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Ace

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  1. È ovvio, ma perché ti ostini a ripetere questa banalità? Quando mai avrei sostenuto il contrario? Qual è il perché quest'insistenza, Spock? Boh.
  2. Purtroppo non mi sfugge proprio niente, caro Franco. Basterebbe tu avessi seguito, pure per sbaglio, qualcuno dei tanti miei interventi su questo forum. Pare sfuggire, invece, che quando un autore: 1. Paga di tasca l'editing 2. Paga di tasca CDB 3. Paga di tasca la cover 4. Paga di tasca ads, promozioni ed equilibrismi Ecco, nei fatti, pare sfuggire che quello è un autore che paga per pubblicare. Piaccia o meno, così stanno le cose. Certo che sì: potresti fare il mozzo. Andrea il capitano. Io in cambusa, a sbucciare patate.
  3. Fai un posticino in quella barchetta, Andre. Arrivo.
  4. Intendi i self? Non credo proprio. Ma anche sì, è evidente: dove sono nato io si dice senza lilleri non si lallera. Non basta. Poi andrebbe visto se i soldi investiti nel marketing rientrano. Più facile di no che di sì, e questo vale per la stragrande maggioranza di chi investe nel self. Mi auguro che tu abbia ragione e io torto, al momento non mi sembra che le cose stiano così. Niko: va bene che il WD chiude, ma se non si discute dei temi allora che ci stiamo a fare qui? In ogni caso, anche quando faccio l'avvocato del diavolo, non significa che io sia schierato da una parte o dall'altra. Questa è la parte che più detesto. Farsi conoscere, come una pop star. Mi sa che mi sto trasformando in uno di quei dinosauri che diceva Niko. Se butta bene spero di diventare un brachiosauro erbivoro, dato che abito in colllina, lol.
  5. Titolo della discussione: I punti oscuri dell'editoria, quali quelli più in ombra? Fin qui si erano elencati perlopiù i punti oscuri dell'editoria tradizionale, allora perché in questo Crepuscolo degli Dei che vive il WD non provare a ravvivare la discussione tirando fuori qualche scheletro anche dall'armadio Self-Indie ? Partiamo da qui: anche in Italia ci sono autori Indie che fanno buoni numeri, ma com'è che li fanno davvero? Investendo, e parecchi soldini. Non solo su editing e cover, ma pure su ads, tool, recensioni false e amici degli amici che comprano per conto dell'autore drogando i dati di vendita. Lo so io e lo sapete anche voi, e se non lo sapete presto o tardi lo scoprirete. Quello che metto sul tavolo merita approfondimenti, perché se le cose stanno così, e stanno così, ecco che, gira e rigira, ci ritroviamo a parlare, ancora una volta, seppure in maniera diversa, di pagare per pubblicare. Oppure no? C'è dell'altro: svariate pagine fa, in questo stesso thread, ho posto un paio di domande: come fa un buon romanzo self a essere notato nel Rio Grande di fetecchie self che escono a centinaia ogni singolo giorno? E ancora: come si pensa di assassinare il pregiudizio che il lettore ha per il self? Domande che è lecito porsi, specie in un Paese dove si è maestri nel fingere che le cose cambino affinché niente cambi davvero.
  6. Alla luce dell’imminente chiusura del WD, l’opportunità di vederlo sopravvivere, seppure in modalità archivio, è già una piccola grande vittoria. In ogni caso, basta parlare del passato. Bravi i Costruttori di Mondi che senza piangersi addosso hanno varato una nuova piattaforma in tempi record. Per i più distratti, il nuovo forum “Costruttori di Mondi” lo trovate qui: https://cdm.mygor.xyz/forum/index.php

     

    1. Emy

      Emy

      E per la gioia di tutti noi — se mi permetti @Ace — abbiamo ora un url facile da ricordare: https://www.costruttoridimondi.org/forum/  :) 

    2. Ace

      Ace

      Emy, ora è perfetto. (y)

  7. Ace

    Chiusura del Forum

    Continuo a rileggere il laconico comunicato di @Marco_LP [che taggo, hai visto mai] e a cercare un senso tra le pieghe di parole fugaci dai toni perentori quanto rinunciatari: eravamo 11.000 e adesso siamo 34.800 Uno direbbe: tutto bene. Invece: Abbiamo discusso a lungo su quale potesse essere il futuro di Writers’ Dream e in che modo renderlo economicamente autonomo, ma non siamo stati in grado di darci una risposta. Viene da chiedersi come mai la dirigenza, attraversando acque tanto agitate , non sia riuscita a esprimere neppure uno straccio d’idea per rendere fruttifero il WD prima dell’ondata fatale. Ma niente: Dal 01.02.2021 Writer’s Dream cesserà le sue attività e verrà disattivato. Il dominio e il brand resterà comunque di proprietà esclusiva dell'azienda. Quindi che muoia Sansone con tutti i filistei. Si scrive che ci si rende conto delle ripercussioni per gli staffer e gli utenti, ma non è che una frase vuota e priva di ogni sentire. Una frase fatta, di quelle che ogni bravo autore tende a estirpare dai suoi scritti. Non credo che i proprietari si rendano conto di ciò che significa per gli utenti la chiusura del forum. La vita di una comunità di persone chiamate a esprimere cultura non può soggiacere per intero a logiche legate a tornaconti personali, a voci di bilancio fredde e impersonali. Bisognerebbe fermarsi un attimo e considerare il valore incalcolabile insito nei contenuti di questo forum. Su questo bisognerebbe riflettere. Il grande valore di questo forum, oltre che nella comunità che certo può rinascere altrove, è soprattutto lì, nei contenuti, nelle discussioni, nel know-how costruito e sedimentatosi nel corso degli anni. È quello che non va perso.
  8. MIGRATE IN MASSA NEL NUOVO FORUM GRATUITO che trovate qui: https://cdm.mygor.xyz/forum

    Iscrivetetvi e la community del WD non andrà persa.

    Il sito è in fase di implementazione ma pronto per ripartire a breve. Migrate e diffondete la notizia tra i vostri contatti personali. 

     

  9. Una comunicazione dai toni inappellabili e senza diritto di replica, tanto che la discussione è chiusa. Impossibile accettare l'idea che vadano persi contenuti frutto di anni e anni di sforzi, di passione, di relazione. Contenuti dal valore incalcolabile.

    1. Ippolita2018

      Ippolita2018

      @Ace, siamo su Telegram. E in Agorà è aperta una discussione. Scrivi lì, se vuoi.

    2. Silverwillow

      Silverwillow

      Hai ragione, sarebbe stato meglio un preavviso più lungo, o almeno un qualche accenno sulle difficoltà del forum, dove se ne potesse discutere. Così è una doccia gelata. Io sto qui da tre anni, ma ho impiegato tempo a integrarmi sul serio, e ora svanisce tutto e basta.

      E' un po' come ricevere un preavviso di sfratto inatteso, dopo aver arredato la casa con tutti i comfort:s

      Comunque, come ti ha detto Ippolita, siamo già su telegram (Sognatori superstiti:lol:) se vuoi unirti, ma penso che si discuterà di migrare in un altro forum. Il WD alla fine è solo un programma informatico, sono le persone che contano, e quelle non svaniscono

  10. Ace

    Quando l'editing è frettoloso e scorretto

    Chiedo scusa per l'ultima parte del mio precedente commento, quella in corsivo. Non so come sia accaduto. @Silverwillow: sì, serve disponibilità da entrambe le parti. La mia opinione è che per un'autrice/autore sia opportuno fin dall'inizio mettere alla prova chi ci sta davanti per capire in che modo reagisce. E quando reagisce irrigidendosi, se risponde con il silenzio di chi intende imporre il proprio punto di vista, lì è bene lasciare il manoscritto nel cassetto e salutare con educazione. Ti auguro di risolvere, facci sapere come andrà a finire. Un abbraccio.
  11. Ace

    Quando l'editing è frettoloso e scorretto

    Ecco, alla fine, al di là dei cavilli, la questione sta tutta qui: nel come ti poni. Mi spiego; il rapporto tra te e l'editore non è un rapporto alla pari, non è un rapporto libero, franco, dove ci si dice in faccia ciò che si pensa. È più un braccio di ferro dove il rapporto di forza è nato disequilibrato, è un rapporto dove l'editore pretende di fare di te ciò che vuole e tu non puoi vivere così, con la paura di dire a quel signore ciò che pensi. È insopportabile tutta 'sta faccenda. Ti fa schifo come hanno messo mano al testo? Ma diglielo, in qualche modo devi pur dirglielo, trova il modo, le parole. Sii diretta oppure diplomatica, vedi tu, digli che 'sta roba ti fa star male, che non puoi sopportare come ha curato [leggi deturpato] il tuo testo, che così il libro, il tuo libro, non può uscire. Trova in te le risorse per uscire da questa situazione e la prossima volta prima di firmare metti tutti i puntini sulle I , che ti serva da esperienza. Ma chi nel 2020 vorrebbe mai pubblicare per un editore padre padrone? È intollerabile, per pubblicare così i manoscritti andrebbero piuttosto tenuti nel cassetto, mai porsi come un nano davanti a giganti che giganti non sono. Sulla tua disponibilità, poi, a pagare di tasca gli editing futuri, in virtù di ciò che hai firmato, a me pare follia.
  12. Ace

    Il " Libro nel cassetto ".

    Sono certo che la pienezza di cui è fatta la tua soddisfazione sopravanzi l'effimero di chi non riesce a vedere più in là del proprio nome in copertina.
  13. Ace

    Il " Libro nel cassetto ".

    Diffiderei di un editore che nella home si dica alla ricerca di libri nel cassetto. Sono CE che per clienti non hanno i lettori, bensì i wannabe autori [tu chiamali, se vuoi, polli] Condivido. È un tema importante, del quale non si parla mai abbastanza. La fretta di pubblicare troppo spesso produce obbrobri che in futuro saranno d'imbarazzo per l'autore stesso. Grava sulla filiera dello scouting e intasa le caselle mail delle CE assediate dai manoscrittari d'assalto, esercito degli eserciti. La smania di vedere il proprio nome su di un libro per appagare un ego che invece andrebbe tenuto ben stretto al guinzaglio, a mio avviso è pulsione da non assecondare. Altra cosa da rimarcare è il fatto che spesso, chi esordisce in maniera consapevole e dignitosa, ha nel cassetto quando due/tre/quattro romanzi. Ha pubblicato nelle riviste, ha scritto caterve di racconti, nella comunità letteraria è un nome già noto. Insomma, prima di ambire allo strike in prima battuta, ho l'impressione che sarebbe meglio perfezionare e aggiustare il tiro. La cosa meravigliosa della scrittura è proprio questa, che non ci sono limiti: con studio e dedizione il tuo talento non può che crescere, affinarsi. Serve pazienza, ma può raggiungere vertici che oggi il manoscrittaro d'assalto neppure immagina. A tutti loro vorrei dire che prima di pubblicare sarebbe meglio fare molta palestra letteraria e avere nel cassetto il maggior numero di romanzi possibili.
  14. Ace

    Manuali di scrittura

    Il top del top: Dialoghi di Robert McKee.
  15. Ma certo: a patto che si riconosca il valore della gabbia e della narrativa di genere, che non di rado tocca vertici espressivi e profondità che sopravanzano di spanne le pretese di corte.
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