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Max91

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  1. Max91

    Tra vene accartocciate.

    A livello contenutistico, di sensazioni giunte ho amato questa poesia, si vede qualche influenza simbolista qua e là, dei maledetti; ti deve piacere almeno un po' Rimbaud. Ho letto con piacere le immagini forti, evocative. "I tremolii sacrali del collo scosceso" sono un 'tanta roba', per dirla in maniera un po' ignorante. Le sensazioni sono serpentine, conturbanti che ti trascinano nel loro vortice, le immagini, le metafore che hai usato per rendere la confusione di un'esistenza che si dimena nella sua cerca sono quasi sensuali. Gli ultimi due versi sono un po' espliciti nella chiusa - ha appena appena rotto l'incantesimo il chiamare proprio l'amore col suo nome - ma sono una bella boccata d'aria. Per un aspetto formale che ho trovato un po' così ho trovato un po' stranente il fatto che perdevi l'endecasillabo, poi lo ritrovavi, con versi spesso lunghi, penso liberi. Ecco, è un'alternanza che non ho apprezzato appieno, così come la rima e non rima. Secondo me questo componimento avrebbe giovato di un po' di rime. Però, è una poesia che mi sono felicissimo di aver letto!
  2. Max91

    Saprò arrivare?

    Un po' tutta la poesia, è molto piena di pause, forse un po' troppo, ma al contempo si vede che non sono pause campate per aria, che hanno motivo di esistere per quello che vuoi raccontare. Quindi, prendilo con le pinze questa mia commento, perché potrebbe essere anche solo gusto mio vv
  3. Max91

    Saprò arrivare?

    A me proprio i primi quattro versi sono particolarmente piaciuti. Sono d'accordissimo sul fatto che siano difficili da comprendere, ma penso che introducendo per immagini è più un fatto di sensazione che di comprensione, che è un po' come si dispiega il componimento. Mi sono fatto l'idea che qui sia ambivalente, come un'affermazione "chi mi vuole... bene!" ed al contempo un "mi vuole bene." Mi piace l'idea, ma non vorrei averla interpretata male. Avrei preferito un po' più di musicalità nel verso, ma non so quanto ne gioverebbe la sensazione che comunica la poesia, quel senso di spaesamento e perdita, già giustamente citato. La speranza che aleggia appena mi piace, dà una nota che impreziosisce un po' il tutto. Bel componimento!
  4. Max91

    Quale genere proprio non vi piace leggere?

    Mi sembra un po' semplice dire che "sguazziamo" sempre nello stesso genere e non vogliamo andare oltre e poi dire "Scusate"; come si dice da me "Mena a pethra e 'mmuccia 'a manu" vv Se non ti piace, amen, sarebbe brutto che qualcosa piacesse a tutti, ma mi ha fatto abbastanza storcere il naso leggere qualche giudizio che secondo me è un po' approssimativo, non sul genere, ma su chi lo legge... nulla contro di vossia, ovviamente, ma non mi piace essere categorizzato, mi parte il tic all'occhio e divento pignolissimo. Scusate l'OT e rilancio con... niente. Sono stato un po' a fissare lo schermo e non ho ancora trovato un genere di cui posso dire "Non mi piace" in toto. Ci sono autori che non mi piacciono affatto, certo, ma generi in toto è difficile, perché c'è sempre quell'autore che riesce - o riuscirà - a presentarmelo in una maniera che mi piace. Non riuscirei a dire che non mi piace un genere, perché dovrei essere sicuro che nulla di quel genere mi piace. Potrei addirittura trovare un Harmony scritto ben... okay, ho esagerato.
  5. Max91

    Consigli di lettura

    Non conosco le tue letture, quindi spero di non darti titoli che già hai letto Per il primo ti consiglierei qualcosa di R.A. Salvatore (meglio qualcosa NON con protagonista Drizzit) o Earthsea della Le Guin, che è davvero un'esperienza da leggere. Magari anche Guy Gavriel Kay, anche se Fionavar è un po' introvabile. Se ti piacciono le letture belle lunghe ci sono Mistborn o Stormlight Archives (Cronache della Folgoluce, penso siano tradotte) di Sanderson o La Ruota del Tempo di Robert Jordan. Per lo Steampunk prova K.W. Jeter, io consiglio Le Macchine Infernali, ma va bene un po' tutto della sua produzione; Alchemy Wars di Ian Tregillis sembra promettere bene, ma ho letto solo il primo della trilogia. Per il Cyberpunk non è il mio campo, ma se non vuoi andare sui classici come Gibson, prova Snow Crash di Stephenson, me ne hanno parlato molto bene. A me piacerebbe un consiglio su un bel thriller, che è un genere che leggo poco e mi piacerebbe leggerne di più.
  6. Max91

    La vendita facile giustifica il rifiuto dell'esordiente?

    Io continuo a non vedere il problema proposto. Anche da aspirante scrittore, non capisco perché un libro è così importante... e non sto parlando di un'opera. Un libro è solo per incidente un'opera, viene qualificato da quello che c'è scritto sopra, ma se devo incavolarmi per gli sprechi, mi incavolo di più per gli sprechi di cibo, per dirne uno. Non penso ventiquattrore su ventiquattro agli alberi, né per denigrare quello che è un prodotto di consumo. Se la mettiamo sullo "spreco" - secondo chi, poi? -, ecco un paio di cose che dovremmo abolire allora: i libretti di istruzioni, i depliants che verranno sicuramente buttati, i libri su come coltivare le piante, i libri su come cucinare sempre le stesse ricette, riviste varie e potrei continuare. Ma perché? Perché non hanno spessore culturale? Non si può vivere solo di cultura, alle volte c'è bisogno della non-cultura, altrimenti tutto sarebbe cultura e niente lo sarebbe e non avremmo criteri di giudizio. Le persone come quelle citate da @YumaKuga79 di certo meritano rispetto ed anche più aiuto... e forse non scriveranno mai un libro, ma chi ci dice che vogliano farlo? Chi ci dice che a loro interessi la notorietà? Perché Saluda, Andonio dovrebbe danneggiarle o negare loro i maggiori aiuti che meriterebbero? Se la CE l'avesse presentata come un'autobiografia di un qualche spessore culturale allora sì, ci sarebbe stato da arrabbiarsi, ma non è così è solo la storia di un ragazzino diventato famoso, infarcita di aneddoti più o meno interessanti. Non devi essere uno scrittore per pubblicare un libro, devi essere uno scrittore per fare qualcosa che va oltre il pubblicare un libro, che è comunque il primo passo, siamo d'accordo, ma non penso che Saluda, Andonio ci priverà di questo, perché non tutti i libri hanno lo stesso peso e le CE secondo me lo sanno. A costo di ripetere il mio post di prima ed essere pedante, dico che questo feticismo della cosa che pubblichiamo, dello sforzo interamente profuso verso quella come se ne valesse la nostra carriera - se ne abbiamo/avremo una - è deleterio più di dieci, cento Saluda, Andonio. Fermarsi al libro significa fermare se stessi ed è proprio lì che si ferma il personaggio di Saluda Andonio, perché quello è parte di un prodotto usa e getta. Noi non dovremmo fermarci a quell'usa e getta. Noi non siamo solo il nostro libro, noi dobbiamo/possiamo - e quanti verbi modali volete - essere di più, se vogliamo essere scrittori, di questo ne sono fermamente convinto. Scusate la ridondanza e petulanza :3 Non l'ho capita subito, ma ho riso cinque minuti come una iena ubriaca dopo un po'.
  7. Max91

    Worldbuilding Inktober

    Può suonare orribile come cosa ma giuro che non lo è: fai un giro per Pinterest o Art Station, ci sono disegni e fan art bellissime! ... eh, potrei essere più avanti, ma aspetto di scrostare tutto ciò che c'è di Forgotten Realms e R.A. Salvatore dalla mia storia e vedo cosa rimane :c P.S. Sono un maschietto, anche se l'avatar trae in inganno vv
  8. Max91

    Felpe

    Sembra quasi un tuo marchio di fabbrica questo tuo modo di poetare: quartine + breve verso dialogato. Potremmo chiamarlo qualcosa come "la canzone del naufrago"? : D Qui le immagini si sono moltiplicate ed il verso mi appare più impreziosito, mi piace come hai conservato il gioco di rimandi tra cose di tutti i giorni, quotidiane e figure imponenti come la statua e le fiamme. Ritrovo anche la desolazione che lasciano gli ultimi versi, come la domanda perduta che cercano i primi e che ancora non ha risposta. Nota anche un bel crescendo in questa poesia, che raggiunge il suo culmine tra seconda e terza quartina... Sempre un piacere leggerti!
  9. Max91

    L'alchimista prussiano

    I Un uomo giunse un giorno dall’Assia. Era chiamato mago e sapiente, come alchimista del Regno di Prussia. Si trascinava lento e paziente, su quel suo corpo pallido e sfinito, la bara bruna di una paziente avviluppata da un rosso vestito, dalle piccole mani rattrappite. Il morbo giallo si era nutrito dalle sottili labbra già appassite. Il mago combatteva come un cieco la mangiatrice d’innocenti vite che nessuno voleva. Ma ogni cieco è il figlio degli Dei: a sé reclama quella scintilla e la sua viva Eco. Dove un filo d’erba è una lama, ebbe congresso con tre vecchie streghe, messe chiassose della buia dama. Scrutò la realtà tra le pieghe dell’ars regia d’Egitto ed intese ogni segreto di metalli e leghe per quel piccolo corpo che gli chiese un’ultima speranza lì nel mondo. Le immacolate sostanze comprese e l’antico segreto di un secondo. Vide la via al divino sogno, come l’antico Padre fecondo. II Recitò la Parola, tracciò il Segno, sparse sul simbolo un pugno di sale e dal polso pagò il rosso pegno. Sorse dall’Eco, viva e reale, colma d’amore, dolcezza e paura. Apparve avvolta nel suo minerale, che le dava la vita. Quella pura forma d’un viso nato dall’ingegno, riflesso soffice su pelle dura. III Recitò la parola, tracciò il Segno, piantò sul simbolo fasce di stagno e dal petto pagò il rosso pegno. Sorse dall’Eco la forza d’un pugno. Lei era arma ed era armatura forma d’un volto dal fiero ghigno scavato dallo stagno nella dura corazza dall’alchemico disegno: era fierezza e furia nuda e pura. IV Recitò la parola, tracciò il Segno, pose sul simbolo schegge d’argento, dalla fronte pagò il rosso pegno. Sorse dall’Eco un fulgore violento, una luce perfetta ed un cuore pieno, prezioso raggio, prezioso intento che la fece brillare. Quel seno freddo d’un corpo perfetto, sapiente; d’un volto liscio, per sempre sereno. V Le custodiva amorevolmente tra le sue mura, con la tenerezza ed il pugnale di un uomo morente e quell’incontenibile bruttezza della disperazione nel vedere il decadere della giovinezza, nel crescere del lugubre dovere. Un sussurro vischioso fu il comando, che fiducia ordinò al suo volere. VI Accarezzò ogni figlia, già tramando per vincere la guerra con la morte e sconfiggere colei che va calando la scure d'oro sull’ingrata sorte, come avrebbe lui stesso sporcato il pallido riflesso sulle porte. VII Il sale pianse un pianto accorato, prima di sciogliersi senza calore; un mucchio bianco nel vento volato. Lo stagno combatté senza valore contro il sangue che ancora amava; nel fiume si spezzava il suo cuore. L’argento tese la mano. Chiamava un padre che la morte accoglieva, ma l’acido le dita consumava. VIII Il rito disperato si scioglieva su seta rossa, su d'un volto spento. Sul letto bianco, non si muoveva. Ma poi le dita, nello spasmo lento, sposarono la carne e le ossa, in un solo, lieve movimento. “Padre?” e cadde la mantella rossa, da spalle che tremavano di vita, accordate alla gola dalla scossa voce d’infante. La viva ferita nel petto si colmò, in un abbraccio al battito di linfa rifiorita, lungo le vene di polso e braccio. Lo stesso braccio che affondò il pugnale e tradì le sue lacrime e l’abbraccio. L’alchimista rovina, la mortale offesa già sbocciava nel suo addome. Presto lo colse l'istinto fatale, nel contemplare colei il cui nome svaniva nelle anime del rito, che giurarono, mai morte né dome, la vendetta sul padre, che tradito, muto, spirò nell’Ultimo Pensiero, e da sei iridi fu seppellito.
  10. Max91

    L'alchimista prussiano

    Errata corrige: "il donatore di vita. La pura..." quella era la correzione per rispettare la metrica, scusate il doppio post.
  11. Max91

    L'alchimista prussiano

    Ti ringrazio! Sono felice ti sia piaciuta. Questa favola non ha un particolare significato, l'ho fatta leggere ad altri e certi provavano disgusto per l'alchimista, altri erano "dalla sua parte" o almeno cercavano di comprenderlo, dipende da chi le legge... non penso mai troppo alle allegorie quando scrivo (scuola Tolkien vv) Per gli errori: 1) Hai ragione! Magari quel "che" dà molto fastidio... "Apparve avvolta nel suo minerale, donatore di vita. Quella pura..." come ti sembra? L'endecasillabo è rispettato. 2) Eh, mi sa che è proprio "gno, gne, gna" siano rime infelici e volevo variare un po' e farne imperfetta... ci lavorerò su! Grazie per l'aiuto! \o/
  12. Max91

    Worldbuilding Inktober

    Ho la storia, la struttura, qualche pezzo ed un prologo: fantasy classico dal punto di vista degli elfi oscuri. Non so se possa essere considerata base solida, ma ci posso provare! Inktober potrebbe aiutare anche... spero...
  13. Max91

    Worldbuilding Inktober

    Grazie! Sarebbe la terza volta che lo rimando perché "il prossimo anno lo faccio"! Quest'anno, scoprendo il premio Dea, potrei aver trovato la giusta motivazione...
  14. Max91

    Videogiochi

    A chi lo dici. c: Semmai, nei miei più reconditi sogni, mi chiamassero per essere lo sceneggiatore di un Dragon Age 5 - visto che il 4 lo stanno già sviluppando - mi farei l'oceano a nuoto!
  15. Max91

    Videogiochi

    Confermo su Jotunn, c'è un bellissimo lavoro di artwork, la storia - come in Sundered - è semplice, ma accattivante e gioca più in profondità visiva e concettuale che in trama articolata, c'è una profonda conoscenza della mitologia nordica in quel gioco, pensa che parlano anche tutti norreno. Poi è anche divertente da giocare, se non fosse che in certe parti ci si inceppa un po', ma è una casa giovane, ci sta i suoi due titoli abbiano dei difetti. Hollow Knight è speciale, è vero, mi mancano i DLC - bei tempi quando esistevano solo le espansioni - ma ha un'atmosfera speciale, cercare di riproporre una quest quasi cavalleresca tra gli insetti e renderla così è davvero impressionante. Poi i controlli ed il gameplay sono tipici di un metroidvania, pochi e spettacolari. Vorrei mettere le mani su Grimm Troupe, sembra uno spettacolo. Per rispondere alla domanda a cui non ho risposto, ho due grandi amori: i gdr e gli rts. Per i primi ho amato Planescape Torment, Arcanum, Baldur's Gate, Nox, Diablo a suo tempo ed ora amo anche Gothic, The Witcher - potessi giocare al tre, sob -, Kingdom of Amalur e Dragon Age, che penso sia la mia saga videoludica preferita in assoluto. Gli RTS ho sempre avuta cara la saga degli Age Of, gli Spellforce, gli Starcraft ed i Warcraft, per non parlare dei Total War. Insomma i videogiochi mi hanno dato anche una bella spinta verso la scrittura... un giorno, se possibile, non mi dispiacerebbe occuparmi della storia di uno di essi, è un piccolo sogno.
  16. Max91

    Worldbuilding Inktober

    Con Mistborn cicciobello - lo chiamo così - potrebbe riempirci un anno di queste tabelle... con Stormlight non oso pensare :3 Quant'è bravo e prolifico :c Comunque è un'iniziativa un sacco bella! Io cercherò di recuperare anche i giorni perduti e poi li posto qui, se non dà fastidio, mi servirà anche come esercizio per il mio di Worldbuilding. Per il 13 Ottobre - dei e divinità - potrei descrivere: Una creatura per metà umano e metà piovra: il busto da essere umano è magro, pallido; tra le mani regge uno scettro ed il suo volto è sempre chinato, l'espressione stanca. Una corona di corallo ed alghe sempre sul capo. In loco delle gambe ci sono innumerevoli tentacoli che lo ancorano nel profondo della Distesa, in un palazzo al contrario, scavato nelle fosse marine, dove il Creatore lo ha confinato. I pochi che ancora lo adorano ed i tanti che lo considerano un demonio delle onde, lo chiamano allo stesso modo: il Leviatano.
  17. Max91

    L'alchimista prussiano

    Sono felice di averti fatto questo effetto. Sono belle le parole che hai speso e ti ringrazio per avermi dedicato tempo! Se hai difficoltà a tracciare un filo, ti direi di seguire la storia: > alchimista se ne va da casa con il cadavere di una bambina > fa rivivere tre ragazzine da argento, stagno e sale > Le sacrifica per far rivivere la bambina > Le tre creature sono dentro il corpo della bambina ed uccidono vendicandosi l'alchimista.
  18. Max91

    Quali sono le vostre citazioni preferite

    "Il sole era bassissimo. Stava sospeso nel cielo, lontano a occidente. Qualcosa mosse il viso di Galadan, uno spasmo di dolore antico, inenarrabile, di cui mai aveva parlato. Lasciò che le mani gli si sollevassero in alto, quasi per volontà propria, e gridò forte: « Se solo mi avesse amato! Avrei potuto splendere così luminoso!» Poi si coprì il viso con le mani e pianse per la prima e unica volta in mille anni." (Il sentiero della notte, Guy Gavriel Kay)
  19. Max91

    Videogiochi

    Io adoro i videogiochi - l'immagine del mio profilo è la mappa del Thedas -, ma purtroppo non ho mai avuto una console, quindi devo arrangiarmi con un pc un po' datato. Infatti Bloodborne non ho potuto giocarlo se non da amici... e non ho mai superato la Cleric Beast. :c Di Dark Souls 1 invece ho bei ricordi; un po' troppi bug, ma è un'esperienza, in particolare per la storia, disseminata e da scoprire anziché raccontata... ed ho giocato anche all'ante-Dark Souls, Demon Souls! Una pietra miliare anche quella. Non mi dispiacerebbe un giorno provare il tre Invece ultimamente mi sto intrattenendo con questo bellissimo metroidvania: Sundered.
  20. Max91

    L'alchimista prussiano

    Ti ringrazio e ti aspetto! c:
  21. Max91

    Come leggete?

    Ora, magari porterò un problema sciocco rispetto a quelli sopracitati ma... voi siete comodi quando leggete? Perché io non riesco mai a leggere e stare comodo contemporaneamente, è una maledizione. Una volta mi erano girate, mi sono alzato ed ho letto camminando ed ero comodissimo... se non fosse stato un mammut della Newton-Compton. Non trollo, giuro, sono sinceramente stranito dalla mia impossibilità ad esser comodo mentre leggo.
  22. Rilancio: a chi piace una storia originale scritta male o senza sentimento? Puoi scrivere una cosa già sentita mille volte, ma renderla bellissima, se hai maturato un'esperienza tale che ti permette di partire dalle basi e tirare fuori dal cilindro qualcosa di bello. Ma a quello ci arriviamo solo con l'allenamento. ... però sono felice di averti dato una mano, mi fa sempre piacere aiutare per quello che posso :3
  23. Perché Walt Whitman doveva scrivere? Perché doveva farlo Faulkner? Montale? Cosa avevano loro - quando hanno iniziato - che non hai tu? Il talento non vale come risposta, perché è come dire che il cielo è blu, ma sappiamo tutti che non è veramente blu. Non perché non esista, ma non mi pare la scusa adatta per pararsi il sederino quando suddetto sederino non si muove. Meno male che non ragionavano così anche loro, perché sono certo che anche loro avessero questa consapevolezza. Ma è come dire che dopo la Divina Commedia nessuno avrebbe dovuto scrivere poesie, perché Dante è Dante e tutti dopo di loro non sono una ceppa e moltissimi lo pensavano e molti di loro hanno scritto poesie stupende, vedi Ugo Foscolo. Perché hanno tutti questo bisogno spasmodico di essere originali? Perché se una cosa non è originale dev'essere per forza una cosa brutta e senza valore? L'originalità è una cosa bellissima ed è sempre una grande soddisfazione leggere e ancor più scrivere qualcosa di originale, ma questa grande chimera della "idea rivoluzionaria" della "idea originale", penso sia solo autolesionismo e basta quando portata a certi estremi. L'idea rivoluzionaria (che non lo sarà mai per tutti, ma è qualcosa di estremamente soggettivo, per le persone, per il genere ed un sacco di altri motivi) non verrà mai per grazia infusa. Ci dobbiamo mettere noi in gioco e magari - sicuramente - non arriverà nel nostro primo romanzo / raccolta di poesie / racconto / sceneggiatura, ma io dico, perché siamo così sicuri che scriveremo e/o pubblicheremo una sola cosa in vita nostra? Poi magari è vero, ma ci serve la certezza. Anche la scrittura è esperienza, è migliorarsi costantemente, è allenamento, è confronto, un percorso che non facciamo da soli: ci sono gli altri scrittori, gli editor che ti aiutano a crescere, per dire due figure. L'idea rivoluzionaria poi magari arriva dopo la seconda, terza, decima cosa che scrivi e termini. Ma solo quando la termini vedrai se è originale o no, ma soprattutto se è bella, ben scritta, soddisfacente o no. Perché una volta finito ciò che stavi scrivendo, si apre un altro mondo diverso - in cui personalmente sto entrando or ora e mi spaventa un po', ma è giusto così. Alle volte vedo un completo asservimento dell'aspirante scrittore alla cosa che scrive in quel momento e non alla sua scrittura a tutto tondo e questo mi dispiace un sacco, perché ci si censura da soli. Poi magari io predico bene e razzolo male o che ho torto marcio, probabilissimo anche questo. Secondo me è inutile che ci sediamo sotto l'albero di Bo come il Buddha e aspettiamo. Mentre noi aspettiamo l'idea, certe opportunità e idee ci passano davanti, mentre ci rifiutiamo di svilupparle per quella che, alla fine, è paura. Meglio una mazzata sui denti, un manoscritto andato male - da cui sei disposto ad imparare, però -, che fare nulla. Meglio una cosa bella da leggere, che qualcosa di originale ma fatto male. Perché originale = di valore è un'equazione profondamente sbagliata, ma molti ne sono fermamente convinti, ma il valore di qualcosa di nostro non si riduce ad una sola misura. Poi si possono dire tante cose sullo scrivere per gli altri, ma all'inizio inizio c'è solo una persona ed il suo foglio, poi viene il resto, la parte difficile e così via, ma a quello si pensa dopo. Prima ci sei tu con te stesso, poi c'è il problema di arrivare agli altri, ma tu devi arrivare agli altri, non quello che gli altri pensi si aspettano da te - contorto ma ha senso, giuro. Non posso dirti per cosa scrivere, non sono nessuno per farlo, ma secondo me ogni momento che perdi in questi pensieri sono scritti in meno che usciranno dalle tue dita. Anche brutti, poco originali, banali, ma anche quelli servono perché se vuoi lastricare la via per la tua idea rivoluzionaria da qualcosa deve essere pure fatta questa via, fino all'ultimo passo. Oltre a quello sopracitato nella parte lunga, ti direi: perché ci si diverte, anche dopo l'inizio, perché se smette di essere un piacere, allora c'è qualcosa che non va - soprattutto ora che è la parte più ingenua del, chiamiamolo, "sogno"... e non perché penso sia una cosa semplice o che sia facile, ma che senso ha tarparci le ali da soli? Lo sapevamo che sarebbe stato difficile. ... e sono stato una mezz'oretta indeciso sul mandare questo post, temo sia presuntuoso ed ingenuo in egual misura, ma è quello che ho da dire su un argomento che mi sta a cuore e mi auguro lo spirito per scrivere ti torni presto!
  24. O un horror che "King, levati".
  25. Max91

    Incipit, il mio peggior incubo

    Chiedi un parere più dettagliato, chiedi perché non sembra male, chiedi se l'idea che volevi dare con l'incipit è passata al lettore. L'incipit è come si presenta la tua storia, quindi dovrebbe colpire subito con il tono che vuoi darle, con un qualcosa di esemplare, oppure anticipando qualcosa. Nel fantasy, penso a Orchi di Stan Nicholls, nell'incipit c'è la conquista di una roccaforte umana da parti degli orchi - attraverso i cui occhi è vissuta la vicenda - lì in poche pagine c'è tutto, senza spiegoni di sorta. Mostra i suoi personaggi ed il loro rapportarsi tra loro e con il nemico, loro come popolo, le loro tradizioni, la guerra e così via.
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