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Ton

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  • Compleanno 13 giugno

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  1. Ton

    H.Q.

    @Ippolita2018 grazie mille I tuoi commenti sono sempre rivelatori. In questo caso, arriva a conferma di qualcosa che già "sentivo" da un po': se l'esperienza fatta col WD fin'ora mi ha, da un lato, permesso di aggiustare qualcosina (in ottica, credo, di chiarezza e sintesi della prosa), dall'altro ha un po' ammazzato la mia spontaneità Questo è il primo racconto che ho scritto dopo oltre 15 anni. Scritto dal cellulare nel mezzo di una festa caotica a cui non volevo partecipare. Ha sicuramente tanti errori e tanti difetti, ma per me ha il pregio di essere stato scritto senza pippe mentali: oggi avrei difficoltà a scriverlo, perché ora prima di un racconto mi arrovello in continuazione su cosa e come è meglio scrivere, cercando di semplificare l'idea centrale il più possibile e di strutturarla in modo più prevedibile per chi legge. E puntualmente finisco con cose che mi sembrano solo banali Dovrò cercare di "dimenticare" le cose imparate e tornare a scrivere di pancia. E se avrò fatto meno errori allora vorrà dire che a qualcosa quest'anno e mezzo è servito Grazie ancora! Spero di ritrovarti presto sotto un altro mio racconto, non sai quanto mi sei utile
  2. Quella manca sempre purtroppo mi sono convinto da tempo di non poter essere editor di me stesso. Posso aggiustare qualcosina, soprattutto a livello strutturale, ma la prosa mi esce in un modo che per me è assolutamente naturale, e non saprei scrivere diversamente. O almeno, quando ci provo noto che il risultato è peggiore dell'originale (almeno secondo me). Se conosci un buon editor che si accontenti della gloria di editare un futuro premio Nobello fa un fischio. Grazie cumpà
  3. Ton

    Prima di mezzogiorno

    @Daria Mele ho un po' di tempo a disposizione. Parliamo seriamente, ti va? È un "racconto" strano. A primo acchito l'avrei definito un frammento, ma non sarebbe stato esatto. Il problema non è tanto la brevità del tutto, che anzi è quasi sempre apprezzabile quando è sinonimo di sintesi, ma la mancanza di una struttura portante chiara e ben sviluppata. L'hai presentato ad un concorso quindi immagino ci fosse una traccia o un tema specifico, probabilmente il lockdown (viva la fantasia). Ma se così non fosse va bene lo stesso, perché il punto principale è un altro. L'impressione che ho avuto io è di un racconto che serve più come scusa per presentare un'idea, un concetto o (dio ce ne scampi) una morale piuttosto che una storia vera e propria. L'hai scritto con voce narrante estemporanea e (sembra) onniscente, ma gli intermezzi che fai nel corso del racconto in cui la voce da le proprie opinioni o specifica alcuni punti (spiegare perché un regno è buffo, o specificare che il sì è coscienzioso rispetto al no) cozzano con il POV scelto, che dovrebbe essere più distaccato. Sembra quasi una piccola favola, ma resa in maniera un po' convoluta. Non aiutano le descrizioni, che lasciano davvero poco all'immaginazione e sono quelle che Palahniuk definirebbe "pigre": miserabile, buffo, tutto, coscienzioso, stravolto, noto, innocente questi sono termini vaghi, il cui significato è variabile e dipende da un dato che al lettore manca: l'opinione dell'autore. Prova a spacchettarli, a mostrare perché il pittore è miserabile, perché il regno è buffo, cosa vuol dire "tutto", perché il sì è coscienzioso, come è stato stravolto il no, cosa significa noto e cosa significa innocnete. Dai al lettore la possibilità di decidere da solo se il personaggio che gli stai presentando è o meno un miserabile. Detto questo, l'idea è carina. L'incipit mi piace, anche se potresti aggiustare qualcosina per renderlo più efficace: Non c'è bisogno di ripetere il concetto (e le parole presente, lontana, mezzogiorno) più volte. Si capisce da subito l'immagine che vuoi ottenere. Ripeterlo non fa che annacquarla. Spero ti sia stato utile. A rileggerti Edit: a proposito. Perché il titolo in maiuscolo?
  4. Non ho tempo di partecipare attivamente alla discussione. Lascio solo la risposta che l'ex direttore editoriale di Mondadori diede alla domanda "Oggi si pubblicano tanti libri, ma la qualità sembra calata. Come selezionate cosa pubblicare?" "Si pubblicano entrambi. Ci sono libri che pubblichiamo per venderli, e libri che pubblichiamo perché non si può fare a meno della bellezza e della cultura." Alla fine, credo che il ruolo dell'editore di oggi, senza andare troppo nel poetico, non sia tanto diverso dall'editore di ieri. Che però aveva il vantaggio di non doversi scontrare in un mercato saturo di distrazioni a portata di mano. La questione "più cultura = persona migliore" o meno, non mi interessa e la lascio a voi Mi viene solo da dire che, se la cultura di sicuro non abbellisce di per sé, l'ignoranza senz'altro abbruttisce.
  5. @massimopud in realtà credo che @L'antipatico abbia solo riportato, a modo suo e decontestualizzata, una citazione di Asimov
  6. Ton

    [Off Topic] Telecronaca delle Sfide

    @Renato Bruno grazie, come al solito Questo passaggio è il cruccio di tutta la mia scrittura, dato che non sono ancora riuscito ad individuare questo fatidico salto, il momento in cui si rompono gli argini e la narrazione prende il posto della realtà. Non so neanche cosa sia o come sia fatto, ma senso che è lì tutte le volte e io lo manco. Continuerò a rifletterci.
  7. Ton

    [Off Topic] Telecronaca delle Sfide

    @Renato Bruno era una battuta tranquillo il Supercritico è un ruolo del forum. Se ti va di commentare, però, eccoti i link: ... ma anche uno qualsiasi della lista che mi avevi chiesto in privato andrebbe bene
  8. Ton

    [Off Topic] Telecronaca delle Sfide

    Come va va, ho vinto io @Edu L'unica cosa che mi manca, al momento, è un commento serio da un supercritico. Non faccio nomi perché non mi sembra giusto @queffe @Marcello @Niko @swetty o chi vi pare a voi Ci metto pure @Renato Bruno che è supercritico nell'anima Per il resto, attendo al varco le sfidanti @mercy @Befana Profana La piscina piena di fango sugo alla carbonara è pronta. Si dia inizio alla sfida del secolo (nel senso che in due fanno un secolo)
  9. Pensa te, anch'io Domanda per te che ti piace riflettere sulle questioni narrative: quanto è necessario lapalissianare al servizio del lettore? Nell'economia di un testo narrativo, quanto è importante mettere in secondo piano l'intenzione dell'autore e premiare la leggibilità/comprensione del lettore? Perché i POV sono diversi ma simili? Ma soprattutto: perché non mi fai un po' di editing aggratis?
  10. Ton

    Guanto di Sfida

    Ah, I see. L'edizione delle milf
  11. Ton

    Unpopular opinion

    Mi hai convinto: ti scelgo per fare il commento approfondito al mio racconto del Penna&Spada. Fila a commentare, che è tardi!
  12. @Edu grazie ci rifletterò
  13. Ton

    Unpopular opinion

    Beh beh beh Il fatto che tu sia assolutamente certo di una cosa non la toglie dal campo dell'opinione. Tecnicamente il congiuntivo ci sta. O no?
  14. Ton

    Unpopular opinion

    Ehm ehm. Perché, è sbagliato?
  15. Grazie! Spesso mi hanno tolto le virgole perché rallentavano, pensa te L'idea era quella. La psicologia del personaggio pure. Credo ci si sia soffermati sull'incipit più per quella cretinata del R-O-S-A, RRosa eccetera che ricorda troppo l'invocazione LO-LI-TA (ehm ehm: scandire le lettere non è la stessa cosa che scandire le sillabe. .... no eh? ) Aveva ragione mia mamma: non sono io che sono iperattivo, sono gli altri che sono più lenti di me! Semmai riuscirai un giorno ad articolare "quella roba che faccio" in italiano, magari potrò spiegartela perché ancora non c'ho capito niente di cosa sia Passo il prima possibile. A te DUE rose (ma pure trenta, tanto so finte. Conta il pensiero.)
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