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Edu

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  1. Edu

    Notte Nero Inchiostro 2020 - Off Topic

    @Stregone... Se poi dovessero interessarti le spada laser...
  2. Edu

    [MI 142] La perpetua

    https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/49177-mi-142-il-“buio”/?do=findComment&comment=864704 Traccia di mezzanotte: ”Teste mozzate” La perpetua Nei paesini dell’estrema provincia il tempo è in ritardo di diversi decenni. Quando sei il parroco, poi, il tuo compito è quasi quello di continuare a tenerlo indietro, di tenere a bada ogni cambiamento. Per don Nicola una come Clara è dunque una sorta di pena del contrappasso. Tenersi una perpetua: è una cosa che appartiene a quel mondo arcaico da preservare. Almeno in paese, almeno lì. Ma una perpetua atea, istruita ed emancipata, nemmeno poi così in là con l’età, non funge allo scopo, anzi. Una che controbatte, che non ti dà ragione per il sol fatto che indossi la tonaca. Ma allora perché se la tiene? Già, perché me la tengo? si chiede don Nicola. Si sta lavando le mani, davanti allo specchio, e vorrebbe con questo lavarsi via, come Ponzio Pilato, tutti i dubbi e tutti i tarli. Ma così non accade. Mai. Clara lo ha appena incalzato, un’altra volta, sulla figura della Maddalena. Dice, per provocazione, che è la più santa di tutte, perché è santa anche col corpo, e che bisogna non saper leggere o essere ciechi per negare che lei e il Cristo fossero amanti. Don Nicola non è un teologo, non ha studiato granché e non ha nemmeno una poi così spiccata propensione alla retorica e al ragionamento; sa che Cristo e Maddalena non potevano giacere, e lo sa perché è così. Si è cavato di impaccio rinfacciando a Clara la sua contraddizione: ora viene a parlare di santità, quando nega Dio e il paradiso? Rimanesse nel suo, lasciasse le questioni su Dio e i santi ai clericali, o quantomeno ai credenti. Non pretende che si redima, che gli venga a raccontare in confessionale quello che gli racconta per provocazione, per gusto dello scandalo, rimanendo ben lontana dai sacramenti. Ma poi ogni parola ascoltata gli fa male sotto alle costole, come una pugnalata alla milza o alle viscere. Essere un prete non ti mette al riparo da crisi di mezza età. Il bilancio: un solo amore platonico in adolescenza e poi sì, l’esperienza dell’amore carnale, una volta, infrangendo il voto. Ma una volta e basta, con vergogna e turbamento. La gente non ci pensa che gli fa male sentire certe cose, in confessione e fuori. E non si tratta di rammarico per il peccatore, ma per se stesso. Invidia, un vizio capitale. E uno strano sentimento di inquietudine per ciò che ignora. Perché se la tiene, la perpetua Clara? Ci sono due don Nicola, da tempo, e uno dei due la pensa alla stessa maniera di lei: che non si può lasciare che la vita passi senza che il corpo sia libero di parlare. E senza amore. Ma l’altro don Nicola no, non può, non può, non si può. Ora racconta, Clara, di quest’altro uomo. E don Nicola sente il pugno nello stomaco. Come si ameranno mai? Non ci si ama come si racconta in confessione, Clara non lo dice per esplicito ma lo lascia intuire. In confessione non si indugia nei particolari. Magari la cosa assomiglia a quei video più di quanto lui non credesse. Quelli… il suo profanissimo pane quotidiano… dove non sono solo abbracci e baci, ma sputi, schizzi di sperma sui volti, schiaffi, dita negli orifizi anali maschili e femminili… E lui, di questo, di cosa fa la gente, cosa ne sa? Fa quelle cose? Cosa avrebbe fatto il suo corpo, cosa avrebbe detto, se solo se… Che ne sa, Clara, che provoca e che incalza, di quanto fa male ignorare a cosa si è rinunciato? *** A cosa serve una testa? A pensare. E su questo sono tutti d’accordo, lo può affermare Clara come don Nicola. Ma Clara la vede un po’ più concreta del prete. La testa è una parte di un organismo fatto di tante cellule. Un organismo che vive in un mondo a cui ha imparato a rapportarsi, come specie, nei millenni. E la coscienza, questo strano miracolo, non è che una strategia del corpo per vivere intanto che non si muore. L’astinenza, la purezza, la virtù: contorsioni di un pensiero che si è rivolto contro lo stesso organismo che dovrebbe servire. Un tempo i ministri di culto amministravano il sacro furore dei baccanali!, dice provocatoria Clara, ora provate inutilmente a impedire ai ragazzini di masturbarsi, e li vessate coi sensi di colpa. Ma che ne sa, lei, che ne sa! È da anni che don Nicola non si cura più di dire ai ragazzi di non toccarsi, che anzi si autoassolve a propria volta, con serenità e neanche un atto di dolore. È l’altro don Nicola, l’altro, quello messo nella tonaca come in una gabbia, che non può darle ragione, non può accantonare tutto… Non si può, non si può neanche volendo. Si potrebbe soltanto a staccarsi la testa dal corpo e a lasciarlo libero a giocare con le cose. *** Si può? Con le teste mozzate, si può. La sua e quella di Clara. Sono teste mozzate e dunque non pensanti, svuotate di ogni concetto, poste su un lenzuolo a osservare una scena di corpi rimasti vivi. Non c’è violenza in quei corpi. Si può? Davvero si può? Si può davvero: non c’è violenza in quello spingere e penetrare, e nemmeno nelle braccia che premono e stringono, e neanche negli schiaffi sulle natiche. E non c’è umiliazione nell’umiliazione, nel seme sparso sul corpo di lei – finalmente non sparso altrove –, nelle dita che infilano e nei salti del cuore. Teste morte che osservano corpi vivi. Si può? Non c’è altra via di uscita, collocata nella realtà, per questo incolto prete di paese? *** Ci fosse un solo don Nicola magari un’altra via d’uscita la troverebbe. Ma ricordiamoci che ce ne sono due, e di questi due Clara ne conosce solo uno, quello che si mostra al mondo e alle persone. E quello lì, no, per lui non si può, non si può, non reggerebbe, rimarrebbe distrutto, non ce la farebbe nemmeno a compiere l’atto. Sono entrambi con la testa sul collo, con i pensieri dentro e tutto il resto. Nessuno ha mozzato la testa a nessuno. E Clara continua con le sue provocazioni, senza rendersi conto di esser stata decapitata durante la notte, di essere stata posseduta dal corpo liberato dalla testa di don Nicola e di avergli dato piacere. Parla al prete, senza capire che l’uomo vorrebbe pure darle ragione, ma per farlo dovrebbe a propria volta staccarsi la testa dal collo. E poi la fantasia ritorna, e non è vero che non c’è violenza. Come mai si può credere che non ci sia violenza in delle teste mozzate? Vengono di notte e gli parlano, e questa volta pure i corpi devono essere morti. E gli dicono qualcosa che assomiglia a un memento mori, come fanno i teschi dei portali di alcune chiese. Solo che è un memento mori che non lo esorta alla virtù, ma al peccato, o almeno a quello che è troppo abituato a considerare tale. Ma lui, che non è uno studioso, non ha gli strumenti per decodificare cosa gli accade, e non riesce a far altro che a farfugliarsi nella testa, viva ma mortale, Padre, perché a me, perché a me!
  3. Edu

    [MI 142] La perpetua

    Grazie @@Monica
  4. Edu

    [MI 142] La perpetua

    certamente
  5. Edu

    Ciao a tutti!!

    Benvenuto @Valerio 10000. In bocca al lupo per il tuo libro e buona permanenza qui. Vedrai che c'è da divertirsi e cimentarsi. Piccola raccomandazione, passa di qui per il regolamento Ci si legge in giro, ciao
  6. Edu

    Richieste cambio Nome Utente o Cancellazione Account

    Di solito è buona norma non rompere le scatole a chi se ne vuole andare, magari con decisione sofferta e ragionata... Ma, insomma, @AndC... un WD senza Andc è meno WD Tuorn, sta casa scpett a te
  7. Edu

    ciao

    Ciao @Marta Titti . Benvenuta nel forum, ti divertirai Fai un giro qui , trovi innanzitutto il regolamento, poche regole di buon senso per la cordiale convivenza online. Vedrai che ci sono spazi di svago, tipo l'agorà, e spazi di crescita, se ti interessa scrivere innanzitutto l'officina, dove puoi cimentarti e confrontarti. Buona permanenza
  8. Devo dire che stavolta ho azzeccato tre preferenze su tre, quindi non posso che felicitarmi dell'esito. Complimenti alle vincitrici (@Kiarka è un esordio vincente, vero? ). @Ivalibri/Cettina per quanto mi riguarda è una conferma. Bel contest! E niente... proprio non mi vuol far taggare
  9. Edu

    Cent’anni di Rodari

    La so a memoria. Mio padre me l'avrà recitata centinaia di volte, e gliene sono grato
  10. Edu

    [MI 142] La perpetua

    Uno dei primissimi racconti che ho o postato qui si chiama così. A sto punto ti invito a leggerlo
  11. Edu

    Notte Nero Inchiostro 2020 - Off Topic

    Mi spiace. Trattandosi di contest notturno è vietata la consumazione
  12. Edu

    Alcool [Mi 142 Fuori concorso]

    Straquoto!
  13. Edu

    Alcool [Mi 142 Fuori concorso]

    Agliaaaaaa In generale Ciao @Garrula, che dire? Innanzitutto che mi dispiace moltissimo tu non sia in gara, per un solo minuto. Il secondo luogo che è un peccato, perché sei molto brava. Ancora mi devo riprendere da quello che ho letto, ma quello che ti posso dire è che mi hai tenuto incollatissimo allo schermo. E dunque che la cosa funziona e come. Davvero peccato.Hai il mio convinto pollice in su
  14. Edu

    [MI 142] La perpetua

    No, è un errore Vabbé, non mi voglio impelagare in una crociata antireligiosa (non qui almeno ). Scherzi a parte, non credo che lo strumento del dialogo via chat si presti alla discussione di tutti gli argomenti, alcuni sono complessi. Ma ti assicuro che non sono molto talebano nel mio laicismo... solo un po' ... poi chissà, un giorno ci si ritrova a discutere vis a via, non si sa mai . Diciamo che il racconto è sulla scissione tra una pressione morale/sociale, un'aspettativa legata a un ruolo, e un desiderio intimo, montante e prepotente. Come avevi compreso di certo sin da subito. Il discorso sulle fonti e sugli effetti lasciamolo stare, per il momento, che si scivola
  15. Edu

    [MI142]Quel giorno che persi il mio corpo

    Ecco, questa me la incornicio, perché credo sia il fine di tutto questo ambaradan
  16. Edu

    [MI142]Quel giorno che persi il mio corpo

    Ecco, questa me la incornicio, perché credo sia il fine di tutto questo ambaradan
  17. Edu

    [MI142]Quel giorno che persi il mio corpo

    è tutto così bello chiaro, cristallino e ben sviluppato che di questa esplicitazione ne farei davvero a meno. Ciao @Kiarka, è la prima volta che ti leggo ed è un piacere. Ben scritto, la giusta dose di ironia e surrealtà e un messaggio sincero. Bello! Pollice in su, a rileggerti
  18. Edu

    [MI 142] E nessuno può farci niente

    Ciao @Alberto TosciriAllora, provo a dirti qualcosa di indigesto ma che ritengo utile. Tu sei per molti versi un fuoriclasse, e lo dimostri in frasi pen piazzate, pensate e levigate come questa. La storia ci sta, è ben raccontata pure... ma... Credo (credo eh) che quello che spesso ti danneggia è l'emergere di una certa tendenza a brontolare contro il mondo indirizzato su cattivi binari. Mi spiego: in questo racconto indugi nella considerazione che nessuno crede nella giustizia, fai ironia sulla violenza dei "liberatori" (la ghigliottina), immagini una società che mica si cura della qualità della vita delle persone, perchè "mica fa filosofia", e che è chiaramente metafora di altro, insomma denunci a più riprese che la realtà che vedi non ti piace. Ora, il punto non è che la tua visione sia sbagliata, anzi... è la tua visione, e questo già di per sé le dà legittimazione; inoltre. che il mondo per molti versi si presti a una sconsolata riprovazione, ci sta tutto. Il punto per me è un altro, e vediamo se riesco a spiegarmi bene: il punto è che in quei frangenti si squarcia la pagina del racconto ed emerge Alberto, si sente il pensiero rumoroso dell'autore... Non so se sono riuscito a spiegarmi... Insomma, non voglio questionare su una determinata visione delle cose, mi sembra che qualunque essa sia le concedi troppo spazio nelle considerazioni messe qua e là, e finisce per stancare. Magari sono stato poco chiaro, sono un po' cotto, se vuoi ne riparliamo, perché a mio gusto personale di lettore è questo un limite un po' costante dei tuoi lavori (che poi hanno mille altri pregi, in primis una certa spiccata sensibilità). Poi, che il racconto è scritto sublimamente nemmeno sento più l'esigenza di dirtelo, lo sai e te lo si dice ogni volta. A rleggerci
  19. Edu

    [MI 142] La gelatina

    Ahia! Fino a qui mi avevi colpito molto positivamente con una riuscitissima descrizione della morte in stile ineccepibile. Questo cambio di registro è un pugno nell'occhio. L'idea è molto figa: le due teste che percorrono le epoche in gelatina. L'inizio è molto bello, secondo me, e scritto molto accuratamente. A partire dalla frase che ti ho segnalato cambi un po' il registro che vira quasi verso l'umoristico, e secondo me inizia a funzionare meno. Manterrei il registro dell'incipit. Un'osservazione: mettiin quasi tutti i dialoghi i nomi degli interlocutori: "Melina..." "Lucio...". Io eviterei, suona un po' finto perché nella realtà non lo si fa quasi mai. Ci sono trovate molto originali e valide. Ripeto, mi lascia un po' perplesso il cambio di registro, e mi sembra un po' debole il movente dell'omicidio
  20. Edu

    [M142] Arte e spazzatura

    Ciao, @La Anders e benvenuto (o benvenuta?) al Mi. Non me ne volere, ma anche io ho trovato il racconto troppo poco verosimile per essere realistico, e troppo poco surreale per essere surreale (o la versione di un pazzo). Buono il parallelo tra la tersta del cingiale e le teste mozze, magari poteva essere proprio nell'incipit la chiave del successivo sviluppo della trama. A rileggerci
  21. Edu

    [MI 142] Il piccolo Vokid

    Ciao, @M.T.... un'unica rimostranza, che non intacca il pregio del lavoro: bastaaaa parliamo d'altroooooo
  22. Edu

    [MI 142] Akimen

    Ciao @julia1983 . Ben confezionato e in ultima istanza gradevole. Non mi torna la disinvoltura del protagonista a mutare il proprio approccio da un sentimento di gratitudine per la donna a fermo proposito di esecuzione. Lo avrei un po' più sviluppato lì
  23. Edu

    [MI 142] La perpetua

    Ciao @Ippolita2018 e grazie per il passaggio. Il racconto, in verità, non è sulla religione... non ritengo nemmeno possibile che ogni prete di periferia sia teologo. Il racconto è sulla crisi di un uomo, che potrebbe essere tranquillamente un laico, che si rende conto di non credere più, o ad avere accettato passivamente e avere dei dubbi, su ciò che lo ha spinto a sacrificare una componene della propria vita, ma che si sente, per il ruolo che rivesto, ingabbiato e impossibilitato a qualsiasi cambiamento. Chiarito questo, sempre per parlare.... sulla sessuaità una certa repressione morale riguarda credenti e non credenti. Da una prospettiva laica io esercito il dubbio sulle singole questioni (ma Maddalena era la donna di Gesù?): l'unica conclusione possibile è che non lo sappiamo, visto che né i vangeli apocrifi apocrifi né quelli ufficiali assumono un valore storiografico. Posso aggiungere solo, per quanto riguarda il mio personale modo di vedere, che se Gesù avesse avuto una donna, essendosi fatto uomo (o essendo un uomo e basta, a seconda delle prospettive), la cosa non mi scandalizzarebbe affatto. Magari, così la si fosse raccontata, la morale veicolata nei secoli sarebbe stata un po' meno bacchettona, perché, vedi, se è vero che non è scontato che un prete stia dalla parte della conservazione, è anche vero che nella società il cattolicesimo ha spesso esercitato un ruolo frenante rispetto al sentire dei tempi (chi si sognerebbe mai di sconsigliare ancora oggi il preserbativo, tanto per fare l'esempio più eclatante? E infatti, su queste ed altre rerum novarum, magari davvero troppo in ritardo, si sta facendo marcia indietro... fino alla prossima restaurazione ) Grazzie assai. Occhei, il messaggio è ancora una volta forte e chiaro
  24. Edu

    [MI 142] La perpetua

    Siete passati in tantissimi, grazie! @Befana Profana @ivalibri @Emy Grazie. Ok, il messaggio è chiaro, deve essere più chiaro! Grazie anche a te @M.T. E grazie, @Macleo io mo non lo volevo di' per ammantare di erudita filosofia il racconto, ma il succo, volendo, in fondo in fondo...
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