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albertus

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  • Compleanno 19/09/1969

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    Alto Monferrato
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    Romanzi horror, storici, thriller, noir hard boiled, erotici. Musica rock, hard rock, heavy metal e fusion. Informatica. Birra e vino.

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199 visite nel profilo
  1. albertus

    Articolo sulla situazione attuale dell'editoria italiana

    Ciao a tutti. Ho letto l’articolo ed i commenti. Non vorrei offendere nessuno, ma l’articolo è semplicemente idiota, scritto da una persona piena di se, convinta di essere più colta ed intelligente del resto dell’umanità, una persona di cui si indovina subito l’orientamento politico per via della spocchia (guai a pensare diversamente a loro, sono gli unici colti e con dei valori… se non sei d’accordo, c’è la Siberia), che non si pone la brutale domanda “non è che in Italia non si legge perché la maggior parte dei sedicenti autori di successo e dei giornalisti che si occupano di letteratura sono semplicemente odiosi?”. Se è vero che si pubblicano libri scritti dai ghostwriter di youtubers, attori, showgirls, politici (i peggiori) e compagnia cantante è anche vero che molti dei libri scritti da sedicenti veri scrittori e/o personaggi di cultura sono semplicemente noiosi (quando va bene). Poniamoci un po’ di domande. Perché c’è gente convinta che un libro, per avere valore letterario, deve essere noioso? Non credo che Dante, Manzoni e gli altri grandi del passato e, perché no, anche attuali (ce ne sono più di quanti non si pensi, basta cercarli) la pensassero così. “Oggi mi sento colto, scriverò una schifezza noiosissima per tediare a morte i miei insulsi lettori che, dal basso della loro ignoranza, mi idolatreranno.” Perché c’è gente convinta che si deve scrivere soltanto per dire e/o insegnare qualcosa? Siamo a scuola? Stiamo scrivendo un trattato sulle equazioni di Maxwell o un romanzo? Perché dovrei essere così presuntuoso da essere certo di avere qualcosa da dire o da insegnare? Non si può scrivere soltanto per passione e la voglia di farlo? Nel mio piccolo scrivo per raccontare storie, sperando di intrattenere e possibilmente divertire i miei lettori. Non ho la presunzione di essere un grande scrittore, vendere migliaia di copie e rivoluzionare la letteratura italiana, mi basta che i miei pochi lettori si divertano o sconvolgano (scrivendo splatter punk è quasi d’obbligo). Non credo che la gente si ricorderà di me o che verrò additato come scrittore degno di nota (forse non sarò mai nemmeno uno scrittore, gli indie sono considerati quasi come intoccabili dalle persone di cultura), ma sapere di aver intrattenuto e fatto passare momenti piacevoli a chi mi legge è l’unica cosa che conta. Forse mi sbaglierò, ma temo che la gente non legga anche perché vengono pubblicati tanti libri che non si rivolgono al lettore ma soltanto all’ego dell’autore ed alla sua voglia di essere considerato uno scrittore colto e che nessuno desidera leggere. Quando scriviamo ricordiamoci che non lo facciamo soltanto per noi stessi ma anche per coloro che ci daranno fiducia acquistando i nostri scritti, sono soltanto loro a decidere se il nostro libro sarà un best seller, un capolavoro degno di essere ricordato o un’emerita schifezza. E non boicottiamo gli esordienti praticamente sconosciuti e gli indie, visto gli orrori pubblicati dalle grandi CE è probabile che sia da loro che emergeranno gli scrittori che verranno ricordati tra cinquant’anni e più. Negli ultimi anni ho deciso di provare a leggere esordienti sconosciuti e famigerati indie che pubblicano in self e, in mezzo a tante (fin troppe) cose discutibili, ho scoperto autori molto più bravi di quelli celebrati da stampa, TV ed insopportabili noiosoni legati al mondo culturale italiano. La letteratura italiana non è morta, sta vivendo un difficile momento di transizione ma proprio da questo può rinascere, non ci sono soltanto schifezze ma anche tantissime perle da scoprire. Soltanto leggendo, tanto e di più, le scopriremo. Non saranno le CE a salvare la letteratura italiana ma noi lettori e scrittori, le CE si limiteranno a beneficiare dei nostri sforzi.
  2. albertus

    Softball

    Ciao @Domenico Santoro Nel 1992 è uscito un film "Ragazze vincenti" che parla del campionato femminile di baseball negli USA durante la II guerra mondiale, quando aveva sostituito quello maschile per esigenze belliche. E' un film carino e magari può darti qualche spunto. Spero di esserti stato utile. Ciao, Alberto
  3. albertus

    La narrativa storica nel mondo editoriale?

    Dovere, soltanto dovere. Aspetto il tuo terzo libro con impazienza.
  4. albertus

    La narrativa storica nel mondo editoriale?

    Ciao Per farti un'idea su come scrivere e gestire un romanzo storico potresti provare a chiedere qualche dritta a @LuckyLuccs, lui scrive bellissimi romanzi storici. Spero che non si offenda se lo ho citato, ma sono impaziente di leggere il seguito della sua storia ambientata durante l'assedio di Torino e ti assicuro che scrive davvero bene ed è molto bravo con la ricerca e la documentazione storica (su FB tiene una bellissima cronistoria delle fasi dell'assedio di Torino aggiornandola ogni giorno a seconda degli eventi accaduti proprio quel giorno nel 1706).
  5. albertus

    Indipendent Legions

    Nome: Indipendent Legions Sito: https://www.independentlegions.com/ Catalogo: https://www.independentlegions.com/pubblicazioni.html Modalità di invio dei manoscritti: non specificato Distribuzione: non specificato Facebook: https://facebook.com/independentlegions Dovrebbe essere una casa editrice di letteratura horror.
  6. albertus

    Einaudi

    Inviato il 26 gennaio, al momento nessun feedback, ma con un horror (anche se un po' particolare ed ambientato in Piemonte) non penso di rientrare nei loro piani editoriali. Anche per me i fatidici sei mesi di attesa si stanno rivelando snervanti.
  7. albertus

    Termini in lingua piemontese e note a piè di pagina

    Ciao In realtà, lascerei in piemontese soltanto qualche frase ogni tanto, per il resto inserirei i termini in piemontese nelle frasi in italiano, per dare una caratterizzazione ai personaggi ed il loro modo di parlare. La trama resterebbe in italiano. Non conosco la letteratura caraibica, mi potresti consigliare qualche lettura?
  8. albertus

    Termini in lingua piemontese e note a piè di pagina

    Ciao Black Grazie per le dritte. Proverò a ridurre i termini in lingua piemontese come mi hai suggerito, forse ne avevo messi un po' troppi.
  9. Ciao a tutti Dopo mesi che seguo il forum, leggendo con piacere e profitto i vostri post, da cui si impara sempre qualcosa di nuovo, è arrivato il momento che ne apra uno anche io per approfittare della vostra esperienza. Sto scrivendo un romanzo ambientato a Torino, dove i protagonisti principali usano spesso termini in lingua piemontese, soprattutto quando litigano, uccidono (è un pulp splatter punk) o fanno sesso. Poiché il mio scopo è renderne agevole la lettura anche alle persone che non conoscono il piemontese, dopo aver rinunciato ad una prefazione con “piccolo glossario piemontese-italiano”, per non costringere il lettore a fare avanti ed indietro nel romanzo, mi trovo combattuto tra due alternative: scrivere in corsivo le parti in piemontese ed inserire note a piè di pagina ogni volta che compare un nuovo termine o una frase intera oppure inventare uno stratagemma per introdurre le nuove parole. La prima alternativa, che sto usando sebbene sia ancora in fase di revisione, fa quasi sembrare il mio manoscritto (solo per come è editato, non per la bravura letteraria ahimè) qualcosa del tipo “I promessi sposi” o “La divina commedia”, è funzionale, il lettore ha subito sotto l’occhio la traduzione delle parole che incontra per la prima volta, ma il romanzo sembra quasi un libro di scuola. La seconda alternativa, non ancora sperimentata, mi costringerebbe a riscrivere parti del romanzo e trovare un modo per rendere comprensibili a tutti i termini in piemontese ogni volta che compaiono per la prima volta, una cosa che temo possa appesantire la mia scrittura e renderla meno scorrevole e ridondante. Secondo voi quale soluzione sarebbe più indicata? Leggereste un romanzo caratterizzato dal uso ed abuso della lingua della regione in cui è ambientato? Vi ringrazio anticipatamente per i suggerimenti. Ciao, Alberto
  10. albertus

    La lunghezza di un romanzo

    Ciao I miei romanzi in genere (la maggior parte ancora inediti) si aggirano sulle 75.000 - 85.000 parole, intorno ai 500.000 caratteri. Non so quanto sia importante la lunghezza di un romanzo, di solito lo sono i contenuti. Ultimamente noto una certa tendenza agli eccessi, romanzi o troppo lunghi o troppo brevi. Talvolta mi viene il dubbio che si prediliga quelli brevi perché costeranno di meno. Mentre scrivo e poi riscrivo (sono ossessionato dal rivedere e correggere all'infinito i miei scritti) non conto le parole. Credo di avere un genere un po' tutto mio, un mix di horror, splatter ed erotismo, il tutto condito da sadismo ed ironia. Ci sono mesi in cui scrivo tantissimo e mesi in cui praticamente non scrivo nulla, dipende un po' dall'ispirazione e soprattutto da quanto tempo libero mi concede il lavoro. Spero di esserti stato utile.
  11. albertus

    Ciao a tutti

    Ciao LuckyLuccs Per pura coincidenza lavoro pure a Torino. Una città che adoro, è soltanto mia moglie ad impedirmi di venirci a vivere.
  12. albertus

    La Città dell'Assedio

    Dopo aver letto "la Città delle Streghe" non potevo non leggere anche il suo seguito. Come per "la Città delle streghe" anche per "la Città dell'Assedio" non posso che dire: bellissimo. Aspetto il seguito con impazienza.
  13. albertus

    La città delle Streghe

    Bellissimo! L'ho letto tutto di un fiato.
  14. albertus

    Presentazione

    Ciao Christian Volevo chiederti come mai un autore che ha un editore desidera buttarsi sul self publishing? Ero convinto che fosse auspicabile un percorso inverso. Io, che ho pubblicato in self, ho sempre sognato una casa editrice. Magari mi sfugge qualcosa sulle case editrici.
  15. albertus

    Presentazione

    Ciao, benvenuto. Ho letto "Ipnagogica", molto bello.
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