qualche giocattolo per la sua piccola Penelope. Quel giorno era l’anniversario della morte delle sue congiunte e Willem, irato al ricordo della sventura che gli era capitata, si ubriacò e poi tornò presso la propria dimora, con l’intento di distruggerla. Mentre era intento ad accendere una torcia per dare fuoco all’abitazione di legno, scovò in un angolo coperto dalla polvere un piccolo carillon che lui stesso aveva realizzato per la sua bimba. Subito arrestò i suoi propositi dolosi e con il manufatto ligneo tra le mani scoppiò in un pianto dirotto. In quel momento la dea Kofi in persona apparve nella capanna, circondata da un’aura azzurrina, e carezzò il volto di Willem per confortarlo. «Mio caro, so che sei adirato con me perché mi accusi di non aver vegliato sulla tua famiglia, ma troverai conforto e il sorriso in quel giocattolo» e poi, così come era comparsa, svanì effimera. L’uomo alzò lo sguardo incredulo e, ritrovandosi di nuovo solo, mentre teneva ancora tra le mani il carillon, provò a girarne il meccanismo. Esso, tuttavia, non produceva alcun suono e ciò lo rattristò molto: l’oggetto aveva cessato di vivere così come sua moglie e sua figlia. Willem si rivolse alla dea e le chiese lumi su come comportarsi, ma Kofi non si manifestò. Il boscaiolo pensò che la chiave di tutto potesse essere il carillon; lo osservò ancora per qualche istante: rappresentava una piccola bambina in legno in posa da ballerina e ricordava Penelope quando sognava di essere una danzatrice e ne assumeva per gioco le posture. «Saggia Kofi, tu mi chiedi l’impossibile, mi hai fatto ritrovare questo ninnolo, ma è rotto, come il mio cuore spezzato, non so che farmene» ma ancora la Dea taceva e non riappariva. Willem era turbato e ipotizzò che con tutta probabilità aveva avuto un’allucinazione data dai fumi dell’alcool e promise a se stesso di non bere più. Decise così di fermarsi a dormire nella capanna come oramai non faceva dal giorno della disgrazia. Poggiò il carillon non funzionante in terra e si addormentò dimenticandosene. Verso notte fonda una melodia angelica turbò il sonno del boscaiolo, che si destò e a piedi nudi si diresse verso il punto dal quale proveniva la musica. Con sgomento notò che il carillon era perfettamente funzionante e la bambina di legno danzava, mentre dalla cassa armonica del meccanismo note dolci si propagavano. Willem si avvicinò per osservare meglio l’oggetto, ma non appena lo raggiunse la musica cessò e il silenzio tornò a regnare nella capanna. Il taglialegna si grattò la testa perplesso e, pensando che fosse terminata la carica, provò a rimetterlo in funzione, ma nulla da fare: la ballerina era statica e il manufatto era inservibile. «Stregoneria?» disse ad alta voce «Forse sono ancora ubriaco» e fece per tornare a dormire ma, non appena lasciò la stanza, di nuovo la musica riprese a riecheggiare, senza che nessuno avesse provveduto a caricare il meccanismo del carillon. «Sembra quasi che quando vuole questo aggeggio abbia una seconda vita» e quasi a sfidarlo si sedette su un giaciglio improvvisato in paglia di fronte a esso e finse di addormentarsi. Non appena chiuse gli occhi il carillon si rianimò e la ballerina riprese a danzare armoniosa, mentre la musica propagata infondeva un senso di serenità e pace al boscaiolo come da mesi non gli succedeva. Arrivò l’alba e Willem, riposato nonostante la notte agitata, si accorse che la ballerina era di nuovo statica e che a nulla serviva tentare di caricarne il meccanismo, perché non voleva saperne di funzionare. «Non so che farmene di questo oggetto che si anima a suo piacimento» disse rivolto in maniera brusca alla dea Kofi, che di nuovo non si manifestò. «Potrei venderlo al rigattiere del villaggio e farci qualche soldo» Così si recò all’emporio da Kostas che era noto per truffare la povera gente e Willem pensò di potergli restituire pan per focaccia vendendogli un oggetto mal funzionante. «Che strano oggetto» disse il negoziante, «l’hai realizzato tu stesso? » «Sì sì» disse Willem e pregò che Kostas non volesse provarne il meccanismo, ma non lo fece e per fortuna tutto filò liscio. Il carillon fu venduto per tre corone d’argento, una somma esorbitante considerato che era un rottame. Quella sera il boscaiolo fu tentato di spendere il denaro ricavato dalla vendita alla bettola per ubriacarsi dal dolore, ma si trattenne, conscio che aveva promesso a se stesso di non bere più e si recò alla sua capanna per coricarsi presto. Erano le tre del mattino quando dei rumori alla porta lo destarono dal sonno. Trafelato andò ad aprire e si trovò faccia a faccia con un irato Kostas. «Riprenditi questo stupido oggetto e ridammi i miei soldi!» «Cosa succede, non funziona?» chiese Willem, fingendo di non capire. «Altroché se funziona: ci sta tenendo svegli tutta la notte con quella ridicola canzoncina, senza che nessuno lo carichi» Così il boscaiolo fu costretto a restituire le corone d’argento e prese di nuovo il carillon con sé. Il giorno dopo Willem fu tentato di distruggerlo perché quel diabolico oggetto gli stava portando guai, dato che in alcuni momenti si animava senza che qualcuno lo caricasse e, in altri, sembrava inservibile. Tentò di romperlo con un martello, con il risultato che gli scappò di mano e si schiacciò tre dita, poi provò a gettarlo nel fiume ma inciampò sul greto e si ruppe due denti. Innervosito lo buttò in terra e fece per saltarci sopra, ma proprio in quel momento, riapparve la dea Kofi che teneva Penelope per mano. Entrambe erano circondate da un’aura azzurrina. A quel punto il carillon riprese a funzionare e Willem, pervaso da gioia e timore allo stesso tempo, si gettò in ginocchio e si prostrò alla divinità e alla figlia. «Non comprendi, sciocco, che quell’oggetto con la sua musica ti permette di tenere vivo in te il ricordo della tua bambina?» disse con rimprovero amorevole la dea. «Padre io sono felice dove sono ora, ma ti ho visto triste e provavo a farti sorridere mandandoti la musica per mezzo del carillon» spiegò Penelope. «Oh tesoro mio, e io che ho cercato di sbarazzarmene in tutti i modi, ma vederti felice rallegra anche me» le rispose sincero Willem. Ardeva dal desiderio di riabbracciarla, ma non osava avvicinarsi per timore dell’ ira della dea. «Mi hai dimostrato di aver imparato la lezione e ora il carillon tornerà a non funzionare più, poiché hai compreso che tua figlia desidera che tu torni a sorridere» «Ti ricorderò sempre e non sarò mai più triste te lo prometto, salutami la mamma se è con te» si lasciò scappare, mentre la dea Kofi e Penelope sparivano con la stessa rapidità con cui erano apparse. Willem, rimasto solo sulla riva del fiume, osservò il suo carillon in attesa che suonasse da solo, ma non lo fece più. Decise tuttavia di cambiare mestiere e di costruire giocattoli per tutti i bimbi del villaggio. Quel manufatto, divenuto magico per un breve periodo del suo ciclo di vita, ritornò a prender polvere su una mensola. Era ormai rotto e inservibile, ma era riuscito comunque a far apprendere una grande lezione all’uomo che, nutrito dalla gioia dei bambini, tornò a sorridere.
  16. julia1983

    [N2019-3A] Un bandito

    Ciao @Befana Profana, mi è piaciuto molto il tuo racconto, e ho trovato Guy ben descritto e caratterizzato, gli hai donato il giusto spessore. Il genere thriller nel suo essere classico mi ha coinvolto e mi ha spinto ad arrivare con curiosità alla fine. Geniale come hai inserito la boa. Forse avrei aggiunto più descrizioni e dettagli per rendere più ricca la trama e magari un pizzico d'azione in più. Personalmente il voler caratterizzare Guy con stereotipi e cliché non l'ho trovato affatto disturbante, anzi ha contribuito come ti dicevo all'inizio, a donargli spessore. Nessun appunto sul linguaggio, davvero molto curato e affine al genere e anche la traccia centrata in pieno. Una buona prova, complimenti.
  17. julia1983

    [N2019-3B] Il carillon

    @Ghigo non mi ero accorta rileggendo della ripetizione della parola "intento" che provvederò a sostituire in fase di revisione ,così come le altre ripetizioni. Sono contenta che ti sia piaciuta la scelta dell'ambientazione nordica e che ti ho incuriosito nel sapere come si sarebbe svolto l'epilogo grazie di essere passato. @Purrpendicular hai ragione, potevo dare un registro linguistico diverso alla dea anziché farle ripetere le parole del protagonista e mi sono appuntata le ripetizioni da sistemare Per quanto riguarda dove abita il protagonista, pensavo fosse più chiaro che non viveva più nella sua casa d'origine e che ci fosse tornato solo il giorno dell'anniversario per distruggerla e poi cambiare idea al momento del ritrovamento del carillon. Mi rendo conto, come mi ha fatto notare anche @Lizz (grazie del tuo passaggio e di aver apprezzato la fiaba ), che in alcuni frangenti, la storia ha dei passaggi bruschi o riassunti che potevano essere meglio approfonditi, ma come hai fatto notare tu il limite dei caratteri ha in qualche maniera influito. Sono lieta che tu abbia apprezzato il finale e che abbia approvato la scelta di utilizzare una dea anziché un più gettonato fantasma @Talia grazie del tuo gradito passaggio e di aver trovato la fiaba commovente e malinconica @AndC carissimo, grazie del tuo commento prezioso come sempre! Ho preso nota dei tuoi suggerimenti. Ho trovato interessante la parte dove mi consigli di rendere più dinamica la storia, mi sembra quasi in contrasto con chi mi ha consigliato di approfondire alcune parti che sembravano un po' troppo riassuntive e brusche, potresti chiarirmi cosa intendevi con stile troppo rallentato? In parte mi sembrava in linea con lo stile fiabesco, ma mi piace confrontarmi con te che mi hai evidenziato questo aspetto. @Eudes , grazie del tuo passaggio. Ho trovato utilissimi i tuoi appunti e mi trovi concorde con essi. Ammetto che avrei dovuto spiegare meglio la questione della musica che forse ho supposto si comprendesse dalla frase di Penelope. Questo non spiega però: a) perché la musica si fermasse quando Willem era sveglio; b) perché la musica funzionasse anche alla presenza di soli estranei, come con la famiglia del rigattiere (anche se qui possiamo anche credere che lo scopo della figlia era proprio convincere il rigattiere a restituire il carillon; a) era un modo di unire il mondo ultraterreno della figlia con il mondo mortale del padre tramite il mondo onirico, ma avrei dovuto esporlo meglio. b)esatto lo scopo era far restituire il carillon al padre (anche qui poteva essere messo in maniera più chiara) Sono contenta che tu abbia apprezzato l'impostazione e il tono, e la mia trovata di scegliere l'impiego di una dea e credevo, ma così non è stato, che il suo stato alterato dall'alcool ne giustificasse le reazioni rabbiose, ma quest'aspetto poteva essere meglio descritto. Perdonami ma non ho compreso questo tuo passaggio, pensavo che fosse arrivato il messaggio che far sorridere gli altri gli aveva permesso di ritrovare il sorriso, dovevo forse esplicarlo in maniera più esplicita? Grazie di tutte le riflessioni che mi hai portato a fare. @Pigliasogni ti ringrazio per i complimenti sulla scelta di scrivere una fiaba e sul fatto che ti è piaciuto come scrivo . Cercherò nelle prossime fiabe di adottare un linguaggio più semplice come mi hai consigliato @H3c70r grazie del passaggio, ho preso nota dei suoi consigli e approfondirò in fase di revisione in particolar modo lo spessore dei personaggi e rivedrò la costruzione di alcune frasi un po' troppo lunghe come mi ha evidenziato @Vincenzo Iennaco grazie per essere passato.
  18. julia1983

    Scrittopoli 2019 – Off topic

    @Bango Skank ritiro il premio con onore e ammetto che, in un primo momento, avevo pensato di far annegare anche il protagonista dalla dea, per non far incazzare i lettori, ma sono contenta di aver contribuito alla conquista del necrologio, che condividerò con le mie compagne @Silverwillow ed @Emy affinché morti, stragi e suicidi di massa continuino ad allietare il pubblico
  19. julia1983

    Scrittopoli 2019 – Terza tappa

    https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/45955-n2019-3b-il-carillon/ traccia: Rifiuti genere: Fantastico
  20. julia1983

    [N2019-2A] Situazioni ad alto tasso di mortalità

    ciao @Snowfall inizio il commento con il dirti che ho apprezzato il finale, inaspettato. Ho trovato anche i dialoghi molto verosimili e ben costruiti, secondo me il vero punto di forza di questo racconto. Ti evidenzio qualcosa che forse ti avranno già fatto notare, ma non ho letto i commenti precedenti quindi scusami se mi ripeterò sostituirei tra qualche giorno con l'espressione nei giorni successivi refuso, macchina penso manchi il verbo era eviterei di ripetere anello, potresti sostituire con monile magari Per concludere, l'ho trovata una storia brillante e ben congegnata che sorprende, come ti dicevo all'inizio, il lettore nell'epilogo e questo mi è piaciuto molto. Inoltre trattandosi di un contest, ho trovato la traccia rispettata a pieno. Unico neo lo stile a tratti poco scorrevole, forse figlio del limite dei caratteri che, esteso, ti avrebbe magari permesso di descrivere con più ampio respiro alcuni passaggi. Ad ogni modo, la storia mi è piaciuta, complimenti.
  21. julia1983

    [N2019-1B] La cubana

    Commento: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/45439-mi-131-cosa-cè-dallaltra-parte/?do=findComment&comment=808160 traccia: la consegna La cubana Gambe da femmina lunghe e affusolate percorrevano la via e nel loro incedere uno sbattere di tacchi risuonava tra i rumori caotici della metropoli. La donna di colore stringeva a sé un pacco di medie dimensioni e procedeva stretta nel suo tubino succinto, che lasciava poco spazio all’immaginazione. Un venditore di hot dog le ammiccò e la invitò a fermarsi al suo carretto. «Solo due dollari signorina bella» le disse mentre lei esitava e rallentava il passo. Era affamata: il viaggio aereo da Cuba le aveva messo appetito, ma sapeva anche che doveva a tutti i costi consegnare quel pacco in giornata. «Conosce Nigel Thompson?» chiese la donna con accento spagnolo, decidendosi a poggiare per qualche istante, con cautela, il pacco sul marciapiede, non perdendolo di vista con le sue insolite iridi indaco. «Il famoso investigatore privato?» replicò il venditore, intento a farcire il panino «è un mio cliente e la sua agenzia è a due isolati da qui» Detto ciò le porse l’hot dog, impregnandolo di mostarda e ketchup. A quel punto la donna tirò fuori un centone dalla sua borsa griffata Dior color vinaccia. Il venditore sgranò gli occhi. «Non ho il resto, signorina!» «Va bene così» e quando si voltò, si accorse che un barboncino si era avvicinato al suo pacco per odorarlo e lo cacciò via in malo modo. «Deve essere attratto dal contenuto» disse il padrone, un vecchio con la coppola stretto nel suo impermeabile ècru. «Impossibile! Non contiene niente di interessante per il suo cane» replicò stizzita la donna, mentre cercava di sollevare il pacco con fatica perché aveva una mano impegnata con l’hot dog. «Le occorre aiuto? Guardi che il ketchup le sta sporcando di rosso la parte inferiore dell’involucro di cartone» disse un ragazzetto lentigginoso, che aveva assistito alla scena. «Oh il ketchup certo…» disse impacciata la donna. Uno sconosciuto le si avvicinò. «Sono Archie Goldman» si presentò con un leggero inchino e aggiunse «Lavoro per Nigel Thompson come assistente da quando Marlin, il suo ex socio, si è licenziato». «Yanelis, la donna di Marlin». Archie, che era un tipo sveglio, comprese che la giovane era intenta a trasportare il pacco che il suo capo stava aspettando da Cuba e rise imbarazzato. «Credevo che Marlin lo avrebbe spedito». «Ne era impossibilitato» tagliò corto la donna «sono venuta di persona a consegnarlo». «Sono i sigari che Marlin ci ha promesso?» «Sigari? Oh, è qualcosa di più scottante» e Yanelis fece seguire alle sue parole una risatina nervosa. Archie la fissò, si grattò il capo e poi fece per prendere il pacco che gli sembrava avere uno strano odore, ma non diede troppo peso alla cosa. «Avete fatto buon viaggio?» le chiese e nel sollevare lo scatolone imballato ne approfittò per sbirciare le sue curve procaci. Yanelis, dopo aver mangiato con foga l’hot dog, si accese una Lucky Strike. Gli rispose di sì distratta, poi si guardò attorno come se temesse di essere stata seguita. «C’è qualcosa che vi turba?» chiese Archie, mentre stavano per dirigersi ad attraversare il primo isolato. Lui cercava di tenere ben stretto il pacco, anche se l’olezzo proveniente da esso si stava facendo insopportabile. «Forse è meglio che lo portiate voi a Nigel» disse all’improvviso Yanelis «Ho paura che finisca in mani sbagliate» e indicò un gruppo di giovani vestiti di nero con borchie e piercing, che sostavano davanti a un bar. «Stia tranquilla, quei ragazzi non la disturberanno, ci sono io a proteggerla». Yanelis però non era convinta e mentre passavano osservò la corporatura mingherlina di Archie e si sentì in pericolo. «Ciao bellezza» le disse quello che sembrava il capobranco e aveva una prominente cresta. «State lontani!» gridò isterica Yanelis, estrasse fulminea dalla sua borsetta un revolver e sparò alla gamba del ragazzo che dolorante si rotolò a terra, mentre il resto dei suoi compari rimase immobile per la sorpresa. «Via, lasciatemi in pace!» e fece fuoco di nuovo, stavolta mirando in aria per allontanare il gruppo. Ad Archie sbigottito cadde in terra il pacco, ma la cubana lo raggiunse alle spalle e gli puntò la pistola dietro la schiena «Raccoglilo subito!» Il giovane era un investigatore alle prime armi, abituato a redigere rapporti per il suo capo e non era pronto per l’azione e così, tremante, fece come gli ordinava la donna. «Uscite subito tutti dal bar!» gridò Yanelis, mentre si cominciavano a sentire delle sirene in lontananza, e si rifugiò all’interno del locale tenendo in ostaggio Archie. Gli avventori e il barista uscirono subito, mentre qualche passante prestava soccorso al ragazzo con la cresta ferito e riverso sul marciapiede. Archie era sconvolto e le chiese: «Cosa ci sarà mai al suo interno, da rischiare di finire arrestata?» «Non faccia domande e chiami il suo capo al telefono» . Il giovane non se lo fece ripetere due volte e compose il numero dell’agenzia investigativa, mentre fuori dal bar iniziavano ad ammassarsi volanti della polizia e un’ambulanza. «Nigel Thompson» la voce cavernosa dall’altro capo del filo confortò, anche se per brevi istanti, Archie che si affrettò a informare l’investigatore che si trovava ostaggio nel bar a un isolato dal loro ufficio. «Devo sempre salvarti il culo!» replicò spazientito Nigel, ma poi affermò che sarebbe accorso in suo aiuto. Un megafono fece sussultare Archie che si era seduto in terra, mentre continuava a tenere in grembo il pacco, che cominciava a trasudare uno strano liquido dal fondo e l’odore che emanava era diventato insopportabile. «Signorina è circondata, rilasci l’ostaggio e esca con le mani in vista!» gridò la voce metallica di un sergente e Archie cercò di convincere Yanelis, che però non voleva sentire ragioni e gridò verso l’esterno. «Voglio che entri Nigel Thompson, per consegnargli il pacco». «Sergente, i tiratori sono pronti, se si riavvicina alla finestra le spariamo» disse un agente, ma proprio in quel momento sopraggiunse un uomo di mezz’età, stretto nel suo impermeabile avana con un cappello a tesa larga del medesimo colore. «La donna vuole me, come biasimarla del resto…» disse con fare ironico l’investigatore Thompson e senza attendere indicazioni dai poliziotti, dopo essersi acceso una parliament e aver dato alcune boccate, si diresse a passo spedito nel bar. «Così siete la donna di Marlin, quell’idiota si è innamorato di voi e mi ha piantato in asso e ora la mia agenzia va a rotoli e sono costretto a dormire in ufficio!» la apostrofò duro Nigel una volta all’interno del locale. «Ho un pacco per voi» replicò mansueta la donna che però continuava a puntare il suo revolver verso Archie. «Sì, lo stavo aspettando. Sono i sigari che Marlin ha detto che mi avrebbe spedito?» domandò Nigel e si diresse dietro al bancone per versarsi un bicchiere di Ballantine's. «Non credo che si tratti di cubani, capo… c’è qualcosa andato a male qua dentro» disse Archie che recuperò un minimo di coraggio per intervenire nella discussione. «Fate silenzio!» gridò di nuovo isterica Yanelis e alternava a puntare il revolver tra i due uomini. «Cazzo signorina! Non fatela tanto lunga e consegnatemi questo pacco!» affermò seccato Nigel, dopo essersi scolato il suo scotch. Archie chiuse gli occhi, temeva che il fare misogino e sfrontato del suo capo facesse perdere la pazienza alla cubana, ma Yanelis sembrava affascinata dal comportamento rude dell’investigatore e intimò ad Archie di consegnare il pacco a una condizione. «Io uscirò dal retro del locale e voi aprirete lo scatolone solo quando sarò lontana». «Bene, signorina, facciamo in fretta, dannazione!» replicò Nigel e lei si allontanò dal bar fuggendo indisturbata. «La lascia andare così, capo?» chiese Archie mentre gli porgeva il pacco. «È pur sempre la donna del mio ex socio» replicò laconico, e si accinse ad aprire la confezione. Quello che vide al suo interno lo lasciò di stucco nonostante vent’anni di carriera come investigatore: nello scatolone giaceva la testa mozzata di Marlin.
  22. julia1983

    [N2019-1B] La cubana

    @Macleo @AndC @Poeta Zaza @Rhomer @Talia @Nerio @H3c70r Ciao a tutti e grazie di avermi commentato, chiedo scusa per l'incredibile ritardo con cui vi rispondo, ma ero all'estero per vacanza senza computer e dunque impossibilitata a rispondere e commentare. Ad ogni modo ci tengo, seppur dopo svariati giorni, a ringraziarvi per le vostre attente analisi. Grazie a voi ho compreso i punti di forza e di debolezza del mio pezzo e ne farò tesoro. Sono convinta che limato e con i dovuti accorgimenti questo brano possa stimolarmi a divenire un incipit di un progetto più ambizioso come qualcuno di voi mi suggeriva e la cosa mi ha rallegrato. Ne approfitto per farvi gli auguri di buone feste anche se si usa dire che l'epifania tutte le feste si porta via , ma ci tenevo. Grazie ancora
  23. julia1983

    Scrittopoli 2019 — Prima tappa

    https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/45701-n2019-1b-la-cubana/ Genere: thriller Traccia: la consegna Boa: il testo deve contenere i colori ècru, indaco e vinaccia, nominati una singola volta
  24. julia1983

    [MI 131] Cosa c'è dall'altra parte

    Ciao @Talia inizio con il dirti che il tuo racconto mi è piaciuto davvero tanto, in particolare la riflessione su quale sia il vero senso della felicità descritto nella prima parte. Qui il personaggio di Enlil manifesta con la sua insofferenza il desiderio di evadere da questa atmosfera idilliaca ma monotona, alla ricerca di qualcosa di più autentico. Notevole anche l'inaspettato finale nel quale Enlil e Rame approdano sulle rive innevate e scoprono a mio avviso la genuinità dell'essere felici senza sovrastrutture. qui ci vedrei meglio Chi ci assicura che questo sia davvero la felicità? qui secondo me l'uso dell'aggettivo furioso stona con il fatto che Enlil sia incantato dalle parole della ragazza, ti suggerirei si passa frenetico se vuoi mantenere il concetto Bellissimo passaggio qui ti segnalo la ripetizione di mio padre, sostituirei la seconda frase mettendo Gli ho rubato la barca ad esempio. Inoltre metterei ad andare a pesca. Ottima chiusura con finale sorprendente come ti dicevo in apertura di commento. Nel complesso un racconto davvero interessante, riflessivo e scritto in buono stile, complimenti.
  25. julia1983

    [Scrittura in Collettivo] - Novel Topic

    @Ippolita2018 per me va bene se vuoi prenderti il periodo natalizio per leggere i nostri contribuiti e poter in un secondo momento scrivere la tua parte
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