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Max91

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Tutti i contenuti di Max91

  1. Max91

    Incipit, il mio peggior incubo

    Hai provato a farlo leggere ad un'altra persone e vedere cosa dice?
  2. Hai letto e visto di peggio probabilmente, un po' come tutti che studiano o anche sono appassionati di questo genere. Ma per lo più sono errori di verosimiglianza che storici quelli, perché puoi essere a Pavia nel 1525 o a Fortezza dell'Elfo Notturno nel 24 dalla Grande Pace, ma sempre sarà scomodo avere - per esempio - castelli senza caditoie oppure: > Armature inutili perché se sei uno scagnozzo muori anche con un'armatura italiana del XIV secolo. > Archi tesi per ore ed ore come se non costasse fatica. > Giravolte con le spade. > Ogni colpo di spada è un fendente. > Zero tattiche militari nelle battaglie. (Questo più nel fantasy, eh.) > Le mura che prendono fuoco durante un assedio... ... e così via. Io non ho problemi con il fantasy medievale, è il mio preferito, ma mi chiedo dove sia un fantasy ambientato nella Magna Grecia e non solo per campanilismo: basta leggere le vicende ed il momento storico di Timoleonte o la situazione trovata da Pirro al suo arrivo in Italia per cacciar fuori fantasy meravigliosi. Per l'editor non saprei e non metto bocca, perché banalmente non ho ancora finito il mio di fantasy, ma, altrettanto banalmente, credo dipenda dalla persona che lo fa l'editor e da chi decidi di consultare per tale. Ecco un'altra per la lista: > Quelli che neanche ci provano a fare le loro ricerche prima di scrivere.
  3. Max91

    Jukebox

  4. Se mastichi bene l'inglese, questo video riassume perfettamente quel mio punto:
  5. Max91

    Dimenticare i nomi dei personaggi

    Anche io ho la mia bella lista - sia cartacea che digitale - così non scordo nessuno. ... e metto anche una croce accanto ai personaggi che muoiono. c:
  6. Max91

    Antonia in nero

    Questo racconto mi ha lasciato un po' così. Mi piace molto l'idea della ribelle che non riesce ad essere ribelle e mi piace che sia tutto condito con situazioni di vita quotidiana ed aspirazioni - giovanili o meno - ad andare oltre questa mondanità; Antonia è senza dubbio un personaggio interessante, che potrebbe avere molte sfaccettature. La realizzazione mi lascia un po' così. La maggior parte dei miei dubbi ti sono già stati segnalati, quindi non c'è motivo di ripeterli. Molti sono errori che un'ulteriore rilettura avrebbe potuto tranquillamente eliminare. Piuttosto, trovo che alle volte un periodo un po' più lungo non stonerebbe, specie perché - a quanto ho capito - prediligi uno stile un po' più introspettivo, ma potrei sbagliarmi perché alle volte mi sembra che tu tenda al narratore onnisciente, alle volte al punto di vista di Antonia. Ho avuto l'impressione che, dopo l'incipit, andando avanti, il racconto si sia fatto sempre più stringato, quando certe parti secondo me sarebbero state molto succose se ampliate o rese più particolari, come l'incontro con le amiche alla fine. Ci sono qua e là indizi che riconducono ad una "elevazione" dello spirito di Antonia- la Wicca sembra più aiutarla ad un'intuizione superiore al "semplice" animismo -, ma non ho percepito un senso unitario nel racconto. Capisco che ci fosse il limite di parole, ma magari fai un pensierino alla sezione racconti lunghi, perché mi sembra tu abbia molto da raccontare!
  7. Max91

    Come imparare a scrivere?

    Sono d'accordissimo con te, la tecnica è importante, ma non sottovalutare una delle armi migliori dello scrittore, specie se aspiranti senza date di consegna come noi: rileggere. Che io scriva in prosa o poesia rileggo sempre, rileggo fino allo sfinimento. Non esiste scrittore senza labor limae ed è una cosa che molti aspiranti dimenticano. Certo poi non sarà perfetto, non è mai perfetto un lavoro, ma si avvicinerà sempre di più tante più volte rileggi. Se ci sono parti che non vogliono proprio uscire sulla tastiera o sul foglio, le scrivo come non vorrei, perché ci ritornerò e le riscriverò come vorrei o ci andrò vicino. Per quanto io sia d'accordo con te sulla tecnica, non ti direi di non buttare giù, finché puoi rileggere. Poi, con l'esperienza e con le pagine scritte e anche buttate, certi accorgimenti, certe tecniche verranno naturali, ma se non le sperimenti, rimarranno solo teoria.
  8. Max91

    Il pozzo

    Oh non è un problema, ho visto qualche endecasillabo con l'accento ritmico sulla quinta sillaba, ma ricordo di aver letto altrettanto che fosse più un'inerzia del poeta che altro. In genere oltre alla decima sillaba, l'accento è sulla quarta o sulla sesta, e va a chiamare l'endecasillabo "a minore" nel primo caso e "a maiore" nel secondo, perché l'endecasillabo è l'unione di due versi più corti. L'endecasillabo a minore l'ho sempre visto come più quieto e meditativo, mentre l'endecasillabo a maiore più tonante. L'inizio della Divina ha entrambi. Nel mezzo del cammin di nostra vita Mi ritrovai per una selva oscura Il primo è l'inizio della Divina, è roboante, un annuncio, nel secondo è come se si ritirasse meditando su dove si trovava... o almeno io ho sempre avuto questa sensazione. Ciò non toglie che si può sempre da sperimentare, la mia è solo una dritta!
  9. Oddio! L'avevo letto nella mia copia di Poesie di Foscolo della BUR, uno dei primi libri di poesie che ho comprato, i ricordi che mi hai portato. ... erano come Red e Toby. :3 Scusate se perpetro l'OT, ma era sentito questo.
  10. Max91

    Il pozzo

    Innanzitutto ti abbraccio fraternamente, tra rimatori ci vuole solidarietà. Mi piacciono le tue scelte stilistiche, in particolare l'uso della rima incrociata. Come ha giustamente fatto notare il collega sopra, la metrica ha qualche passo che mi lascia in dubbio: Il v. 2 sfora l'endecasillabo, mentre gli altri - a quanto ho capito, sono tutti endecasillabi - mi suonano un po' stonati, forse per la scelta dell'accento sulla quinta vocale. Ma questo è gusto mio, devo dire che mi piace come la padroneggi, anche se non condivido certe scelte! A livello contenutistico la trovo quasi simmetrica tra le prime due quartine, uno specchio della medesima immagine, ma in due declinazioni diverse: forse estate ed inverno o primavera ed autunno. Poi il tema dello specchio che riflette e distorce, per le gocce di pioggia che vengono proprio da quella natura che tace, fa pensare al tempo che cambia e ci cambia. Da pensiero non riconoscersi di stagione in stagione. Sono felice di aver letto questo componimento, davvero! A rileggerti!
  11. Ooh oh ooh oooooh! - cit. me quando scopro l'esistenza di questo topic. - Bukowski. - Chi scrive senza leggere. - Chi scrive senza rileggere. - Chi guarda più al "pubblico un libro" e dimentica se stesso come scrittore/aspirante tale. - Chi usa il termine "realismo" per giustificare vagonate di splatter, crudeltà, sessismo, stupri e così via gratuiti. - Chi dice "rompo le regole" senza conoscerle prima. - Chi guarda con sprezzo la letteratura del passato. - Chi la venera senza spirito critico. - Che ancora non ha capito che è "il grande pensatore che fa gli aforismi", non "gli aforismi che fanno il grande pensatore". - Bukowski. - Chi pensa che la metrica sia superata. - Chi pensa che le rime siano solo per le filastrocche. - Chi fa il binomio automatico "poesia" > "d'amore". (che sono difficilissime da scrivere bene, poi.) - Chi si definisce poeta e poi in libreria ha giusto "Le più belle poesie d'amore" e simili. Non dico che devi avere la Norton Critical Edition di Shelley o l'Iliade di Monti, ma almeno mettici un po' d'impegno a leggere poesia. - Chi dice di scrivere haiku, ma poi non scrive haiku, scrive solo poesie corte. Nel migliore dei casi. - La competizione tossica tra scrittori - perché esiste anche quella sana. - L'invidia tossica tra gli scrittori - perché esiste anche quella sana. - Il "è per bambini"/"ragazzi" detto con un sorrisetto da uomo/donna vissuto/a. - A dire il vero la sufficienza con cui lo scrittore/ice che si sente uomo/donna vissuto/a giudica gli altri. - La critica "è banale" ad un'idea; la realizzazione può esserlo e molte volte lo è, ma a mio parere l'idea più banale del mondo è in grado di far nascere qualcosa di bello e non dovrebbe avere le ali tarpate. - Chi dice "è fantastico" per giustificare ogni cosa incoerente del proprio scritto, visto che anche il fantastico ha le sue regole. - Chi guarda con superiorità la letteratura di genere. - Chi scrive fantasy o romanzi storici ambientati in un simil-medioevo o nel medioevo con i castelli sprovvisti di caditoie (problema serio, eh.) - Chi scrive fantasy e fa copia carbone di ciò che pensa sia Tolkien, ma alla fine fa la copia carbone dei film. (che io adoro, ci tengo a dire.) - Bukowski. ... e per ora basta. Mi sono sfogato un po'. N.B. Il - Bukowski prendetelo a ridere, però. :3
  12. Non penso sia saggia come idea il fissare degli standard e fossilizzarti su quelli, specie se vuoi scrivere. Ci sono delle cose che puoi imparare da ogni scrittore, anche da esempi negativi o che non incontrano il tuo gusto; personalmente ho imparato un sacco di cose leggendo anche Twilight. Anche da lettore ti posso dire che non è entusiasmante l'idea di avere il chiodo fisso e annoiarsi con tutto il resto, non è molto entusiasmante. Ma è una mia idea: è inutile cercare un altro scrittore in altri scrittori, è come pretende lo stesso genere da tutti perché piace a me o a te.
  13. Max91

    Show don't tell & Co

    Sono d'accordissimo. Aggiungo che trovo molto piacevole "vedere" i cambiamenti dei personaggi in gesti ed espressioni, e non toglie che si possa sempre esplicitare due righe dopo, ma a me fa sempre un bell'effetto leggere della crescita di un personaggio che tiene conto anche di queste piccole cose.
  14. Max91

    Unpopular opinion

    Io non credo sia impopolare, ma molti mi guardano come se fossi il diaulo perché mangio la pizza con forchetta e coltello.
  15. Max91

    Show don't tell & Co

    @Rewind, sono d'accordissimo: ci vuole equilibrio nell'alternanza tra le due tecniche - chiamiamole così - e l'esempio che hai citato credo ne sia una prova. Poi ovviamente dipende sempre dall'interesse del narratore. Secondo me, per il progredire della storia vada bene il tell, per focalizzarsi su un determinato momento lo show, un esempio che mi verrebbe: se vovessi scrivere, per esempio, un thriller e dovessi aprire un capitolo col protagonista che cerca senza successo una persona, aprirei dicendo che questo tipo ha cercato in lungo ed in largo senza successo, poi magari mi focalizzerei sul momento che voglio rappresentare. (Non sono certo Jo Nesbø, ma è per rendere la mia idea!). Poi è vero, i fanatici dello show, abolendo il tell, magari cadono pure nella ripetitività: se si è mostrato già la rabbia di un personaggio, si può benissimo evitare di spendere parole per ribadirlo "visivamente" e l'effetto che magari si era ottenuto la prima volta, si perde nella ridondanza.
  16. Max91

    Show don't tell & Co

    Parlo da persona che ha la passione per il fantasy e la letteratura più di genere, quindi magari le esigenze narrative cambiano, ma sono in profondo disaccordo con chi ha sostenuto che "faccia danni" o "è una moda passeggera". Purtroppo è vero, chi critica e non ha la conoscenza, né la qualifica per farlo, spesso usa concetti per sentito dire, che siano imitazioni becere che sostituiscono un'analisi (vedi la famigerata "Mary Sue"), sia che si presentino come imitazioni a pappagallo di concetti ben più ampi, vedasi lo show don't tell. Sacrosanto è che c'è bisogno del tell alle volte, perché i libri altrimenti sarebbero una minuziosa, troppo minuziosa descrizione, ma il tell non va sempre sempre bene, né bisogna andare a cercare gli esempi col microscopio. Soprattutto se la prosa è in prima persona, o ricalca un punto di vista di uno dei personaggi è molto molto diverso dire: "Tizio camminava per il viale. Era estate." Oppure prendersi il proprio paragrafetto per descrivere il viale attraverso i sensi del personaggio, i profumi, ciò che vede, sentire ciò che gli sta attorno anziché comunicarlo tipo bollettino. Senza contare che potremmo anche osare a sprecarci ad uno o due sue sensazioni sull'estate, così da renderlo più umano e magari crearci un po' di empatia che non fa mai male? Le descrizioni, le sensazioni comunicano molto di più che un semplice esplicitare una cosa. La rendono reale. Nel Parzival di Wolfram c'è bel passo dove Parzival vede tre gocce di sangue nella neve ed innescano i suoi pensieri. Molto meglio che semplicemente dire "Parzival si sentiva alienato da Dio". Nel Germinale di Zola c'è una bellissima descrizione della miniera prima dello sciopero, che assurge a simbolo per la desolazione, per le condizioni dei minatori ed i loro tentativo di rivalsa. Che è molto diverso dal dire "I minatori avevano abbandonato i loro attrezzi, perché contrari alla riduzione dei salari." Oppure Manfredi - che a me non piace troppo - ne L'Ultima Legione, che descrive le campagne romane durante il viaggio della compagnia dello spadello (eheh), anziché fare il resoconto sulla situazione dei territori dell'Impero Romano dopo la caduta di Roma. Anche se l'hanno chiamato giusto oggi show don't tell ed è sulla bocca di tutti, alle volte anche a sproposito, non significa che non racchiuda molto di più e molta più storia al suo interno e non sia solo un modo di chiamare qualcosa che ha accompagnato per - oserei dire - secoli gli scrittori.
  17. Max91

    [Gioco] Catena musicale

    Iron Maiden - The Thin Line Between Love and Hate
  18. Max91

    Scrivere di anni passati.

    Io se alle volte sono bloccato con una descrizione di un luogo appartenente ad un preciso momento storico, una cosa che faccio è spulciare i pittori di quel periodo, se non è troppo antico. Alle volte i dipinti di scene di vita quotidiana ci dicono molto su quel periodo, anche per una descrizione, per una sciocchezza come "Come mangiavano al tempo?" o "Com'erano gli interni delle case?". A me ha aiutato parecchio, magari è di aiuto anche a te!
  19. Max91

    Unpopular opinion

    1) Mi è piaciuto Gli Ultimi Jedi. 2) Non mi piace Bukowski, manco un po' e mi sta pure 'ntipatico. 3) Adoravo andare dal dentista, mi ha fatto conoscere i Pearl Jam e gli Alice in Chains! 4) Quando al bar chiedo "A che gusto avete i cornetti?" e mi dicono "cacao/cioccolata" ed io lo ordino, mi siedo, lo addento e sento la nutella vorrei gridare "Tradimento! Vituperio! Calunnia!" 5) I videogiochi possono essere artistici (non Call of Duty e FIFA.) Al momento questi.
  20. Max91

    Il Canto del drammaturgo

    A me non è piaciuta tanto, effettivamente. A livello stilistico è un po' ingarbugliata, tra rime sì e rime no (vivevo - ero) (farsa - faccia), versi alle volte troppo lunghi (vv. 1 - 12 - 16) o troppo corti (vv. 1 - 4 ), con un'accentazione un po' claudicante. Il tono che usi è crudo e ci sta davvero bene, ma forse alle volte calchi un po' troppo la mano su certi concetti come in " Povero me! Ignaro del tutto vivevo, / la stessa figura che sprezzavo io ero.". Ma ci sono parti che mi sono piaciute e non poco, come: "Con questa penna v’illustro; l’antro dei cuori svelo, come il plenilunio del mostro che infrange il proprio velo." Oppure quando hai detto che Dio è il "primo angelo", è un concetto che mi incuriosisce. Secondo me non è un obbrobrio, ha solo bisogno di un po' di lavoro sopra! Ovviamente: opinioni mie, che non sono la verità assoluta e spero di non aver esagerato!
  21. Fai bene @Gabriela Sportelli, Wattpad non è il luogo migliore dove crescere. Appassionarsi sì, è un buon posto per scoprire una passione, ma la crescita lì non è proprio contemplata perché: a) è un giro di favori e ricambi, quindi un commento è difficile sia sinceramente positivo o sinceramente negativo. b) la gente stessa che scrive lì non cresce. Io ancora sono abbastanza scioccato dall'aver letto varie fan fiction dove i membri dei One Direction fanno bullismo e picchiano selvaggiamente la protagonista della fan fiction - che guarda caso si chiama come l'autrice - e poi lei si innamora di uno di loro che era solo un povero incompreso. O ancora i One Direction sono una baby gang che uccide a sangue freddo padre e madre della protagonista - ancora omonima dell'autrice - a la Batman e poi la tengono in ostaggio, facendole cose ben poco sante e lei, conoscendoli meglio, si innamora di uno di loro perché sono poveri incompresi. Non dico che tutti scrivano così in quel sito, ma... sì insomma... è un bel posto.
  22. Max91

    Urla dal Parnaso

    Muse che si dissanguano? Pianti strazianti? Immagini feroci e cruente? Questo è un invito a cena? c: Adoro la crudezza nelle poesie e le immagini forti che evoca di sdegno e volontà di rivalsa le sento molto vicine. Anche io ho il desiderio di salvare le muse e questi componimenti vanno sulla giusta strada secondo me! Giusto, a livello formale, qualche verso zoppica un po' leggendolo a voce alta ed attento al refuso (v. 7 "le vesti sacra"), ma il giudizio è senz'altro positivo! Queste immagini cruente e potenti sono d'ispirazione!
  23. Max91

    Polvere ed ombra

    Mi piace questo componimento, ha un bell'uso degli enjambement, specie nei primi due versi, dà proprio l'idea di discesa, ma non è come precipitare, è più lento... forse ad "ombra" avrei messo una virgola, ma è più gusto mio che difetto! Mi sfugge il significato ultimo, ma penso vada bene così; un'altra cosa che mi è piaciuta del componimento è l'alternanza tra la caducità della polvere, di un profumo e l'idea di incidere sulla pietra, è un paragone delicato grazie alle tue scelte stilistiche; questi versi sono davvero pulviscoli di polvere che cadono in un mare di notte!
  24. Max91

    Preistorico

    Di certo è un componimento piacevole e particolare, ci ho visto anche una sorta di invito a non dimenticare il passato qualunque esso sia, anche il più remoto, perché anch'esso echeggia oggi. Mi sono piaciuti in particolare la prima stanza e l'ultima, con una chiusa molto suggestiva. Non mi ha convinto la seconda stanza però, sarà perché vedo i primi due versi un po' troppo cantilenanti, tra la rima interna e la rima baciata così vicine, e la presenza della parola "Lungometraggio" che mi ha stonato un po' nell'immergermi nelle immagini che hai evocato. Mi viene da chiedere se il punto, puntuale - ehehehe eeeh - al terzo verso di ogni stanza sia una scelta voluta... Ma come sempre, gusti, rimane una bella poesia!
  25. Effettivamente @Alexmusic ci ho pensato molto anche io e mi sono reso conto - fallendo miseramente nell'ottenere un risultato da me stesso, yay! - che ci sono due cose di cui secondo me c'è bisogno, fra le tante: - Un qualcosa che vale sempre ma che diventa "virale" con nuovi termini. Purtroppo il cinismo ha fatto più dell'ignoranza, secondo me e questa è figlia del primo e colpa di chi ha pensato meglio di segregarsi nel proprio "sapere", piuttosto che cercare di venire a patti con altri che magari non condividevano passioni e così via. - Fiducia negli altri, che, purtroppo, devo dire di aver colpevolmente perso. Perché se davvero, come sembra, abbiamo fatto "cancella" di tutto quello che abbiamo passato solo perché è cambiato il secolo e certe cose le sentiamo sempre più lontane, allora comincio a temere che il problema, giusto un pochetto, è insito in noi come uomini... ma è una prospettiva assai pessimista, che sono sicuro che verrà smentita presto! ... spero.
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