Vai al contenuto

Max91

Scrittore
  • Numero contenuti

    88
  • Iscritto

  • Ultima visita

Tutti i contenuti di Max91

  1. Qualche tempo fa ho approfondito una parola che mi ha sempre affascinato: "meme". Io pensavo fosse solo un'immaginina buffa con le scritte bianche o un fumetto. Poi mi sono informato un po' e mi sono accorto che c'è molto di più dietro questa parola e cito da wikipedia perché non sono di certo un esperto in materia e trovo la loro una definizione convincente: Il meme (AFI: /ˈmɛme/; plurale memi o meme; dall'inglese meme, dal greco μίμημα, mímēma, "imitazione", sul modello di gene) è una minima unità culturale come, ad esempio, una moda, uno stereotipo, un'immagine, che si propaga tra le persone attraverso la copia o l'imitazione mediante disseminazione e condivisione." C'è pure un libro che vorrei tanto leggere "La macchina dei memi" di Susan Blackmore, che già ne parlava nel 1999. Bazzicando io anche fuori dalle community italiane, mi accorgevo sempre di più come il "meme" - inteso come imitazione acritica di un atteggiamento, di un concetto - è un modo di fare molto più preoccupante di quanto si pensi e la nostra mollezza in fatto di pensiero critico degli ultimi tempi, non ha fatto altro che allargare questo concetto di imitazione ed espanderlo ad un sacco di gente su internet che magari non scrive con le "k" o non dimostra apertamente un pensiero da sciocchi... ma sfoltendo le sue parole i concetti non cambiano, l'ottusità di certi concetti rimane la stessa. I troll di internet campano su questo in buona parte. Poi ho pensato a quando parlavo con certa gente. Potevo fare il discorso più articolato del mondo, portare tutti i dati di cui ero in possesso, che fossero dati istat o meno. Notavo che la difesa di posizioni opposte alla mia per quanto potessero sembrarmi sciocche e puerili erano sempre condite dalle stesse parole. Non c'erano davvero cose che ricordo, oltre le solite parole che sentiamo ogni giorno e, una su tutti, detta con particolare enfasi: "buonista". Non c'era davvero un ragionamento, una costruzione dietro. Erano parole dette come se dovessero evocare un qualche incantesimo e basta così. ... e forse su internet è così che funzionano, che fanno scattare la molla di tutto ciò che significano oggi e cancellano tutto ciò che tu puoi aver detto di complesso, anche con i fatti dalla tua parte. Perché loro hanno il meme, tu no! Non penso sia la risposta banale in sé, né lo slogan. Ma come viene data la risposta e le parole della risposta che contano, perché se riusciremmo a svuotare del significato odierno quelle parole, potremmo ricominciare a riempire nuovamente di significato le parole che realmente contano. Perché diventano come prigioni del pensiero critico. Che se il pensiero libero è un diritto, il pensiero critico è un dovere. Oggi ci dimentichiamo spesso che diritto e dovere sono inscindibili l'uno dall'altro. Mi scuso se sono sembrato un po' presuntuoso nell'esporre questa mia idea ed anche se ho banalizzato e semplificato concetti estremamente complessi, ma era una cosa che dovevo buttare fuori dal petto!
  2. Max91

    42

    Bellissima poesia :3 Ho potuto apprezzare il riferimento a Guida Galattica per Autostoppisti avendo visto il film - il libro dovrei rimediare! Hanno detto già tutto gli altri, aggiungo giusto che conoscere la natura di quel 42 e collegarlo alla poesia. Mi piace un sacco come dalle più umili immagini a quelle più sontuose come la morte o magari crude come nell'incipit convergano sempre nello stesso punto - la domanda, credo - con naturalezza. È anche piacevole a leggersi ad alta voce, ha un bel ritmo. Freccia Verde per te :3 - ed anche un Occhio di Falco.
  3. Max91

    Buon pomeriggio!

    Salve! Sono Max, 27 anni, neolaureato ed un'altra cosa che rima con -ato ma che mi vergogno a dire! Come si nota -prrr - mi piace molto scrivere poesie, come mi piace scrivere in generale, anche prosa. Sono un amante della letteratura, anche di genere - specie il fantasy, delle serie tv, dei videogiochi, un po' meno del cinema ma è una lacuna che sto colmando ed in genere mi piaccia tutto quello che abbia un afflato creativo dietro. Anche la cucina. Non scherzo, io sono una mezza capra a cucinare ma starei ore a guardare la gente che cucin... sto divagando. Sì, è anche il mio sogno diventare scrittore e spero di esaudirlo, nel mentre spero di diventare un membro valido di questa community, anche perché ho letto il regolamento e le FAQ prima di presentarmi c: A presto!
  4. Max91

    Jukebox

  5. Max91

    Il rovescio di niente

    Davanti certi importanti desideri - che sono anche i tuoi - è sempre un casino trovare qualcosa da dire che non sia banale... maaa secondo me "Piccolo vuoto" è sulla strada giusta, assieme a "...un’arsura di tempesta / e farsi tutta fibra / rosso sangue tra le costole" . o7
  6. Max91

    Quattro frecce 2018

    Mi piace molto l'ultima parte da "... ed io ormai sono uno (un?) sopravvissuto", mi dà un senso di disfatta ed incertezza che mi coinvolge, mi fa sentire parte di quella fragilità ed è una cosa molto bella. Il resto del componimento mi ha messo un po' in confusione, forse per le numerose immagini che propone, che mi sembrano un po' slegate fra loro. Spero di non essere irrispettoso, perché è pur sempre un tuo lavoro ed una tua espressione, ma forse, se mancasse il corpo centrale ed incipit e parte citata si legassero, la poesia mi sarebbe piaciuta molto di più. La parte a cui mi riferisco mi sembra venata di un'ironia che non riesco a cogliere pienamente, forse per i riferimenti troppo concreti. Ovviamente questa è la mia personalissima opinione, che non è assolutamente la verità assoluta!
  7. Max91

    Il rovescio di niente

    Mi piace molto il fatto che ci sia solo una virgola in tutto il componimento e la quasi assenza della punteggiatura. In questo tipo di poesie magari sfugge nel leggerlo, ma dona davvero da un bel senso di sospensione e la virgola diventa quasi un evento, sarebbe quasi possibile leggera "di sospiro in sospiro" questa poesia. L'unica cosa che non mi è piaciuta - ma questo è gusto personale, non certo un errore - è il riferimento diretto del "tue" e "sai". Non so è come se interrompessero quella sospensione, al contrario di "inghiottirci" che ci sta benissimo. Il corpo centrale della poesia, con le immagini che evoca, mi ha colpito! Bel pezzo!
  8. Max91

    Il topic delle richieste di aiuto

    Allora, usufruisco di questo topic! Da tempo mi frulla in testa l'idea di scrivere un Fantasy ambientato durante il collasso dell'Età del Bronzo e che tratti in maniera fantastica dei misteriosi popoli venuti dal mare. Sul periodo e sulla civiltà egiziana ho trovato qualcosa, ma volevo sapere se qualcuno avesse consigli su particolari saggi o articoli sulle civiltà micenea ed ittita; i tre protagonisti dovrebbero essere un'egiziana, un miceneo ed un ittita che cercano di fronteggiare la crisi e la decadenza, perciò volevo documentarmi anche per scrivere degli altri due. Grazie in anticipo a chi leggerà a la domanda!
  9. Io stalkero l'editore, poi mi apposto in un vicoletto ai suoi lati quando sta tornando a casa la sera e mi avvicino "Psst... hey compare..." al ché, attirata l'attenzione, apro lo spolverino che mi copriva, dove sono appesi una cinquantina di miei manoscritti. "... lo vuoi un po' di esordiente?" 10/10 pubblicazione. ... cavolate mie a parte, sono d'accordo con la linea né l'una, né l'altra. Almeno all'inizio però, direi di andarci piano con l'umiltà, pur senza tralasciarla, ché non deve mancare mai. Nel senso: forse all'inizio bisogna mostrarsi più sicuri ed appassionati, ma senza sparate arroganti che si può permettere solo chi è già famoso - e che non dovrebbero permettersi neanche loro, ma va be'. Non credo che essere umili significhi sminuirsi, essere disponibili ed aperti non è sinonimo di dire "si ho scritto 'sta cosetta, fa schifo, ma la nonna m'ha detto di mandarla", così come non credo che dire "penso di aver scritto un romanzo/quel che è, in grado di coinvolgere per questo e quello" sia presunzione. Ma l'umiltà magari si vede meglio dopo, nelle critiche - quelle costruttive - che vengono date, nella disponibilità a venirsi incontro e così via. Magari lasciando una buona impressione per un'altra futura collaborazione.
  10. Max91

    La vendita facile giustifica il rifiuto dell'esordiente?

    Anche io alle volte mi facevo bollire il sangue a vedere che certi pubblicavano e mi avrei bollito volentieri nelle vene i loro libri, però pensandoci, non mi tocca più tanto. Alla fine se hai il sogno di diventare scrittore, non dovresti fermarti al libro, quella è la prima che cosa che ti sbatte sul naso, altrimenti pagando, chi ti pubblica lo trovi - non sto giudicando, ma lo considero un dato di fatto. Ma poi? Avrei capito l'astio se venisse presentata come una biografia al pari de Le mie prigioni di Pellico, come un capolavoro, ma così non è e tanto meno così lo venderebbero le case editrici. Quello è un usa e getta, che finirà buttato, regalato, magari farà fare qualche risata, ma io, personalmente, non vorrei mai che il mio libro avesse il fato di quello di Saluta Antonio, perché quello è solo incidentalmente un libro, ma è parte di un personaggio molto più grande e nessuno lo fa passare per grande intellettuale, men che meno le CE che lo pubblicano. Pubblicano semplicemente il libro del ragazzino famoso e non ci vedo nulla di male, visto che, onestamente, non è una cosa che mi interessa, né mi tocca, ma è almeno una cosa che fa girare soldi in quell'ambito che già boccheggia abbastanza di questi tempi e sia mai che quei soldi possano essere reinvestiti su un esordiente. Il succo del discorso è non penso che la cosa - il sogno, chiamiamolo - si fermi al libro, per quanto quello della iutùbstaaaar possa occupare investimenti della CE e spazio nelle librerie - che comunque non è quello che mi prefiggo io personalmente di occupare. Per quello ho il fanta-trash con cui prendermela. Sarà una prospettiva ingenua e sciocca, ma non riesco a sentirmi punto dal fatto che Saluta Antonio pubblica un libro, perché non penso riguardi i traguardi che mi prefiggo e la strada - in saliterrima - che ho imboccato. Avrò tempo di rodermi il fegato per altre cose più importanti :3 Se penso ad un agente letterario che mi dice "Guarda, quel che hai scritto è bellino, ma non so se si vende." Io non sono molto credibile se rispondo "Ma Saluta Antonio ha pubblicato!" e lui/lei ribatterebbe - guardandomi come se avessi quattro braccia - "Ma tu hai scritto un romanzo, che c'entra Saluta Antonio?" Certo c'è il fatto dei soldi investiti dalla casa editrice, dello spazio fisico nella libreria e tutto ciò che avete già sviscerato nella discussione, ma come ho detto, sicuramente ci sarà ingenuità nel mio ragionamento. Non fatemi male, sono nuovo. Aiuto.
  11. So che Twitter va molto tra gli scrittori oltralpe, molto meno tra gli scrittori nostrani e gli stessi scrittori oltralpe spesso e volentieri hanno un doppio progetto libro - youtube, vedi Jenna Moreci e J.P. Beaubien di Terrible Writing Advice, che hanno trovato un sacco di lettori tramite i loro canali youtube. Ultimamente - non so con quanto successo - lo ha fatto Rick du Fer, ma è andato in giro per l'Italia a promuovere il suo libro. Ovviamente parlo di youtuber che hanno qualcosa di interessante da dire e non di quelli che vanno a fare gli SCHERZI EPICI e simili. Mi viene difficile scrollare di dosso l'impressione che tu-scrittore, per farti pubblicità sui social, debba essere conosciuto e riconoscibile ancora prima che la gente anche solo sappia che tu hai scritto un libro.
×