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Ace

Scrittore
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Ace ha vinto il 3 aprile 2019

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Reputazione Forum

507 Magnifico

Su Ace

Informazioni Profilo

  • Genere
    Uomo
  • Provenienza
    Los Angeles

Visite recenti

2.196 visite nel profilo
  1. Ace

    Proposte & Idee (Varie)

    La mia opinione è che le freccette rosse si danno e si prendono. Un intervento può riscuotere plauso o il suo contrario e sinceramente un utente dovrebbe cercare di non farsene una malattia, il tutto a beneficio del proprio e degli altrui equilibri. Tuttavia, una cosa te la voglio dire e la dico con empatia e in amicizia: se in una settimana portassi a casa il ballino di freccette rosse che ti sei buscato tu, io un minimo di auto critica la farei.
  2. Ace

    Proposte & Idee (Varie)

    Quand’è che il ditino corre a selezionare la freccetta rossa? 1. Quando si ritiene – a torto o a ragione – che il contenuto espresso dal destinatario della freccetta sia inesatto, fallace, distorto, strumentale o introdotto a proprio esclusivo vantaggio. 2. Quando non si è d’accordo con i modi perché troppo accesi o denigratori dell’altrui punto di vista. 3. Quando si è stufi di un concetto esaurito perché già espresso più e più volte in più e più thread [leggi: quell’utente è un disco rotto]. 4. Quando per i motivi più disparati si è sviluppata una personale antipatia per un determinato utente: capita, ipocrita negarlo. 5. Quando la si pensa in maniera diametralmente opposta. 6. Quando un utente si rivela egocentrico e imbevuto di un proprio auto compiacente culto della personalità e utilizza il WD come un palcoscenico. 7. Quando stufi dell'utente prezzemolo, quello buono per tutte le stagioni, l'utente tuttologo che sul WD pare avere eletto la propria residenza, come se il forum fosse un cascinale . Immagino ci siano anche altre ragioni, che però al momento mi sfuggono. Adesso, le domande che mi pongo sono tre. – Sospendere l’anonimato dei punti reputazione avvierebbe un processo virtuoso? – Quali effetti collaterali produrrebbe? – Vivacizzerebbe le discussioni e le interazioni tra gli utenti o li indurrebbe a creare piccole e sciagurate comunità all'interno delle quali vige la regola non scritta del io do sempre un parere positivo a quanto dici e tu con me fai altrettanto, con un inevitabile appiattimento delle dinamiche da un lato e lo sgradito risultato di esasperare gli animi e accendere fazioni e ostilità dal lato restante?
  3. Ace

    Proposte & Idee (Varie)

    Lungi da me il volere minimizzare ciò che da te viene avvertito in maniera così sentita e viscerale. Fammi solo dire che qui siamo tutte persone di lettere e in virtù di ciò l'auspicio è che si possa sempre trovare una forma di mediazione inclusiva, che permetta a ognuno di vivere il WD in armonia. Al di là di come la si pensi, e credo ciò valga per qualunque utente, sono più le cose che ci legano rispetto a quelle che ci dividono.
  4. Ace

    Proposte & Idee (Varie)

    Una recensione [freccetta] negativa lascia il tempo che trova e male non può fare, né al singolo utente, né a qualsivoglia CE che operi con correttezza e amore per i buoni libri. L'importante è che se ne parli, diceva il sommo esteta. Detto questo, per quanto quasi mai io sia d'accordo con @Alexmusic, credo che Alex sia una risorsa importante di questo forum e mai vorrei vederlo andare via, il WD ne risulterebbe impoverito. Alex, se posso permettermi, ho l'impressione che la faccenda delle freccette e della reputazione sia stata da te un poco ingigantita e credo che, in fondo in fondo, da personaggio acuto e intelligente quale sei, lo sai anche tu. In ogni caso vorrei rincuorarti: la reputazione della tua CE è ottima. Non sono io a dirlo, beninteso, bensì gli autori che hanno pubblicato con voi [ne conosco qualcuno? Sì, più di uno], quelli sì che fanno testo, non quattro freccette rosse sfigate. Chiudo dicendoti che perlopiù le freccette rosse che ti becchi sono da imputarsi non tanto a ciò che scrivi, ma ai toni sanguigni e muscolari che utilizzi nell'esprimere il tuo pensiero. Limare gli scritti altrui è materia che conosci bene, dovresti, credo, limare di un poco anche i tuoi, dopodiché saresti quasi perfetto, pur sanguigno come sei. Detto questo ti abbraccio; per quanto le parole che impieghiamo a volte ci leghino, non permettendoci di fare marcia indietro, a volte per fare un passo avanti e uscire da un cul de sac è necessario riconoscere che anche noi possiamo avere sbagliato, almeno un pochino. Uno zinzerellino, va'.
  5. Ace

    Valore di una grafica inusuale

    La mia opinione è che un autore farebbe meglio a mandare in giro un manoscritto pulito, il più pulito possibile, con un layout standard e una formattazione adeguata. La mia certezza, che gli interventi sul layout finale rientrino nel processo che muta il tuo manoscritto nel prodotto libro finale, roba che non è di competenza di chi scrive, sempre che non decida di fare tutto da sé. In altre parole: io prima mi preoccuperei di verificare la bontà di quanto scritto, poi, nel caso un editore si facesse avanti, proverei a introdurre la questione in fase di trattativa. Potrei pure sbagliarmi, ma credo che mai neppure una volta un manoscritto sia stato scelto per il [presunto] valore aggiunto del layout presentato dall'autore, so per certo invece di manoscritti immediatamente cestinati [succede ogni giorno] a motivo di layout ritenuti troppo creativi e che potrebbero indurre l'editore [nel tuo caso a torto, beninteso] a ritenere di avere a che fare con un autore autoreferenzial-tuttologo dalla personalità debordante, il genere di autore che fa subito dire a un editore: questo è un rompicoglioni.
  6. Ace

    Consigli di scrittura di Joe Lansdale

    Un altro paio di consigli dispensati da Joe di recente: La domanda che spesso mi fanno è: Se non ho un'idea abbastanza forte da utilizzare per scrivere un nuovo romanzo, che faccio per trovarne una? Risposta: potresti prendere un'idea che non è così forte e scrivere delle persone intorno all'idea, lasciare che la loro vita sia la storia. Forse devi leggere di più in modo da guardare le vecchie idee con occhi nuovi. Leggi fiction, ma anche saggistica. Leggi opere e sceneggiature, fumetti, saggi. Prenditi del tempo libero per non leggere affatto. Il modo migliore per trovare idee, è presentarti quotidianamente alla tua postazione di lavoro e scrivere, anche se non hai idea di cosa stai per scrivere, di cosa stai scrivendo o di cosa scriverai. Smetti di preoccuparti di passare dal punto A al punto Z e preoccupati solo di mettere in fila le lettere dell’alfabeto. Scoprirai che la tua mente inizierà a generare idee proprio in quel modo. Io per mettere in moto la creatività leggo saggistica, parlo con gli amici, guardo film, pratico arti marziali (durante l'attuale pandemia non quanto vorrei) e provo a scoprire qualcosa di interessante ogni giorno. Non sempre ci riesco, ma spesso sì. Così, quando mi siedo per scrivere e non sto a pensarci troppo, tutti gli interessi e gli stimoli entrano in gioco e la storia nasce con lo scorrere delle idee. Adesso stacco: l’idea è quella di prendermi una tazza di caffè.
  7. Ace

    Raccontare la propria storia

    Un'autobiografia personale, e così ogni genere di testo, dovrebbe avere una visione e una finalità. Quindi la prima domanda alla quale dovresti dare risposta è: perché? E subito dopo: la mia storia avrà collocazione? Mercato? Lettori? A chi è rivolta? Oppure: la scrivo per ristabilire una connessione con parti di me che altrimenti rischierebbero di perdersi? La scrivo perché rielaborerò alcuni eventi passati che non sono stati metabolizzati, tra essi si annidano scorie e tracce nocive, sottotrame personali irrisolte che fanno ancora male? In quel caso sì, scrivere e riscoprire la propria storia potrebbe aiutarti a ritrovare equilibrio e serenità e puoi farlo slegata da finalità tese alla pubblicazione. Altrimenti; la tua è una vita straordinaria? Ha senso, scrivila. Ancora: la tua non è una vita straordinaria, ma è il come hai in mente di scriverla che la renderà tale? Ha senso, scrivila. Ancora: hai un background che merita di essere raccontato? Esempio: eri sulla Costa Concordia quando è affondata? Ha senso, scrivi la tua storia e tieni l'incidente come pezzo forte. Ti trovavi a bere un caffè al quarantunesimo piano di una delle torri del World Trade Center quando l'aereo ha colpito l'edificio e ti sei salvata? Vale la pena raccontarlo. C'è un'ulteriore possibilità: nella tua vita c'è una verità scomoda, scabrosa, che può far parlare di sè? Potresti avere una possibilità; prendo come esempio Febbre, il romanzo di Jonathan Bazzi. Una biografia comune, niente di che, ma l'operazione che fa Bazzi è quella di sbattere in faccia al lettore come una persona normale scopre di essere sieropositiva. Un'operazione spregiudicata, che però richiede consapevolezza, stomaco e grande forza.
  8. Testimonianza preziosa e di monito, in un ambiente nel quale troppo spesso anche negli autori vi è ritrosia nello svelare la propria sfera di rapporti con le CE. Ciò è comprensibile, tuttavia, a maggior ragione, stima per chi condivide le proprie esperienze mettendoci la faccia. Chiusa perfetta della narrazione, è un viaggio dell'eroe quello che ci hai raccontato. Il personaggio Grandis ha affrontato varie prove e ne è uscito maturato, gli eventi lo hanno reso più forte e in lui è avvenuta una mutazione. Sei pronto per il sequel, che giocherai senz'altro più a modo tuo, ormai lontano dal canto delle sirene. Un sincero in bocca al lupo.
  9. Ace

    IoScrittore

    Straquoto. Tarlo che negli ultimi tempi si è impadronito totalmente di me, pure io faccio una fatica che non ti dico.
  10. Quoto. Riscontro spesso una mediocrità diffusa, l'incapacità di mettere nel mirino le proprie carenze, peggio: la volontà di non farlo mista alla pretesa di essere a posto, già a fuoco nella propria proposta artistica. Ti dicono: Oh, la mia scrittura va bene così. Sono gli editori che non capiscono, inoltre il mondo è un posto brutto e triste e poi le raccomandazioni, gli amici degli amici, il venerdì 17... Nel cestino, devi stare. Il cestino è il tuo habitat, lì presso gli editori, belli e buoni, brutti e cattivi, piccoli e grandi, pagatori e non, hai domicilio e residenza. Però c'è un però; in genere quella è una fase, dopodiché quel genere di autore o individua le sue carenze e lavora per migliorare, oppure si chiude a riccio e muore del suo stesso veleno.
  11. Ace

    Noia

    Quoto le parole di Alex. Quello che un autore deve fare è sviluppare una sorta di shit-detector che vada a caccia dello sbadiglio. Lo shit detector deve poi ambire a diventare multifunzione: una volta lo setti sullo sbadiglio, il passaggio successivo sulle infodump, quello dopo su... Su quello che ti pare, ci siamo capiti. Lo sbadiglio si insinua tra le righe di chi lo teme e al tempo stesso di chi si autocompiace, figure antitetiche al quale il diavolo sussurra allo stesso modo. Chi scrive deve emanciparsi da quella bolla illusioria di auto compiacimento che ti si apposta sulla spalla quando rileggi un capitolo/periodo che ti pare ben riuscito. Esci dalle tue miserabili carni, autore: diventa il tuo più acerrimo critico, non concederti sconti, nessuna pacca sulla spalla. Leggiti sempre come se le pagine che hai scritto fossero quelle dell'autore che più detesti.
  12. Ace

    Chi vi piace del WD?

    Visto che siamo in tema di teste a motore senti questa: quando Kilmister era ancora vivo io stavo a Los Angeles, West Hollywood. Mia moglie e io vevevamo in una bicocca dietro l'Hollywood Boulevard, mentre Lemmy viveva in una strada alle spalle del Sunset, un trecento metri dal Rainbow, che era il locale preferito di Ian. Lui spesso stava lì e passava ore alle macchinette ciucciasoldi. Non sai quante volte m'infilavo al Rainbow per vedere se lo beccavo. Una volta la tizia al bancone, che ormai aveva imparato a conoscermi, mi disse: vedi la cicca nel posacenere che ancora fuma? Se n'è appena andato. Sono schizzato fuori dal locale e mi sono guardato intorno da tutte le parti: eccolo lì, Lem, che saliva su un'auto insieme a un tizio. Lem era in full regalia: cappellaccio stile secessione, di nero vestito con i jeans scuri a sigaretta ficcati negli stivali Lucchese bianchi. Ma l'auto è partita e non sono riuscito ad avvicinarlo come invece ero riuscito a fare fuori dal teatro Variety a Firenze parecchi anni prima. Questo ti fa capire come la scelta del mio nick non sia casuale; è un tributo a Lemmy e a Ace Frehley. Torno on topic: chi mi piace del forum? Ce ne sono alcuni, ma mica tantissimi. In genere sui forum ci si annusa, come i vecchi cani, ci si riconosce tra simili. Però fare i nomi equivarrebbe a una leccata di culo infinita e quindi preferisco astenermi. Rock on, my pal.
  13. Ace

    IoScrittore

    Bisognerebbe leggere il pezzo incriminato per dare un parere obiettivo, ma quando dici: Ecco, qui sono con te al 100%. Se non lo avessi letto, ti consiglio l'ultimo saggio di Bret Easton Ellis, Bianco. Il saggio verte sul come, in virtù di un politicamente corretto esasperato, stiamo perdendo la strada per tornare a casa, come si dice dalle mie parti. Non te la prendere, farsi strada nell'editoria porta a delusioni di ogni genere, devi farci il callo se vuoi andare avanti.
  14. I motivi per finire nel cestino di un editore sono ben più di dodici, ma il manoscrittaro d'assalto è bene che li scopra sulla sua pelle e così la smetta di importunare. Comunque no, non lo comprerei. Ho già letto l'ottimo I 21 modi di non pubblicare un libro di Fabio Mauri. Comprerei più volentieri un libro che s'intitola: Come trovare un editore indecente in sole tre mosse! Capitolo 1. L'editore che non offre contratti capestro. Capitolo 2. L'editore che paga le royalty. Capitolo 3. L'editore che ti chiama perché ha detto che ti chiama e quindi ti chiama. Capitolo 4. L'editore così generoso da offrirti il 50% sui diritti secondari. Capitolo 5. L'editore che si dice pronto a pubblicarti e te lo comunica su Facebook con messaggio privato Capitolo 6. L'editore che mette su il broncetto perché lo hai snobbato dicendogli che no, non se ne parla di andarlo a trovare a Milano Così vedi come lavoriamo. Capitolo 7. L'editore strangolatore. Capitolo 8. [...] Continuate voi.
  15. Ace

    Descrizioni fisiche dei personaggi

    Argomento caldo. Per il mio personalissimo gusto estetico, molti autori esagerano con le descrizioni. Vale anche per i più scafati. Emerge la loro fatica, una generale mancanza di equilibrio che determina spesso risultati confusi e contradditori nel mondo costruito a beneficio del lettore. Ma forse io non sono lo scrivente, l'autore o il lettore migliore per dare un parere che sia a sua volta equilibrato. Amo i libri dove i tratti di un personaggio sono appena delineati, ancora di più quelli che sorvolano sulla faccenda che troppo spesso viene rappresentata in maniera davvero leziosa, scolastica. Lasciatelo sognare, al povero lettore. Dategli spazio, responsabilizzatelo e mettetelo al lavoro. Che faccia la sua parte, che se li immagini un po' lui, i benedetti personaggi, è quello che vuole. Chi cerca la pappa scodellata si guarda un film, non legge un romanzo. Leggere è forma attiva e compartecipativa speculare allo scrivere, una sorta di patto tra autore e lettore, una società dove i ruoli dovrebbero essere ben suddivisi. L'autore ci mette creatività e architettura e il lettore completa con la sua fantasia, il lettore colma i buchi che un autore dovrebbe saper bene disseminare per ingraziarsi chi legge. È così che un autore si conquista il lettore, è così che quella società regge. Per quanto riguarda la mia sfera di lettore: che gli autori si spertichino quanto vogliono nel rappresentare un personaggio, io darò a lui le sembianze che desidero, a discapito delle loro descrizioni. Spesso affibbio loro volti di attori noti e in maniera assoluta e arbitraria: l'autore me lo ha rappresentato alto, di bell'aspetto e con capelli corvini e occhi verdi? Ecco che io magari invece lo vedo con i tratti di John Malkovich. Mica lo faccio per dispetto, eh, sia chiaro. Mi viene naturale così. Per l'autore, perlomeno nel mio caso, tanta fatica sprecata.
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